Al via la prelazione abbonamenti 2025/2026: “Insieme, è un’altra storia”

La Allianz Pazienza Cestistica Città di San Severo apre ufficialmente la fase di prelazione per la nuova campagna abbonamenti relativa alla stagione sportiva 2025/2026. “Insieme, è un’altra storia” è il riflesso autentico del nostro progetto. Il basket, come la vita, non si affronta da soli: servono energia condivisa, passione e un legame profondo tra squadra e tifoseria, dentro e fuori dal campo. L’esperienza della scorsa stagione, culminata con una salvezza conquistata con un gruppo giovane e determinato, ci spinge a proseguire su una strada chiara: sostenibilità, responsabilità, costruzione. Ma, per farlo davvero, abbiamo bisogno dell’intera comunità. La società da sola non può bastare: sogniamo che la città risponda presente con una sottoscrizione massiccia di abbonamenti. Questo ci permetterebbe di valutare anche un colpo importante in fase di mercato. Le parole dell’Amministratore Delegato, Mario Del Vicario: “Quella della prelazione è una scelta ponderata e simbolica: vogliamo il palazzetto pieno, ogni domenica. Non servono giri di parole: abbiamo bisogno di tutti. Abbiamo pensato a ogni categoria, dai ragazzi ai senior, passando per famiglie e tesserati dell’Academy. Nessuno resta escluso. E come già fatto in passato, anche quest’anno uniformiamo i prezzi tra tribuna e gradinata: un gesto concreto per avvicinare il pubblico e permettere a tutti di sentirsi parte della nostra grande casa. La Cestistica è una famiglia, e una famiglia si sostiene sempre. Perché sì, insieme, è davvero un’altra storia”. Nel dettaglio: Diritto di prelazione (scelta posto): €40 Abbonamento Intero (19 partite): €100 Ridotto (14-18 anni, over 70): €80 Famiglia (genitori + figli minorenni): €200 Coppia (marito e moglie o conviventi): €180 Academy Singolo (genitore tesserato): €80 Academy Coppia (entrambi genitori tesserati): €150 Biglietto singolo intero: €10 Biglietto singolo ridotto (over 70): €7 È possibile effettuare la prelazione sui nuovi abbonamenti scegliendo il rispettivo posto e senza costi aggiuntivi (fino al 20 giugno la prelazione è aperta esclusivamente ai vecchi abbonati per confermare il vecchio posto o cambiarlo), presso il Cestistica Point “Ottica di Sanno”, sito in Corso G. Garibaldi 128, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.30.
Fabio Bugatti è il primo tassello del nuovo roster giallonero!

L’Allianz Pazienza Cestistica Città di San Severo è orgogliosa di annunciare il primo innesto ufficiale del roster 2025/2026, che affronterà il campionato di Serie B Nazionale: Fabio Bugatti. Già protagonista nella scorsa stagione, Bugatti si distingue per carisma, personalità e un bagaglio tecnico che lo rendono uno dei giocatori più rappresentativi dell’intera rosa. Dal suo arrivo, Fabio ha conquistato squadra, staff e tifosi, trascinando il gruppo sulle proprie spalle nei momenti più complessi. Le sue prestazioni, tanto intense quanto efficaci, culminano nella memorabile vittoria esterna di Salerno, dove Bugatti dimostra ancora una volta di essere uomo squadra, leader decisivo nei passaggi cruciali della stagione. Le parole del Direttore Sportivo, Pino Sollazzo: “Ripartiamo dal nostro leader. Fabio Bugatti è stato, senza dubbio, l’uomo della svolta. Ha letteralmente cambiato il volto del nostro campionato, guidando la squadra con intelligenza, talento e un profondo senso di responsabilità. Confermarlo non è solo una scelta tecnica, ma anche e soprattutto una decisione dettata, da tutto l’organico societario, dal forte attaccamento alla maglia e alla città che ha dimostrato fin da subito. Buga è un punto fermo, un riferimento autentico per tutto il gruppo, un ragazzo che ci ha messo un secondo a firmare con noi, senza prendere nemmeno in considerazione le altre offerte proprio per amore non solo dei nostri colori ma dell’intera città che lo adora. Siamo certi che la sua esperienza e la sua leadership continueranno a rappresentare un valore aggiunto per l’intero spogliatoio. Bugatti incarna al meglio lo spirito della Cestistica: identità, passione e ambizione”. Bugatti, primo ‘nuovo’ tassello della stagione sportiva 2025/2026 commenta così il suo rinnovo contrattuale: “La mia priorità è sempre stata quella di restare a San Severo, e infatti la trattativa si è chiusa in modo rapido e sereno. Qui mi trovo alla grande: insieme abbiamo raggiunto un traguardo importante come la salvezza, che deve rappresentare un punto di partenza, non di arrivo. L’obiettivo ora è vivere una stagione più tranquilla e ricca di soddisfazioni. Ai nostri splendidi tifosi, che rappresentano una marcia in più – come sottolinea spesso anche il coach – voglio dire: vi aspetto numerosi al palasport, perché il vostro calore fa la differenza. Sempre e solo… forza Neri!” Bentornato, Fabio! Il presente riparte da te!
Massimo Bernardi ancora alla guida dei Neri! La Cestistica riparte nel segno della continuità

L’Allianz Pazienza Cestistica Città di San Severo è lieta di comunicare il rinnovo del contratto con coach Massimo Bernardi anche per la stagione sportiva 2025/2026, affidandogli nuovamente la guida tecnica della prima squadra giallonera. Tecnico di comprovata esperienza, carisma e visione, Bernardi rappresenta una certezza: sotto la sua direzione, è stata costruita una salvezza preziosa con pazienza, sacrificio e competenza, nonostante un budget contenuto e il roster più giovane dell’intera Serie B Nazionale. Si è andati, dunque, sulla via della continuità, rinnovando la fiducia a un allenatore che, nel corso della stagione appena conclusa, ha saputo modellare un gruppo solido, competitivo e sempre pronto a lottare fino all’ultima sirena. Continuità è la parola d’ordine anche per l’Amministratore Delegato, Mario del Vicario: “Ripartire da Max era una delle nostre priorità. È la naturale conseguenza della stagione che abbiamo appena vissuto: importante sotto il profilo tecnico, ma anche economico, nel rispetto della sostenibilità. Abbiamo scelto di dare continuità a un percorso serio e condiviso, convinti che Bernardi sia la figura ideale per valorizzare ancora una volta lo spirito della squadra. Conosce la filosofia del club, sa interpretare le esigenze dei giocatori e dialogare in profondità con tutto lo staff. È il primo passo di un nuovo progetto che stiamo costruendo con grande convinzione”. Soddisfazione e grande voglia di continuare a stupire; il commento di coach Bernardi: “Sono molto contento. Lo scorso campionato abbiamo costruito un percorso bellissimo, giorno dopo giorno tutti insieme: dalla società allo staff, passando per i tifosi e la città intera. In pochi, all’inizio, credono nella nostra salvezza, e forse è proprio per questo che oggi conservo ancora un forte senso di conquista. Avrei voluto riempire il palazzetto in ogni ordine di posto, e in parte ci riusciamo. Ma il mio desiderio, per questa nuova stagione, è di vederlo finalmente completamente esaurito, carico di entusiasmo e orgoglio per questa squadra. Resto a San Severo con grande orgoglio, perché qui, in un luogo dalla storia importante, mi trovo bene sia a livello professionale che umano”. “Nella società, nelle persone con cui collaboro e in quelle che la costruiscono – continua l’head coach – percepisco una passione autentica per i colori gialloneri e, al tempo stesso, una competenza che non si trova ovunque. Anche quest’anno il campionato sarà molto competitivo, ma siamo pronti. Abbiamo in mente un progetto solido, cercando di mantenere un’ossatura forte, di prendere giovani di grande potenziale da valorizzare, e non vedo l’ora di tornare in campo ad agosto per iniziare la preparazione. Lavoreremo con dedizione, passione e spirito di squadra. Il meglio deve ancora venire”. Per il nuovo anno, la Cestistica riparte dal suo condottiero: il cammino continua, con Massimo Bernardi al timone!
Una vittoria per suggellare la stagione con la salvezza in tasca. Grazie, ragazzi. Grazie, società. Grazie, San Severo. È per tutti voi.

Non poteva che concludersi così: con una vittoria a suggellare una stagione che rappresenta comunque un traguardo di immenso valore per la dirigenza e per tutta la città di San Severo. L’ultima gara del campionato di Serie B Nazionale Old Wild West 2024/2025 tra la LDR Power Basket Salerno e l’Allianz Pazienza Cestistica si chiude infatti con il successo dei Neri: 86-74. Per espugnare il Pala Longo serve una squadra perfetta che trae dalla difesa l’impulso per essere aggressiva in attacco, senza concedere spazio agli avversari, che, in particolare, si sono affidati esclusivamente a Chaves e Kekovic, ma che hanno subito per l’intera gara il collettivo di coach Massimo Bernardi. Il forcing pugliese, che arriva da tutte le parti del campo, non esclude nessuno. Un pressing che porta altri due punti importanti per il gruppo, che complessivamente segna 28 punti, a suggello di un campionato da applaudire. Un torneo da standing ovation. All’inizio della stagione, chi avrebbe davvero scommesso su questa squadra? Diciamolo senza ipocrisia: (quasi) nessuno. Eppure la dirigenza giallonera, dal presidente Amerigo Ciavarella fino all’ultimo dei preziosi collaboratori, ha saputo costruire e sostenere una squadra che va oltre il campo da gioco, una famiglia nutrita di passione e senso di appartenenza. Oggi possiamo dirlo con orgoglio: abbiamo ottenuto la salvezzanel terzo campionato più importante della pallacanestro italiana. È una soddisfazione per tutti: si sentano soddisfatti anche coloro che, a inizio stagione, avevano dubitato. Siamo salvi e, concedetecelo, siamo immensamente fieri di voi, ragazzi. L’INIZIO DEL MATCH – In campo vanno: Chaves, Saladini, Zampa, Kekovic e Matrone vs Pellicano, Mobio, Igbanugo, Abati Toure e Cane. Partenza sprint per i gialloneri che, con un 4-0 firmato da Ivan Mobio e Carlo Cane, imprimono subito ritmo alla gara. La Virtus impiega quasi tre minuti per trovare i primi punti, pareggiando i conti grazie al proprio pivot Kekovic; poco dopo, Matrone stoppa Abati Touré, lancia Chaves in contropiede e il play salernitano completa un gioco da tre punti, regalando il primo vantaggio ai padroni di casa. Cane riporta immediatamente l’Allianz Pazienza a un solo punto di distanza, seguito da Zampa. È una partita che, pur senza particolari poste in palio, vede entrambe le formazioni onorare il campo con intensità e rispetto per la filosofia della pallacanestro. Nella parte centrale del quarto, la LDR prova a dettare i ritmi grazie alla sapiente regia di Chaves, che si rende protagonista di giocate spettacolari e serve assist perfetti, in particolare per Kekovic, oggi particolarmente ispirato. La Cestistica, tuttavia, non concede campo agli avversari e ribatte con i canestri di Gherardini e l’esplosività atletica di Abati Touré, che riportano il punteggio in perfetta parità sull’11-11. Il ritmo, successivamente, cala leggermente: aumentano gli errori soprattutto dalla sponda salernitana e i Neri ne approfittano e guadagnano, lentamente ma con tanta precisione, il primo referto della serata: 17-25. Bugatti commette un errore in rimessa, Chaves ne approfitta per involarsi da solo in contropiede e Bandini replica immediatamente. Anche il secondo periodo si rivela molto più tattico che tecnico: Salerno tenta con maggiore decisione di prendere il controllo del ritmo, mettendo a segno nove punti nei primi tre minuti, mentre i dauni riescono a realizzarne soltanto quattro. Nonostante la posta in palio — due punti che non incidono sulla classifica di entrambe le squadre — l’imperativo resta quello di onorare al meglio il campo e chiudere dignitosamente la stagione. Chaves, l’arma più pericolosa della Virtus dopo Candotto, comincia a colpire anche dalla lunga distanza, mentre Mobio si destreggia in attacco cercando di mantenere il passo. La Virtus, soprattutto oltre l’arco, registra le proprie percentuali e riporta la gara in assoluto equilibrio. A metà frazione, però, l’inerzia cambia: la Virtus accelera e si porta sul 34-32, costringendo coach Bernardi a richiamare i suoi per un necessario aggiustamento. Matrone infila una schiacciata poderosa che amplia il divario sul 38-32, mentre Pellicano, con una tripla, prova a ricucire lo strappo. Cane, ancora una volta, risponde con freddezza ristabilendo la parità. Il copione ora è chiaro: San Severo attacca e segna, Salerno replica con altrettanta efficacia. Il secondo quarto si chiude così, in una situazione di perfetto equilibrio: 44-44. LA RIPRESA – Nando Matrone segna il canestro del 46-44 subito dopo il rientro dal tunnel del Pala Longo, ma l’americano giallonero Igbanugo risponde prontamente, pareggiando il punteggio. Seguono poi quattro punti rapidi per la LDR, che riesce a guadagnare un piccolo vantaggio, ma Cane interviene prontamente per spegnere l’entusiasmo avversario. La difesa di Matrone, intanto, si conferma impeccabile: il pivot è un vero e proprio leader, con sei stoppate nei primi venti minuti, a cui si aggiungono sei rimbalzi e quattro punti; statistiche che non possono passare inosservate agli occhi di coach Tito Carone. La Cestistica, però, almeno all’inizio, fatica a trovare il ritmo nel corso di questo terzo periodo. La Virtus, infatti, segna spesso in contropiede, e sembra prendere il comando. Serve maggiore precisione da parte di Igbanugo dalla distanza (6.75) per cercare di avvicinarsi ai padroni di casa: il punteggio si fissa sul 54-51, poi Mobio alza la parabola per il 54-53. Salerno si riorganizza, ma l’Allianz Pazienza risponde prontamente, riportando la gara su un equilibrio quasi perfetto. Guardando le statistiche, emerge chiaramente come la LDR Power si affidi prevalentemente alle giocate di Kekovic e Chaves, mentre il punteggio dei gialloneri risulta decisamente più distribuito. Infatti, a parte tre elementi, gli altri membri della squadra sono andati tutti a referto. Due giocate degne di nota sono quelle di Bandini, che in volata serve un assist a Mobio, il quale schiaccia a canestro per il 58-61 e l’assist che lo stesso Bandini fornisce un altro assist decisivo a Igbanugo, che sigla il canestro del 58-64. Poi Gherardini, quasi come un playmaker, realizza una tripla straordinaria, portando la squadra sul +9, che diventa +11 grazie ancora a Igbanugo. Non c’è nulla da fare: quando l’Allianz Pazienza entra in ritmo, diventa implacabile. La difesa si fa solida e l’attacco è letale. Anche questo terzo periodo si colora di giallonero, con il punteggio che recita
Ci sono partite… e poi c’è l’Impresa. L’Allianz Pazienza è salva, con una giornata d’anticipo!

Ci sono partite e Partite. Imprese e Imprese. Traguardi e Traguardi. L’Allianz Pazienza Cestistica San Severo scrive una pagina straordinaria della propria, conquistando la salvezza matematica, con una giornata d’anticipo, senza passare dai playout. Un traguardo che vale doppio, perché arriva sul parquet difficile di Chiusi, al termine di una prestazione autorevole, concreta, coraggiosa. Il punteggio finale (68-81) certifica la permanenza in Serie B Nazionale anche per la prossima stagione e San Severo ancora tra le migliori piazze del basket italiano. Si potrebbe parlare delle analisi tecniche e tattiche, da domani però. Perché è una vittoria che dice tutto ed oggi c’è solo spazio per l’orgoglio. Per l’emozione. Per la gioia. La società – nella voce dell’Amministratore Delegato Mario Del Vicario, del Direttore Generale Pino Sollazzo e di tutto il gruppo dirigenziale – ha sempre dichiarato con chiarezza l’obiettivo: salvarsi, anche all’ultimo secondo dell’ultima gara di un playout. E invece, la Cestistica va ben oltre. Lo fa con dignità, con lavoro quotidiano, con una squadra che, secondo molti addetti ai lavori, sarebbe dovuta retrocedere senza appello. I maggiori portali di settore la davano fanalino di coda già in estate. I numeri, oggi, raccontano altro. Ed è giusto togliersi qualche (per usare un eufemismo) sassolino. Avremo modo, nei prossimi giorni, di raccontare questa impresa con il nostro stile, con il nostro spirito e con la passione di sempre. Ma adesso è il momento di festeggiare. E allora, permetteteci solo questo: È dedicato a te, San Severo. È dedicato a voi, sanseveresi. L’INIZIO DEL MATCH – Alla palla a due Chiusi si presenta con Raffaelli, Criconia Ceprano, Rasio e Renzi mentre San Severo va con Pellicano, Mobio, Igbanugo, Gherardini e Cane. Buona partenza per la San Giobbe che si presenta sul parquet con le idee chiarissime, sfruttando la fisicità e il posizionamento di Renzi sotto canestro e i primi due punti dell’argentino Raisio. La Cestistica, al contrario, si mostra inizialmente contratta, sia nel pitturato che dalla distanza; ed infatti i primi due punti arrivano con Gherardini. I padroni di casa attaccano con costanza il ferro e raccolgono punti preziosi, portandosi sull’8-2. Le difficoltà di San Severo si riflettono anche dalla lunetta, con uno 0/3 che pesa e non può passare inosservato. Cane rompe il digiuno e riaccende il tabellone giallonero, seguito da un’iniziativa di Abati Touré che accorcia sul -2. Ma è ancora Renzi, dominante sotto le plance, a firmare il suo sesto punto, prima che lo stesso Touré timbri il 10-8. Quando i dauni sembrano avvicinarsi, arriva la tripla chirurgica di Raffaelli che ricaccia indietro l’Allianz, riportandola a -6. Va riconosciuta l’efficacia della manovra offensiva dei ragazzi di coach Zanco, bravi a trovare le giocate giuste su entrambi i lati del campo e a gestire l’inerzia con lucidità. Coach Bernardi ferma il cronometro sul 17-9 per riorganizzare le idee: dentro Bandini e Bugatti, che risponde subito presente con il canestro del 17-11. Igbanugo, poi, realizza i suoi primi due punti dalla lunetta riportando i gialloneri a -4. L’ex Fall replica immediatamente per il 19-13, ma è ancora Bugatti a tenere San Severo in partita, prima che sia proprio Fall a firmare il 21-15 che chiude il primo quarto. Si alzano i ritmi nel secondo quarto e la Cestistica risponde presente. Abati Touré inaugura il parziale con un tiro dai 6.75, ma l’Umana replica immediatamente con Raisio. San Severo però non si scompone: Bugatti colpisce ancora, seguito da Fazioli che fa 2/2 dalla lunetta per il 25-20. In un attimo, è ancora Bugatti a mettere altri due punti in cassaforte, accorciando sul 25-22. La squadra di coach Bernardi ora appare più sciolta, più viva, come se avesse finalmente scrollato di dosso il peso psicologico dell’inizio gara. I gialloneri iniziano a leggere meglio le contromisure avversarie, difendono con ordine e gestiscono i possessi con crescente precisione. Il gap tra le due formazioni – mai davvero ampio – si assottiglia fino a ridursi a un solo possesso. Dopo tre minuti, è proprio San Severo a impattare sul 25-25 grazie a Gherardini, che poi realizza anche il libero del sorpasso. L’entusiasmo, però, viene frenato dal fallo dello stesso numero 18 su Chapelli, che completa il gioco da tre punti. La sfida ora vive una fase di intensa vivacità: Chiusi tenta di riprendere il controllo del gioco, ma l’Allianz risponde colpo su colpo, imponendosi fisicamente e mentalmente. Sul 28 pari, coach Zanco ferma il gioco con un timeout. Un dato parla chiaro: 7 palle perse per Chiusi contro le sole 2 dei pugliesi. Un segnale evidente della concentrazione e dell’efficacia con cui San Severo affronta il match, a prescindere dal blasone dell’avversario. A metà quarto, gli ospiti mettono la testa avanti grazie a un’azione combinata tra Bugatti e Mobio, anche se Ius riporta subito avanti l’Umana, costringendo Bernardi alla sospensione. Al rientro, Cane è glaciale dalla lunetta, imitato poco dopo da Abati Touré che firma il nuovo sorpasso giallonero. La panchina di Chiusi reagisce con un altro timeout. Le ultime battute della gara vedono San Severo in hype; i Neri, in questo secondo periodo, mostrano personalità, ordine e spirito competitivo. Un quarto, questo, che premia con pieno merito la formazione dauna, ora perfettamente in partita e meritatamente in vantaggio: 37-43. LA RIPRESA – Coach Massimo Bernardi apre il terzo quarto con un quintetto solido e dinamico: Pellicano, Igbanugo, Bugatti, Abati Touré e Cane. La scelta paga immediatamente: Cane conquista un gioco da tre punti, tocca la doppia cifra personale e porta l’Allianz Pazienza sul +9, 46-37 in trasferta, contro una Chiusi dalle ambizioni ben più alte di una semplice salvezza. Un segnale forte, a conferma della partita di grande spessore che i gialloneri stanno giocando. Bugatti si inventa un canestro sontuoso, completa il libero aggiuntivo e, complici un fallo antisportivo e il possesso successivo, San Severo vola sul 51-37 con la firma di Igbanugo. L’avvio del terzo quarto è da manuale: intensità, precisione, presenza mentale. Cane continua a dominare l’area toscana, costringendo coach Zanco al timeout e guadagnandosi anche un fallo tecnico per proteste. I gialloneri firmano un parziale di 10-0, lasciando
Finalmente l’Allianz Pazienza! Una prova da giganti contro la capolista Roseto

Solo una missione: vincere. Nessun calcolo, nessuna formula, solo il bisogno impellente di tornare al successo. L’Allianz Pazienza Cestistica San Severo s’impone in casa, contro la prima della classe, la Liofilchem Roseto con il punteggio di 93-85, interrompendo la serie negativa di sconfitte consecutive. Un digiuno lungo, doloroso, che però non ha mai spento la determinazione della squadra ed il risultato finale certifica una squadra sempre pronta a lottare, con il coltello tra i denti, sapendo di affrontare un roster che viaggia fuori ogni logica. Un traguardo che si costruisce passo dopo passo, difesa dopo difesa, come dimostra l’atteggiamento dei Neri, che non si lasciano intimorire dal blasone abruzzese e dominano il gioco dal primo all’ultimo minuto, pur riconoscendo – comprensibilmente – la qualità delle offensive ospiti. Lo fanno da roster vero, unita, compatta, capace di esaltarsi con i protagonisti principali – Gherardini, Igbanugo, Cane e Mobio – ma anche di trovare risorse preziose in chi contribuisce con meno punti, ma ugualmente decisivi: Moffa con 9, Pellicano con 7, Petrushevski, Bugatti e Bandini con 5, Abati Touré con 4. Numeri che, alla fine, pesano. E poi c’è il ‘sesto uomo’: il pubblico del “Falcone e Borsellino”, pronto a spingere con il cuore e con la voce, i propri ragazzi, verso un’impresa fondatamente per la stagione. Il ritorno al successo non solo riporta punti preziosi in classifica, ma libera la squadra dall’aria pesante che poteva anche solo aleggiare. Tuttavia, è il momento di spingere: serve ancora sudore e sacrificio per arrivare fino in fondo. Ora, più che mai, l’unica direzione possibile è andare forte, senza voltarsi indietro. Questa sera c’era un solo obiettivo: battere la capolista, contro tutto e tutti. È una domenica… bella. Avanti così, Allianz Pazienza. Così! L’INIZIO DEL MATCH – Pellicano, Mobio, Igbanugo, Abati Toure e Cane scendono in quintetto per San Severo mentre la Liofilchem parte con Durante, Guaiana, Aukstikalnis, Sacchetti e Dellosto. 3/3 dalla lunetta per Ivan Mobio, poi un elegante no look di Sacchetti per Dellosto, seguito da una tripla dello stesso numero 41 in maglia biancazzurra. 2/2 dalla linea della carità per Carlo Cane e altri quattro punti consecutivi del pivot giallonero, ai quali si aggiunge un eccellente gioco da due di Igbanugo: è un avvio coinvolgente, tra la capolista e un’Allianz Pazienza determinata a mantenere la categoria. I padroni di casa, fin dai primissimi possessi, mettono in mostra tutta la voglia di competere ad armi pari, anche contro una formazione che sembra non conoscere rivali. L’incoraggiante 11-7 dopo appena quattro minuti è la prima prova tangibile di questo atteggiamento. È un avvio intenso anche sul piano fisico: Pellicano e Sacchetti si ritrovano già con due falli a testa, segnale che nessuna delle due squadre intende risparmiarsi. La Cestistica alterna momenti di difesa granitica — con due possessi avversari chiusi allo scadere dei 24’’ — a qualche sbavatura che consente a Roseto di trovare punti semplici. E se non sono semplici, lo diventano grazie alla qualità tecnica dei singoli, come la tripla di Pastore che vale il -2. Ma la reazione è immediata: risponde Igbanugo con una giocata di grande carattere, e a seguire una splendida azione di Mobio chiude il parziale. I primi 10 minuti sono di ottima fattura per San Severo: determinazione, concentrazione e l’attitudine giusta per un match tanto delicato quanto affascinante contro la capolista. Il primo quarto, infatti, sorride ai dauni, sempre avanti nel punteggio: 35-26. Petrushevski protegge il possesso e serve un pallone d’oro a Matteo Gherardini, che sotto canestro non perdona e sigla il 37-28. Nell’azione successiva è ancora il capitano giallonero a salire in cattedra con la sua tripla personale, immediatamente imitato da Durante, seguito dal tap-in di Bugatti e dalla tripla di Donadoni: Roseto risponde con tutto il proprio arsenale, dimostrando forza e profondità. Ma San Severo non si lascia intimidire. Il canestro di pura energia di Gherardini e l’incredibile recupero di Bandini — che però, dopo, commette il suo terzo fallo personale — evidenziano il carattere di un’Allianz Pazienza che non teme nessuno; i ragazzi di coach Bernardi mostrano coraggio e determinazione nel rispondere colpo su colpo all’intensità degli uomini di coach Nando Francani. Al Palas si respira un’atmosfera vibrante: il pubblico di casa apprezza la grinta dei propri beniamini, mentre i tifosi abruzzesi non smettono un attimo di incitare Roseto. A metà secondo quarto, gli ospiti provano a riavvicinarsi, ma due triple di un Moffa letteralmente onfire ricacciano indietro ogni entusiasmo biancazzurro. Il commento è semplice: fosse un’altra squadra, avrebbe già ceduto sotto i colpi gialloneri, dopo quasi venti minuti di intensità feroce. Sul 52-43, Moffa, protagonista del quarto, è costretto a uscire per un problema alla caviglia, e la Liofilchem prova ad approfittarne. Gli ospiti colpiscono con regolarità, come dimostra la tripla siderale di Aukstikalnis, che accorcia fino al -5. Coach Bernardi chiama timeout. Al rientro, Mobio stoppa Donadoni, lanciato in contropiede, e Igbanugo, in perfetto stile americano, concretizza dall’altra parte del campo. Un secondo quarto giocato ad altissimo livello. Ma la partita è tutt’altro che finita. Anzi: 59-53. è ancora lunga. Lunghissima. LA RIPRESA – Due minuti di stasi aprono il terzo periodo, con errori da ambo le formazioni che rallentano ritmo e punteggio. Il gioco fatica a decollare, ma poi ci pensa la ‘sentenza’ Aukstikalnis a rompere gli indugi, firmando il -3 che riaccende le speranze di Roseto. La risposta giallonera, però, è immediata e vigorosa: Gherardini schiaccia, Durante capitalizza, poi ancora Gherardinie infine Bugatti confezionano un parziale che vale il 65-58 e obbliga coach Francani al timeout. La Cestistica San Severo continua a interpretare la gara con piena consapevolezza della posta in palio; sa chi ha di fronte, ma soprattutto sa chi vuole essere. E quando l’obiettivo è importante, nella mente non può esserci spazio per altro se non la vittoria. Igbanugo si esibisce in un passaggio dietro la schiena che libera Pellicano, glaciale nel depositare altri due punti fondamentali. Il tabellone recita 67-58, e il margine resta pressoché invariato: l’Allianz Pazienza segna con continuità, affidandosi alle mani di Abati Touré, Petrushevski e alla tripla chirurgica di Pellicano. Ed è un altro aspetto fondamentale in questi match ossia trovare gli uomini giusti, al momento
San Severo cede ancora: ko a Latina. Ora serve una svolta

Le avversarie non perdonano. Il periodo è da dimenticare e arriva in un momento cruciale della stagione, dove se si abbassa la guardia questi sono i risultati. È la situazione che sta vivendo la Cestistica San Severo, reduce da un altro ko esterno a Latina contro la Benacquista: 88-75 il finale. Sin dalla prima frazione emerge chiaramente la complessità della gara per San Severo, travolta da un avvio fulminante di Latina, che firma un 13-0 iniziale. I padroni di casa impongono il proprio ritmo, attaccando con continuità il ferro e sfruttando anche i falli fischiati ai Neri, che li portano ai tanti tiri dalla lunetta (e non a caso, il conto finale dei tiri liberi recita 32 contro 13 per i dauni). Nel secondo periodo, San Severo prova a reagire con maggiore coraggio, ma resta condizionata da errori banali, frutto di un atteggiamento a tratti superficiale. La gara scivola via sempre con un divario importante a favore dei laziali, che amministrano senza troppe difficoltà. L’arma letale di Latina è senza dubbio Caffaro, vero punto di riferimento offensivo che segna la bellezza di 34 punti, conquista falli e risultando decisivo in ogni possesso. San Severo, invece, non riesce a trovare le giuste contromisure: soffre troppo in difesa e, soprattutto, paga l’energia spesa per rincorrere, mancando di precisione in attacco. Il risultato è una serata complicata, dove l’inerzia della partita non cambia mai realmente direzione. Adesso serve imprimere una sterzata netta e decisa; così si rischia di vanificare quanto di ottimo è stato fatto fino a questo momento. Dobbiamo sempre ricordare da dove si è partiti, qual è l’obiettivo e come perseguirlo, con ogni mezzo possibile. La pressione è, inevitabilmente, tanta, ma cedere ad essa sarebbe un errore fatale. Bisogna dominarla. Anche se si è giovani, la strada per uscirne è solo una: unione e lavoro. Ciò che conta è lavorare insieme, con sacrificio e determinazione. San Severo, noi siamo sempre con te. L’INIZIO DEL MATCH – Bechi, Merletto, Ambrosetti, Guastamacchia e Caffaro e per Latina; Pellicano, Mobio, Bugatti, Abati Toure e Cane schierati da coach Bernardi. Approccio decisamente complicato per San Severo, che subisce un immediato 0-6 per mano di Latina, squadra che in attacco si affida soprattutto a Caffaro e, in difesa, imposta un pressing alto e asfissiante per limitare le idee offensive dei pugliesi. Nei primi quattro minuti, la Cestistica non trova la via del canestro e incassa nove punti senza segnare: un avvio troppo timido, non solo per l’assenza di punti, ma anche per un atteggiamento eccessivamente superficiale, aggravato dalle numerose palle perse. La Benacquista gioca con ordine, appoggiandosi al proprio pivot di riferimento, che capitalizza con precisione dalla lunetta e incrementa il vantaggio dei suoi. I cambi operati da coach Bernardi non riescono subito a dare la scossa a una squadra spenta, incapace di reagire. Sul 13-0, il tecnico ospite è costretto a chiamare timeout per riorganizzare i suoi. Dopo le parole del coach, finalmente arriva qualche segnale di ripresa: i primi due punti di Gherardini, una tripla dell’americano Igbanugo e cinque punti consecutivi di Moffa accorciano le distanze fino al 17-10. Tuttavia, se i Neri mostrano una leggera reazione, Latina continua a condurre il match con grande disciplina, attaccando con efficacia il ferro e guadagnando punti preziosi. Alla fine del primo quarto, il punteggio recita: 23-12. Bandini, Igbanugo, Moffa, Petrushevski e Gherardini: cinque uomini per un quintetto completamente rinnovato da coach Bernardi, che punta a coinvolgere al meglio il roster e a mischiare le carte in una partita tutt’altro che semplice. Gherardini inaugura il secondo quarto con il canestro del -10 (25-15), che potrebbe ridurre ulteriormente il divario, ma alcuni errori di misura penalizzano la Cestistica, rendendo più complicato il tentativo di rientro. Il secondo periodo, almeno nei minuti iniziali, non brilla per giocate spettacolari: da entrambe le parti prevalgono errori e imprecisioni. Igbanugo interrompe il momento di stallo e contribuisce a ridurre le distanze, approfittando anche di un calo nelle percentuali al tiro della squadra laziale, che però continua a gestire un margine di sicurezza. L’ingresso di Abati Toure porta nuova energia: il lungo giallonero segna subito da tre punti, seguito da Igbanugo, che replica dalla lunga distanza e riporta l’Allianz Pazienza a -6. A questo punto, coach Martelossi chiama timeout per spezzare il ritmo dei pugliesi. Al rientro, la Benacquista trova il canestro, ma la Cestistica risponde ancora dalla lunga distanza. Tuttavia, qualche imprecisione di troppo – sia nel tiro da tre che ai liberi – impedisce di ridurre ulteriormente il gap, che all’intervallo lungo resta fissato sul 40-30. LA RIPRESA – Cane viene stoppato, la Cestistica perde palla e Guastamacchia, l’ex di turno, punisce immediatamente con una tripla. Igbanugo segna il punto numero 32 per i gialloneri, seguito da Pellicano, che porta il punteggio a 34, segnale chiaro che l’Allianz Pazienza deve cambiare marcia in questo secondo tempo se vuole centrare l’obiettivo più importante: il referto rosa. Ma Latina ha un uomo ovunque, ed è Caffaro, autentico trascinatore del momento per i laziali. Emblematica la sequenza in cui il numero 1 sbaglia un tiro libero, salvo poi riscattarsi immediatamente con una tripla che porta il punteggio sul 48-34, ricacciando la Cestistica nuovamente in difficoltà. Coach Bernardi è costretto a fermare il gioco: Latina ha già 51 punti a referto, mentre i pugliesi restano fermi a 35. Dovrebbe essere la Cestistica a prendere in mano la partita, ma gli unici segnali di reazione arrivano da Gherardini, tra i pochi a crederci con convinzione. Una delle poche note positive della serata, in cui però è la squadra di casa a dettare legge con una pallacanestro efficace e ben orchestrata. In cinque minuti, come già accaduto nel primo quarto, i dauni mettono a referto appena 7 punti: troppo, troppo poco per poter anche solo impensierire gli avversari, a prescindere da chi si trovino di fronte. Il problema non è solo l’attacco poco prolifico, ma anche una difesa che sta soffrendo enormemente. Lo ripete spesso coach Bernardi: dall’intensità difensiva nasce l’energia offensiva. Ma questa sera, l’inerzia della partita sembra compromessa già da una semplice rimessa mal gestita, che porta all’ennesima palla persa dei Neri. Mobio prova a dare una scossa con il canestro del 58-46, ma coach Martelossi chiama timeout per arginare qualsiasi tentativo di rimonta. L’inerzia, però, non cambia, anzi. Terzo quarto: 66-56. Pronti? Si riparte. Altri due punti per Latina, firmati – manco a dirlo – da Caffaro, che si avvicina alla soglia dei 30
Un’altra battaglia persa; a San Severo vince la Virtus Cassino

La Virtus Cassino s’impone a San Severo con un verdetto severo 74-71, che pesa non solo sulla classifica – ormai sempre più insidiosa – ma soprattutto sul morale della squadra. La striscia di sconfitte consecutive si allunga, lasciando un’amarezza profonda dentro e fuori dal parquet. Il copione, purtroppo, si ripete: la Cestistica gioca con intensità e carattere per l’intera gara, ma le iniziative vengono spente sempre sul nascere dalla precisone degli ospiti, in particolare con Teghini, Ghigo e Truglio. Con il passare dei minuti e l’aumentare della pressione, la squadra affretta i suoi possessi, sbaglia un numero considerevole di tiri dalla carità, vanificando tutto il buono costruito e l’aggancio alla Virtus. Calma, mai perdere la bussola. È una sconfitta dolorosa, senza dubbio, ed è giusto che la Cestistica si prenda il tempo per leccarsi le ferite. Ciò che però non deve mai mancare è il sostegno a questa squadra, ora più che mai. È in questi momenti che si misura il legame tra squadra e città, tra giocatori e tifosi, tra la realtà cestistica e il tessuto sociale che la circonda. Niente panico: non è questo ciò di cui c’è bisogno. Al contrario, l’atteggiamento deve essere l’esatto opposto. Serve smorzare la tensione che aleggia nello spogliatoio e ritrovare, a tutti i costi, quella leggerezza che San Severo ha sempre avuto e che non può aver smarrito. Lucidità, sangue freddo, determinazione. Rimani concentrata e continua a inseguire il tuo obiettivo, Cestistica. Non è poi così lontano. L’INIZIO DEL MATCH – Scendono in campo per l’Allianz Pazienza: Pellicano, Mobio, Moffa, Bugatti e Cane mentre coach Auletta manda in quintetto Teghini, Terenzi, Korsunov, Beck e Boev. Dopo qualche minuto di esitazione, probabilmente dovuto al peso della gara, è Moffa a sbloccare il match con tre canestri: due conclusioni da sotto e una tripla. Cane lo segue a ruota con due realizzazioni, mentre per la Virtus Cassino rispondono Boev e Korsunov, fissando il punteggio sul 10-4. Gli ospiti provano a reagire con Beck, che, dopo due errori dall’arco, trova la sua prima tripla della serata, accorciando sull’11-7. Poco dopo, Terenzi segna un tap-in che porta i suoi a -2 (11-9). La gara si gioca su ritmi intensi, condizionata anche dal forte impatto emotivo. La Cestistica impone da subito la propria aggressività difensiva, tanto che gli ospiti, con metà quarto ancora da disputare, accumulano già quattro falli di squadra. Tuttavia, deve fare i conti con i centimetri e la fisicità degli avversari, che trovano il pareggio sul 13-13 e coach Bernardi chiama timeout per correggere alcuni errori evitabili. Al rientro in campo, Bugatti prende per mano la squadra: prima insacca una tripla dall’arco, poi firma altri tre punti consecutivi che ridanno slancio ai gialloneri. Cassino, invece, fatica a reagire e resta a secco per diversi possessi. A interrompere il digiuno ospite è Ghigo, seguito da Riva, che dalla lunetta realizza entrambi i liberi e riporta il punteggio in parità. I padroni di casa non si scompongono e riprendono il controllo con Petrushevski, che trasforma un perfetto assist di Moffa in un gioco da tre punti, riportando San Severo avanti. Sul finale, Teghini accorcia le distanze, chiudendo un primo quarto tattico, intenso e molto fisico. Parziale: 22-21. Igbanugo trova i suoi primi tre punti personali, ma dall’altra parte la BPC prosegue con grande disciplina il proprio gioco, puntando sui centimetri dei suoi pivot e sull’atletismo della squadra. In difesa, gli ospiti raddoppiano e talvolta triplicano la marcatura su Cane, rendendogli ogni conclusione un’impresa. San Severo, invece, si affida a un gioco corale, ma per fare la differenza nel secondo quarto serve ancora maggiore precisione e ritmo. Proprio Cane ridà ossigeno ai gialloneri con due punti preziosi e, dopo una palla persa da Cassino nel possesso successivo, Igbanugo colpisce ancora, portando il punteggio sul 30-24. Un primo strappo significativo che costringe coach Auletta a chiamare immediatamente timeout. Alla ripresa del gioco, la Virtus reagisce con la tripla del capitano Teghini, che riaccorcia le distanze. I Neri, però, rispondono subito con una giocata spettacolare: Abati Touré schiaccia con autorità il tentativo di Gherardini, infiammando il Palazzetto. Sul ribaltamento di fronte, Cassino trova un’altra tripla e sorpassa nel punteggio e la partita si accende. Serve pazienza, perché se è vero che la Cestistica è pienamente in partita, è altrettanto evidente che la Virtus è giunta in terra pugliese per giocarsi ogni possesso fino in fondo. Boev, con quattro falli sul groppone, ne è la testimonianza, ma anche un dettaglio importante per la formazione di Bernardi. Ancora Abati Touré vola a schiacciare per la terza volta nel match, ma Cassino resta lì, rispondendo con precisione e prova a scappare. È una battaglia lunga, durissima: 42-44. LA RIPRESA – Riva inaugura il terzo quarto con due punti facili dopo la lunga pausa, mandando un chiaro messaggio all’Allianz Pazienza: la Virtus Cassino è più che mai in partita. Gli ospiti continuano a colpire con precisione, trovando un altro canestro con Mobio, mentre i padroni di casa faticano a contenere l’energia offensiva dei laziali. San Severo, pur attaccando con determinazione, soffre la fisicità di Riva, non riuscendo a trovare contromisure efficaci. Quando però l’atteggiamento difensivo dei pugliesi diventa più aggressivo, si apre la possibilità di colpire da tre, come dimostra proprio Mobio, che accorcia il divario sul 47-50. Il margine potrebbe ridursi ulteriormente, ma Pellicano fallisce due tiri liberi, un dettaglio che, alla lunga, potrebbe rivelarsi pesante. Cassino, invece, continua a sfruttare la mano calda di Ghigo, che punisce ancora dalla distanza. Il pubblico percepisce il momento delicato e prova a spingere i gialloneri con il proprio sostegno. San Severo, pur mettendoci cuore e intensità, sembra leggermente bloccata, più per un fattore mentale che fisico. Serve una giocata capace di rompere l’inerzia negativa e riaccendere l’entusiasmo. Cassino, dal canto suo, appare più attenta e meno frenetica, consapevole di avere una classifica tutt’altro che rassicurante. Mobio prova a imporsi sotto canestro, ma come accade per tutto il match, ogni volta che l’Allianz Pazienza sembra poter uscire dalle difficoltà, è Ghigo a inventarsi la giocata decisiva. Nella seconda metà del quarto, la partita si trasforma in una battaglia fisica e mentale, con le percentuali al tiro che si abbassano e gli errori che aumentano. Abati Touré infiamma il Palazzetto “Falcone e Borsellino” con una schiacciata che riporta i padroni di casa sul -3. L’atmosfera diventa rovente, e quando Carlo Cane realizza 1/2 liberi, il distacco si riduce a una sola
San Severo ad un passo dal successo contro la Fabo. Sconfitta sì, ma il percorso è giusto

Ancora una volta, a un passo dal successo, ma bisogna fare i conti con la sconfitta. Fabo Herons Basket Montecatini 73 Cestistica San Severo 72. Anche solo dal punteggio finale si capisce che si tratta di una beffa per i gialloneri, che giocano una pallacanestro di grande carisma, ma, nel finale, devono arrendersi a un lavoro che, purtroppo, non riesce a dare i frutti sperati. Nell’incontro odierno, non è mancata la determinazione a competere contro un roster che, senza dubbio, dirà la sua nella fase finale del campionato. Anzi, per lunghi tratti del secondo tempo, la Cestistica è rimasta quasi sempre in vantaggio, cedendo solo nei minuti finali quando è venuto a mancare il “braccino corto” dei Neri, mentre la Fabo ha spinto con grande determinazione per conquistare i due punti. C’è, quindi, davvero poco da rimproverare ai ragazzi di coach Bernardi. Al di la del ko, la crescita di ogni singolo giocatore è evidente; si pensi, ad esempio, alla prestazione di Carlo Cane, che aveva iniziato la stagione in sordina e ora si impone sotto canestro con tutto il suo peso specifico. Oppure a Bugatti, Pellicano, Igbanugo, alle triple decisive di Moffa, all’intensità difensiva di Petrushevski, Mobio e Touré, fino alla regia ordinata di Bandini. Ora serve lucidità, ma soprattutto calma, dentro e fuori l’ambiente giallonero. È uno dei momenti più delicati della stagione, e occorre maturità per affrontarlo con la giusta consapevolezza; pazienza e determinazione, come insegnano i grandi saggi. I rendimenti per la classifica non sorridono, è vero, ma le prestazioni restano un segnale incoraggiante. La squadra deve liberarsi da ogni pressione, concentrarsi solo su sé stessa e poi tirare le somme. Il traguardo è ancora lì, a portata di mano: la salvezza. Dobbiamo raggiungerla a tutti i costi, anche fosse all’ultimo possesso dell’ultima giornata. Lottare, sacrificarsi, restare uniti. Noi siamo al tuo fianco, sempre. L’INIZIO DEL MATCH – I termali puntano su: Benites, Kupstas, Natali Arrigoni e Sgobba mentre l’Allianz Pazienza manda in campo Pellicano, Petrushevski, Igbanugo, Bugatti e Cane. Tre minuti di gioco e San Severo fatica a ingranare: due palle perse, errori sotto misura e immediato break dei toscani, che volano sul 5-0 grazie a una penetrazione incisiva di Kupstas e alla tripla del capitano Natali. I primi punti gialloneri arrivano con Igbanugo, seguito dai due liberi di Bugatti e sempre da Igbanugo, che regala il primo vantaggio ai Neri. Un’illusione che dura poco, perché gli Herons rispondono con autorità e si portano rapidamente sul 12-6. Ciò che emerge in questa fase iniziale è la mancanza di precisione sotto canestro, un fattore che penalizza la Cestistica, impedendole di rimanere agganciata agli avversari. Dopo un momento difficile, Pellicano rompe il digiuno dall’arco, ma la Fabo continua a colpire con cinismo. Il trend negativo persiste, nonostante il buon atteggiamento dei ragazzi di coach Bernardi contro una squadra in grande forma, sia fisica che mentale; i gialloneri provano a sfruttare ogni possesso, ma peccano ancora di eccessiva frenesia, commettendo sanguinosi errori. Tuttavia, il parziale resta ancora equilibrato: 21-17. Bandini, Mobio, Moffa, Abati Toure e Gherardini: il secondo quintetto della Cestistica è completamente diverso da quello che ha iniziato la gara, segno evidente della fiducia di coach Bernardi nei suoi uomini. L’Allianz Pazienza, dopo due minuti di difesa intensa che costringe Montecatini a diverse imprecisioni, non riesce però a concretizzare in attacco, affidandosi esclusivamente ai tiri dalla lunga distanza senza trovare il bersaglio. In un momento in cui i padroni di casa appaiono meno lucidi, San Severo avrebbe la possibilità di colpire, ma spreca l’occasione. Coach Barsotti legge la situazione e ferma il gioco con un timeout. Dopo le indicazioni del tecnico toscano, Gherardini si prende la responsabilità e segna da lontanissimo, ma la Fabo risponde immediatamente con Paesano, che prima schiaccia e poi realizza con un ottimo movimento sotto canestro, riportando il punteggio sul 25-20. La Cestistica, però, non si arrende e si riavvicina grazie a Niccolò Moffa, che colpisce con la sua specialità: la tripla. La gara resta equilibrata, con i gialloneri che rispondono colpo su colpo. A dare ulteriore spinta ci pensa Carlo Cane, autore di sei punti consecutivi, seguito da Pellicano, che trova il bersaglio da lontanissimo e firma il sorpasso pugliese: 35-37. Montecatini ha l’ultima occasione del quarto dalla lunetta, ma realizza solo un libero, chiudendo la prima metà di gara sul 36-37 in favore di San Severo. LA RIPRESA – Pochi secondi dall’inizio del terzo quarto e per due volte Cane, con la punta delle dita, non riesce a firmare il 39° punto dell’Allianz Pazienza. Un dettaglio apparentemente insignificante, ma che nell’arco dei 40 minuti può pesare tanto quanto ogni altro errore. Bugatti, invece, non sbaglia e porta il vantaggio dei gialloneri a tre lunghezze, subito ridotte da Arrigoni, che con la mano calda raggiunge la doppia cifra. Dopo un altro errore da distanza ravvicinata, Cane sfrutta tutta la sua potenza fisica e realizza un gioco da tre punti, firmando il 38-42. Montecatini, però, reagisce immediatamente: Benites pressa con aggressività il portatore di palla, Pellicano subisce la pressione difensiva e nell’azione successiva è capitan Arrigoni a siglare il pareggio. La Cestistica non può permettersi cali di concentrazione, perché gli Herons restano costantemente in agguato, pronti a colpire e riprendere il controllo del match. Bugatti, da tre, colpisce con grande precisione, seguito da Cane e dalla tripla di Igbanugo che portano San Severo sul 42-50. Un terzo quarto giocato con grande energia dai pugliesi, come testimoniato dall’ottimo approccio alla ripresa. Coach Barsotti corre ai ripari e chiama time-out per provare a spezzare il ritmo degli avversari, consapevole che i suoi uomini appaiono spenti, mentre dall’altra parte c’è una squadra affamata di punti. Benites, uno degli uomini più rappresentativi di Montecatini, segna un gioco da tre punti e riporta i suoi sul -5, mentre il pubblico si scalda e cerca di spingere la Fabo alla rimonta. Ma San Severo non si lascia intimorire e allunga nuovamente fino al massimo vantaggio di +10 con un’altra giocata di Carlo Cane, simbolo della crescita esponenziale di tutta
Cestistica a testa alta, altissima: il carattere non basta contro Pielle

Così fa male, ma se la Pielle occupa le zone alte della classifica, un motivo preciso c’è. San Severo paga il prezzo con una sconfitta interna che, paradossalmente, merita gli applausi. La trentunesima giornata di Serie B Nazionale si chiude con un amaro: 84-86 per Livorno, una delle squadre più accreditate non solo del girone B, ma dell’intero campionato. Come già sottolineato da coach Bernardi dopo le sfide con Jesi e Luiss, la Cestistica offre una prestazione di alto livello, fatta di intensità e atletismo da grande squadra, ma senza riuscire a portare a casa la vittoria. A pesare sul risultato sono le palle perse, le ingenuità commesse nel primo quarto e alcuni errori nell’ultimo periodo, rivelatisi decisivi. Eppure, a questa squadra c’è poco da rimproverare: la Pielle non ha mai dato la sensazione di essere nettamente superiore, se non in quei dettagli che distinguono le big, come la precisione nei momenti decisivi. L’ultimo quarto è l’esempio perfetto: a ogni canestro di San Severo ha sempre risposto un tiro pesante, spesso firmato da Leonzio, che per larghi tratti era stato ben contenuto dalla difesa giallonera. Resta dunque il rammarico per un’altra gara che avrebbe potuto prendere una piega diversa, ma che alla fine sfugge di mano. Guardando i numeri, quattro sconfitte consecutive lasciano inevitabilmente un po’ di amarezza, ma se si analizzano i nomi degli avversari – Virtus Roma, Jesi, Luiss Roma e Pielle Livorno – e le loro posizioni di classifica, il quadro assume una prospettiva diversa: tutte squadre in piena corsa per i playoff. San Severo, nelle ultime uscite, non ha conquistato punti, ma ha accumulato esperienza e dimostrato segnali di crescita importanti, elementi fondamentali per un gruppo giovanissimo, il più giovane della categoria. Il percorso di maturazione passa anche da questi ko. La Cestistica deve esserne conscia, così come i suoi tifosi. Noi siamo con te. Sempre. L’INIZIO DEL MATCH – Quintetto ‘rinnovato’ per San Severo che parte con Bandini in cabina di regia, ai lati Moffa e Petrushevski ed i centimetri di Abati Toure e Cane vs Venucci, Leonzio, del Testa, Cepic e Klyuchnyk. Dopo due minuti di gioco, i labronici partono forte e si portano subito sullo 0-6, grazie a una tripla di Del Testa e a un gioco da tre punti di Klyuchnyk. Dall’altra parte, la Cestistica San Severo risponde solo con Bandini, ma è troppo poco per arginare l’offensiva labronica; gli ospiti attaccano con insistenza, trovando soluzioni da tutti i loro terminali offensivi, e sul 2-11coach Bernardi è costretto a chiamare timeout. Al rientro, Moffa e una tripla di Abati Touré danno ossigeno ai gialloneri, ma è sempre la Toscana Pielle a fare la differenza, sfruttando l’esperienza contro la squadra più giovane del torneo. Tuttavia, tra qualche errore, l’Allianz Pazienza non si arrende, dimostrando tutto il carattere di chi, davanti al proprio pubblico, vuole dire la sua. Lo fa attraverso una difesa granitica, capace di limitare Leonzio – mattatore della gara precedente con 30 punti, ma ancora fermo a zero. Ora anche l’attacco inizia a produrre gioco e, a metà del primo quarto, la Cestistica si non solo si riporta a una sola lunghezza di distanza dagli ospiti ma piazzano un 12-2 che costringe, questa volta, coach Campanella a chiedere il suo timeout. Moffa, da tre, e Pellicano tutto solo portano l’Allianz Pazienza al massimo vantaggio 19-13 e del 22-15 fino al primo risultato: 22-20. Pellicano, determinato a far capire ai livornesi la grinta della Cestistica, ruba palla e segna il suo quarto punto personale. Tuttavia, dall’altra parte, Venucci risponde immediatamente, dimostrando quanto sia fondamentale mantenere la giusta lucidità, soprattutto quando si è costretti a inseguire. Lo sa bene anche Hazrners, che dopo la tripla sulla sirena del primo quarto, regala alla sua squadra altri tre punti preziosi, riportando Livorno avanti sul 24-26. Coach Massimo Bernardi corre ai ripari e inserisce Igbanugo e Gherardini, un cambio che porta subito i suoi frutti: il pivot sanseverese segna prima da sotto canestro, poi si trasforma in un vero e proprio playmaker, colpendo dalla lunga distanza e riconsegnando il vantaggio ai padroni di casa. A metà periodo, la gara subisce un leggero rallentamento: entrambe le formazioni sbagliano molto e il match diventa più fisico e mentale che tecnico e spettacolare. Bugatti, preciso dalla lunetta, realizza un 4/4 ai liberi, un aspetto che la Cestistica deve sfruttare, considerando che Livorno è già al quinto fallo di squadra. La Pielle ne risente e Mobio, in transizione, inchioda una schiacciata portando il punteggio sul 37-30. Nonostante il divario, gli ospiti non mollano: alzano la pressione a tutto campo e si riportano a sole tre lunghezze di distanza. Trenta secondi di amnesia dell’Allianz Pazienza (palla persa di Pellicano e canestro di Leonzio più l’errore sotto misura di Abati Toure) portano la Pielle in vantaggio, ma è ancora lunga: 40-43. LA RIPRESA – Bandini, al rientro in campo, ristabilisce subito la parità, ma è ancora Venucci a riportare Livorno avanti di tre lunghezze. Cane risponde con il canestro del 45-46, confermando che, se da un lato gli ospiti attaccano con continuità, dall’altro l’Allianz Pazienza non solo replica con precisione, ma lo fa con un’intensità quasi da grande squadra. Un dettaglio che, considerato l’inizio di stagione, potrebbe sembrare un ossimoro. Tuttavia, c’è un aspetto su cui bisogna prestare attenzione: il numero di palle perse. Fino a questo momento sono già otto, un dato che contro roster di questo calibro può rivelarsi decisivo. E proprio su un errore di Igbanugo, la Pielle punisce con un gioco da tre punti di Hazners: 46-51. Cane lotta sotto canestro e porta il punteggio sul 48-51, firmando il suo tredicesimo punto personale, ma la pressione di Livorno resta costante. Igbanugo segna i suoi primi tre punti della serata, ma i toscani rispondono immediatamente con una tripla di Klyuchnyk, allungando sul 51-56. Ora il match è davvero intenso: entrambe le formazioni giocano a viso aperto. Petrushevski, con una tripla da capitano, riporta la Cestistica a -2, ma non basta. La Pielle continua a rispondere colpo su colpo, conquistando punti importanti e gestendo la pressione avversaria con esperienza. La partita è ancora lunga, San Severo è viva, vivissima, presente a se stessa e nei confronti di Livorno ed infatti il terzo periodo recita: 63-62. Spingere sull’acceleratore: adesso è il momento giusto. Bugatti aggiunge due punti, ma Del Testa ristabilisce subito la parità. Servono lucidità e prontezza in ogni frangente, soprattutto dalla lunetta, dove Moffa si dimostra impeccabile con un 2/2 che vale il 67-65. Poi Bandini, con un’azione in velocità, firma il 69-65. Il “Falcone e Borsellino” esplode, ma Livorno trova sempre il modo di colpire e il vantaggio sanseverese dura un attimo. Appena