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È una sconfitta. Nulla di più. Così va letto il referto della ventiseiesima giornata del campionato di Serie B, che vede la Cestistica San Severo...

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Tra le mura amiche o lontano dal proprio parquet, per l’Allianz Pazienza il contesto cambia poco. Questa squadra vola e conquista il suo trentesimo punto...

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Prima delle due giornate consecutive programmate nella città dell’autodromo Ferrari (l’altra con la Andrea Costa il 14/2) per la Cestistica Città di San Severo in...

Neri ko contro l’Andrea Costa. La sconfitta non cambia i piani della Cestistica

È una sconfitta. Nulla di più. Così va letto il referto della ventiseiesima giornata del campionato di Serie B, che vede la Cestistica San Severo cedere sul parquet dell’Andrea Costa: 81-68. La gara si inaugura nel segno dell’assoluto equilibrio: il primo quarto scorre punto a punto, con intensità e applicazione su entrambi i lati del campo. L’inerzia, tuttavia, muta progressivamente quando ai Neri viene meno il tiro dalla lunghissima distanza, quel quid tecnico e caratteriale che contraddistingue la formazione di coach Bernardi nel corso della stagione. All’intervallo lungo, con tredici lunghezze da recuperare, l’Allianz Pazienza rientra sul parquet con determinazione e impensierisce concretamente l’Andrea Costa. Proprio nel momento in cui la contesa sembra poter cambiare volto, però, l’intensità si affievolisce consentendo agli imolesi di ritrovare ritmo e fiducia e di instradare la gara verso la vittoria. Le percentuali dall’arco (2/19) balzano inevitabilmente agli occhi e raccontano di numerose conclusioni non convertite. Ma nell’economia della sconfitta l’analisi non si deve esaurire in una singola voce statistica ed impone uno sguardo più ampio.

Sarebbe stato senza dubbio gratificante imporsi contro una squadra che, all’andata, aveva alzato la voce in una delle rare serate negative per i Neri. Ma il percorso della Cestistica, giocando con la nomenclatura degli avversari, è “up”. Paradossalmente, questa battuta d’arresto contribuisce a rinsaldare il gruppo, a compattare ulteriormente uno spogliatoio che ha piena consapevolezza del proprio ruolo e del proprio cammino. Il messaggio è chiaro, dentro e fuori dal campo: il compito della Società, della città e di tutto l’ambiente è uno solo: restare uniti, compatti, vicini alla squadra. Sempre. Senza esitazioni. Siamo ampiamente oltre le aspettative iniziali, con una classifica che sorride e con il tempo dei festeggiamenti che – lo abbiamo già detto e lo ribadiamo – arriverà. Presto. È una promessa. Prima, però, c’è ancora strada da percorrere, obiettivi da onorare, lavoro da fare e battaglie da combattere insieme. Avanti così. Con fiducia, equilibrio e orgoglio. Forza San Severo. Per noi resti sempre… UP.

DAL PARQUET – Coach Dalmonte manda al salto al due: Sanguinetti, Kupstas, Gatto, Zedda e Thioune.  Bernardi gli oppone: Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini. La contesa si accende immediatamente su ritmi vertiginosi; dopo appena pochi possessi, Gatto è sanzionato per un’infrazione di passi; sull’azione seguente è Ivan Mobio a iscrivere per primo il proprio nome a referto con un preciso canestro da due punti. Non si fa attendere la replica: Sanguinetti punisce la difesa con la sua prima tripla personale della serata, un tiro pesante che vale il sorpasso e infiamma il pubblico. Passano soltanto pochi secondi e lo stesso copione si ripete, con Mobio che ristabilisce l’equilibrio. È un botta e risposta continuo, una schermaglia tecnica e agonistica che vede protagonista anche il pivot Thioune, autore del canestro del pareggio e fin lì autentico punto di riferimento nel pitturato. Proprio l’intensità iniziale, così elevata e quasi impetuosa, finisce per generare qualche imprecisione di troppo su entrambi i fronti: la velocità delle transizioni supera talvolta la lucidità nelle scelte. In questo contesto, l’Up Costa dimostra solidità difensiva e, al contempo, grande concretezza nel trasformare le occasioni più semplici in punti preziosi. Meno continua, invece, l’Allianz Pazienza, capace sì di trovare il vantaggio grazie ai quattro punti consecutivi di Paolo Bandini, ma non altrettanto costante nel mantenere fluidità e precisione offensiva. Imola, dal canto suo, resta pienamente in partita e riacciuffa il punteggio ancora con Gatto, confermando un copione che si ripete con regolarità: azione e reazione, attacco e controffensiva. Ed il primo quarto si conclude sul filo dell’equilibrio: 19-18. Lucas, Gattel, Morelli, Bugatti e Ndour compongono il nuovo quintetto, con il solo capitano a garantire continuità rispetto alla frazione inaugurale; una scelta che testimonia la volontà di imprimere energia fresca alla manovra, ma è l’AC a partire con maggiore determinazione. L’ex di turno, Moffa, pur pressato, trova la lucidità per realizzare una tripla di pregevole fattura e, nell’azione immediatamente successiva, serve un assist chirurgico per Chessari, che replica dall’arco. L’inerzia sembra prendere una direzione precisa e coach Bernardi è costretto a interrompere il gioco per arginare l’entusiasmo dei padroni di casa: 25-18 il parziale. A muovere il tabellone per i sanseveresi è Ndour, glaciale dalla lunetta, ma la squadra fatica a trovare continuità nel tiro dalla lunga distanza, nonostante una costruzione offensiva spesso ordinata e ben orchestrata. Diversamente, Imola appare più cinica, capace di capitalizzare con maggiore immediatezza le proprie opportunità e di tentare l’allungo fino al +8. È allora Lucas a suonare la carica con una pregevole giocata da tre punti (canestro più libero aggiuntivo), riaccendendo le speranze. Tuttavia, nel possesso seguente, Mobio non riesce ancora a trovare il bersaglio dall’arco, così come poco dopo lo stesso Lucas: le polveri restano umide per i Neri, mentre l’Up continua a macinare gioco e tocca il +9, costringendo Bernardi a un nuovo, provvidenziale timeout. Al rientro, Todisco prova a scuotere i suoi ma fallisce ancora dalla lunghissima distanza, simbolo di un secondo quarto complesso al tiro pesante (1/11 da tre, al momento). E proprio quando la Cestistica sembra poter ricucire lo strappo, ecco la pronta e lucida reazione imolese: difesa compatta, rotazioni puntuali e gestione oculata dei possessi. Un vantaggio che, per quanto visto in questa fase, appare meritato: 48-35. Il terzo periodo si apre sotto il segno dell’iniziativa di Gherardini, che con il consueto dinamismo prova a scuotere i suoi: per rientrare occorre l’apporto di tutti, senza eccezioni. Eppure, come già accaduto allo scadere con Sanguinetti, è Zedda a colpire ancora dalla lunghissima distanza, firmando il punto numero 51 dei padroni di casa. Segue Bugatti, efficace nel pitturato con due punti di sostanza, ma impreciso poco dopo dall’arco. La Cestistica, dai 6.75, vive una serata complicata (e l’espressione è persino indulgente) mentre la frenesia di voler rientrare finisce per tradursi in scelte affrettate e in un divario che, anziché ridursi, si amplia. Imola, con lucidità e pragmatismo, alimenta il proprio vantaggio tra tiri liberi, conclusioni ravvicinate e soluzioni dall’arco. L’Allianz Pazienza comprende allora che la rimonta non può poggiare esclusivamente sul tiro ‘pesante’ e si affida con continuità a Gherardini, abile nel conquistare canestri e liberi aggiuntivi. La tripla di Morelli vale il -6 e riaccende le ambizioni, ma nei frangenti decisivi è ancora Zedda a segnare con freddezza da specialista, mentre Bandini manca un appoggio favorevole. La contesa si trasforma progressivamente in una sfida nervosa, più mentale che tattica, al netto dei tanti errori, fino alla sirena che chiude il terzo quarto: 63-55. Moffa apre l’ultima frazione con una tripla di pregevole fattura, una conclusione che incide immediatamente sull’inerzia del match. La Cestistica non può permettersi di concedere simili giocate se intende riavvicinarsi: Mobio non trova il bersaglio, mentre ancora Moffa capitalizza con altri due punti, costringendo coach Bernardi al timeout. San Severo, in questo quarto decisivo, appare contratta, e si rende necessario rivedere assetti e intensità. Dovrebbero essere i Neri ad alzare i giri del motore, ma è Kupstas a prendersi la scena con tre punti di grande peso specifico, che rischiano di trasformarsi in un macigno per i dauni. Il gioco si fa spezzettato, il pallone sfugge con troppa frequenza da entrambe le parti, ma il tempo scorre e favorisce l’Andrea Costa, non l’Allianz Pazienza, che fatica a trovare la via del canestro proprio quando occorre spingere con maggiore decisione. Nel finale la gara diventa ancor più mentale e fisica che tecnica: la Cestistica tenta di ricucire, si avvicina quanto possibile, ma manca sempre quel guizzo risolutivo, quel dettaglio che orienta definitivamente l’esito della contesa e consegna i due punti ai padroni di casa. Al PalaRuggi, il punteggio finale recita: 81-68.

IN AGENDA – C’è tempo per rifiatare? Assolutamente no. Nel posticipo di (un altro) turno infrasettimanale San Severo torna finalmente tra le mura amiche: appuntamento fissato per giovedì 19 febbraio, ore 20.30, quando al Palasport “Falcone e Borsellino” arriverà l’Umana San Giobbe Chiusi. Un’altra tappa da affrontare con la consueta intensità. Subito. Senza pause.