Uno stop da archiviare. San Severo cade in casa e Lucca si prende il successo

Le insidie sono sempre lì, dietro l’angolo, pronte a presentarsi proprio quando meno te lo aspetti. È una delle lezioni che insegna il campionato di Serie B Nazionale Old Wild West. E, volendo guardare oltre la pallacanestro, è anche una di quelle che riserva la vita: non dare mai nulla per scontato. L’Allianz Pazienza lo sa bene e contro la Basketball Club Lucca scende in campo consapevole di affrontare un’avversaria arrivata in terra pugliese con un obiettivo preciso: conquistare la vittoria. Al termine della sesta giornata, però, sono i toscani a festeggiare, imponendosi al Pala “Falcone e Borsellino” con il punteggio di 72-82. E’ una serata complicata per i ragazzi di coach Massimo Bernardi, che non riescono a esprimere con continuità la propria pallacanestro e si trovano di fronte una formazione preparata, ben organizzata da coach Marco Evangelisti e capace di interpretare la gara con grande lucidità. Lucca si distingue per velocità nelle esecuzioni, precisione nelle conclusioni e soprattutto solidità difensiva, elementi che mettono in difficoltà i padroni di casa per tutto il primo tempo. I Neri, infatti, non approcciano la sfida nel migliore dei modi e finiscono per smarrire ulteriormente efficacia offensiva nel secondo quarto, caratterizzato da una produzione realizzativa particolarmente esigua (per usare un eufemismo). Un avvio in salita che consente agli ospiti di acquisire fiducia e costruire il proprio vantaggio. Nella ripresa la Cestistica prova a cambiare notevolmente passo, cercando nuove soluzioni e maggiore continuità nelle proprie iniziative, ma Lucca si dimostra abile nello sfruttare le occasioni favorevoli e nel gestire quel minimo di possesso conquistato nell’arco del match. Perdere davanti al proprio pubblico non è mai semplice, ma anche le sconfitte vanno accettate, con la maturità necessaria per riconoscere i meriti degli avversari e, allo stesso tempo, individuare senza alibi i propri errori. Fa parte del percorso di una squadra giovane, chiamata a misurarsi ogni settimana con le difficoltà di un campionato che non concede nulla. Non è la serata che i Neri avrebbero voluto, ma è da partite come questa che bisogna trovare la forza e la lucidità per ripartire. I QUATTRO QUARTI –  Sono Bandini, Romondia, Gattel, Bugatti e Ndour gli uomini messi in campo da coach Bernardi mentre Pittana, Drocker, Dubois, Trentin e Seck, quelli scelti da coach Marco Evangelisti. Non è certo una serata di grande pallacanestro, almeno nelle battute iniziali, quella che va in scena al Pala “Falcone e Borsellino”. A partire meglio sono i toscani, che trovano i primi punti della serata con Dubois e la tripla con Drocker, osservato speciale della difesa giallonera. L’Allianz Pazienza prova a entrare in partita affidandosi a Ndour e Bugatti, ma il gioco fatica a decollare e le due squadre alternano buone iniziative a diversi errori. Dopo qualche minuto di equilibrio, Bandini trova la giocata del 10-7, ma la risposta di Colussa è immediata e vale il 10-10. Il ritmo resta piuttosto frammentato, con poche azioni davvero fluide e numerose imprecisioni su entrambi i fronti. Lucca riesce comunque a rendersi pericolosa con le conclusioni dalla distanza, mentre San Severo, pur senza trovare la necessaria continuità offensiva, non perde mai il contatto e risponde colpo su colpo. Sul 15-15 è la panchina toscana a chiamare timeout, a conferma di un confronto ancora tutto da decifrare. Al di là del punteggio chd resta sempre punto a punto, la Cestistica ha bisogno di maggiore concentrazione e precisione nelle scelte. Gli ospiti dimostrano di avere qualità e soluzioni per mettere in difficoltà i padroni di casa, in una partita che richiede attenzione su ogni possesso e nella quale nulla può essere dato per scontato. Il primo quarto si chiude sul punteggio di 20-21. Nel secondo quarto, come spesso accade, coach Massimo Bernardi cambia le carte in tavola e ridisegna il quintetto, affidandosi a Lucas, Pezzani, Morelli, Todisco e Sarmiento. Una formazione completamente diversa rispetto a quella dei primi dieci minuti, ma il copione della gara non cambia. Anzi, sono ancora i toscani a partire con maggiore convinzione, mentre la Cestistica rientra sul parquet decisamente contratta e fatica a trovare ritmo e fluidità. Lo spettacolo continua a non decollare, complice una serie di errori anche piuttosto evidenti da entrambe le parti, tanto da spingere coach Bernardi a fermare nuovamente il gioco per richiamare i suoi. Dall’altra parte, Lucca dimostra di avere le idee più chiare e, pur senza produrre un grande volume offensivo, riesce a mettere a segno quei piccoli parziali che, in una partita dal punteggio così contenuto, possono assumere un peso considerevole. Il secondo periodo scorre infatti con pochissimi punti a referto per San Severo e per di più con un’inerzia che continua a premiare gli ospiti. Per l’Allianz Pazienza è il momento di cambiare marcia, ritrovare lucidità e soprattutto maggiore concretezza. Lucca è avanti e, per quanto visto finora, il vantaggio dei toscani è ampiamente meritato: 27-39. Bisogna alzare il tiro, aumentare la credibilità delle giocate e ritrovare concretezza nelle conclusioni: è questa la risposta che serve alla Cestistica al rientro dagli spogliatoi. L’avvio del terzo quarto lascia intravedere qualche segnale di risveglio, ma occorre ancora molta attenzione ai dettagli. I tiri liberi lasciati per strada e i numerosi possessi offensivi non capitalizzati finiscono per favorire Lucca, brava a ripartire con velocità e a mantenere un’intensità superiore a quella dei gialloneri. A complicare ulteriormente le cose c’è anche Paolo Bandini, già gravato di tre falli personali nei primi minuti del periodo. Coach Massimo Bernardi continua a non vedere la propria squadra esprimersi al meglio, mentre i toscani insistono con la pressione a tutto campo e trovano il modo di alimentare il proprio vantaggio. Neppure le sospensioni chiamate dalla panchina sanseverese sembrano inizialmente riuscire a cambiare l’inerzia. Poi, però, arriva la tripla di Bugatti, che prova a scuotere i compagni. Trentin risponde, ma Lucas trova a sua volta la bomba dall’arco e Bandini completa il tentativo di rimonta penetrando in area per il 40-44. La gara e il Pala “Falcone e Borsellino” si accende; la Cestistica è ancora lì, il divario si è ridotto e, nonostante

Il campo dà il suo verdetto: la Virtus batte l’Allianz Pazienza

Vincere, vincere sempre. Qualche volta ci si riesce, altre volte no. Ma il risultato di una partita, per quanto importante, non può cancellare il valore di un gruppo, soprattutto quando dall’altra parte c’è un’avversaria che può contare su una struttura fisica, tecnica (ed economica) di livello. Il lunedì di pallacanestro non porta gioia all’Allianz Pazienza, che cade sul parquet della Virtus GVM Roma con il punteggio finale di 92-77. Una partita diversa dalle precedenti, come era prevedibile di fronte a una formazione di questo calibro. La Cestistica affronta la sfida con determinazione, prova a imporre il proprio ritmo e cerca di restare agganciata al confronto anche quando la Virtus alza l’intensità. Dopo un primo tempo combattuto, giocato con grande personalità dai sanseveresi tanto da andare anche in avanti sia nel primo che in alcuni tratti del secondo parziale, i ragazzi di coach Massimo Bernardi attraversano una fase complicata al rientro dagli spogliatoi, anche perché Roma alza le percentuali dall’arco e trova canestri pesanti per allargare il divario. La tripla di Rodriguez sulla sirena, arrivata al termine di un’ottima difesa giallonera, ne è un esempio emblematico: una giocata che, unita alle altre (come quella identica di Leggio nell’ultima frazione), portano la GVM ad amministrare un margine importante. Di fronte a percentuali così elevate, ogni tentativo dei pugliesi di ricucire lo strappo viene prontamente respinto, ma l’impegno dei Neri resta encomiabile. Ravenna e Roma, due trasferte consecutive che i più scettici avrebbero potuto immaginare come un ostacolo difficile da superare, magari con il rischio di tornare a mani vuote. L’Allianz Pazienza rientra invece con una vittoria e una sconfitta: non il bottino totale, ma un risultato dal quale ripartire, provando a guardare il bicchiere mezzo pieno. I QUATTRO QUARTI – Coach Davide Villa si fida di: Visintin, Rodriguez, Chiera, Bortolin e Pullazi mentre vanno in campo i cinque Neri: Bandini, Romondia, Gattel, Bugatti e Ndour. L’avvio è caratterizzato da qualche imprecisione da entrambe le parti: i capitolini cercano con insistenza i propri lunghi, mentre per San Severo i primi punti portano la firma di Fabio Bugatti, che si prende responsabilità in attacco e prova a coinvolgere i compagni. A cambiare passo ci pensa Riccardo Romondia, la cui tripla riporta l’Allianz Pazienza a una sola lunghezza dai padroni di casa. La difesa giallonera prova a stringersi, aumentando l’aggressività e mettendo pressione agli avversari, ma questa intensità porta anche San Severo a commettere qualche fallo di troppo, con le infrazioni personali che iniziano ad accumularsi e a richiedere attenzione nella gestione delle rotazioni. Al di là del punteggio, l’atteggiamento degli uomini di coach Massimo Bernardi è quello giusto: San Severo gioca la propria pallacanestro, corre e cerca di non concedere alla Virtus il controllo della gara. Sul 13-8, tuttavia, Bernardi decide di fermare il gioco per richiamare i suoi e dare ordine a una squadra che, in quel frangente, appare un po’ contratta. La pausa sortisce l’effetto sperato: Romondia colpisce ancora dall’arco, firmando la seconda tripla consecutiva e riportando i Neri a tre punti di distanza. Ndour aggiunge un libero e il divario si assottiglia ulteriormente, fino al -1 a un minuto dalla prima sirena. Punteggio che, per la prima volta, premia l’Allianz Pazienza grazie ancora alla ‘bomba’ del play in maglia numero tre. Al primo squillo di sirena il tabellone dice: 16-18. Panni, dopo un’azione corale degna della capolista, firma il sorpasso con una tripla che accende la partita. Poco dopo, è lo stesso Panni a servire l’assist per Toscano, che colpisce ancora dall’arco. La GVM prova a sfruttare tutta la propria energia, ma Lucas interrompe la fiammata capitolina e tiene i Neri a contatto: 22-20 dopo nemmeno tre minuti di gioco. In campo, però, non sembra di assistere al confronto tra due roster costruiti per obiettivi tanto differenti. È vero, Roma resta avanti, ma è altrettanto evidente che la Cestistica può colpire in qualsiasi momento, con rapidità e precisione. Lo dimostra il gioco corale dei gialloneri, capaci di trovare risposte attraverso diversi interpreti e di mettere in difficoltà i padroni di casa. A metà del quarto, San Severo riesce persino a portarsi avanti, grazie al contributo di tutti gli uomini chiamati in causa, anche di chi resta sul parquet soltanto per pochi minuti. Ne viene fuori una pallacanestro piacevole, fatta di ritmo, collaborazione e soluzioni condivise. Il punteggio rimane contenuto, segnale di una partita in cui sono soprattutto le difese a prevalere sugli attacchi. L’Allianz Pazienza, intanto, resta concentrata, ben disposta in campo e capace di rispondere colpo su colpo alla fisicità della Virtus che, a fine quarto, riesce a farsi avanti. Al secondo quarto il parziale è: 38-32. La frenesia e qualche errore di troppo cominciano a presentare il conto ai Neri, tanto che Bugatti si ritrova già gravato di tre falli. Il punteggio continua a premiare la Virtus, ma l’Allianz Pazienza non smette di inseguire e trova nel pivot René Ndour un riferimento importante: i suoi quattro punti consecutivi riportano San Severo a -5. Anche Andrea Gattel si fa valere sotto le plance, ma Roma continua a spingere, trovando la via del canestro con grande facilità e allargando nuovamente il divario fino al 50-40. Il margine comincia a diventare pesante, eppure la Cestistica non ha intenzione di mollare. Romondia colpisce ancora col gioco di 2+1 a metà quarto, provando a tenere i gialloneri in scia e a impedire ai capitolini di scappare definitivamente. La risposta romana, però, non tarda ad arrivare: la tripla di Chiera vale il 56-45 e induce coach Massimo Bernardi a fermare il gioco, nel tentativo di arginare una GVM che sta progressivamente alzando il proprio livello. Al rientro in campo, Rodriguez trova un’altra tripla, questa volta contro la difesa schierata, portando il punteggio sul 59-45 proprio allo scadere del periodo. La sirena fotografa un momento complicato per l’Allianz Pazienza, chiamata a inseguire una squadra capace di far pesare tutta la qualità del proprio roster. Ma, anche davanti alla forza dei capitolini, San Severo continua a mettere in campo impegno e personalità, senza rinunciare a cercare

L’Allianz Pazienza rompe il ghiaccio anche in trasferta: la Cestistica concede il bis e Ravenna cade

“Abbiamo rotto il ghiaccio e adesso vogliamo continuare”. Solo una settimana fa coach Massimo Bernardi commentava così la prima vittoria stagionale dell’Allianz Pazienza. Oggi quelle parole trovano un’altra conferma: l’Allianz Pazienza passa anche sul parquet dell’OraSì Ravenna e conquista il secondo successo consecutivo, il primo lontano dal Pala “Falcone e Borsellino”, imponendosi 79-85. Al Pala Costa si affrontano due squadre organizzate, con caratteristiche e percorsi differenti: da una parte una formazione giallorossa, reduce da tre vittorie nelle prime tre giornate; dall’altra una Cestistica che comincia a trovare i propri equilibri e costruisce la propria prestazione su due elementi fondamentali. Il primo è un attacco prolifico, capace di produrre 54 punti nei primi venti minuti, 30 dei quali nella prima frazione; il secondo è una solidità mentale che si rivela risolutiva soprattutto nell’ultimo quarto. La lucidità della squadra di coach Massimo Bernardi emerge, infatti, dopo un terzo quarto che rischia di compromettere quanto di buono costruito fino a quel momento. L’OraSì prova a ribaltare punteggio e inerzia, arriva persino a mettere la testa avanti, ma proprio quando la partita sembra poter cambiare padrone, San Severo ritrova le proprie certezze, reagisce e con la forza del collettivo si riprende il controllo del confronto. A completare il quadro sono nove giocatori su undici a referto, un dato che racconta una vittoria corale. Per i Neri è un successo che pesa, perché arriva in trasferta, contro un’avversaria in fiducia e in un ambiente tutt’altro che semplice. Si ritorna a San Severo con due punti che danno ulteriore valore al lavoro delle ultime settimane e confermano i progressi di un gruppo chiamato a crescere partita dopo partita. I QUATTRO QUARTI – Coach Aniello predilige, Dron, Forconi, Feliciangeli, Masciardi e Jakstas. Dall’altro canto, coach Bernardi schiera Bandini, Romondia, Gattel, Bugatti e Ndour. È un’apertura sprint per l’Allianz Pazienza, che piazza subito un parziale di 7-0 con le firme del vice capitano Bandini e del capitano Bugatti. L’OraSì trova i primi due punti con Forconi, ma per coach Massimo Bernardi arriva immediatamente una grana da gestire: dopo appena tre minuti di gioco, Ndour è già gravato di due falli personali. Un problema non da poco per le rotazioni giallonere, che però non rallentano. Bugatti continua a guidare l’attacco e la Cestistica tocca il massimo vantaggio sul 2-10, quando sono trascorsi meno di tre minuti dalla palla a due. Al di là dei punti segnati, a convincere è soprattutto l’atteggiamento dei Neri; San Severo affronta senza timori una delle squadre che occupano le prime posizioni della classifica, corre, attacca con rapidità e trova nel proprio capitano il principale riferimento offensivo. Tanto è vero che la panchina casalinga chiama la sospensione per cercare di fermare l’inerzia sanseverese, ma è ancora troppo poco perché l’attacco dauno è aggressivo e concentrato (e lo certifica la ‘bomba’ di Lucas, la ruleta di Sarmiento e la tabellata di Bandini da oltre l’arco a fil di sirena). L’avvio è quello che ci si augurava: intensità, fiducia e la volontà di imporre subito il proprio ritmo, ma per conservare il vantaggio serviranno attenzione e continuità. La partita è appena cominciata. Il tabellone ravennate parla da sé: 14-30. Lucas, Pezzani, Gattel, Todisco e Sarmiento: coach Massimo Bernardi cambia quattro quinti del quintetto iniziale e dimostra di poter contare sull’intero organico. La risposta arriva subito anche dal campo, con Matteo Todisco che conquista un rimbalzo e lo trasforma in due punti preziosi. Proprio il controllo dei rimbalzi è uno degli aspetti che la Cestistica sta riuscendo a portare dalla propria parte, dando continuità a un avvio di gara giocato con intensità e convinzione. Ravenna, però, non ci sta e prova a riavvicinarsi con un parziale di 6-2; un segnale che impone ai Neri di mantenere alta l’attenzione: i romagnoli non hanno alcuna intenzione di lasciare strada libera agli ospiti e cercano di sfruttare ogni occasione per rientrare. Ma l’Allianz Pazienza continua a trovare risposte da più giocatori. La partita è entusiasmante, anche perché il vantaggio di San Severo, arrivato fino a +17, non basta a mettere al riparo la squadra di Bernardi. L’Orasì recupera terreno rapidamente, riduce il divario prima a undici e poi a sei lunghezze, riaccendendo il pubblico di casa e rimettendo in discussione l’inerzia del confronto. È il momento in cui la Cestistica deve dimostrare maturità: contenere l’entusiasmo dei giallorossi, restare compatta e non perdere lucidità davanti al tentativo di rimonta. La fine del secondo quarto si trasforma così in un continuo botta e risposta, con i padroni di casa decisi a sfruttare ogni spiraglio e i Neri che, dopo qualche piccola incertezza, riprendono il loro percorso tutto di velocità e canestri. Ed il tabellone, prosegue nel sorride ancora all’Allianz Pazienza: 42-54. Si riparte da dove si era cominciato: sono ancora i punti di Fabio Bugatti a guidare l’attacco giallonero, ma Ravenna torna progressivamente in partita e riduce il distacco fino al -9. Coach Massimo Bernardi capisce che qualcosa sta cambiando e ferma subito il gioco per richiamare i suoi: le palle perse sono già tre nei primi possessi della ripresa e concedere fiducia ai romagnoli, insieme al sostegno del pubblico di casa, rischia di complicare tutto. La pausa, però, non basta a invertire la tendenza: l’Orasì aumenta la pressione, ritrova convinzione e torna completamente a contatto con San Severo, approfittando di una lunga sequenza di possessi poco produttivi dei pugliesi. Per l’Allianz Pazienza sono sei azioni consecutive senza riuscire a trovare la soluzione giusta: nel basket può succedere, ma il prezzo da pagare è altissimo quando gli avversari prendono fiducia. Il terzo quarto diventa così un passaggio quasi totalmente a vuoto per i Neri, che nei primi quattro minuti riescono a mettere a referto appena due punti. Lucas prova a togliere le castagne dal fuoco, ma Ravenna continua a spingere e, per la prima volta in tutta la serata, mette la testa avanti: 59-58, un sorpasso che non si verificava dalla palla a due. Dopo aver condotto a lungo la gara, la Cestistica si ritrova improvvisamente a inseguire, pagando a caro prezzo

Il primo ruggito al Pala “Falcone e Borsellino”: l’Allianz Pazienza batte Napoli PSA

C’era bisogno di una vittoria. C’era bisogno di tornare a sentire il calore del proprio pubblico e di regalare a San Severo una serata diversa dalle prime due. Per il gruppo, per la classifica e per una città che aspettava di poter finalmente festeggiare. L’Allianz Pazienza non fallisce l’appuntamento con la PSA Napoli e conquista il primo successo della stagione, 80-67. Una risposta importante, costruita prima di tutto sulla difesa: appena 37 punti concessi nei primi venti minuti e 67 alla fine dell’incontro, un dato che racconta bene la voglia dei Neri di cambiare passo e ritrovare quella solidità che coach Massimo Bernardi chiede alla sua squadra. Ma c’è anche la capacità di reagire nei momenti più complicati (un inizio di ultimo quarto vissuto con fin troppo pathos), restare dentro una partita combattuta e di trovare protagonisti diversi quando serve. Dopo due settimane senza poter festeggiare, contro due avversarie costruite con ambizioni e obiettivi differenti, finalmente San Severo torna a sorridere. È una vittoria rilevante, soprattutto per il momento in cui arriva: restituisce ossigeno alla classifica, fiducia al gruppo e riaccende l’entusiasmo di tutto l’ambiente. E questa volta si può festeggiare tutti insieme: squadra, società, tifosi, soci e città. I QUATTRO QUARTI – Bandini, Romondia, Gattel, Bugatti e Ndour sono i cinque gialloneri a scendere sul parquet mentre dall’altra parte si opta per Bonacini, Galassi, Tekavcic, D’Offizi e Lenti. La PSA Napoli parte con grande precisione e trova subito la via del canestro, aprendo con due triple consecutive e aggiungendo poi una conclusione da sotto che mette in salita l’avvio dell’Allianz Pazienza. Per i Neri, nei primi possessi, arriva soltanto un punto di René Ndour, chiamato a sostenere una parte importante della produzione offensiva giallonera. La sua presenza aiuta San Severo a ricucire lo strappo e a riportarsi a stretto contatto con gli avversari, dopo un inizio tutt’altro che convincente. Le prime difficoltà, però, non riguardano soltanto il punteggio: sia il pivot giallonero sia il playmaker finiscono già gravati di due falli personali dopo appena cinque minuti di gioco, una situazione che costringe coach Massimo Bernardi a fare i conti con rotazioni delicate fin dalle battute iniziali. La Cestistica prova allora a cambiare passo e trova finalmente punti anche dalla lunga distanza: è Riccardo Romondia a firmare la prima tripla della serata per i Neri, contribuendo al pareggio sul 9-9. La partita diventa così più equilibrata e combattuta, con San Severo che ritrova compattezza in difesa e prova a dare maggiore ordine alle proprie azioni offensive. Dopo qualche imprecisione iniziale, i gialloneri riescono a rientrare in partita e lo certifica anche il timeout chiamato da coach Gandini dopo il 18-11 sanseverese e l’impasse della formazione campana. È una bella partita e se ne accorge anche il Palas. Primo squillo di tabellone: 22-14. Mollare? Nemmeno per sogno. La PSA impiega appena due minuti della seconda frazione per mettere a segno sei punti, mentre l’Allianz Pazienza riesce a risponderne con due. Un avvio che conferma quanto i campani siano arrivati a San Severo con l’intenzione di giocarsi fino in fondo le proprie possibilità, senza lasciare spazio agli avversari e puntando a conquistare i primi punti in classifica. I Neri devono alzare l’intensità e provano a farlo con una giocata difensiva di Sarmiento, autore di una stoppata che accende la squadra, seguita dall’assist per Pezzani. La gara torna in equilibrio, Napoli continua a spingere con convinzione mentre i dauni trovano in Bandini il riferimento per le conclusioni più pesanti; il giallonero si assume le responsabilità nei momenti più delicati e prova a trascinare i compagni dopo qualche minuto di appannamento. Il risultato cambia rapidamente e sul tabellone compare il 33-26, con la PSA nuovamente capace di allungare. La partita resta viva e combattuta, con i campani che cercano di imporre il proprio ritmo e l’Allianz Pazienza chiamata a trovare le contromisure. Il punteggio rimane relativamente basso (sponda ospite), un aspetto che può favorire i Neri, ma è ancora lunga: 49-37. Bugatti commette il terzo fallo personale, seguito a ruota da Bandini e Ndour: se c’era un modo per complicarsi l’avvio del terzo quarto, l’Allianz Pazienza lo trova subito. Coach Bernardi deve quindi gestire con attenzione le rotazioni, perché la squadra ha ancora bisogno di tutti i suoi uomini migliori per difendere il vantaggio e arrivare fino in fondo. A togliere le castagne dal fuoco dei Neri ci pensa proprio il capitano: Bugatti piazza la sua bomba personale, firma il +14 giallonero e costringe coach Gandini a fermare nuovamente il gioco. La sensazione è che la PSA Napoli sia ora costretta a inseguire, sotto la spinta di una Cestistica che sembra avere in mano il controllo della gara. Ma i campani hanno già dimostrato di saper trovare il modo di rientrare e San Severo non può permettersi di abbassare la guardia. Con un vantaggio così, la tentazione di chiudere in fretta i conti può diventare un rischio: servono pazienza, lucidità e la capacità di costruire ogni attacco senza forzare le conclusioni. Ed infatti, nel terzo periodo, le percentuali dei pugliesi calano leggermente, ed il margine si assottiglia leggermente. Ecco perché la partita è tutt’altro che chiusa: nella pallacanestro bastano pochi possessi per riaprire tutto. Al terzo suono della sirena, il tabellone dice: 66-55. Lenti strappa il pallone dalle mani di Ndour e lo trasforma in due punti: non è soltanto un canestro, ma un segnale che richiama la Cestistica a una maggiore aggressività difensiva. La PSA Napoli è ancora a -10, uno svantaggio importante ma non sufficiente per considerare chiusa la partita. L’ultimo quarto porta con sé il peso della stanchezza e della pressione, e quando le conclusioni non trovano il fondo della retina anche le certezze sembrano vacillare. Napoli ne approfitta e, possesso dopo possesso, riesce a riavvicinarsi fino al -4. Un parziale pesante per i pugliesi che cambia improvvisamente lo scenario e costringe San Severo a fare i conti con una situazione che, fino a pochi minuti prima, sembrava sotto controllo. Il Pala “Falcone e Borsellino” alza il volume, comprende il momento delicato dei

Il primo ruggito al Pala “Falcone e Borsellino”: l’Allianz Pazienza batte Napoli PSA

C’era bisogno di una vittoria. C’era bisogno di tornare a sentire il calore del proprio pubblico e di regalare a San Severo una serata diversa dalle prime due. Per il gruppo, per la classifica e per una città che aspettava di poter finalmente festeggiare. L’Allianz Pazienza non fallisce l’appuntamento con la PSA Napoli e conquista il primo successo della stagione, 80-67. Una risposta importante, costruita prima di tutto sulla difesa: appena 37 punti concessi nei primi venti minuti e 67 alla fine dell’incontro, un dato che racconta bene la voglia dei Neri di cambiare passo e ritrovare quella solidità che coach Massimo Bernardi chiede alla sua squadra. Ma c’è anche la capacità di reagire nei momenti più complicati (un inizio di ultimo quarto vissuto con fin troppo pathos), restare dentro una partita combattuta e di trovare protagonisti diversi quando serve. Dopo due settimane senza poter festeggiare, contro due avversarie costruite con ambizioni e obiettivi differenti, finalmente San Severo torna a sorridere. È una vittoria rilevante, soprattutto per il momento in cui arriva: restituisce ossigeno alla classifica, fiducia al gruppo e riaccende l’entusiasmo di tutto l’ambiente. E questa volta si può festeggiare tutti insieme: squadra, società, tifosi, soci e città. I QUATTRO QUARTI – Bandini, Romondia, Gattel, Bugatti e Ndour sono i cinque gialloneri a scendere sul parquet mentre dall’altra parte si opta per Bonacini, Galassi, Tekavcic, D’Offizi e Lenti. La PSA Napoli parte con grande precisione e trova subito la via del canestro, aprendo con due triple consecutive e aggiungendo poi una conclusione da sotto che mette in salita l’avvio dell’Allianz Pazienza. Per i Neri, nei primi possessi, arriva soltanto un punto di René Ndour, chiamato a sostenere una parte importante della produzione offensiva giallonera. La sua presenza aiuta San Severo a ricucire lo strappo e a riportarsi a stretto contatto con gli avversari, dopo un inizio tutt’altro che convincente. Le prime difficoltà, però, non riguardano soltanto il punteggio: sia il pivot giallonero sia il playmaker finiscono già gravati di due falli personali dopo appena cinque minuti di gioco, una situazione che costringe coach Massimo Bernardi a fare i conti con rotazioni delicate fin dalle battute iniziali. La Cestistica prova allora a cambiare passo e trova finalmente punti anche dalla lunga distanza: è Riccardo Romondia a firmare la prima tripla della serata per i Neri, contribuendo al pareggio sul 9-9. La partita diventa così più equilibrata e combattuta, con San Severo che ritrova compattezza in difesa e prova a dare maggiore ordine alle proprie azioni offensive. Dopo qualche imprecisione iniziale, i gialloneri riescono a rientrare in partita e lo certifica anche il timeout chiamato da coach Gandini dopo il 18-11 sanseverese e l’impasse della formazione campana. È una bella partita e se ne accorge anche il Palas. Primo squillo di tabellone: 22-14. Mollare? Nemmeno per sogno. La PSA impiega appena due minuti della seconda frazione per mettere a segno sei punti, mentre l’Allianz Pazienza riesce a risponderne con due. Un avvio che conferma quanto i campani siano arrivati a San Severo con l’intenzione di giocarsi fino in fondo le proprie possibilità, senza lasciare spazio agli avversari e puntando a conquistare i primi punti in classifica. I Neri devono alzare l’intensità e provano a farlo con una giocata difensiva di Sarmiento, autore di una stoppata che accende la squadra, seguita dall’assist per Pezzani. La gara torna in equilibrio, Napoli continua a spingere con convinzione mentre i dauni trovano in Bandini il riferimento per le conclusioni più pesanti; il giallonero si assume le responsabilità nei momenti più delicati e prova a trascinare i compagni dopo qualche minuto di appannamento. Il risultato cambia rapidamente e sul tabellone compare il 33-26, con la PSA nuovamente capace di allungare. La partita resta viva e combattuta, con i campani che cercano di imporre il proprio ritmo e l’Allianz Pazienza chiamata a trovare le contromisure. Il punteggio rimane relativamente basso (sponda ospite), un aspetto che può favorire i Neri, ma è ancora lunga: 49-37. Bugatti commette il terzo fallo personale, seguito a ruota da Bandini e Ndour: se c’era un modo per complicarsi l’avvio del terzo quarto, l’Allianz Pazienza lo trova subito. Coach Bernardi deve quindi gestire con attenzione le rotazioni, perché la squadra ha ancora bisogno di tutti i suoi uomini migliori per difendere il vantaggio e arrivare fino in fondo. A togliere le castagne dal fuoco dei Neri ci pensa proprio il capitano: Bugatti piazza la sua bomba personale, firma il +14 giallonero e costringe coach Gandini a fermare nuovamente il gioco. La sensazione è che la PSA Napoli sia ora costretta a inseguire, sotto la spinta di una Cestistica che sembra avere in mano il controllo della gara. Ma i campani hanno già dimostrato di saper trovare il modo di rientrare e San Severo non può permettersi di abbassare la guardia. Con un vantaggio così, la tentazione di chiudere in fretta i conti può diventare un rischio: servono pazienza, lucidità e la capacità di costruire ogni attacco senza forzare le conclusioni. Ed infatti, nel terzo periodo, le percentuali dei pugliesi calano leggermente, ed il margine si assottiglia leggermente. Ecco perché la partita è tutt’altro che chiusa: nella pallacanestro bastano pochi possessi per riaprire tutto. Al terzo suono della sirena, il tabellone dice: 66-55. Lenti strappa il pallone dalle mani di Ndour e lo trasforma in due punti: non è soltanto un canestro, ma un segnale che richiama la Cestistica a una maggiore aggressività difensiva. La PSA Napoli è ancora a -10, uno svantaggio importante ma non sufficiente per considerare chiusa la partita. L’ultimo quarto porta con sé il peso della stanchezza e della pressione, e quando le conclusioni non trovano il fondo della retina anche le certezze sembrano vacillare. Napoli ne approfitta e, possesso dopo possesso, riesce a riavvicinarsi fino al -4. Un parziale pesante per i pugliesi che cambia improvvisamente lo scenario e costringe San Severo a fare i conti con una situazione che, fino a pochi minuti prima, sembrava sotto controllo. Il Pala “Falcone e Borsellino” alza il volume, comprende il

Secondo stop per la Cestistica: Faenza conquista i due punti

Il secondo capitolo della stagione non finisce come avrebbe voluto San Severo. La Cestistica esce sconfitta dal PalaCattani, ancora una volta parquet difficile e tradizionalmente ostico. Tema Sinergie Faenza 90 – San Severo 76. Come già accaduto sette giorni fa, è il primo tempo a mettere in salita la partita della San Severo. I 32 punti segnati nel primo quarto diventano 52 complessivi nei venti minuti iniziali: un dato troppo pesante per una squadra come l’Allianz Pazienza, costruita sulla solidità e sull’aggressività difensiva che rappresentano uno dei principi del gioco di coach Massimo Bernardi. Alla ripresa, però, la Cestistica prova a cambiare volto. Nel terzo quarto i Neri aumentano l’intensità, alzano la pressione e riescono progressivamente a ridurre il divario, arrivando fino al -4. La partita torna così a vivere di equilibrio e San Severo ritrova fiducia, mettendo finalmente maggiore pressione sui padroni di casa. Faenza, tuttavia, dimostra di saper gestire anche i momenti di difficoltà e, forte del margine costruito nei primi venti minuti, riesce a mantenere il controllo della gara. I QUATTRO QUARTI – La Tema Sinergie parte con Bertetti, Stankevicius, Campori, Marcucci, Di Pizzo mentre San Severo va in campo scegliendo: Bandini, Pezzani, Morelli, Bugatti e Ndour. Partono con buon ritmo entrambe le formazioni, che trovano con rapidità le rispettive soluzioni offensive. Faenza riesce a muovere bene la palla e a sfruttare con efficacia i movimenti di Di Pizzo, trovando con continuità la via del canestro. L’Allianz Pazienza costruisce invece le prime risposte dalla lunetta e con capitan Bugatti. Bertetti prova a scavare il primo piccolo solco a favore dei padroni di casa, ma San Severo replica con Bandini, che firma la prima tripla giallonera della serata e mantiene il confronto sui binari dell’equilibrio. Per contenere i movimenti rapidi e continui degli esterni faentini, però, l’Allianz Pazienza è costretta a difendere spesso al limite: a metà frazione la Tema beneficia già del bonus e torna con frequenza sulla linea della carità, mentre Bugatti e Morelli sono già gravati di due falli a testa. Con il trascorrere dei minuti, i Neri iniziano però a concedere decisamente troppo nella propria metà campo; Faenza ne approfitta con puntualità, punendo le disattenzioni soprattutto dal oltre l’arco e trovando con una certa facilità la strada verso l’area sanseverese. La Cestistica prova a contenere l’onda offensiva dei padroni di casa, ma fatica a trovare la necessaria continuità difensiva. E il primo quarto parla chiaro: 32-22. È Bandini a caricarsi sulle spalle i compagni, mentre la Cestistica continua a faticare al PalaCattani. In attacco manca presenza dentro l’area e, ogni volta che Faenza riesce a mettere la palla nelle mani dei propri uomini, la difesa sanseverese concede soluzioni immediate. Il divario resta così stabilmente intorno alla doppia cifra. Il ritmo, rispetto al primo quarto, si abbassa sensibilmente e con esso anche le percentuali al tiro. Le due squadre faticano a trovare continuità offensiva e il canestro diventa improvvisamente più difficile da raggiungere. Dopo quasi cinque minuti di gioco, il parziale della frazione recita appena 4-2, fotografia di un periodo nel quale sono soprattutto le difese a dettare legge, con quella faentina particolarmente efficace nel togliere ai gialloneri le soluzioni più semplici. L’Allianz Pazienza è costretta ad attaccare spesso lontano dal ferro, cercando dalla distanza ciò che non riesce a costruire con continuità dentro l’area e in alcuni momenti la lunga distanza diventa però l’unica via per muovere il punteggio e Romondia ne approfitta nel migliore dei modi, infilando due triple consecutive che restituiscono ossigeno ai Neri e tengono viva la partita. La squadra di coach Pansa, tuttavia, continua a gestire il vantaggio e anche il secondo parziale finisce per premiarli: 52-42.  Su 16 tentativi, la Tema Sinergie Faenza ne realizza 7: al di là del semplice dato statistico, una percentuale che certifica la qualità e la precisione della squadra di coach Pansa, particolarmente efficace nelle proprie soluzioni offensive. Dall’altra parte, la Cestistica viaggia sul 3/9 dall’arco e il confronto, sotto questo profilo, è limpido. Ma al di là del divario sul tabellone, ciò che emerge è una San Severo che corre, prova ad alzare il ritmo e continua a cercare il modo per rientrare definitivamente nella partita, senza però riuscire a ricucire lo strappo. E la difficoltà non riguarda soltanto il perimetro: anche vicino al ferro i Neri faticano a trovare soluzioni pulite e continuità. Al netto degli errori da entrambe le parti, non mancano comunque alcuni momenti di grande intensità della formazione giallonera. Quando l’Allianz Pazienza riesce a rosicchiare qualche punto e a ridurre il margine, coach Pansa è costretto a fermare il gioco e a richiamare i suoi uomini con un timeout. È ancora Bandini, intanto, a prendersi la responsabilità della squadra: prima nella gestione dell’attacco, poi nella costruzione del gioco per i compagni, guidando una San Severo che nel finale alza sensibilmente il livello di energia. Anche il linguaggio del corpo cambia: i Neri diventano più aggressivi, aumentano la pressione difensiva e, possesso dopo possesso, riescono a riportarsi fino al -4 diventato poi -6, riaprendo una partita che sembrava ormai indirizzata. Il terzo periodo si chiude così sul: 69-63. Un errore da tre punti di Romondia, due liberi falliti da Sarmiento e un’altra conclusione dall’arco che non trova il bersaglio con Fabio Bugatti. Dalla parte dell’Allianz Pazienza si accumulano così occasioni non sfruttate, mentre dall’altra Faenza torna a essere letale praticamente sotto ogni punto di vista. Dopo il momento di difficoltà attraversato nel periodo precedente, la formazione emiliana ritrova ritmo e continuità offensiva e torna a produrre punti con grande facilità. Quando le cose non funzionano, la Cestistica finisce per perdere progressivamente lucidità e questo rende tutto più semplice alla Tema Sinergie. Coach Massimo Bernardi prova a mischiare le carte dalla panchina, cercando soluzioni diverse per cambiare l’inerzia e dare una scossa ai suoi, ma è poca roba. La partita sembra così prendere la direzione emiliana: i padroni di casa riescono a trovare con continuità le proprie soluzioni offensive, mentre San Severo, pur costruendo a tratti conclusioni anche corrette, concede

Il campionato va oltre il primo verdetto. L’Allianz Pazienza paga le percentuali di Roseto

Il risultato dice Roseto, ma il campionato chiede di guardare oltre il verdetto della prima giornata. L’Allianz Pazienza apre la propria stagione contro la Liofilchem Roseto e deve lasciare agli abruzzesi i primi due punti del campionato: 83-98 il finale. I Neri combattono soprattutto nel primo tempo e, alla ripresa, provano a tenere il passo degli abruzzesi. Dall’altra parte, però, Roseto, una delle squadre più esperte e ambiziose della Serie B Nazionale Old Wild West, trova con continuità il canestro, esibendo percentuali dall’arco di assoluto rilievo e riuscendo a trasformare quasi ogni minima concessione in punti pesanti. È proprio la precisione al tiro da tre a diventare una variabile decisiva: ogni volta che San Severo prova a ricucire, gli ospiti rispondono dalla lunga distanza e ricacciano indietro i Neri. Una vera e propria spada di Damocle che accompagna l’Allianz Pazienza per tutta la gara e che, alla fine, pesa inevitabilmente sul verdetto. I QUATTRO QUARTI – Al debutto i cinque neri scelti da coach Massimo Bernardi sono: Paolo Bandini in cabina di regia, Lucas e Morelli a servizio, l’ala grande Fabio Bugatti e Todisco da pivot. I corrispettivi di coach Gramenzi: Gaiola, Mazzoni, Aukstikalnis, Pellizzari e Tandia. Partono meglio gli ospiti, più rapidi nel trovare soluzioni vicino a canestro e subito capaci di mettere pressione alla difesa giallonera. L’Allianz Pazienza, però, non resta a guardare e costruisce le proprie risposte affidandosi anche ai suoi uomini di riferimento: prima è il capitano Bugatti a trovare la via del canestro, poi è Bandini a colpire dall’arco. San Severo prova così a ricucire il primo strappo e, azione dopo azione, riesce a riportarsi a contatto. La Liofilchem, tuttavia, mantiene il controllo dell’inerzia e trova con continuità il modo di replicare alle iniziative dei padroni di casa. A fare la differenza è soprattutto Aukstikalnis, già particolarmente ispirato dalla distanza: due triple su altrettanti tentativi e una presenza offensiva che consente agli abruzzesi di conservare il vantaggio. Ma è nella parte conclusiva della frazione che San Severo comincia a prendere le misure alla formazione ospite. I Neri alzano l’intensità, trovano maggiore continuità nelle proprie soluzioni offensive e, possesso dopo possesso, riescono a ribaltare l’inerzia della gara, fino a mettere per la prima volta la testa avanti. Roseto è costretta così a interrompere il ritmo dei padroni di casa e a fare ricorso al timeout, mentre l’Allianz Pazienza continua a spingere e, ogni volta che entra in possesso della palla, riesce a trasformare la propria aggressività in punti. Alle folate pugliesi, però, rispondono immediatamente quelle degli ospiti. Ne nasce una sfida sempre più intensa, nella quale il confronto fisico prende il sopravvento sulle giocate spettacolari: ogni possesso diventa una battaglia, ogni pallone conteso può spostare l’inerzia. Lo conferma anche il parziale molto alto, con cui si chiude il primo quarto, fotografia di una gara bellissima ma al tempo stesso ancora tutta da decifrare: 27-27. Dai blocchi di partenza del secondo periodo, sono gli ospiti a rientrare con maggiore incisività. Roseto sfrutta il bonus già raggiunto dai padroni di casa, costretti a difendere con grande aggressività e già gravati di cinque falli dopo pochi minuti. L’Allianz Pazienza deve quindi prestare particolare attenzione alla gestione dei possessi, senza però rinunciare alla propria intensità. In questo scenario emerge Riccardo Romondia, che trova la seconda tripla della sua serata e tiene i Neri pienamente dentro la partita, riportandoli sul 32-33. Dall’altra parte, però, le percentuali di Roseto dalla lunga distanza continuano ad. Essere un fattore di grande pericolosità; gli abruzzesi colpiscono con regolarità oltre l’arco dei 6,75 metri, non soltanto attraverso Aukstikalnis ma con tutti i suoi uomini, dimostrando di avere diverse soluzioni per punire ogni minimo spazio concesso dalla difesa sanseverese. San Severo deve così rimanere agganciata alla gara, evitando che gli abruzzesi possano acquisire ulteriore fiducia e soprattutto trovare continuità nel proprio gioco, come difatti avviene. Si arriva così all’intervallo, con il tabellone del Pala “Falcone e Borsellino” che recita: 49-58. Come all’inizio della prima frazione, anche nel terzo quarto Bugatti e Bandini sono i primi a firmare i segnali di reazione dell’Allianz Pazienza, chiamata a ricucire uno svantaggio che rischia di diventare sempre più pesante. La tripla di Morelli, che vale il -2, accende ulteriormente il Pala “Falcone e Borsellino” e restituisce energia alla squadra e al pubblico. Dall’altra parte, coach Gramenzi interrompe immediatamente il gioco e chiama timeout: Roseto non è ancora riuscita a trovare il canestro nei primi tre minuti della frazione e l’inerzia sembra improvvisamente cambiare padrone. Come prevedibile, però, la Liofilchem esce dal torpore e riesce a produrre quei punti necessari per frenare l’entusiasmo giallonero e ristabilire una distanza di sicurezza. L’entusiasmo dell’Allianz Pazienza, però, non si spegne e Sarmiento prova a farsi sentire sotto canestro, mettendo fisicità e presenza nel cuore dell’area. Dall’altra parte continua a pesare la prestazione di un Aukstikalnis particolarmente incisivo, capace di trovare soluzioni importanti ogni volta che Roseto ha bisogno di una giocata per interrompere la pressione dei padroni di casa. Restano dieci minuti per provare a cambiare l’inerzia della gara e giocarsi fino in fondo le proprie possibilità: 66-77.  È inevitabile che, con percentuali al tiro pressoché impeccabili, l’ultimo periodo lasci spazio alle certezze degli abruzzesi e alle residue speranze dell’Allianz Pazienza, che prova in ogni modo a cambiare l’inerzia della gara. Con il parziale di 68-84 a dieci minuti dalla sirena, però, il compito diventa decisamente più complesso. San Severo prova a rosicchiare qualcosa, ma la Liofilchem riesce a spegnere ogni tentativo di rimonta affidandosi alla profondità del proprio roster: dieci giocatori effettivi, tutti in grado di incidere e di garantire qualità e continuità. Anche la situazione falli non agevola le scelte di coach Massimo Bernardi, mentre il passare dei minuti finisce per pesare sull’inerzia e sull’umore della squadra, che non riesce più a trovare con la stessa continuità la via del canestro mostrata soprattutto nel secondo periodo, il momento migliore dei Neri. Al netto della superiorità degli abruzzesi, l’Allianz Pazienza non lesina impegno e continua a cercare una reazione, ma il cronometro scorre

Il sogno termina, l’amore no! Grazie, Allianz Pazienza! È stata una stagione meravigliosa

Lasciatecelo dire: questa è una delle pagine sportive più belle della nostra storia recente. Ma come? Dopo una sconfitta? Dopo l’eliminazione? Sì. Proprio così. E lo diciamo con orgoglio, con la stessa trasparenza sportiva che ci ha accompagnato sin dal primo giorno di agosto, quando con umiltà dichiaravamo che l’obiettivo stagionale fosse la salvezza. È stata proprio quella mentalità, fatta di equilibrio, lavoro e consapevolezza, a portarci oggi fino ai quarti di finale playoff. Il 84-90 maturato contro la Rucker San Vendemiano sancisce il passaggio del turno di una squadra forte, solida, costruita per affrontare serie di altissimo livello. E, in fondo, era qualcosa che la classifica aveva già raccontato nel corso della stagione. Potremmo soffermarci sui dettagli delle singole gare: sui minuti finali di tensione di gara1, sui possessi sfuggiti nel momento migliore della serie, sul canestro allo scadere di Tassinari in gara2 con ancora un fallo da spendere, o su qualche episodio che avrebbe potuto cambiare l’inerzia della sfida anche oggi. Apparirebbe una lettura legittima e corretta, ma sarebbe anche una lettura riduttiva sterile, incompleta. Una gara che, per lunghi tratti, l’Allianz Pazienza aveva saputo interpretare nel migliore dei modi. Dopo un primo quarto giocato sul filo dell’equilibrio, infatti, i gialloneri avevano cambiato marcia nella seconda frazione, prendendo il controllo dell’incontro con autorità e intensità fino a toccare quota 54 punti realizzati, concedendone appena 44 agli avversari. Poi, però, al rientro dagli spogliatoi, San Vendemiano ha disputato un secondo tempo di altissimo livello, ribaltando progressivamente l’inerzia della gara grazie soprattutto alle triple pesantissime di Onojaife e Tassinari, capaci di spegnere il ritmo offensivo sanseverese e riaccendere l’entusiasmo dei padroni di casa. La Cestistica, dal canto suo, non è riuscita a trovare le necessarie contromisure, anche a causa di una partita diventata via via più spezzettata dai tanti falli e inevitabilmente condizionata da un forte carico emotivo. Così, i minuti finali sono scivolati via con San Vendemiano padrona del campo, lucida, concreta e capace di colpire con continuità dall’arco nei momenti decisivi dell’incontro. Ciò che questa esperienza lascia va enormemente oltre il risultato finale. Lascia il valore del lavoro quotidiano. Lascia il coraggio delle idee. Lascia la forza di un gruppo che ha saputo costruire qualcosa di autentico dentro e fuori dal campo. Lascia la compattezza di una società, il sacrificio silenzioso di dirigenti, collaboratori, operatori, staff e volontari che ogni giorno hanno dedicato tempo, energie e passione a questi colori. Lascia soprattutto una città che si è ritrovata attorno alla propria squadra. Un palazzetto tornato vivo. I bambini sugli spalti. La dirigenza, gli sponsor, i soci sostenitori. Gli applausi. L’entusiasmo. L’identità. Quel senso di appartenenza che, oggi più che mai, rappresenta il vero patrimonio della Cestistica San Severo. Viene naturale chiederselo: è soltanto basket? Forse no. Forse è qualcosa che assomiglia alla… vita. E la conclusione più giusta possibile può essere soltanto una. Grazie. Grazie davvero, di cuore, a tutti. DAL PARQUET – Bernardi opta per Bandini, Mobio, Todisco, Bugatti e Gherardini e coach Campanella risponde con Morici, Piccarelli, Murri, Čebašek e Onojaife. L’approccio dell’Allianz Pazienza è subito di grande personalità: Gherardini e Bugatti firmano il primo 6-3 della serata, mentre il “Falcone e Borsellino”, trascinato da una cornice di pubblico semplicemente straordinaria, inizia immediatamente a far sentire tutto il proprio peso specifico. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni e San Severo prova a cavalcarla sin dai primi possessi. La Rucker, però, dimostra subito tutta la propria solidità mentale; la formazione di coach Campanella continua a giocare la sua pallacanestro aggressiva e intensa, senza lasciarsi intimorire dall’ambiente e cercando di rispondere colpo su colpo ai padroni di casa. Nei primi minuti si percepisce chiaramente anche un forte rispetto tattico tra le due squadre. San Vendemiano entra presto in situazione falli, aspetto che obbliga il suo allenatore a gestire immediatamente le rotazioni, mentre Bandini dalla lunetta firma il 7-5. A togliere le castagne dal fuoco per i veneti ci pensa Piccarelli, che con una tripla pesantissima riporta avanti i suoi e inizia progressivamente a prendersi le redini offensive della gara. Ogni sua conclusione diventa preziosa, così come il lavoro dei pivot ospiti sotto canestro che riescono spesso a conquistare rimbalzi importanti trasformandoli in punti. San Severo continua comunque a mantenere un ottimo atteggiamento, pagando soprattutto qualche difficoltà nel controllo dei rimbalzi difensivi, dettaglio che consente ai veneti di restare pienamente agganciati alla partita fino al nuovo equilibrio nel punteggio. Nel frattempo arrivano anche i problemi di falli per l’Allianz Pazienza: Gherardini viene gravato rapidamente di due infrazioni, mentre Tassinari colpisce due volte consecutive dalla lunghissima distanza, costringendo i gialloneri a inseguire per evitare che il divario aumenti. San Vendemiano trova continuità soprattutto vicino al ferro con i proprio pivot, capace di aprirsi spazi importanti nel pitturato, ma la Cestistica continua a restare pienamente dentro la gara, trascinata dalla spinta incessante del pubblico di casa. È una partita intensa, vibrante, giocata a ritmi altissimi. Dall’altra parte emerge tutta la fisicità di Ndour, fondamentale per riportare equilibrio e intensità sotto canestro. Ma continua anche la situazione delicata sul fronte falli, con Gherardini che arriva rapidamente a quota tre. Il primo quarto si chiude così nel segno del massimo equilibrio: 25-25. Un punteggio alto, prevedibile per intensità e qualità offensive viste in campo. La gara prosegue punto a punto; ogni canestro trova una risposta immediata. Ndour replica ai colpi di Tassinari, ancora pericolosissimo dall’arco, mentre il peso emotivo della sfida si riflette anche nel numero dei falli commessi da entrambe le squadre. Anche Cane sale rapidamente a quota tre infrazioni e coach Campanella è costretto a richiamarlo in panchina. Ciò che manca maggiormente alla Cestistica in questa fase è il tiro dalla lunga distanza, fondamentale nel sistema offensivo giallonero. La Rucker difende molto bene, chiude gli spazi e costringe spesso San Severo ad attaccare il ferro in traffico. Ma è proprio allora che Bugatti si accende con la giocata che il pubblico attendeva: la bomba da oltre l’arco che ridà energia e fiducia ai gialloneri. La partita continua a spezzettarsi anche

Un epilogo crudele ferma la Cestistica: adesso il fattore campo può cambiare tutto

Sì, resta inevitabilmente l’amarezza per un finale assurdo, atroce, beffardo, ma rimangono anche gli applausi meritati per una San Severo immensa, capace di lottare fino all’ultimo possesso su un parquet estremamente complicato. Il 63-61 finale premia San Vendemiano che, anche in questo secondo atto della serie playoff, ha dovuto aggrapparsi ancora una volta al talento e alla personalità del proprio capitano Tassinari, autore, a tre secondi dalla sirena, della tripla folle che ha ribaltato il +1 giallonero e indirizzato definitivamente la gara. I playoff, spesso, si decidono prima di tutto nella testa ancora che nelle gambe o nella tattica. Ed è proprio lì che questa partita si è risolta sul più bello, dentro una sfida completamente diversa rispetto a gara1: punteggio basso, percentuali ridotte, tensione continua e ogni possesso dal peso specifico enorme. Quando le gambe e la testa iniziano a ‘quotare’ i pugliesi ecco l’episodio, un canestro inatteso, beffardo, per cambiare tutto. Ed è esattamente ciò che è accaduto nel finale, con quella tripla che ha spezzato le speranze dei Neri e consegnato alla Rucker il 2-0 nella serie. Si potrebbe parlare delle palle perse, dei rimbalzi non controllati, dei liberi lasciati per strada o di qualche conclusione affrettata nel tentativo di arrivare rapidamente al ferro. Ma cosa si può davvero rimproverare a una squadra che, a pochi secondi dalla fine, era avanti di un punto e aveva persino il possesso potenziale del +3? Probabilmente nulla. Assolutamente nulla. Basta osservare la “carta d’identità” di questo gruppo per comprendere il valore del percorso che la Cestistica sta portando avanti. Molti di questi ragazzi stanno vivendo per la prima volta palcoscenici di questo livello, e probabilmente anche solo la parola playoff porta con sé un peso emotivo enorme. È una differenza che si percepisce soprattutto nei dettagli: San Vendemiano, come da pronostico, può contare su un roster profondo, costruito e abituato a questo tipo di partite; San Severo, invece, continua a rappresentare una realtà giovane, e la gioventù porta inevitabilmente con sé anche qualche momento di inesperienza. Ma, anche questo, fa parte di un percorso. Perché questa squadra deve continuare a restare fedele alle idee che l’hanno portata fin qui, senza snaturarsi e senza perdere quelle certezze costruite durante tutta la stagione. E soprattutto perché adesso la serie cambia scenario. Adesso si gioca a casa nostra. E, insieme, sarà tutta un’altra storia. DAL PARQUET – Si sfidano, in apertura, Morici, Piccarelli, Murri, Čebašek e Onojaife. contro Bandini, Mobio, Todisco, Bugatti e Gherardini. È una gara molto più tattica e mentale nei primi minuti rispetto a quella disputata appena 48 ore fa. Il ritmo è meno frenetico, si sbaglia di più da entrambe le parti e il peso specifico della partita si avverte sin dai primi possessi. L’approccio iniziale sorride alla formazione ruckerina, che trova subito buone soluzioni offensive con la tripla di Morici e la schiacciata di Onojafe. Per l’Allianz Pazienza, invece, i primi punti portano la firma di Matteo Gherardini, prima preciso dalla lunetta e poi presente sotto canestro, quando sul cronometro sono già trascorsi quattro minuti e il punteggio dice 7-5. Il vantaggio veneto si amplia poco dopo con un’altra conclusione pesante di Piccarelli, autore del 10-5, immediatamente seguito dai due punti di Bugatti per il 10-7. Come prevedibile, la partita ha contorni molto diversi rispetto ai precedenti confronti: le squadre si studiano, le difese lavorano con maggiore attenzione e ogni possesso sembra avere un peso specifico enorme. In questo contesto, la Cestistica soffre soprattutto le conclusioni piedi per terra di Piccarelli, che colpisce ancora dalla lunga distanza dallo stesso angolo, aumentando il margine tra le squadre. Un dettaglio che San Severo non può permettersi di concedere. A cambiare l’inerzia ci pensa allora Lucas, che appena entrato dà immediatamente una scossa ai gialloneri riportandoli sul -1 (13-12). Poi arrivano i liberi di Bugatti e Ndour, che valgono il primo sorpasso ospite sul 13-15. Restano gli errori da entrambe le parti, ma la percezione è che anche questa volta sarà una battaglia giocata sul filo dell’equilibrio. Al primo stop il punteggio è: 17-15. L’Allianz Pazienza si presenta in campo con Lucas, Bandini, Morelli, Todisco e Ndour, scelta che testimonia ancora una volta quanto coach Massimo Bernardi continui a fidarsi dell’intero roster, cambiando ben quattro quinti del quintetto rispetto alle precedenti uscite. La partita, però, resta meno fluida rispetto ai ritmi abituali della Cestistica; i gialloneri devono soprattutto evitare di lasciarsi trascinare dalla frenesia, perché San Vendemiano approccia meglio l’inizio del secondo quarto e prova immediatamente ad allungare, portandosi sul 21-15. Nel tentativo di ricucire il divario, i pugliesi commettono qualche errore di troppo, mentre i veneti si dimostrano più lucidi sia nella circolazione di palla che nelle conclusioni vicino al ferro. A cavallo tra i due quarti arriva infatti un parziale di 10-0 che costringe coach Bernardi a fermare il gioco. La Rucker, inoltre, lavora molto bene sul piano tattico, pressando forte gli esterni sanseveresi soprattutto oltre l’arco per impedire le conclusioni dalla lunga distanza e indirizzando così l’attacco giallonero verso il pitturato, zona nella quale i veneti riescono comunque a reggere bene l’urto grazie alla propria fisicità. Gli errori continuano a ripetersi e questo non aiuta la Cestistica, che prova comunque a restare agganciata alla gara grazie alla poderosa schiacciata di Ndour. La fisicità dei padroni di casa, nel frattempo, inizia anche a pesare sul fronte falli: Gherardini sale rapidamente a quota tre, mentre Ndour e Mobio arrivano a due. Una situazione delicata per coach Bernardi che, però, trova immediatamente una reazione dai suoi: Lucas e Mobio firmano sei punti consecutivi che riportano San Severo fino al -1, prima che Bedetti interrompa l’emorragia veneta. Nel finale di frazione il ritmo si alza ulteriormente e la gara torna ad accendersi. Secondo parziale: 33-29. Terzo fallo per Ndour e per Bandini: il terzo quarto si apre con tutta l’energia possibile da parte dell’Allianz Pazienza, ed è esattamente ciò che serve in una gara di questo peso specifico. San Severo deve inevitabilmente alzare il livello fisico della partita, anche a costo di rischiare qualche fischio arbitrale, per impedire alla Rucker di prendere definitivamente fiducia e giocare con il vento in poppa. I gialloneri provano così a stringere le maglie difensive, aumentando aggressività e contatti, anche se San Vendemiano

Gara1 va alla Rucker, solo nel finale. Cestistica, testa e cuore su gara2!

I playoff sono una maratona, non uno sprint, e ciò che spesso fa la differenza, oltre all’aspetto fisico, è la tenuta mentale. La Rucker San Vendemiano si aggiudica il primo atto dei quarti di finale: 92-84, ma c’è anche da fare i complimenti all’Allianz Pazienza che, a cinque minuti dalla fine dell’incontro, era ancora avanti di un punto, confermando ancora una volta carattere, qualità e personalità su un parquet estremamente complicato. Dopo un approccio più che convincente e propositivo, con i gialloneri capaci di restare avanti nel punteggio per l’intera frazione, è soprattutto il secondo quarto a risultare determinante nell’economia della gara. La Cestistica paga infatti il cambio di marcia della formazione di coach Campanella, bravissima a trovare continuità offensiva fino a realizzare ben 35 punti nel solo secondo periodo, chiudendo l’intervallo lungo a quota 56. Numeri decisamente insoliti se rapportati agli standard difensivi mantenuti dall’Allianz Pazienza nel corso della stagione. Nella ripresa, però, San Severo reagisce con forza. Bugatti e compagni – con quattro uomini in doppia cifra, ulteriore testimonianza di un gruppo che non ha mai smesso di giocare e credere nella partita – ritrovano intensità difensiva e tornano ad attaccare con grande determinazione, arrivando fino al sorpasso nell’ultimo quarto. Nel finale, tuttavia, viene premiata la maggiore lucidità della Rucker nella gestione dei possessi decisivi e di quel minimo vantaggio costruito nei momenti più delicati della gara. È fondamentale leggere questa partita con la giusta prospettiva. Una trasferta lunga, impegnativa, contro una delle formazioni più solide del girone: un contesto complesso, che rientra pienamente nelle dinamiche di una serie playoff. Nulla che non fosse, in qualche modo, prevedibile. Non è questo il momento di perdere equilibrio. Al contrario, è il tempo di guardare avanti. Perché l’Allianz Pazienza ha dimostrato, anche nel corso di questa gara, di avere tutte le qualità per mettere in difficoltà qualsiasi avversario. Nessuna ansia, nessun timore. Serve solo continuare a giocare con la mente libera, con quella serenità che permette anche alle giocate più difficili di trovare concretezza. La fiducia in questo gruppo resta totale. Lo è sempre stata. E i ragazzi, con il loro percorso, hanno già dimostrato di meritarsela. Adesso testa a gara 2. Coraggio, Cestistica! DAL PARQUET – San Vendemiano si schiera con: Morici, Tassinari, Murri, Čebašek e Onojaife. L’Allianz Pazienza manda in quintetto: Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini. Che non si dica che questa non sia una vera partita da playoff. Intensità altissima, ritmo forsennato, continui cambi di fronte e canestri in rapida successione: il primissimi minuti tra Allianz Pazienza e Rucker ha tutto il sapore delle grandi sfide di postseason. A partire meglio, almeno sul piano offensivo, è la Cestistica San Severo che, questa sera più “gialla” che “nera”, trova subito fluidità in attacco grazie alla tripla di Ivan Mobio, ai punti di Fabio Bugatti e alle conclusioni ravvicinate di Bandini. La Rucker, però, non resta certo a guardare e replica immediatamente, colpendo soprattutto nel pitturato e sfruttando la propria fisicità sotto canestro. I dauni giocano con energia e coraggio, forse anche con troppa frenesia in alcuni possessi che avrebbero potuto ampliare ulteriormente il vantaggio. Ma l’approccio, in un parquet caldissimo e in un clima da autentici playoff, è quello giusto. Gli schemi disegnati da coach Massimo Bernardi, in particolare le situazioni di pick and roll per Gherardini, producono ottime soluzioni offensive. San Vendemiano, però, ha qualità e talento; Murri impatta con la tripla dell’11-11 e continua a colpire dalla lunga distanza, arrivando rapidamente in doppia cifra e confermando tutta la forza del collettivo veneto. Dall’altra parte, però, San Severo risponde colpo su colpo: ancora Mobio dall’arco e poi il recupero difensivo trasformato in punti da Bandini valgono l’11-16 e certificano l’ottimo avvio pugliese. È il primo capitolo di una serie playoff scintillante, e difficilmente avrebbe potuto essere altrimenti. Un quarto vibrante, intenso, giocato sempre sul filo dell’equilibrio, ma con San Severo avanti dall’inizio alla fine della frazione. Parziale: 21-23. Ad aprire il secondo quarto sono Matteo Morelli e Čebašek, protagonisti immediati di un avvio scintillante che mantiene altissimo il livello dello spettacolo. Poi è ancora Bugatti a farsi sentire nel pitturato, trovando punti preziosi vicino al ferro, ma la Rucker replica prontamente con Piccarelli e, subito dopo una palla persa sanseverese, ancora con Čebašek, che punisce la transizione difensiva giallonera. La partita resta intensa, giocata a ritmi elevatissimi. L’Allianz Pazienza, però, inizia a pagare qualche eccesso di frenesia; se è vero che velocità e aggressività rappresentano da sempre uno dei tratti distintivi della squadra di coach Massimo Bernardi, è altrettanto evidente che forzare alcune giocate finisce per favorire la Rucker, bravissima ad approfittarne. Dopo appena tre minuti della frazione arriva infatti il primo sorpasso veneto, propiziato anche dal gioco da tre punti conquistato da Ndour, sanzionato con fallo e canestro subito. I padroni di casa alzano ulteriormente il livello fisico della gara, attaccano il ferro con continuità e costringono gli ospiti a spendere falli, trovando così ritmo e fiducia. La Cestistica appare meno lucida rispetto all’ottimo primo quarto: si sbaglia di più, si concede troppo, mentre San Vendemiano continua a colpire con grande continuità offensiva. Coach Bernardi è così costretto a fermare il gioco per provare a ridare ordine ai suoi, che non stanno approcciando la frazione con la stessa qualità vista nei primi dieci minuti. Dopo il timeout arrivano alcune giocate di qualità, ancora firmate da Ndour, ma ormai i veneti hanno preso fiducia e spingono forte, fino a toccare il massimo vantaggio sul 42-32. Il punteggio continua a salire, segno di una partita spettacolare e offensivamente molto produttiva, ma i tanti punti concessi da San Severo confermano come, almeno in questa fase, la tenuta difensiva non sia stata all’altezza degli standard abituali. I padroni di casa ristabiliscono così completamente gli equilibri della gara e prendono in mano l’inerzia dell’incontro: 56-47. L’Allianz Pazienza sa di dover aumentare immediatamente la propria produzione offensiva per evitare che i bianconeri possano scappare via. E la risposta arriva subito: prima i due punti di Lucas, poi ancora Bandini, che riporta i gialloneri sul -5, e infine Bugatti, autore del canestro del -3 che costringe coach Campanella a fermare immediatamente il gioco. La Rucker, infatti, fatica a