Il sogno termina, l’amore no! Grazie, Allianz Pazienza! È stata una stagione meravigliosa

Lasciatecelo dire: questa è una delle pagine sportive più belle della nostra storia recente. Ma come? Dopo una sconfitta? Dopo l’eliminazione? Sì. Proprio così. E lo diciamo con orgoglio, con la stessa trasparenza sportiva che ci ha accompagnato sin dal primo giorno di agosto, quando con umiltà dichiaravamo che l’obiettivo stagionale fosse la salvezza. È stata proprio quella mentalità, fatta di equilibrio, lavoro e consapevolezza, a portarci oggi fino ai quarti di finale playoff. Il 84-90 maturato contro la Rucker San Vendemiano sancisce il passaggio del turno di una squadra forte, solida, costruita per affrontare serie di altissimo livello. E, in fondo, era qualcosa che la classifica aveva già raccontato nel corso della stagione. Potremmo soffermarci sui dettagli delle singole gare: sui minuti finali di tensione di gara1, sui possessi sfuggiti nel momento migliore della serie, sul canestro allo scadere di Tassinari in gara2 con ancora un fallo da spendere, o su qualche episodio che avrebbe potuto cambiare l’inerzia della sfida anche oggi. Apparirebbe una lettura legittima e corretta, ma sarebbe anche una lettura riduttiva sterile, incompleta. Una gara che, per lunghi tratti, l’Allianz Pazienza aveva saputo interpretare nel migliore dei modi. Dopo un primo quarto giocato sul filo dell’equilibrio, infatti, i gialloneri avevano cambiato marcia nella seconda frazione, prendendo il controllo dell’incontro con autorità e intensità fino a toccare quota 54 punti realizzati, concedendone appena 44 agli avversari. Poi, però, al rientro dagli spogliatoi, San Vendemiano ha disputato un secondo tempo di altissimo livello, ribaltando progressivamente l’inerzia della gara grazie soprattutto alle triple pesantissime di Onojaife e Tassinari, capaci di spegnere il ritmo offensivo sanseverese e riaccendere l’entusiasmo dei padroni di casa. La Cestistica, dal canto suo, non è riuscita a trovare le necessarie contromisure, anche a causa di una partita diventata via via più spezzettata dai tanti falli e inevitabilmente condizionata da un forte carico emotivo. Così, i minuti finali sono scivolati via con San Vendemiano padrona del campo, lucida, concreta e capace di colpire con continuità dall’arco nei momenti decisivi dell’incontro. Ciò che questa esperienza lascia va enormemente oltre il risultato finale. Lascia il valore del lavoro quotidiano. Lascia il coraggio delle idee. Lascia la forza di un gruppo che ha saputo costruire qualcosa di autentico dentro e fuori dal campo. Lascia la compattezza di una società, il sacrificio silenzioso di dirigenti, collaboratori, operatori, staff e volontari che ogni giorno hanno dedicato tempo, energie e passione a questi colori. Lascia soprattutto una città che si è ritrovata attorno alla propria squadra. Un palazzetto tornato vivo. I bambini sugli spalti. La dirigenza, gli sponsor, i soci sostenitori. Gli applausi. L’entusiasmo. L’identità. Quel senso di appartenenza che, oggi più che mai, rappresenta il vero patrimonio della Cestistica San Severo. Viene naturale chiederselo: è soltanto basket? Forse no. Forse è qualcosa che assomiglia alla… vita. E la conclusione più giusta possibile può essere soltanto una. Grazie. Grazie davvero, di cuore, a tutti. DAL PARQUET – Bernardi opta per Bandini, Mobio, Todisco, Bugatti e Gherardini e coach Campanella risponde con Morici, Piccarelli, Murri, Čebašek e Onojaife. L’approccio dell’Allianz Pazienza è subito di grande personalità: Gherardini e Bugatti firmano il primo 6-3 della serata, mentre il “Falcone e Borsellino”, trascinato da una cornice di pubblico semplicemente straordinaria, inizia immediatamente a far sentire tutto il proprio peso specifico. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni e San Severo prova a cavalcarla sin dai primi possessi. La Rucker, però, dimostra subito tutta la propria solidità mentale; la formazione di coach Campanella continua a giocare la sua pallacanestro aggressiva e intensa, senza lasciarsi intimorire dall’ambiente e cercando di rispondere colpo su colpo ai padroni di casa. Nei primi minuti si percepisce chiaramente anche un forte rispetto tattico tra le due squadre. San Vendemiano entra presto in situazione falli, aspetto che obbliga il suo allenatore a gestire immediatamente le rotazioni, mentre Bandini dalla lunetta firma il 7-5. A togliere le castagne dal fuoco per i veneti ci pensa Piccarelli, che con una tripla pesantissima riporta avanti i suoi e inizia progressivamente a prendersi le redini offensive della gara. Ogni sua conclusione diventa preziosa, così come il lavoro dei pivot ospiti sotto canestro che riescono spesso a conquistare rimbalzi importanti trasformandoli in punti. San Severo continua comunque a mantenere un ottimo atteggiamento, pagando soprattutto qualche difficoltà nel controllo dei rimbalzi difensivi, dettaglio che consente ai veneti di restare pienamente agganciati alla partita fino al nuovo equilibrio nel punteggio. Nel frattempo arrivano anche i problemi di falli per l’Allianz Pazienza: Gherardini viene gravato rapidamente di due infrazioni, mentre Tassinari colpisce due volte consecutive dalla lunghissima distanza, costringendo i gialloneri a inseguire per evitare che il divario aumenti. San Vendemiano trova continuità soprattutto vicino al ferro con i proprio pivot, capace di aprirsi spazi importanti nel pitturato, ma la Cestistica continua a restare pienamente dentro la gara, trascinata dalla spinta incessante del pubblico di casa. È una partita intensa, vibrante, giocata a ritmi altissimi. Dall’altra parte emerge tutta la fisicità di Ndour, fondamentale per riportare equilibrio e intensità sotto canestro. Ma continua anche la situazione delicata sul fronte falli, con Gherardini che arriva rapidamente a quota tre. Il primo quarto si chiude così nel segno del massimo equilibrio: 25-25. Un punteggio alto, prevedibile per intensità e qualità offensive viste in campo. La gara prosegue punto a punto; ogni canestro trova una risposta immediata. Ndour replica ai colpi di Tassinari, ancora pericolosissimo dall’arco, mentre il peso emotivo della sfida si riflette anche nel numero dei falli commessi da entrambe le squadre. Anche Cane sale rapidamente a quota tre infrazioni e coach Campanella è costretto a richiamarlo in panchina. Ciò che manca maggiormente alla Cestistica in questa fase è il tiro dalla lunga distanza, fondamentale nel sistema offensivo giallonero. La Rucker difende molto bene, chiude gli spazi e costringe spesso San Severo ad attaccare il ferro in traffico. Ma è proprio allora che Bugatti si accende con la giocata che il pubblico attendeva: la bomba da oltre l’arco che ridà energia e fiducia ai gialloneri. La partita continua a spezzettarsi anche
Un epilogo crudele ferma la Cestistica: adesso il fattore campo può cambiare tutto

Sì, resta inevitabilmente l’amarezza per un finale assurdo, atroce, beffardo, ma rimangono anche gli applausi meritati per una San Severo immensa, capace di lottare fino all’ultimo possesso su un parquet estremamente complicato. Il 63-61 finale premia San Vendemiano che, anche in questo secondo atto della serie playoff, ha dovuto aggrapparsi ancora una volta al talento e alla personalità del proprio capitano Tassinari, autore, a tre secondi dalla sirena, della tripla folle che ha ribaltato il +1 giallonero e indirizzato definitivamente la gara. I playoff, spesso, si decidono prima di tutto nella testa ancora che nelle gambe o nella tattica. Ed è proprio lì che questa partita si è risolta sul più bello, dentro una sfida completamente diversa rispetto a gara1: punteggio basso, percentuali ridotte, tensione continua e ogni possesso dal peso specifico enorme. Quando le gambe e la testa iniziano a ‘quotare’ i pugliesi ecco l’episodio, un canestro inatteso, beffardo, per cambiare tutto. Ed è esattamente ciò che è accaduto nel finale, con quella tripla che ha spezzato le speranze dei Neri e consegnato alla Rucker il 2-0 nella serie. Si potrebbe parlare delle palle perse, dei rimbalzi non controllati, dei liberi lasciati per strada o di qualche conclusione affrettata nel tentativo di arrivare rapidamente al ferro. Ma cosa si può davvero rimproverare a una squadra che, a pochi secondi dalla fine, era avanti di un punto e aveva persino il possesso potenziale del +3? Probabilmente nulla. Assolutamente nulla. Basta osservare la “carta d’identità” di questo gruppo per comprendere il valore del percorso che la Cestistica sta portando avanti. Molti di questi ragazzi stanno vivendo per la prima volta palcoscenici di questo livello, e probabilmente anche solo la parola playoff porta con sé un peso emotivo enorme. È una differenza che si percepisce soprattutto nei dettagli: San Vendemiano, come da pronostico, può contare su un roster profondo, costruito e abituato a questo tipo di partite; San Severo, invece, continua a rappresentare una realtà giovane, e la gioventù porta inevitabilmente con sé anche qualche momento di inesperienza. Ma, anche questo, fa parte di un percorso. Perché questa squadra deve continuare a restare fedele alle idee che l’hanno portata fin qui, senza snaturarsi e senza perdere quelle certezze costruite durante tutta la stagione. E soprattutto perché adesso la serie cambia scenario. Adesso si gioca a casa nostra. E, insieme, sarà tutta un’altra storia. DAL PARQUET – Si sfidano, in apertura, Morici, Piccarelli, Murri, Čebašek e Onojaife. contro Bandini, Mobio, Todisco, Bugatti e Gherardini. È una gara molto più tattica e mentale nei primi minuti rispetto a quella disputata appena 48 ore fa. Il ritmo è meno frenetico, si sbaglia di più da entrambe le parti e il peso specifico della partita si avverte sin dai primi possessi. L’approccio iniziale sorride alla formazione ruckerina, che trova subito buone soluzioni offensive con la tripla di Morici e la schiacciata di Onojafe. Per l’Allianz Pazienza, invece, i primi punti portano la firma di Matteo Gherardini, prima preciso dalla lunetta e poi presente sotto canestro, quando sul cronometro sono già trascorsi quattro minuti e il punteggio dice 7-5. Il vantaggio veneto si amplia poco dopo con un’altra conclusione pesante di Piccarelli, autore del 10-5, immediatamente seguito dai due punti di Bugatti per il 10-7. Come prevedibile, la partita ha contorni molto diversi rispetto ai precedenti confronti: le squadre si studiano, le difese lavorano con maggiore attenzione e ogni possesso sembra avere un peso specifico enorme. In questo contesto, la Cestistica soffre soprattutto le conclusioni piedi per terra di Piccarelli, che colpisce ancora dalla lunga distanza dallo stesso angolo, aumentando il margine tra le squadre. Un dettaglio che San Severo non può permettersi di concedere. A cambiare l’inerzia ci pensa allora Lucas, che appena entrato dà immediatamente una scossa ai gialloneri riportandoli sul -1 (13-12). Poi arrivano i liberi di Bugatti e Ndour, che valgono il primo sorpasso ospite sul 13-15. Restano gli errori da entrambe le parti, ma la percezione è che anche questa volta sarà una battaglia giocata sul filo dell’equilibrio. Al primo stop il punteggio è: 17-15. L’Allianz Pazienza si presenta in campo con Lucas, Bandini, Morelli, Todisco e Ndour, scelta che testimonia ancora una volta quanto coach Massimo Bernardi continui a fidarsi dell’intero roster, cambiando ben quattro quinti del quintetto rispetto alle precedenti uscite. La partita, però, resta meno fluida rispetto ai ritmi abituali della Cestistica; i gialloneri devono soprattutto evitare di lasciarsi trascinare dalla frenesia, perché San Vendemiano approccia meglio l’inizio del secondo quarto e prova immediatamente ad allungare, portandosi sul 21-15. Nel tentativo di ricucire il divario, i pugliesi commettono qualche errore di troppo, mentre i veneti si dimostrano più lucidi sia nella circolazione di palla che nelle conclusioni vicino al ferro. A cavallo tra i due quarti arriva infatti un parziale di 10-0 che costringe coach Bernardi a fermare il gioco. La Rucker, inoltre, lavora molto bene sul piano tattico, pressando forte gli esterni sanseveresi soprattutto oltre l’arco per impedire le conclusioni dalla lunga distanza e indirizzando così l’attacco giallonero verso il pitturato, zona nella quale i veneti riescono comunque a reggere bene l’urto grazie alla propria fisicità. Gli errori continuano a ripetersi e questo non aiuta la Cestistica, che prova comunque a restare agganciata alla gara grazie alla poderosa schiacciata di Ndour. La fisicità dei padroni di casa, nel frattempo, inizia anche a pesare sul fronte falli: Gherardini sale rapidamente a quota tre, mentre Ndour e Mobio arrivano a due. Una situazione delicata per coach Bernardi che, però, trova immediatamente una reazione dai suoi: Lucas e Mobio firmano sei punti consecutivi che riportano San Severo fino al -1, prima che Bedetti interrompa l’emorragia veneta. Nel finale di frazione il ritmo si alza ulteriormente e la gara torna ad accendersi. Secondo parziale: 33-29. Terzo fallo per Ndour e per Bandini: il terzo quarto si apre con tutta l’energia possibile da parte dell’Allianz Pazienza, ed è esattamente ciò che serve in una gara di questo peso specifico. San Severo deve inevitabilmente alzare il livello fisico della partita, anche a costo di rischiare qualche fischio arbitrale, per impedire alla Rucker di prendere definitivamente fiducia e giocare con il vento in poppa. I gialloneri provano così a stringere le maglie difensive, aumentando aggressività e contatti, anche se San Vendemiano
Gara1 va alla Rucker, solo nel finale. Cestistica, testa e cuore su gara2!

I playoff sono una maratona, non uno sprint, e ciò che spesso fa la differenza, oltre all’aspetto fisico, è la tenuta mentale. La Rucker San Vendemiano si aggiudica il primo atto dei quarti di finale: 92-84, ma c’è anche da fare i complimenti all’Allianz Pazienza che, a cinque minuti dalla fine dell’incontro, era ancora avanti di un punto, confermando ancora una volta carattere, qualità e personalità su un parquet estremamente complicato. Dopo un approccio più che convincente e propositivo, con i gialloneri capaci di restare avanti nel punteggio per l’intera frazione, è soprattutto il secondo quarto a risultare determinante nell’economia della gara. La Cestistica paga infatti il cambio di marcia della formazione di coach Campanella, bravissima a trovare continuità offensiva fino a realizzare ben 35 punti nel solo secondo periodo, chiudendo l’intervallo lungo a quota 56. Numeri decisamente insoliti se rapportati agli standard difensivi mantenuti dall’Allianz Pazienza nel corso della stagione. Nella ripresa, però, San Severo reagisce con forza. Bugatti e compagni – con quattro uomini in doppia cifra, ulteriore testimonianza di un gruppo che non ha mai smesso di giocare e credere nella partita – ritrovano intensità difensiva e tornano ad attaccare con grande determinazione, arrivando fino al sorpasso nell’ultimo quarto. Nel finale, tuttavia, viene premiata la maggiore lucidità della Rucker nella gestione dei possessi decisivi e di quel minimo vantaggio costruito nei momenti più delicati della gara. È fondamentale leggere questa partita con la giusta prospettiva. Una trasferta lunga, impegnativa, contro una delle formazioni più solide del girone: un contesto complesso, che rientra pienamente nelle dinamiche di una serie playoff. Nulla che non fosse, in qualche modo, prevedibile. Non è questo il momento di perdere equilibrio. Al contrario, è il tempo di guardare avanti. Perché l’Allianz Pazienza ha dimostrato, anche nel corso di questa gara, di avere tutte le qualità per mettere in difficoltà qualsiasi avversario. Nessuna ansia, nessun timore. Serve solo continuare a giocare con la mente libera, con quella serenità che permette anche alle giocate più difficili di trovare concretezza. La fiducia in questo gruppo resta totale. Lo è sempre stata. E i ragazzi, con il loro percorso, hanno già dimostrato di meritarsela. Adesso testa a gara 2. Coraggio, Cestistica! DAL PARQUET – San Vendemiano si schiera con: Morici, Tassinari, Murri, Čebašek e Onojaife. L’Allianz Pazienza manda in quintetto: Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini. Che non si dica che questa non sia una vera partita da playoff. Intensità altissima, ritmo forsennato, continui cambi di fronte e canestri in rapida successione: il primissimi minuti tra Allianz Pazienza e Rucker ha tutto il sapore delle grandi sfide di postseason. A partire meglio, almeno sul piano offensivo, è la Cestistica San Severo che, questa sera più “gialla” che “nera”, trova subito fluidità in attacco grazie alla tripla di Ivan Mobio, ai punti di Fabio Bugatti e alle conclusioni ravvicinate di Bandini. La Rucker, però, non resta certo a guardare e replica immediatamente, colpendo soprattutto nel pitturato e sfruttando la propria fisicità sotto canestro. I dauni giocano con energia e coraggio, forse anche con troppa frenesia in alcuni possessi che avrebbero potuto ampliare ulteriormente il vantaggio. Ma l’approccio, in un parquet caldissimo e in un clima da autentici playoff, è quello giusto. Gli schemi disegnati da coach Massimo Bernardi, in particolare le situazioni di pick and roll per Gherardini, producono ottime soluzioni offensive. San Vendemiano, però, ha qualità e talento; Murri impatta con la tripla dell’11-11 e continua a colpire dalla lunga distanza, arrivando rapidamente in doppia cifra e confermando tutta la forza del collettivo veneto. Dall’altra parte, però, San Severo risponde colpo su colpo: ancora Mobio dall’arco e poi il recupero difensivo trasformato in punti da Bandini valgono l’11-16 e certificano l’ottimo avvio pugliese. È il primo capitolo di una serie playoff scintillante, e difficilmente avrebbe potuto essere altrimenti. Un quarto vibrante, intenso, giocato sempre sul filo dell’equilibrio, ma con San Severo avanti dall’inizio alla fine della frazione. Parziale: 21-23. Ad aprire il secondo quarto sono Matteo Morelli e Čebašek, protagonisti immediati di un avvio scintillante che mantiene altissimo il livello dello spettacolo. Poi è ancora Bugatti a farsi sentire nel pitturato, trovando punti preziosi vicino al ferro, ma la Rucker replica prontamente con Piccarelli e, subito dopo una palla persa sanseverese, ancora con Čebašek, che punisce la transizione difensiva giallonera. La partita resta intensa, giocata a ritmi elevatissimi. L’Allianz Pazienza, però, inizia a pagare qualche eccesso di frenesia; se è vero che velocità e aggressività rappresentano da sempre uno dei tratti distintivi della squadra di coach Massimo Bernardi, è altrettanto evidente che forzare alcune giocate finisce per favorire la Rucker, bravissima ad approfittarne. Dopo appena tre minuti della frazione arriva infatti il primo sorpasso veneto, propiziato anche dal gioco da tre punti conquistato da Ndour, sanzionato con fallo e canestro subito. I padroni di casa alzano ulteriormente il livello fisico della gara, attaccano il ferro con continuità e costringono gli ospiti a spendere falli, trovando così ritmo e fiducia. La Cestistica appare meno lucida rispetto all’ottimo primo quarto: si sbaglia di più, si concede troppo, mentre San Vendemiano continua a colpire con grande continuità offensiva. Coach Bernardi è così costretto a fermare il gioco per provare a ridare ordine ai suoi, che non stanno approcciando la frazione con la stessa qualità vista nei primi dieci minuti. Dopo il timeout arrivano alcune giocate di qualità, ancora firmate da Ndour, ma ormai i veneti hanno preso fiducia e spingono forte, fino a toccare il massimo vantaggio sul 42-32. Il punteggio continua a salire, segno di una partita spettacolare e offensivamente molto produttiva, ma i tanti punti concessi da San Severo confermano come, almeno in questa fase, la tenuta difensiva non sia stata all’altezza degli standard abituali. I padroni di casa ristabiliscono così completamente gli equilibri della gara e prendono in mano l’inerzia dell’incontro: 56-47. L’Allianz Pazienza sa di dover aumentare immediatamente la propria produzione offensiva per evitare che i bianconeri possano scappare via. E la risposta arriva subito: prima i due punti di Lucas, poi ancora Bandini, che riporta i gialloneri sul -5, e infine Bugatti, autore del canestro del -3 che costringe coach Campanella a fermare immediatamente il gioco. La Rucker, infatti, fatica a
La Cestistica cade a Piombino. I Neri blindano il quinto posto e chiudono a 46 punti

Ci sono due chiavi di lettura al termine della sfida tra Solbat Piombino e Cestistica San Severo. La prima riguarda la prestazione odierna, certamente al di sotto degli standard abituali della formazione di coach Massimo Bernardi; la seconda, più ampia e significativa, invita invece a soffermarsi sul percorso straordinario costruito da questo gruppo nel corso dell’intera stagione. L’ultima giornata della prima fase, disputata al PalaTenda di Piombino contro la Solbat, premia la formazione di casa 92-74. Eppure, nei primi venti minuti, San Severo aveva mostrato buoni tratti di pallacanestro, riuscendo a restare in partita e a competere con equilibrio, prima di andare all’intervallo sotto nel punteggio (48-42). È nella ripresa, però, che cambia l’inerzia. Laddove spesso i gialloneri avevano costruito le proprie fortune, proprio nel terzo quarto, questa volta manca l’approccio giusto. I toscani interpretano la gara con ordine e disciplina, mentre la Cestistica fatica su entrambi i lati del campo: non riesce a esprimere la consueta intensità difensiva, concedendo troppo, e allo stesso tempo non trova continuità ed efficacia in fase offensiva. Ne deriva una partita in cui la Solbat riesce a gestire con maggiore lucidità, mentre San Severo non riesce a esprimere quel livello di gioco che, nel corso della stagione, ne ha caratterizzato identità e risultati. Al di là del risultato, resta forte la percezione di quanto questa stagione abbia assunto contorni straordinari. È doveroso, ancora una volta, sottolineare il valore di un gruppo capace di chiudere il proprio cammino con 46 punti, un bottino che, di fatto, sfiora il doppio di quello che sarebbe stato necessario per raggiungere l’obiettivo iniziale della salvezza. è altrettanto doveroso riconoscere il lavoro di chi questo percorso lo ha costruito. La dirigenza, con Mario Del Vicario e Pino Sollazzo, ha dato forma a un progetto solido e credibile, affiancata da uno staff e da collaboratori che, con passione e dedizione, contribuiscono quotidianamente a rendere possibile tutto questo. Perché, in fondo, questa è la vera identità della Cestistica San Severo: una comunità unita, una famiglia che si riconosce in un’unica parola, semplice e potente: passione. Sarebbe stata la classica ciliegina sulla torta poter festeggiare anche il 48° punto stagionale, il 24° successo complessivo e l’undicesima vittoria esterna, numeri che avrebbero ulteriormente impreziosito un percorso già straordinario. Ma, in fondo, questo conta fino a un certo punto. Perché ciò che davvero resta è la consapevolezza di aver costruito qualcosa di importante. E adesso, con pieno merito, ci andremo a giocare i playoff. Ora, è arrivato il momento più bello: giocarci le nostre carte e sarà bellissimo sapete perché? Perché saremo… Cestistica. O, se preferite, in una sola parola, noi. DAL PARQUET – Giunta, Fabiani, Ferraresi, Raivio e Campori sfidano i cinque dauni: Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini. L’avvio di gara sorride alla Solbat Golfo Piombino, che approccia con maggiore prontezza e trova i primi quattro punti dell’incontro, mostrando subito energia e presenza sotto canestro. L’Allianz Pazienza, invece, fa fatica, sbagliando alcune conclusioni nei primi possessi, prima di sbloccarsi con Matteo Morelli, autore dei primi punti gialloneri. Al di là delle imprecisioni fisiologiche di inizio partita, i padroni di casa appaiono più reattivi a rimbalzo e più fluidi nella circolazione di palla, riuscendo a costruire con maggiore continuità. Tuttavia, la gara resta spezzettata, caratterizzata da diversi errori su entrambi i fronti e da un ritmo non particolarmente elevato nei primi minuti. Con il passare del tempo, però, San Severo inizia a trovare il proprio ritmo, soprattutto nella seconda metà del quarto, quando accelera il gioco e si affida con efficacia alle transizioni offensive, marchio distintivo della squadra. È proprio attraverso il contropiede e le soluzioni rapide che i gialloneri riescono a costruire il primo vantaggio, pur con Piombino sempre pronta a restare in scia. Una fase iniziale dunque equilibrata, non ancora espressa a pieno regime da entrambe le formazioni, ma già indicativa delle caratteristiche del match. Il primo parziale dice: 19-23. A conferma di quanto la gara sia tutt’altro che semplice, la Solbat rientra con decisione, piazzando un rapido parziale di quattro punti che riporta immediatamente l’equilibrio nel punteggio. L’incontro scorre così sul filo di un costante equilibrio, con entrambe le squadre pronte a rispondere colpo su colpo. I due tecnici, Simone Bianchi e Massimo Bernardi, ruotano con continuità gli uomini a disposizione, cercando di alzare ritmo e intensità. I toscani provano a mettere la testa avanti, spinti dall’energia del proprio pubblico, ma la Cestistica resta sempre lucida, pronta a ristabilire le gerarchie ogni volta che l’inerzia sembra cambiare direzione. A metà frazione, Piombino tenta un primo allungo, costringendo coach Bernardi al timeout. La risposta giallonera, però, è immediata: Bugatti colpisce dalla lunga distanza, riaccendendo i suoi e obbligando questa volta la panchina di casa a fermare il gioco. La gara continua a vivere di strappi e contro strappi. Bandini riporta equilibrio, e anche Gherardini, con presenza sotto canestro e una giocata di qualità, ristabilisce la parità. È un continuo alternarsi di emozioni, con il punteggio che torna perfettamente in equilibrio sul 42-42, fotografia fedele di un match aperto e combattuto fino al 48-42 (massimo vantaggio casalingo) che premia gli sforzi toscani. L’Allianz Pazienza è chiamata a capitalizzare al meglio ogni possesso; dirlo può sembrare semplice, ma tradurlo sul parquet è tutt’altra cosa, soprattutto quando si sprecano opportunità anche costruite bene: conclusioni ravvicinate, tiri piedi per terra e soluzioni dalla lunga distanza che non trovano il bersaglio. Dall’altra parte, la Solbat si dimostra squadra solida e diligente, capace di sfruttare ogni situazione favorevole. I toscani trovano con continuità il canestro, spesso anche con il fallo aggiuntivo, e dopo pochi minuti del terzo periodo si portano sul 52-48, mantenendo il controllo dell’inerzia. Il massimo vantaggio arriva sul 57-48, frutto di una fase in cui San Severo fatica a esprimere pressione difensiva e, allo stesso tempo, non riesce a costruire con efficacia in attacco. Un avvio di ripresa lontano dagli standard abituali della squadra di coach Massimo Bernardi, che proprio nel terzo quarto ha spesso costruito le proprie fortune. I gialloneri sono così costretti a inseguire, e anche con un margine importante. In cinque minuti arrivano appena sei punti a referto, a fronte di una produzione offensiva
L’Allianz Pazienza piega la Benacquista! Una macchina perfetta che continua a correre

Sei troppo. Davvero troppo. Perché, oggettivamente, diventa difficile trovare parole nuove per raccontare l’ennesima vittoria, netta, convincente, prestigiosa, dell’Allianz Pazienza Cestistica San Severo, che sfodera l’ennesima prestazione monstre andando a trovare il referto rosa anche contro la Benacquista Assicurazioni: 85-70. Ormai, quando i gialloneri vincono, anche lontano dalle mura amiche, sembra quasi non fare più notizia. E invece dovrebbe. Perché dietro questo successo infrasettimanale c’è l’ennesima dimostrazione di forza di un gruppo che continua a interpretare ogni partita con identità, ritmo e personalità, imponendo il proprio gioco anche su campi complicati. Dopo aver concesso ben trenta punti nel primo quarto (dato decisamente inusuale per una squadra allenata da Massimo Bernardi) i Neri cambiano completamente volto. Il secondo periodo è un vero e proprio manifesto di pallacanestro: difesa finalmente solida, attenta, capace di limitare le soluzioni avversarie, e un attacco fluido, preciso, estremamente efficace. San Severo alza il livello su entrambi i lati del campo e ribalta l’inerzia della gara con autorità, mettendo a segno 30 punti e concedendone appena 11. Un parziale che racconta molto più dei numeri: energia, intensità e quel vento in poppa alimentato dal calore del Pala “Falcone e Borsellino”, capace di spingere i gialloneri verso una rimonta tanto netta quanto meritata. Al rientro sul parquet, il copione non cambia. L’Allianz Pazienza continua a esibire una difesa granitica, capace di mantenere un margine consistente e di dare la sensazione di avere il controllo totale della gara. Difficile, in quei frangenti, distinguere la capolista da una squadra partita con obiettivi ben diversi: in campo si vedono due formazioni che lottano alla pari, ma è San Severo a dettare ritmo, intensità e presenza. I minuti finali scorrono con i gialloneri che combattono su ogni possesso, chiudono ogni varco, non concedono penetrazioni e costringono Latina a soluzioni sempre più complicate. È una prova di maturità, di carattere, di identità. Alla sirena, è un successo pienamente meritato. Frutto di un collettivo straordinario, capace ancora una volta di andare oltre ogni aspettativa. Un percorso straordinario. E, forse, persino difficile da raccontare senza rischiare di cadere nella retorica. La sensazione più forte è che questa squadra non ha alcuna intenzione di rallentare! Ha il vento in poppa, gioca con fiducia, con leggerezza, quasi in automatico. Ma dietro quell’apparente naturalezza c’è un lavoro profondo, quotidiano, condiviso. Perché questo “pilota automatico” ha tanti nomi: Massimo Bernardi e il suo staff, Mario Del Vicario, Pino Sollazzo che hanno costruito un roster partito con aspettative contenute all’esterno, ma con ambizioni ben chiare all’interno. L’intera dirigenza compatta, coesa, serie che non ha mai fatto mancare nulla, a nessuno, mettendo sempre davanti il collettivo ed infine il gruppo dei tanti collaboratori pronti a dare ciascuno il proprio contributo semplicemente per passione. Questa è la Cestistica. Questa è una famiglia. E vincere, così, ha un sapore ancora più bello. DAL PARQUET – Il capo allenatore dell’Allianz Pazienza San Severo, Massimo Bernardi (primato come migliore allenatore del mese di marzo) manda in campo: Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini mentre coach coach Franco Gramenzi si schiera con: Di Emidio, Pellizzari, Chiti, Sacchetti e Nwohuocha. L’avvio è favorevole ai padroni di casa, che trovano i primi quattro punti della gara, ma la reazione di Latina è immediata e decisa: un parziale di 11-0 ribalta l’inerzia e costringe coach Bernardi a fermare il gioco dopo pochi minuti. Gli ospiti muovono bene il pallone, trovano soluzioni efficaci e mettono in difficoltà la difesa giallonera, mentre San Severo fatica a trovare fluidità offensiva, spesso costretta a forzare o a subire la fisicità avversaria. Con il passare dei minuti, però, la Cestistica prova a rientrare, affidandosi soprattutto al gioco interno di Gherardini, che riporta i suoi sul 12-22 a tre minuti dalla fine del primo quarto. Bernardi prova a mischiare le carte, cercando risposte soprattutto in fase difensiva, ma Latina continua a produrre con continuità. Il primo periodo si chiude sul 21-30, punteggio che evidenzia le difficoltà iniziali dei gialloneri. Nel secondo quarto cambia l’inerzia. La tripla di Lucas accende il pubblico del Pala “Falcone e Borsellino” e dà il via alla rimonta: San Severo alza il ritmo, aumenta l’intensità difensiva e inizia a mettere in difficoltà la Benacquista,che progressivamente perde brillantezza. La gara si accende, cresce in velocità e in agonismo, con i padroni di casa che recuperano possesso dopo possesso. A metà frazione, la Cestistica completa la rimonta e si porta a contatto, trascinata dalle giocate di Lucas e Bugatti. Latina prova a riorganizzarsi, ma l’inerzia è ormai tutta dalla parte giallonera: la difesa si compatta, l’attacco gira con maggiore continuità e arrivano anche buone percentuali sia dalla lunetta sia dalla lunga distanza. Nel finale di tempo, l’Allianz Pazienza prende definitivamente il controllo della gara, guadagnando anche la doppia cifra di vantaggio e costringendo coach Gramenzi al timeout. I padroni di casa chiudono il secondo quarto avanti 51-41, tra gli applausi del pubblico, al termine di una rimonta costruita con energia, qualità e grande personalità. La Benacquista Latina approccia il terzo periodo con grande determinazione, trovando subito ritmo e costringendo la Cestistica, dopo appena due minuti, al timeout chiamato da coach Massimo Bernardi per evitare che l’inerzia possa nuovamente spostarsi. Ogni errore, in questa fase, pesa, perché gli ospiti alzano il livello fisico, attaccano con decisione e cercano costantemente il contatto. Serve, dunque, una risposta non solo tattica, ma anche mentale e caratteriale. San Severo, però, non si disunisce. Resta lucida, resta dentro la partita e, pur faticando nella costruzione offensiva, riesce a mantenere il vantaggio, con il punteggio che oscilla sul filo dell’equilibrio, fino al 53-50. È una gara di nervi, intensa, combattuta su ogni possesso. A fare la differenza, in questo frangente, è la presenza fisica di Nwohuocha, che con la sua capacità di protezione del ferro limita più volte le conclusioni giallonere. Il punteggio resta basso, bloccato, finché la tripla di Todisco non riaccende il Pala “Falcone e Borsellino”. Latina risponde immediatamente, mantenendo la partita apertissima (58-57), in un continuo botta e risposta. È ancora Todisco a caricarsi la squadra sulle spalle, trovando soluzioni importanti nei momenti chiave, ma la Benacquista resta agganciata, dimostrando tutto il proprio valore. Poi, progressivamente, qualcosa cambia. San Severo alza ulteriormente l’intensità difensiva, chiude
San Severo cade a Casoria: sei vittorie consecutive alle spalle, ma lo sguardo è avanti

La sconfitta maturata della Cestistica, per quanto intrinsecamente dal retrogusto aspro, in casa della PSA, 83-64, non scalfisce minimamente ciò che questi straordinari ragazzi stanno costruendo. Perché, se proprio doveva accadere, poteva accadere soltanto a traguardo dei playoff raggiunto. La Malvin Casoria, a onor del vero, ha interpretato la gara in maniera estremamente diligente e consapevole, ben cosciente del valore dell’avversario, commettendo pochissimi errori, mantenendo alta la qualità delle esecuzioni su entrambi i lati del campo. Di contro, i gialloneri hanno faticato a trovare ritmo e continuità, pagando a caro prezzo le disattenzioni difensive (47 i punti subiti in 20’) e una minore lucidità nelle scelte offensive (33 quelli segnati). Nemmeno il ricorso a un quintetto più alto e fisico, né il rientro dagli spogliatoi, fase spesso favorevole alla Cestistica, hanno prodotto l’effetto sperato. La formazione di coach Bernardi non è riuscita a dare continuità alle buone iniziative, senza mai trovare il ritmo necessario per riaprire concretamente la partita. I campani, forti del margine costruito nella prima parte di gara, hanno così gestito con lucidità, consolidando il proprio vantaggio con pieno merito. 22 febbraio. È la data dell’ultima sconfitta, arrivata contro Caserta, allora capolista. Da quel momento, una striscia di sei vittorie consecutive, costruite con qualità, sacrificio e continuità. Un percorso straordinario che si è concluso con il raggiungimento di un traguardo importante, inaspettato. Lo sanno bene tutte le avversarie, fermare l’Allianz Pazienza, in questo campionato, è stato tutt’altro che semplice. Lo raccontano i risultati, lo descrivono le sei vittorie consecutive oggi interrotte, ma lo testimoniano soprattutto le parole degli addetti ai lavori: oggi San Severo non è più una sorpresa, è una realtà. E questo, fino a qualche mese fa, sembrava impensabile. Ci sono sconfitte che non tolgono nulla, ma aggiungono consapevolezza. E perché, in fondo, a questa San Severo… non la ferma nessuno. Nemmeno questa (brutta) sconfitta. DAL PARQUET – Vijber, Berra, Ruggiero, Spizzichini e Seck in partenza per la PSA mentre l’Allianz Pazienza manda in campo Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini. Avvio di gara rapido, quasi frenetico e al tempo stesso disordinato. Le due formazioni partono con grande intensità, ma con scarsa precisione: è la Malvin a farsi preferire nei primi possessi, trovando con maggiore lucidità le conclusioni che valgono il 4-0. Dall’altra parte, i Neri faticano a trovare ritmo: errori in transizione e anche su palloni recuperati (occasione che si ripete più volte nei primi minuti), impediscono alla Cestistica di concretizzare. Serve una giocata per rompere l’inerzia, ed è la tripla di Fabio Bugatti, seguita da un 2/2 dalla lunetta, a riportare San Severo avanti sul 4-5. La gara resta però spezzettata, poco fluida. Le percentuali sono basse da entrambe le parti, anche dalla linea della carità, e il punteggio ne risente. In fase difensiva, inoltre, i pugliesi soffrono soprattutto a rimbalzo, concedendo seconde opportunità e caricandosi rapidamente di falli. La PSA, con maggiore continuità, prova ad approfittarne e piazza un parziale di cinque punti consecutivi, costruito sì su propri meriti offensivi, ma anche su alcune disattenzioni difensive giallonere. Coach Bernardi interviene con rotazioni immediate, cambiando tre uomini per cercare una reazione, ma si continua a faticare: la difesa non è ancora allineata ai consueti standard e l’attacco non trova la necessaria continuità. Ci si trascina così fino al primo parziale: 23-13. Scredi attacca con decisione, trova lo spazio e scarica fuori per Matteo Morelli, che punisce dall’arco. È il segnale che l’Allianz Pazienza ha bisogno non solo di ritrovare punti, ma soprattutto di coinvolgere tutti i propri uomini, per esprimere appieno il proprio potenziale. Casoria, però, non si lascia intimorire. Anzi, continua a produrre con grande efficacia, mostrando solidità e precisione: primi minuti praticamente impeccabili per il roster di coach Gandini. San Severo fatica, e lo fa in maniera evidente; è un momento complicato. L’ex Berra, lasciato colpevolmente libero per due azioni consecutive, firma sei punti pesanti che spingono i campani sul 31-17. Un avviso che c’è qualcosa, soprattutto in fase difensiva, che non sta funzionando. La Malvin arriva al ferro con troppa facilità, sfruttando ogni disattenzione. Il divario si amplia ulteriormente (37-21) e la panchina giallonera è costretta a fermare il gioco. Serve riordinare le idee, perché la PSA arriva prima su ogni pallone, gioca con maggiore energia e intensità, mentre la Cestistica rincorre. Attenzione anche alla gestione dei falli: i campani iniziano ad accumulare infrazioni (Spizzichini e Petracca, ad esempio, sono già gravati di tre) ma nonostante questo continuano a mantenere il controllo della gara. Per la Cestistica servirà una reazione importante nella ripresa, soprattutto sul piano difensivo, per evitare che il margine (già di per sé ampio) diventi difficile da colmare. Si va all’intervallo sul: 47-33. Coach Bernardi si affida al quintetto composto da Lucas, Mobio, Bugatti, Gherardini e Ndour, con l’obiettivo di aumentare fisicità e presenza sotto le plance. Il livello atletico si alza sensibilmente, ma dall’altra parte c’è una PSA in grande serata, trascinata dall’energia di Seck, autentico fattore del match. Arriva la schiacciata di Ndour, ma la risposta è immediata: il play Vijber colpisce e accende il pubblico di casa, mantenendo invariato un divario che, nonostante il cambio di assetto giallonero, resta rassicurante per i padroni di casa. È vero, l’Allianz Pazienza prova ad aumentare l’intensità, alzando il ritmo e cercando maggiore aggressività, ma Casoria dimostra grande solidità e determinazione. I campani giocano con fiducia, trovando soluzioni efficaci da ogni zona del campo e coinvolgendo tutti gli uomini a disposizione, con l’obiettivo evidente di interrompere la striscia positiva dei gialloneri. San Severo, dal canto suo, costruisce anche buone opportunità, ma fatica a concretizzarle: in più occasioni arriva al ferro senza riuscire a finalizzare, respinta anche dalle stoppate della difesa campana. Sul 55-42, coach Bernardi è costretto a fermare il gioco per provare a riordinare le idee. Ma il copione non cambia: troppi errori da parte della Cestistica e un punteggio che continua a sorridere ai padroni di casa: 61-47. Le polveri di San Severo restano bagnate, mentre quelle della Malvin PSA si rivelano decisamente più efficaci: è, in sintesi, l’immagine più fedele di una gara che i padroni di casa hanno condotto con autorevolezza, senza particolari esitazioni. L’Allianz Pazienza, infatti, non
Chiamatelo pure sport. Ma qui c’è molto di più! L’Allianz Pazienza è matematicamente ai playoff!

Chiamatelo pure sport, se volete. Ma qui c’è molto di più. L’Allianz Pazienza Cestistica San Severo è matematicamente ai playoff. Potrebbe essere un comunicato interminabile, perché i punti da raccontare sarebbero tanti, tantissimi. Ma, per una volta, proviamo a fermarci all’essenziale: con l’85-81, la vittoria sulla Pielle Livorno, capolista del girone B, arrivata in questo Sabato Santo in una cornice di pubblico straordinaria, i gialloneri scrivono una delle pagine più importanti della loro storia recente. È una vittoria che realizza di un sogno. Un sogno che, fino a pochi mesi fa, sembrava lontano, quasi irraggiungibile. Un sogno che oggi diventa realtà grazie al lavoro, alla dedizione e alla competenza di un gruppo straordinario guidato da coach Massimo Bernardi, al quale va un plauso enorme, esteso a tutto lo staff: i vice Roberto De Florio e Vittorio Mecci, il preparatore atletico Alessandro Caretti e il massaggiatore Raffaele Tafanelli. E poi c’è il campo. E lì, davvero, ci sarebbe da scrivere a lungo. Perché di fronte c’era una squadra come la Verodol CBD Pielle: prima in classifica, vincitrice della Coppa Italia, protagonista di una stagione di altissimo livello, sostenuta da una città che sogna il ritorno in A2. Una realtà solida, ambiziosa, costruita per vincere. Eppure…l’approccio iniziale è corretto da parte dei Neri, bravi a restare agganciati agli avversari nei primi possessi. Con il passare dei minuti, però, la Cestistica perde progressivamente lucidità e consapevolezza, pagando a caro prezzo le numerose imprecisioni, in particolare dalla lunetta, che finiscono per alimentare l’inerzia della Pielle, capace di toccare anche il +20. Ma è nel rientro dagli spogliatoi che la partita cambia volto. San Severo si ripresenta in campo con tutt’altro spirito: difesa aggressiva, attacco più fluido, maggiore determinazione. È un’Allianz Pazienza che non si disunisce, che resta compatta anche nei momenti più complessi e che, trascinata da un pubblico semplicemente straordinario, trova nei minuti finali la forza per reagire, colpire e non fermarsi più. A volte, però, le parole non bastano. E forse non servono. Meglio fermarsi alle immagini. I sorrisi. Gli occhi lucidi. Il boato del pubblico che torna a ruggire compatto. L’energia di un palazzetto che vibra. L’entusiasmo di questi ragazzi che sudano, lottano e rendono orgogliosa un’intera città. I bambini che festeggiano. Gli adulti che applaudono. Gli anziani che si alzano in piedi. È una vittoria di tutti. Un traguardo condiviso. Una storia fatta di persone, prima ancora che di risultati. Perché, a volte, non è soltanto la prestazione sportiva a parlare, ma il sentimento che la accompagna. Un amore autentico, collettivo. Quello della Cestistica San Severo. E allora sì: chiamatelo pure sport. Ma qui c’è molto di più. E buona pasqua a tutti! DAL PARQUET – Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini sfidano, nel salto a due, Venucci, Traini, Ebeling, Gabrovsek e Klyuchnyk. L’avvio è di quelli che promettono battaglia: Bugatti inaugura la serata con due punti e una buona presenza difensiva, mentre sugli spalti si respira un’atmosfera da grandi occasioni, con un tifo caldo e partecipe sin dalla palla a due. La partita, però, fatica a trovare ritmo. Le percentuali sono basse da entrambe le parti: Livorno sbaglia dall’arco, ma San Severo non riesce ad approfittarne, mancando più volte il bersaglio anche nella stessa azione offensiva. Gherardini commette il primo fallo, e l’attacco giallonero resta a lungo inceppato. A sbloccarsi è invece Livorno, con Traini, che firma il primo allungo sul 2-7 e dopo di che arriva anche un tecnico a coach Bernardi, segnale di una partita già carica di tensione. Gli ospiti continuano a far valere la propria fisicità, andando a segno con Ebeling, mentre San Severo prova a restare agganciata con Mobio (4-10). Il primo squillo dall’arco arriva con Morelli, che accende il pubblico, seguito da un recupero e contropiede ancora di Mobio per il 9-12. Ma la Cestistica non riesce a trovare continuità: Gherardini incappa presto nel terzo fallo, mentre anche dalla lunetta le percentuali restano basse. La Pielle, più cinica, ne approfitta e allunga fino al 13-18, per poi chiudere il primo quarto avanti 15-22, sfruttando anche un fallo di Ndour su tiro da tre. Nel secondo periodo, la partita cambia volto, a sfavore dei Neri. La Verodol alza ulteriormente l’intensità, imponendo fisicità ed esperienza e l’Allianz Pazienza, invece, perde fluidità offensiva e paga a caro prezzo le imprecisioni, soprattutto ai tiri liberi. I gialloneri trovano qualche soluzione con Ndour su assist di Bandini, ma i problemi di falli iniziano a pesare: arrivano le seconde infrazioni per diversi uomini chiave, tra cui lo stesso Ndour e Bugatti. Il divario si allarga progressivamente. Il pick and roll che libera Klyuchnyk vale il +11, mentre San Severo continua a soffrire senza riuscire a trovare soluzioni efficaci. Coach Bernardi prova a cambiare l’inerzia con le rotazioni, ma i toscani colpiscono ancora, anche dall’arco con Lucarelli, toccando il -20. L’attacco giallonero si inceppa: per lunghi tratti arriva appena un canestro in diversi minuti di gioco. Solo nel finale di quarto, i padroni di casa provano a reagire con Gherardini e con un gioco da tre punti sfiorato da Mobio, mentre Lucas e ancora Gherardini riportano il distacco sotto i venti punti. Ma è troppo poco per invertire davvero la rotta. Alla pausa lunga, il tabellone recita 27-46. Il dato più evidente resta uno: dopo un primo quarto tutto sommato in equilibrio, è nel secondo periodo che la partita si spezza. Calano intensità e precisione, aumentano gli errori (soprattutto dalla lunetta) e Livorno ne approfitta con lucidità, facendo pesare tutta la propria esperienza. C’è ancora tempo per ribaltarla, ma serve molto di più!Coach Bernardi ridisegna l’assetto, affidandosi a Todisco e Lucas, con Morelli e Bandini a completare il quintetto: serve energia, serve cambiare ritmo. L’avvio è incoraggiante. È proprio Lucas ad accendere la ripresa con una tripla, mentre Livorno non trova immediatamente risposta, salvo poi colpire con la schiacciata di Ebeling. Ma qualcosa, finalmente, cambia. La Cestistica ritrova fluidità offensiva, soprattutto grazie all’iniziativa di Gherardini, e torna a produrre con continuità (35-52). Poi arriva la vera scossa: Mobio dall’arco, seguito da un’altra tripla di Todisco. Il gap si riduce, si scende a -13, e il palazzetto torna a crederci.Livorno si affida a Gabrovsek per contenere l’urto, ma San Severo ha ormai preso ritmo. Ancora Gherardini colpisce da tre, mentre Lucas fa 2/2 dalla lunetta, segnale di una ritrovata precisione anche nei dettagli. La partita si accende. Un contropiede perfetto, orchestrato ancora da
L’Allianz Pazienza espugna Jesi: il peso di una grande vittoria. Il sogno continua!

Un successo che pesa, e pesa davvero tanto. L’Allianz Pazienza esce dal PalaTriccoli di Jesi con due punti pregiati, un risultato (92-73), che attesta il valore del gruppo, consolida e rafforza il quinto posto in classifica. E chi conosce la pallacanestro sa bene cosa significhi occupare quella posizione a questo punto della stagione… Un margine che si amplia rispetto alle inseguitrici, pur nella consapevolezza che, nel basket, nulla è mai definitivo. La gara è tutto ciò che ci si poteva aspettare; una sfida vera, intensa, giocata col coltello tra i denti da entrambe le squadre, entrambe reduci da un ottimo momento di forma. San Severo, ancora una volta, dimostra di saper restare dentro la partita fino in fondo. Al netto di un primo quarto non propriamente “a tinte giallonere”, complice una Jesi capace di mettere a referto 27 punti, un bottino che avrebbe potuto indirizzare pesantemente l’inerzia, la Cestistica ha saputo reagire con il tempo, rientrando progressivamente in partita già nel secondo periodo e completando l’opera nei venti minuti conclusivi, alzando il livello difensivo e trovando continuità offensiva. Nel terzo quarto è la General Contractor a prendersi il parziale, riuscendo a riportarsi avanti, ma è nell’ultimo periodo che emerge tutta la maturità dell’Allianz Pazienza: con appena due punti di svantaggio da colmare, i gialloneri cambiano passo, aggrediscono la gara su entrambi i lati del campo, colpiscono con lucidità e gestiscono il finale con quella sicurezza tipica delle squadre consapevoli dei propri mezzi. Una vittoria costruita con qualità, ma soprattutto con il contributo di tutti. I numeri raccontano molto: Gherardini 26 punti, Lucas 22, Bugatti 21, ma non raccontano tutto. Perché dentro questa partita ci sono anche gli 8 punti pesantissimi di Bandini nei momenti più delicati, le triple di Morelli, l’energia di Mobio, e il lavoro spesso meno visibile ma fondamentale di Todisco, Ndour e Scredi, soprattutto nella metà campo difensiva. È una vittoria di squadra. Anzi, è la vittoria di tutti. Poi c’è tutto il resto. C’è la consapevolezza di stare vivendo qualcosa di importante. C’è una stagione che, partita con altri obiettivi, sta assumendo contorni sempre più significativi. E allora sì, è giusto dirlo senza timore di sembrare retorici: bisogna festeggiare. Perché al di là della classifica (che pure oggi sorride!) ciò che sta accadendo riguarda un’intera comunità. Non solo i giocatori, non solo lo staff, non solo chi segue da vicino questi colori. È San Severo che cresce, che si riconosce, che si ritrova. Una città che, attraverso la pallacanestro, torna ad avere un nome, una voce, una presenza. Una città che si prende spazio. Che si fa notare. Che si fa raccontare. Alzatevi e applaudite; questa squadra è meravigliosa. DAL PARQUET – Piccone, Maglietti, Palsson, Del Sole e Toniato per i jesini. Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini per i sanseveresi. È Jesi a prendersi, sin dalle prime battute, il proscenio della gara. Dopo i primi due punti dell’ex Piccone, arrivano le conclusioni ben costruite di Toniato, frutto di un’ottima circolazione di palla, e subito dopo il canestro di Del Sole, che firma il parziale di 7-0. San Severo fatica a trovare ritmo; i gialloneri costruiscono anche buone soluzioni arrivando più volte fino al ferro, ma senza riuscire a concretizzare, complice una certa precipitazione nelle scelte offensive. I primi punti arrivano soltanto dalla lunetta con Morelli, prima della reazione firmata dal capitano Bugatti, che riporta i suoi sul 7-4. La gara si sviluppa su binari fortemente tattici, come testimonia anche il punteggio contenuto e in questa fase la Cestistica deve fare attenzione anche alla gestione dei falli: l’aggressività rischia di trasformarsi in un boomerang, come dimostrano le prime infrazioni accumulate da Bandini e Mobio, quest’ultimo protagonista di un fallo su Palsson che vale un gioco da tre punti aggiuntivo per i padroni di casa. Coach Bernardi non può essere pienamente soddisfatto dell’approccio dei suoi: le percentuali restano basse e Jesi ne approfitta per allungare fino al 13-8. La reazione, però, arriva con carattere: Lucas, dopo una palla persa, si riscatta immediatamente con una tripla dalla lunga distanza, imitato poco dopo ancora da Toniato. Sul 20-13, il tecnico sanseverese ferma il gioco per riordinare idee e uomini. Nel finale di periodo la partita si apre leggermente, ma è ancora la General Contractor a dettare il passo, soprattutto con Palsson, e a chiudere avanti il primo quarto: 27-18. Ventisette punti subiti: troppi, decisamente troppi per una Cestistica che ha bisogno di ritrovare subito equilibrio, soprattutto nella propria metà campo. E la reazione non tarda ad arrivare. L’Allianz Pazienza rimette in moto i giri del proprio gioco con Ndour e con l’ennesima tripla di Lucas, che riporta i gialloneri sul 29-23. Jesi, intanto, entra in difficoltà anche sul piano dei falli: Fokou, appena entrato, si ritrova già gravato di tre infrazioni, costringendo coach Ghizzinardi a fermare il gioco. È il momento della svolta difensiva. San Severo si registra, alza l’intensità e non concede più quelle penetrazioni facili viste nel primo quarto. Lucas, autentico trascinatore in questa fase, continua a produrre punti e riavvicina i suoi fino al -2. La Contractor prova a tenere il controllo con Nicoli, che ristabilisce le distanze sul +5, ma la Cestistica resta lì, aggrappata alla partita. Gherardini firma il nuovo -3, mentre dall’altra parte arriva una tripla pesante di Bruno, che prova a dare respiro ai padroni di casa. La gara, però, cambia ritmo, diventa più veloce, più fluida, più intensa e soprattutto comincia a parlare sempre più giallonero. I Neri trovano continuità ancora con Lucas, autore della quarta tripla consecutiva, e con i liberi di Gherardini, che valgono il 35-33 e la definitiva rimonta, costringendo la panchina di casa a un nuovo timeout. Si torna in campo e l’equilibrio resta protagonista, ma con una sfumatura diversa: ora è San Severo ad avere inerzia e fiducia. Il secondo quarto si chiude sul 42-43, con i dauni avanti e una partita completamente riaperta. La dimostrazione che, nel basket, nulla è mai scritto arriva in pochi, rapidissimi possessi. Jesi piazza un parziale immediato con Palsson e Nicoli, riportandosi avanti con decisione. San Severo prova a rispondere con Bugatti, ma i padroni di casa trovano ancora punti con Del Sole, mantenendo il controllo del punteggio. La Cestistica, però, resta aggrappata alla partita: Gherardini, servito da Lucas, finalizza in contropiede e tiene i suoi a contatto. Ma è
L’Allianz Pazienza doma Quarrata: la stagione delle meraviglie continua

Sono quaranta. Quaranta come i punti conquistati in classifica al termine della sfida contro Quarrata. Un gioco di parole che sembra quasi scritto dal destino, ma che in realtà racconta una verità molto concreta: alla trentaduesima giornata del campionato di Serie B Nazionale, l’Allianz Pazienza Cestistica San Severo raggiunge quota quaranta punti superando il Consorzio Leonardo Dany con il punteggio di 98-79. Un’enormità! Come enorme e massiccia è stata anche la prestazione che va in crescendo. I toscani entrano in partita con grande efficacia, mettono in difficoltà i Neri e trovano soluzioni offensive pulite, costruendo una pallacanestro semplice ma estremamente produttiva. Per lunghi tratti dei primi venti minuti restano avanti nel punteggio, sorprendendo chi si aspettava un copione diverso. Non la Cestistica, però. Perché San Severo, come spesso accade, non si lascia condizionare. Esce dagli spogliatoi con la consapevolezza che nel basket pochi punti di svantaggio (così come di vantaggio) non sono mai un limite, ma semplicemente una fase della partita. E infatti la gara cambia volto. Il terzo e l’ultimo periodo sono nettamente a tinte giallonere: i ragazzi di coach Bernardi alzano l’intensità, leggono meglio i momenti della gara e, soprattutto, gestiscono con lucidità ogni possesso, contenendo le iniziative del Consorzio e rispondendo con qualità. È un successo costruito con pazienza e maturità, fino alla sirena conclusiva. Ancora una volta, è una vittoria corale; parte dalla produzione offensiva di Fabio Bugatti (22 per il capitano), ma si sviluppa attraverso il contributo di tutti: Lucas, Mobio, Gherardini fino ai canestri pesanti di Todisco e Scredi, tasselli fondamentali di un mosaico che continua a crescere partita dopo partita. La partita, per usare un’altra immagine, è stata una vera e propria melodia cestistica. Una sinfonia orchestrata con sapienza da coach Massimo Bernardi, proprio come quella che pochi minuti prima aveva aperto la serata con l’esecuzione dell’Inno Nazionale affidata al maestro di violino Antonio Pio Penancchia. Un altro inno, questa volta sportivo, quello cantato sul parquet da un gruppo che continua a sorprendere per compattezza e determinazione. Dopo il brutto infortunio che ha colpito Gattel, la squadra si è ritrovata con una rotazione più corta, ma ha saputo trasformare la difficoltà in energia, facendo di necessità virtù e conquistando un’altra vittoria casalinga davanti a un pubblico sempre più numeroso, sempre più partecipe. Perché il segnale più bello arriva anche dagli spalti: partita dopo partita il Pala “Falcone e Borsellino” si riempie, cresce l’entusiasmo, cresce il senso di appartenenza. È il segno che questa Cestistica sta parlando alla città, al territorio, a tutti coloro che credono nella forza dello sport. E allora sì, questo successo ha un significato particolare; è una vittoria che parla di cuore, di identità e di volontà. Gatto, questa è per te! Torna presto: abbiamo bisogno di te. Noi, cari gialloneri, continuiamo a camminare. Insieme. Sempre. DAL PARQUET – In quintetto, dal primo minuto vanno, Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini contro Novori, Coltro, Regoli, Angelucci, e Tiberti. È una gara difficile, e lo si percepisce sin dai primi possessi. I padroni di casa trovano buone soluzioni offensive, soprattutto con Fabio Bugatti, che in meno di dieci minuti è già in doppia cifra e rappresenta il principale terminale realizzativo dei Neri. Ma dall’altra parte Quarrata non è certo arrivata in terra dauna per fare da comparsa: risponde con coraggio e grande organizzazione, muovendo bene il pallone e distribuendo i punti su più interpreti. A metà del primo quarto la partita resta aperta e combattuta. Il Consorzio Leonardo Dany trova continuità e, complice anche qualche errore di troppo da parte della formazione di coach Massimo Bernardi, riesce a prendere un piccolo margine. Il primo parziale, infatti, sorride agli ospiti: 21-26. Ma l’Allianz Pazienza è in casa propria. E basta poco per riaccendere tutto: non solo sul parquet, ma soprattutto sugli spalti. Il pubblico del PalaFalcone e Borsellino comprende il momento di difficoltà e spinge con il consueto calore, trascinando i gialloneri verso una pronta reazione. San Severo torna a produrre punti e ricuce lo strappo, ma Quarrata continua a giocare con ordine e ottime percentuali, mantenendo la gara in equilibrio. A quattro minuti dall’intervallo il punteggio dice 35-35, fotografia perfetta di un confronto giocato punto a punto. È in questa fase che emerge anche la coralità offensiva della Cestistica. Lucas, in versione assistman, serve un pallone perfetto per Ndour, che schiaccia il ferro e riporta l’equilibrio. È proprio questo l’aspetto chiave: distribuire responsabilità e punti tra tutti gli uomini in campo, compresi quelli in uscita dalla panchina proprio come la performance di anche Matteo Todisco, autore di 9 punti, con un perfetto 3/3 dall’arco, lo stesso si può dire di Scredi (5 per lui 1/1 da tre) a testimonianza della crescita individuale e collettiva del gruppo. Tuttavia, anche le rotazioni dei toscani producono effetti positivi, mantenendo alta l’intensità e l’equilibrio del match. Si prosegue così, in una vera e propria battaglia sportiva, possesso dopo possesso. Alla fine del secondo quarto, prima della pausa lunga, il punteggio recita: 45-48. Si riparte, e l’Allianz Pazienza cambia immediatamente ritmo. In pochi minuti costruisce un parziale di 11 punti in appena quattro giri d’orologio, trascinata anche da un Ivan Mobio che incarna perfettamente l’importanza dell’atteggiamento mentale: dopo un primo tempo in sordina, con un solo punto a referto, rientra sul parquet con tutt’altra energia e firma canestri pesanti per spingere la squadra verso il sorpasso. Ma Quarrata non molla. Non lo fa mai. Gioca con intensità, resta agganciata alla partita e continua a “mordere le caviglie” dei dauni, trovando anche il nuovo vantaggio. È il segnale di una squadra compatta, che distribuisce responsabilità e punti, come dimostrano i tre uomini in doppia cifra: l’ex di serata Angelucci, protagonista di serata, insieme a Novi e Tiberti. La gara si accende definitivamente. È battaglia vera: punto a punto, possesso dopo possesso, senza respiro. Ma, progressivamente, sono i colori gialloneri a prendere il sopravvento. Alla sirena del terzo periodo il tabellone segna 71-61. L’avvio dell’ultima frazione è ancora di marca sanseverese: 7-2 nei primi possessi, un segnale forte, chiarissimo. Il Pala “Falcone e Borsellino” spinge, accompagna, trascina e l’inerzia è dalla parte dei padroni di casa. Il Consorzio accusa inevitabilmente la fatica per l’enorme dispendio dei primi venti minuti, ma continua a provarci con orgoglio. La Cestistica, però, alza definitivamente il livello difensivo: chiude le linee, sporca i possessi, concede
Non chiamatela più “sorpresa”, ma realtà. Spettacolo Allianz Pazienza: aggancio (e sorpasso) alla Luiss

Sembrava tutto già scritto. Come se quella di Roma, contro la Luiss, dovesse essere poco più di una tappa di passaggio, una trasferta da onorare senza particolari emozioni. E invece no. L’Allianz Pazienza San Severo rientra da Roma con il bottino più prezioso che una gara del genere possa offrire: i due punti, conquistati su uno dei parquet più insidiosi del campionato. Al Palazzetto dello Sport, il confronto tra Luiss e Cestistica si conclude col punteggio di: 68-70. Un incontro che, sin dalle prime battute, lasciava intravedere segnali incoraggianti per la Cestistica. I dauni partono con un parziale lampo di 0-10, che avrebbe potuto assumere dimensioni ancora più ampie se alcune buone occasioni offensive fossero state concretizzate. I padroni di casa, però, hanno il merito di reagire: la Luiss non lascia che l’entusiasmo sanseverese prenda il sopravvento e, con pazienza, ricuce lo strappo riportando la gara su binari di maggiore equilibrio. Nonostante questo, per tutti i primi venti minuti è comunque la squadra di Bernardi a dettare il ritmo. Dopo l’intervallo lungo, l’Allianz Pazienza riprende esattamente da dove aveva lasciato; nel terzo periodo riesce a contenere con ordine le iniziative capitoline, introducendo anche una novità tattica interessante: Todisco viene schierato da centro in un quintetto particolarmente mobile e “basso”, soluzione che crea non pochi problemi alla difesa romana. Proprio Todisco si rivela preziosissimo sotto i tabelloni, catturando numerosi rimbalzi offensivi che si trasformano in extra possessi fondamentali per i compagni. L’ultimo quarto diventa una battaglia punto a punto. L’Allianz Pazienza mantiene costantemente un margine tra le tre e le cinque lunghezze, ma la Luiss dimostra grande carattere e riesce più volte a rientrare, portando la partita su un filo sottilissimo fino agli ultimi istanti. A 30 secondi dalla sirena, Roma ha l’occasione per trovare il canestro della vittoria. Ma è proprio in quel momento che emerge la solidità difensiva dei gialloneri: una chiusura veemente, intensa, che costringe i capitolini a una conclusione forzata. Il pallone si stampa sul ferro e il suono della sirena può finalmente liberare l’esultanza dell’Allianz Pazienza e la forza di un collettivo… gigante. Abbiamo gli stessi punti della Luiss Roma: 38. A dirlo così sembra quasi incredibile. Forse, se si guarda soltanto al numero in classifica, potrebbe apparire come una semplice coincidenza statistica. Ma basta tornare con la memoria ai nastri di partenza della stagione per comprendere quanto questo dato racconti una storia ben diversa. I romani partivano con l’ambizione dichiarata di occupare le zone alte della classifica e di lottare per i playoff: un obiettivo naturale per un roster costruito con qualità ed esperienza. L’Allianz Pazienza, invece, si presentava ai blocchi di partenza con prospettive molto diverse, pronta a combattere settimana dopo settimana per conquistare i punti necessari alla salvezza, tenendo sempre un occhio alle dirette concorrenti. Oggi, però, il panorama è cambiato. E quello slogan che all’inizio della stagione avevamo scelto quasi come un auspicio “insieme è un’altra storia”, è diventato realtà. Perché questo percorso non è frutto di un episodio isolato, ma del lavoro costante di un gruppo che ha saputo crescere nel tempo. E in una stagione come questa le vittorie non appartengono mai a una sola persona. Non sono soltanto di chi indossa la canotta e scende sul parquet. Sono del collettivo: di chi gioca, di chi resta pronto in panchina, di chi sostiene la squadra ogni giorno dietro le quinte, di chi in società lavora affinché tutto funzioni nel migliore dei modi. È la vittoria di tutti. È la nostra vittoria. DAL PARQUET – Pasqualin, Fallucca, Pugliatti, Graziano e Sylla per coach Righetti. Bandini, Lucas, Mobio, Bugatti e Gherardini per Massimo Bernardi. L’avvio di gara è leggermente contratto per entrambe le squadre; nei primi tre minuti si sbaglia molto, soprattutto da parte della Luiss, che fatica a trovare ritmo e precisione nelle conclusioni. L’Allianz Pazienza, invece, ha il merito di approcciare la partita con maggiore lucidità: a rompere l’equilibrio ci pensano Fabio Bugatti e Paolo Bandini, autore di sei punti consecutivi che avrebbero potuto essere anche di più se alcune buone costruzioni offensive avessero trovato il fondo della retina. San Severo prova ad approfittare delle incertezze romane e costruisce un avvio convincente, portandosi rapidamente sullo 0-8. Dalla panchina capitolina arriva immediatamente il timeout: la Luiss non ha ancora trovato un canestro dal campo, mentre la Cestistica sembra essere entrata in partita con un passo decisamente diverso. Le parole di coach Righetti, però, non cambiano subito l’inerzia. I padroni di casa continuano a faticare in attacco e l’Allianz Pazienza allunga ulteriormente, toccando lo 0-10 dopo cinque minuti di gioco. Un dato significativo che testimonia l’intensità difensiva dei Neri (oggi, per l’occasione, più gialli che neri) e la capacità di capitalizzare le prime opportunità. La Luiss muove finalmente il tabellino soltanto dalla lunetta con Pasqualin, mentre San Severo avrebbe anche l’occasione di ampliare il margine. Qualche errore di troppo, però, tiene i romani ancora in partita. A sbloccare definitivamente l’attacco capitolino è Fernandez, che trova il canestro dalla lunga distanza riportando i suoi sul 5-10. Il vantaggio sanseverese torna subito a crescere grazie a Mobio, che firma il 5-12 immediatamente quasi del tutto risucchiato dai romani con Graziano. Se è vero che la Cestistica mantiene un minimo margine di vantaggio, è altrettanto evidente che il punteggio avrebbe potuto essere ancora più ampio. Ed infatti, gli errori costano ‘caro’ fino ai due punti al fil di sirena di Fernandez: 16-17. Coach Bernardi cambia assetto e ridisegna il quintetto: Bandini, Mobio, Morelli, Todisco e Ndour; tre quinti dello schieramento iniziale vengono modificati e l’avvio sembra promettente. È ancora Mobio a lasciare il segno con altri due punti che rafforzano l’inerzia favorevole alla Cestistica. Tuttavia, quasi in parallelo, arriva qualche difficoltà sul piano disciplinare: nell’arco di appena sessanta secondi i Neri commettono tre falli, permettendo alla Luiss di rientrare nel punteggio e di trovare, per la prima volta nel corso della gara, il vantaggio. La reazione sanseverese, però, è immediata. In pochi possessi la Cestistica ristabilisce le gerarchie e trova il canestro del contro sorpasso sul 20-25, costringendo ancora una volta la panchina capitolina a fermare il gioco con un timeout. Il motivo è semplice: l’Allianz Pazienza scende in campo