Allianz Pazienza è un campionato da 30 (punti) e lode! San Severo esulta anche a Imola!

Tra le mura amiche o lontano dal proprio parquet, per l’Allianz Pazienza il contesto cambia poco. Questa squadra vola e conquista il suo trentesimo punto stagionale. Sembra che, ovunque vada, ci sia un’energia positiva che trasforma ogni palazzetto in una cornice delle sfumature pugliesi. E anche Imola si tinge dei colori gialloneri: non dei padroni di casa, ma quelle di San Severo, che festeggia. E lo fa con convinzione, affermandosi al Pala “Ruggi” con il punteggio di 67-95, confermando uno stato di forma mentale e tecnico di altissimo livello. Un successo che porta la firma dell’intero gruppo, ma che passa inevitabilmente dalla guida salda di Massimo Bernardi, punto di riferimento di una squadra che continua, partita dopo partita, a sorprendere e a sorprendersi. Ancora una volta, i Neri (dauni) scendono in campo fedeli al proprio mantra: intensità, condivisione, lucidità. Un’identità chiara, riconoscibile, che prescinde dal luogo e dall’avversario e che sta diventando il vero marchio di fabbrica di questa Allianz Pazienza. Una squadra che gioca insieme, soffre insieme, vince insieme. E che non ha alcuna intenzione di smettere di farlo. Dopo una partenza assolutamente equilibrata, San Severo trova la propria linfa vitale nel secondo quarto, quando coach Bernardi opta per un quintetto completamente “piccolo” che cambia volto alla gara. Una scelta tanto coraggiosa quanto efficace, impreziosita dalle realizzazioni distribuite tra tutti – ma proprio tutti – gli uomini scesi in campo, ulteriore e chiarissimo segnale dell’identità collettiva di questa squadra. Al rientro dagli spogliatoi, pur tenendo sempre ben presente la voglia di riscatto di Imola, reduce da cinque sconfitte consecutive e determinata a invertire la rotta, l’Allianz Pazienza mantiene concentrazione, ordine e disciplina, proseguendo con lucidità il proprio piano partita. Ne nasce un terzo quarto di spessore, solido nella sostanza e a tratti brillante nell’esecuzione, capace di scavare un solco sempre più evidente. L’ultima frazione è, di fatto, un saggio di pallacanestro matura e consapevole: i Neri gestiscono con intelligenza, colpiscono con continuità e impongono il proprio ritmo, schiacciando il confronto sotto ogni punto di vista. Tecnico, fisico, mentale. Si torna a casa con quella sensazione inconfondibile di soddisfazione piena, con l’euforia che spinge forte proprio come il cuore. Un entusiasmo contagioso, che però come continuiamo a ripeterci con convinzione va gestito, tenuto sotto controllo, incanalato. La domanda che inevitabilmente aleggia nell’aria, dopo l’ennesimo successo, è una sola: dove può arrivare questa squadra? Playoff? Play-in? La risposta, come sempre, spetta esclusivamente al campo. A noi resta il compito di osservare, sostenere, accompagnare. E di dire, con la serenità di chi ha compreso il valore del percorso: qualunque cosa sarà, sarà Cestistica. E sarà insieme. Insieme si è partiti, insieme si è camminato, insieme si continuerà fino alla fine. Senza ansia, senza pressioni inutili. Con la testa libera, perché quando la mente è sgombra da aspettative forzate, tutto diventa più semplice, più autentico, più vero. Ora è il momento di godersi il viaggio, di vivere ogni partita per ciò che è, lasciando che il destino sportivo segua il suo corso naturale. Poi, indipendentemente da dove si arriverà, verrà anche il tempo di lasciarsi andare in un grido liberatorio. Sarà una festa. Non solo dell’Allianz Pazienza. Sarà la festa di un’intera città. Avanti così, Cestistica. 30 e lode. DAL PARQUET – Ci si schiera con Pollini, Stankevicius, Melchiorri, Mazzone e Giorgi vs Bandini, Mobio, Morelli Bugatti e Gherardini. È una partita viva e intensa fin dalle prime battute, perché in campo ci sono due squadre determinate. La Cestistica prova a imporre subito il proprio marchio di fabbrica, fatta di recuperi difensivi e transizioni rapide, ma la Virtus non si lascia minimamente intimorire e risponde colpo su colpo, trovando soluzioni efficaci sia nel pitturato sia dall’arco, mettendo la testa avanti nelle fasi iniziali. Il ritmo è alto, il contatto fisico costante ed infatti Gherardini si trova già gravato di due falli dopo appena tre minuti di gioco, mentre dall’altra parte il pivot Giorgio colpisce dalla lunga distanza firmando il 14-7 che costringe coach Bernardi a fermare immediatamente il match per riordinare le idee e richiamare i suoi. Alla ripresa, anziché essere San Severo a prendere in mano l’inerzia, sono ancora gli uomini di coach Baldiraghi a dare l’impressione di interpretare meglio il momento, attaccando con decisione e caricando di falli i gialloneri, andando con continuità in lunetta per muovere il punteggio. Ma l’Allianz Pazienza non è certo in trasferta per fare presenza: l’obiettivo resta chiaro, ed è quello di competere fino in fondo. Poco alla volta i Neri ricuciono lo strappo, alzano l’intensità difensiva e ritrovano fluidità offensiva, tanto da costringere la panchina di casa al timeout sul 22-15. Sale in cattedra Ivan Mobio, che sfrutta al meglio la propria energia: prima vola a schiacciare il 23-19, poi serve un assist prezioso a Gattel, che completa il gioco da tre punti con il canestro più fallo subito, riportando San Severo a una sola lunghezza di distanza. Il primo quarto si chiude così, con equilibrio ritrovato e sensazioni chiarissime: 23-22, gara apertissima. Bugatti, dopo una lunga fase di equilibrio, firma finalmente il sorpasso sanseverese. L’inerzia cambia volto e, ancora una volta, è Gattel a leggere perfettamente la situazione: ruba palla, vola in contropiede e sigla il +2, costringendo la panchina imolese a fermare il gioco. L’Allianz Pazienza ora ha il vento in poppa, mentre sono i padroni di casa a ricorrere sistematicamente al fallo nel tentativo di spezzare l’energia giallonera. Un’energia che, però, non accenna a diminuire. Arriva infatti un altro canestro importante: questa volta è Gattel a servire l’assist e Scredi a completare l’azione con il gioco da tre punti, emblema di una squadra in cui ogni giocatore che entra sul parquet lo fa con l’atteggiamento giusto, frutto di lavoro quotidiano e convinzione collettiva. La nota tattica del secondo quarto è significativa: San Severo gioca senza un pivot di ruolo, con Todisco adattato in posizione di “cinque”, optando per un quintetto piccolo e dinamico, scelta coraggiosa di coach Bernardi. Al di là degli assetti, però, è fondamentale continuare a produrre gioco, perché Imola, come prevedibile, non resta a guardare e piazza due triple consecutive che riportano il punteggio a una sola lunghezza di