Sembrava tutto già scritto. Come se quella di Roma, contro la Luiss, dovesse essere poco più di una tappa di passaggio, una trasferta da onorare senza particolari emozioni. E invece no. L’Allianz Pazienza San Severo rientra da Roma con il bottino più prezioso che una gara del genere possa offrire: i due punti, conquistati su uno dei parquet più insidiosi del campionato. Al Palazzetto dello Sport, il confronto tra Luiss e Cestistica si conclude col punteggio di: 68-70. Un incontro che, sin dalle prime battute, lasciava intravedere segnali incoraggianti per la Cestistica. I dauni partono con un parziale lampo di 0-10, che avrebbe potuto assumere dimensioni ancora più ampie se alcune buone occasioni offensive fossero state concretizzate. I padroni di casa, però, hanno il merito di reagire: la Luiss non lascia che l’entusiasmo sanseverese prenda il sopravvento e, con pazienza, ricuce lo strappo riportando la gara su binari di maggiore equilibrio. Nonostante questo, per tutti i primi venti minuti è comunque la squadra di Bernardi a dettare il ritmo. Dopo l’intervallo lungo, l’Allianz Pazienza riprende esattamente da dove aveva lasciato; nel terzo periodo riesce a contenere con ordine le iniziative capitoline, introducendo anche una novità tattica interessante: Todisco viene schierato da centro in un quintetto particolarmente mobile e “basso”, soluzione che crea non pochi problemi alla difesa romana. Proprio Todisco si rivela preziosissimo sotto i tabelloni, catturando numerosi rimbalzi offensivi che si trasformano in extra possessi fondamentali per i compagni. L’ultimo quarto diventa una battaglia punto a punto. L’Allianz Pazienza mantiene costantemente un margine tra le tre e le cinque lunghezze, ma la Luiss dimostra grande carattere e riesce più volte a rientrare, portando la partita su un filo sottilissimo fino agli ultimi istanti. A 30 secondi dalla sirena, Roma ha l’occasione per trovare il canestro della vittoria. Ma è proprio in quel momento che emerge la solidità difensiva dei gialloneri: una chiusura veemente, intensa, che costringe i capitolini a una conclusione forzata. Il pallone si stampa sul ferro e il suono della sirena può finalmente liberare l’esultanza dell’Allianz Pazienza e la forza di un collettivo… gigante.
Abbiamo gli stessi punti della Luiss Roma: 38. A dirlo così sembra quasi incredibile. Forse, se si guarda soltanto al numero in classifica, potrebbe apparire come una semplice coincidenza statistica. Ma basta tornare con la memoria ai nastri di partenza della stagione per comprendere quanto questo dato racconti una storia ben diversa. I romani partivano con l’ambizione dichiarata di occupare le zone alte della classifica e di lottare per i playoff: un obiettivo naturale per un roster costruito con qualità ed esperienza. L’Allianz Pazienza, invece, si presentava ai blocchi di partenza con prospettive molto diverse, pronta a combattere settimana dopo settimana per conquistare i punti necessari alla salvezza, tenendo sempre un occhio alle dirette concorrenti. Oggi, però, il panorama è cambiato. E quello slogan che all’inizio della stagione avevamo scelto quasi come un auspicio “insieme è un’altra storia”, è diventato realtà. Perché questo percorso non è frutto di un episodio isolato, ma del lavoro costante di un gruppo che ha saputo crescere nel tempo. E in una stagione come questa le vittorie non appartengono mai a una sola persona. Non sono soltanto di chi indossa la canotta e scende sul parquet. Sono del collettivo: di chi gioca, di chi resta pronto in panchina, di chi sostiene la squadra ogni giorno dietro le quinte, di chi in società lavora affinché tutto funzioni nel migliore dei modi. È la vittoria di tutti. È la nostra vittoria.
DAL PARQUET – Pasqualin, Fallucca, Pugliatti, Graziano e Sylla per coach Righetti. Bandini, Lucas, Mobio, Bugatti e Gherardini per Massimo Bernardi. L’avvio di gara è leggermente contratto per entrambe le squadre; nei primi tre minuti si sbaglia molto, soprattutto da parte della Luiss, che fatica a trovare ritmo e precisione nelle conclusioni. L’Allianz Pazienza, invece, ha il merito di approcciare la partita con maggiore lucidità: a rompere l’equilibrio ci pensano Fabio Bugatti e Paolo Bandini, autore di sei punti consecutivi che avrebbero potuto essere anche di più se alcune buone costruzioni offensive avessero trovato il fondo della retina. San Severo prova ad approfittare delle incertezze romane e costruisce un avvio convincente, portandosi rapidamente sullo 0-8. Dalla panchina capitolina arriva immediatamente il timeout: la Luiss non ha ancora trovato un canestro dal campo, mentre la Cestistica sembra essere entrata in partita con un passo decisamente diverso. Le parole di coach Righetti, però, non cambiano subito l’inerzia. I padroni di casa continuano a faticare in attacco e l’Allianz Pazienza allunga ulteriormente, toccando lo 0-10 dopo cinque minuti di gioco. Un dato significativo che testimonia l’intensità difensiva dei Neri (oggi, per l’occasione, più gialli che neri) e la capacità di capitalizzare le prime opportunità. La Luiss muove finalmente il tabellino soltanto dalla lunetta con Pasqualin, mentre San Severo avrebbe anche l’occasione di ampliare il margine. Qualche errore di troppo, però, tiene i romani ancora in partita. A sbloccare definitivamente l’attacco capitolino è Fernandez, che trova il canestro dalla lunga distanza riportando i suoi sul 5-10. Il vantaggio sanseverese torna subito a crescere grazie a Mobio, che firma il 5-12 immediatamente quasi del tutto risucchiato dai romani con Graziano. Se è vero che la Cestistica mantiene un minimo margine di vantaggio, è altrettanto evidente che il punteggio avrebbe potuto essere ancora più ampio. Ed infatti, gli errori costano ‘caro’ fino ai due punti al fil di sirena di Fernandez: 16-17. Coach Bernardi cambia assetto e ridisegna il quintetto: Bandini, Mobio, Morelli, Todisco e Ndour; tre quinti dello schieramento iniziale vengono modificati e l’avvio sembra promettente. È ancora Mobio a lasciare il segno con altri due punti che rafforzano l’inerzia favorevole alla Cestistica. Tuttavia, quasi in parallelo, arriva qualche difficoltà sul piano disciplinare: nell’arco di appena sessanta secondi i Neri commettono tre falli, permettendo alla Luiss di rientrare nel punteggio e di trovare, per la prima volta nel corso della gara, il vantaggio. La reazione sanseverese, però, è immediata. In pochi possessi la Cestistica ristabilisce le gerarchie e trova il canestro del contro sorpasso sul 20-25, costringendo ancora una volta la panchina capitolina a fermare il gioco con un timeout. Il motivo è semplice: l’Allianz Pazienza scende in campo con un solo atteggiamento possibile contro un’avversaria di questo livello ovvero con aggressività, convinzione nei propri mezzi e grande presenza sotto i tabelloni. I Neri attaccano con decisione, difendono con energia e, soprattutto, dominano a rimbalzo con una partecipazione corale che coinvolge l’intero roster. Tra i protagonisti assoluti c’è Ivan Mobio, in una serata di grande ispirazione. L’esterno sanseverese colpisce da diverse zone del parquet e segna con continuità, mostrando sicurezza e facilità realizzativa. Nella parte centrale e finale del periodo la partita torna a vivere momenti alterni: fasi di confusione si alternano a sequenze di gioco più ordinate, con entrambe le squadre capaci di produrre buone soluzioni offensive. Ma, nel complesso, anche il secondo parziale sorride ai dauni. Quanto ad approccio e atteggiamento, alla Cestistica non si può rimproverare nulla. Assolutamente nulla. Un esempio? I due punti finali di Paolo Bandini del 32-37 a chiusura di periodo. Attenzione, però: la Luiss non resta certo a guardare le iniziative di San Severo. I capitolini reagiscono con decisione, si riportano rapidamente a -3, poi arrivano i due punti di Lucas e la tripla di Fernandez che ristabiliscono la parità. È Atamah, poco dopo, a completare il sorpasso e a portare avanti i padroni di casa, costringendo coach Massimo Bernardi a fermare immediatamente il gioco per evitare che l’inerzia scivoli definitivamente nelle mani dei romani. La Cestistica, infatti, in questa fase non appare brillante come nei primissimi minuti. Più che per demeriti propri, il merito è di una Luiss che alza l’intensità, chiude con maggiore attenzione in difesa e costringe i dauni a trovare soluzioni più complicate. I punti arrivano quasi esclusivamente dalle iniziative di Matteo Todisco, mentre i capitolini sembrano guadagnare fiducia possesso dopo possesso. Per l’Allianz Pazienza ci sono anche le percentuali dalla lunga distanza che non sono quelle abituali: diversi tentativi non trovano il bersaglio e l’attacco perde fluidità. Così il pareggio di Mobio sul 45-45 nasce da una palla recuperata e da una conclusione ravvicinata, segnale di una squadra che deve costruire con pazienza ogni possesso. Il nuovo vantaggio arriva poi con Bugatti, bravo a concretizzare ancora da sotto, mentre la poderosa schiacciata di Mobio riaccende l’energia sanseverese e vale il 46-49. Il capitano giallonero allunga ulteriormente sul 46-51, sfruttando al meglio i numerosi rimbalzi offensivi conquistati da Todisco, prezioso sotto i tabelloni. Anche il terzo parziale finisce così per sorridere a San Severo. Ma gli ultimi dieci minuti diranno la verità: 48-53. Pugliatti riporta i suoi sul -3, ma Bandini risponde con freddezza glaciale dalla lunetta: 2/2 e il margine resta stabile attorno alle cinque lunghezze. L’Allianz Pazienza prova allora ad allungare ulteriormente con la tripla di Lucas, che sembra poter dare respiro ai gialloneri. Da quel momento, però, la partita cambia volto; una battaglia di nervi nella quale ogni errore pesa il doppio e ogni canestro assume il valore di un macigno. I possessi diventano più ragionati, le difese salgono di intensità e anche due semplici punti possono cambiare l’inerzia del confronto. Nei minuti centrali del quarto si susseguono contatti e infrazioni da entrambe le parti. Ndour, ben servito ancora da Lucas, trova due punti preziosi, ma Pasqualin replica immediatamente con una conclusione dalla lunghissima distanza che riporta la Luiss a -3. Ancora Ndour prova a ristabilire le distanze, ma i capitolini non mollano e restano incollati al punteggio, oscillando tra il -3 e il -1. La tensione cresce possesso dopo possesso. Bugatti trova un altro canestro importante, Morelli è impeccabile dalla lunetta con un 2/2, ma la partita resta apertissima. La Luiss sbaglia un attacco, San Severo non riesce ad approfittarne: due tentativi dalla lunga distanza, prima con Bugatti e poi con Lucas, si spengono sul ferro. Si entra così negli ultimi istanti con il massimo del pathos. Fernandez firma il -1, mentre la pressione del PalaTiziano si fa sentire. Ndour va in lunetta tra i fischi del pubblico e realizza 1/2, e Salvioni, sempre dalla linea della carità, riporta avanti i capitolini. La risposta della Cestistica è immediata: Bugatti pareggia, la Luiss spreca il possesso successivo e, in transizione, Mobio si lancia in contropiede e firma il +2 a 30 secondi dalla sirena. Coach Righetti chiama timeout per disegnare l’ultimo attacco, tuttavia la difesa giallonera è perfetta: compatta, lucida, senza paura. È la difesa di una squadra che sa cosa vuole. Anche lontano da casa. Il finale dal Palazzetto dello Sport di Roma dice: 68-70. Sei… magica, Allianz Pazienza.
IN AGENDA – Adesso arriva finalmente una breve pausa, utile per recuperare energie e ricaricare le batterie. L’appuntamento è fissato per domenica 22 marzo, quando l’Allianz Pazienza tornerà in campo contro il Consorzio Leonardo Dany Quarrata, con palla a due alle consuete ore 18.00. Un’altra tappa di un percorso che continua a regalare emozioni.