Finalmente l’Allianz Pazienza! Una prova da giganti contro la capolista Roseto

Solo una missione: vincere. Nessun calcolo, nessuna formula, solo il bisogno impellente di tornare al successo. L’Allianz Pazienza Cestistica San Severo s’impone in casa, contro la prima della classe, la Liofilchem Roseto con il punteggio di 93-85, interrompendo la serie negativa di sconfitte consecutive. Un digiuno lungo, doloroso, che però non ha mai spento la determinazione della squadra ed il risultato finale certifica una squadra sempre pronta a lottare, con il coltello tra i denti, sapendo di affrontare un roster che viaggia fuori ogni logica. Un traguardo che si costruisce passo dopo passo, difesa dopo difesa, come dimostra l’atteggiamento dei Neri, che non si lasciano intimorire dal blasone abruzzese e dominano il gioco dal primo all’ultimo minuto, pur riconoscendo – comprensibilmente – la qualità delle offensive ospiti. Lo fanno da roster vero, unita, compatta, capace di esaltarsi con i protagonisti principali – Gherardini, Igbanugo, Cane e Mobio – ma anche di trovare risorse preziose in chi contribuisce con meno punti, ma ugualmente decisivi: Moffa con 9, Pellicano con 7, Petrushevski, Bugatti e Bandini con 5, Abati Touré con 4. Numeri che, alla fine, pesano. E poi c’è il ‘sesto uomo’: il pubblico del “Falcone e Borsellino”, pronto a spingere con il cuore e con la voce, i propri ragazzi, verso un’impresa fondatamente per la stagione. Il ritorno al successo non solo riporta punti preziosi in classifica, ma libera la squadra dall’aria pesante che poteva anche solo aleggiare. Tuttavia, è il momento di spingere: serve ancora sudore e sacrificio per arrivare fino in fondo. Ora, più che mai, l’unica direzione possibile è andare forte, senza voltarsi indietro. Questa sera c’era un solo obiettivo: battere la capolista, contro tutto e tutti. È una domenica… bella. Avanti così, Allianz Pazienza. Così! L’INIZIO DEL MATCH – Pellicano, Mobio, Igbanugo, Abati Toure e Cane scendono in quintetto per San Severo mentre la Liofilchem parte con Durante, Guaiana, Aukstikalnis, Sacchetti e Dellosto. 3/3 dalla lunetta per Ivan Mobio, poi un elegante no look di Sacchetti per Dellosto, seguito da una tripla dello stesso numero 41 in maglia biancazzurra. 2/2 dalla linea della carità per Carlo Cane e altri quattro punti consecutivi del pivot giallonero, ai quali si aggiunge un eccellente gioco da due di Igbanugo: è un avvio coinvolgente, tra la capolista e un’Allianz Pazienza determinata a mantenere la categoria. I padroni di casa, fin dai primissimi possessi, mettono in mostra tutta la voglia di competere ad armi pari, anche contro una formazione che sembra non conoscere rivali. L’incoraggiante 11-7 dopo appena quattro minuti è la prima prova tangibile di questo atteggiamento. È un avvio intenso anche sul piano fisico: Pellicano e Sacchetti si ritrovano già con due falli a testa, segnale che nessuna delle due squadre intende risparmiarsi. La Cestistica alterna momenti di difesa granitica — con due possessi avversari chiusi allo scadere dei 24’’ — a qualche sbavatura che consente a Roseto di trovare punti semplici. E se non sono semplici, lo diventano grazie alla qualità tecnica dei singoli, come la tripla di Pastore che vale il -2. Ma la reazione è immediata: risponde Igbanugo con una giocata di grande carattere, e a seguire una splendida azione di Mobio chiude il parziale. I primi 10 minuti sono di ottima fattura per San Severo: determinazione, concentrazione e l’attitudine giusta per un match tanto delicato quanto affascinante contro la capolista. Il primo quarto, infatti, sorride ai dauni, sempre avanti nel punteggio: 35-26. Petrushevski protegge il possesso e serve un pallone d’oro a Matteo Gherardini, che sotto canestro non perdona e sigla il 37-28. Nell’azione successiva è ancora il capitano giallonero a salire in cattedra con la sua tripla personale, immediatamente imitato da Durante, seguito dal tap-in di Bugatti e dalla tripla di Donadoni: Roseto risponde con tutto il proprio arsenale, dimostrando forza e profondità. Ma San Severo non si lascia intimidire. Il canestro di pura energia di Gherardini e l’incredibile recupero di Bandini — che però, dopo, commette il suo terzo fallo personale — evidenziano il carattere di un’Allianz Pazienza che non teme nessuno; i ragazzi di coach Bernardi mostrano coraggio e determinazione nel rispondere colpo su colpo all’intensità degli uomini di coach Nando Francani. Al Palas si respira un’atmosfera vibrante: il pubblico di casa apprezza la grinta dei propri beniamini, mentre i tifosi abruzzesi non smettono un attimo di incitare Roseto. A metà secondo quarto, gli ospiti provano a riavvicinarsi, ma due triple di un Moffa letteralmente onfire ricacciano indietro ogni entusiasmo biancazzurro. Il commento è semplice: fosse un’altra squadra, avrebbe già ceduto sotto i colpi gialloneri, dopo quasi venti minuti di intensità feroce. Sul 52-43, Moffa, protagonista del quarto, è costretto a uscire per un problema alla caviglia, e la Liofilchem prova ad approfittarne. Gli ospiti colpiscono con regolarità, come dimostra la tripla siderale di Aukstikalnis, che accorcia fino al -5. Coach Bernardi chiama timeout. Al rientro, Mobio stoppa Donadoni, lanciato in contropiede, e Igbanugo, in perfetto stile americano, concretizza dall’altra parte del campo. Un secondo quarto giocato ad altissimo livello. Ma la partita è tutt’altro che finita. Anzi: 59-53. è ancora lunga. Lunghissima. LA RIPRESA – Due minuti di stasi aprono il terzo periodo, con errori da ambo le formazioni che rallentano ritmo e punteggio. Il gioco fatica a decollare, ma poi ci pensa la ‘sentenza’ Aukstikalnis a rompere gli indugi, firmando il -3 che riaccende le speranze di Roseto. La risposta giallonera, però, è immediata e vigorosa: Gherardini schiaccia, Durante capitalizza, poi ancora Gherardinie infine Bugatti confezionano un parziale che vale il 65-58 e obbliga coach Francani al timeout. La Cestistica San Severo continua a interpretare la gara con piena consapevolezza della posta in palio; sa chi ha di fronte, ma soprattutto sa chi vuole essere. E quando l’obiettivo è importante, nella mente non può esserci spazio per altro se non la vittoria. Igbanugo si esibisce in un passaggio dietro la schiena che libera Pellicano, glaciale nel depositare altri due punti fondamentali. Il tabellone recita 67-58, e il margine resta pressoché invariato: l’Allianz Pazienza segna con continuità, affidandosi alle mani di Abati Touré, Petrushevski e alla tripla chirurgica di Pellicano. Ed è un altro aspetto fondamentale in questi match ossia trovare gli uomini giusti, al momento
San Severo cede ancora: ko a Latina. Ora serve una svolta

Le avversarie non perdonano. Il periodo è da dimenticare e arriva in un momento cruciale della stagione, dove se si abbassa la guardia questi sono i risultati. È la situazione che sta vivendo la Cestistica San Severo, reduce da un altro ko esterno a Latina contro la Benacquista: 88-75 il finale. Sin dalla prima frazione emerge chiaramente la complessità della gara per San Severo, travolta da un avvio fulminante di Latina, che firma un 13-0 iniziale. I padroni di casa impongono il proprio ritmo, attaccando con continuità il ferro e sfruttando anche i falli fischiati ai Neri, che li portano ai tanti tiri dalla lunetta (e non a caso, il conto finale dei tiri liberi recita 32 contro 13 per i dauni). Nel secondo periodo, San Severo prova a reagire con maggiore coraggio, ma resta condizionata da errori banali, frutto di un atteggiamento a tratti superficiale. La gara scivola via sempre con un divario importante a favore dei laziali, che amministrano senza troppe difficoltà. L’arma letale di Latina è senza dubbio Caffaro, vero punto di riferimento offensivo che segna la bellezza di 34 punti, conquista falli e risultando decisivo in ogni possesso. San Severo, invece, non riesce a trovare le giuste contromisure: soffre troppo in difesa e, soprattutto, paga l’energia spesa per rincorrere, mancando di precisione in attacco. Il risultato è una serata complicata, dove l’inerzia della partita non cambia mai realmente direzione. Adesso serve imprimere una sterzata netta e decisa; così si rischia di vanificare quanto di ottimo è stato fatto fino a questo momento. Dobbiamo sempre ricordare da dove si è partiti, qual è l’obiettivo e come perseguirlo, con ogni mezzo possibile. La pressione è, inevitabilmente, tanta, ma cedere ad essa sarebbe un errore fatale. Bisogna dominarla. Anche se si è giovani, la strada per uscirne è solo una: unione e lavoro. Ciò che conta è lavorare insieme, con sacrificio e determinazione. San Severo, noi siamo sempre con te. L’INIZIO DEL MATCH – Bechi, Merletto, Ambrosetti, Guastamacchia e Caffaro e per Latina; Pellicano, Mobio, Bugatti, Abati Toure e Cane schierati da coach Bernardi. Approccio decisamente complicato per San Severo, che subisce un immediato 0-6 per mano di Latina, squadra che in attacco si affida soprattutto a Caffaro e, in difesa, imposta un pressing alto e asfissiante per limitare le idee offensive dei pugliesi. Nei primi quattro minuti, la Cestistica non trova la via del canestro e incassa nove punti senza segnare: un avvio troppo timido, non solo per l’assenza di punti, ma anche per un atteggiamento eccessivamente superficiale, aggravato dalle numerose palle perse. La Benacquista gioca con ordine, appoggiandosi al proprio pivot di riferimento, che capitalizza con precisione dalla lunetta e incrementa il vantaggio dei suoi. I cambi operati da coach Bernardi non riescono subito a dare la scossa a una squadra spenta, incapace di reagire. Sul 13-0, il tecnico ospite è costretto a chiamare timeout per riorganizzare i suoi. Dopo le parole del coach, finalmente arriva qualche segnale di ripresa: i primi due punti di Gherardini, una tripla dell’americano Igbanugo e cinque punti consecutivi di Moffa accorciano le distanze fino al 17-10. Tuttavia, se i Neri mostrano una leggera reazione, Latina continua a condurre il match con grande disciplina, attaccando con efficacia il ferro e guadagnando punti preziosi. Alla fine del primo quarto, il punteggio recita: 23-12. Bandini, Igbanugo, Moffa, Petrushevski e Gherardini: cinque uomini per un quintetto completamente rinnovato da coach Bernardi, che punta a coinvolgere al meglio il roster e a mischiare le carte in una partita tutt’altro che semplice. Gherardini inaugura il secondo quarto con il canestro del -10 (25-15), che potrebbe ridurre ulteriormente il divario, ma alcuni errori di misura penalizzano la Cestistica, rendendo più complicato il tentativo di rientro. Il secondo periodo, almeno nei minuti iniziali, non brilla per giocate spettacolari: da entrambe le parti prevalgono errori e imprecisioni. Igbanugo interrompe il momento di stallo e contribuisce a ridurre le distanze, approfittando anche di un calo nelle percentuali al tiro della squadra laziale, che però continua a gestire un margine di sicurezza. L’ingresso di Abati Toure porta nuova energia: il lungo giallonero segna subito da tre punti, seguito da Igbanugo, che replica dalla lunga distanza e riporta l’Allianz Pazienza a -6. A questo punto, coach Martelossi chiama timeout per spezzare il ritmo dei pugliesi. Al rientro, la Benacquista trova il canestro, ma la Cestistica risponde ancora dalla lunga distanza. Tuttavia, qualche imprecisione di troppo – sia nel tiro da tre che ai liberi – impedisce di ridurre ulteriormente il gap, che all’intervallo lungo resta fissato sul 40-30. LA RIPRESA – Cane viene stoppato, la Cestistica perde palla e Guastamacchia, l’ex di turno, punisce immediatamente con una tripla. Igbanugo segna il punto numero 32 per i gialloneri, seguito da Pellicano, che porta il punteggio a 34, segnale chiaro che l’Allianz Pazienza deve cambiare marcia in questo secondo tempo se vuole centrare l’obiettivo più importante: il referto rosa. Ma Latina ha un uomo ovunque, ed è Caffaro, autentico trascinatore del momento per i laziali. Emblematica la sequenza in cui il numero 1 sbaglia un tiro libero, salvo poi riscattarsi immediatamente con una tripla che porta il punteggio sul 48-34, ricacciando la Cestistica nuovamente in difficoltà. Coach Bernardi è costretto a fermare il gioco: Latina ha già 51 punti a referto, mentre i pugliesi restano fermi a 35. Dovrebbe essere la Cestistica a prendere in mano la partita, ma gli unici segnali di reazione arrivano da Gherardini, tra i pochi a crederci con convinzione. Una delle poche note positive della serata, in cui però è la squadra di casa a dettare legge con una pallacanestro efficace e ben orchestrata. In cinque minuti, come già accaduto nel primo quarto, i dauni mettono a referto appena 7 punti: troppo, troppo poco per poter anche solo impensierire gli avversari, a prescindere da chi si trovino di fronte. Il problema non è solo l’attacco poco prolifico, ma anche una difesa che sta soffrendo enormemente. Lo ripete spesso coach Bernardi: dall’intensità difensiva nasce l’energia offensiva. Ma questa sera, l’inerzia della partita sembra compromessa già da una semplice rimessa mal gestita, che porta all’ennesima palla persa dei Neri. Mobio prova a dare una scossa con il canestro del 58-46, ma coach Martelossi chiama timeout per arginare qualsiasi tentativo di rimonta. L’inerzia, però, non cambia, anzi. Terzo quarto: 66-56. Pronti? Si riparte. Altri due punti per Latina, firmati – manco a dirlo – da Caffaro, che si avvicina alla soglia dei 30
Un’altra battaglia persa; a San Severo vince la Virtus Cassino

La Virtus Cassino s’impone a San Severo con un verdetto severo 74-71, che pesa non solo sulla classifica – ormai sempre più insidiosa – ma soprattutto sul morale della squadra. La striscia di sconfitte consecutive si allunga, lasciando un’amarezza profonda dentro e fuori dal parquet. Il copione, purtroppo, si ripete: la Cestistica gioca con intensità e carattere per l’intera gara, ma le iniziative vengono spente sempre sul nascere dalla precisone degli ospiti, in particolare con Teghini, Ghigo e Truglio. Con il passare dei minuti e l’aumentare della pressione, la squadra affretta i suoi possessi, sbaglia un numero considerevole di tiri dalla carità, vanificando tutto il buono costruito e l’aggancio alla Virtus. Calma, mai perdere la bussola. È una sconfitta dolorosa, senza dubbio, ed è giusto che la Cestistica si prenda il tempo per leccarsi le ferite. Ciò che però non deve mai mancare è il sostegno a questa squadra, ora più che mai. È in questi momenti che si misura il legame tra squadra e città, tra giocatori e tifosi, tra la realtà cestistica e il tessuto sociale che la circonda. Niente panico: non è questo ciò di cui c’è bisogno. Al contrario, l’atteggiamento deve essere l’esatto opposto. Serve smorzare la tensione che aleggia nello spogliatoio e ritrovare, a tutti i costi, quella leggerezza che San Severo ha sempre avuto e che non può aver smarrito. Lucidità, sangue freddo, determinazione. Rimani concentrata e continua a inseguire il tuo obiettivo, Cestistica. Non è poi così lontano. L’INIZIO DEL MATCH – Scendono in campo per l’Allianz Pazienza: Pellicano, Mobio, Moffa, Bugatti e Cane mentre coach Auletta manda in quintetto Teghini, Terenzi, Korsunov, Beck e Boev. Dopo qualche minuto di esitazione, probabilmente dovuto al peso della gara, è Moffa a sbloccare il match con tre canestri: due conclusioni da sotto e una tripla. Cane lo segue a ruota con due realizzazioni, mentre per la Virtus Cassino rispondono Boev e Korsunov, fissando il punteggio sul 10-4. Gli ospiti provano a reagire con Beck, che, dopo due errori dall’arco, trova la sua prima tripla della serata, accorciando sull’11-7. Poco dopo, Terenzi segna un tap-in che porta i suoi a -2 (11-9). La gara si gioca su ritmi intensi, condizionata anche dal forte impatto emotivo. La Cestistica impone da subito la propria aggressività difensiva, tanto che gli ospiti, con metà quarto ancora da disputare, accumulano già quattro falli di squadra. Tuttavia, deve fare i conti con i centimetri e la fisicità degli avversari, che trovano il pareggio sul 13-13 e coach Bernardi chiama timeout per correggere alcuni errori evitabili. Al rientro in campo, Bugatti prende per mano la squadra: prima insacca una tripla dall’arco, poi firma altri tre punti consecutivi che ridanno slancio ai gialloneri. Cassino, invece, fatica a reagire e resta a secco per diversi possessi. A interrompere il digiuno ospite è Ghigo, seguito da Riva, che dalla lunetta realizza entrambi i liberi e riporta il punteggio in parità. I padroni di casa non si scompongono e riprendono il controllo con Petrushevski, che trasforma un perfetto assist di Moffa in un gioco da tre punti, riportando San Severo avanti. Sul finale, Teghini accorcia le distanze, chiudendo un primo quarto tattico, intenso e molto fisico. Parziale: 22-21. Igbanugo trova i suoi primi tre punti personali, ma dall’altra parte la BPC prosegue con grande disciplina il proprio gioco, puntando sui centimetri dei suoi pivot e sull’atletismo della squadra. In difesa, gli ospiti raddoppiano e talvolta triplicano la marcatura su Cane, rendendogli ogni conclusione un’impresa. San Severo, invece, si affida a un gioco corale, ma per fare la differenza nel secondo quarto serve ancora maggiore precisione e ritmo. Proprio Cane ridà ossigeno ai gialloneri con due punti preziosi e, dopo una palla persa da Cassino nel possesso successivo, Igbanugo colpisce ancora, portando il punteggio sul 30-24. Un primo strappo significativo che costringe coach Auletta a chiamare immediatamente timeout. Alla ripresa del gioco, la Virtus reagisce con la tripla del capitano Teghini, che riaccorcia le distanze. I Neri, però, rispondono subito con una giocata spettacolare: Abati Touré schiaccia con autorità il tentativo di Gherardini, infiammando il Palazzetto. Sul ribaltamento di fronte, Cassino trova un’altra tripla e sorpassa nel punteggio e la partita si accende. Serve pazienza, perché se è vero che la Cestistica è pienamente in partita, è altrettanto evidente che la Virtus è giunta in terra pugliese per giocarsi ogni possesso fino in fondo. Boev, con quattro falli sul groppone, ne è la testimonianza, ma anche un dettaglio importante per la formazione di Bernardi. Ancora Abati Touré vola a schiacciare per la terza volta nel match, ma Cassino resta lì, rispondendo con precisione e prova a scappare. È una battaglia lunga, durissima: 42-44. LA RIPRESA – Riva inaugura il terzo quarto con due punti facili dopo la lunga pausa, mandando un chiaro messaggio all’Allianz Pazienza: la Virtus Cassino è più che mai in partita. Gli ospiti continuano a colpire con precisione, trovando un altro canestro con Mobio, mentre i padroni di casa faticano a contenere l’energia offensiva dei laziali. San Severo, pur attaccando con determinazione, soffre la fisicità di Riva, non riuscendo a trovare contromisure efficaci. Quando però l’atteggiamento difensivo dei pugliesi diventa più aggressivo, si apre la possibilità di colpire da tre, come dimostra proprio Mobio, che accorcia il divario sul 47-50. Il margine potrebbe ridursi ulteriormente, ma Pellicano fallisce due tiri liberi, un dettaglio che, alla lunga, potrebbe rivelarsi pesante. Cassino, invece, continua a sfruttare la mano calda di Ghigo, che punisce ancora dalla distanza. Il pubblico percepisce il momento delicato e prova a spingere i gialloneri con il proprio sostegno. San Severo, pur mettendoci cuore e intensità, sembra leggermente bloccata, più per un fattore mentale che fisico. Serve una giocata capace di rompere l’inerzia negativa e riaccendere l’entusiasmo. Cassino, dal canto suo, appare più attenta e meno frenetica, consapevole di avere una classifica tutt’altro che rassicurante. Mobio prova a imporsi sotto canestro, ma come accade per tutto il match, ogni volta che l’Allianz Pazienza sembra poter uscire dalle difficoltà, è Ghigo a inventarsi la giocata decisiva. Nella seconda metà del quarto, la partita si trasforma in una battaglia fisica e mentale, con le percentuali al tiro che si abbassano e gli errori che aumentano. Abati Touré infiamma il Palazzetto “Falcone e Borsellino” con una schiacciata che riporta i padroni di casa sul -3. L’atmosfera diventa rovente, e quando Carlo Cane realizza 1/2 liberi, il distacco si riduce a una sola
San Severo ad un passo dal successo contro la Fabo. Sconfitta sì, ma il percorso è giusto

Ancora una volta, a un passo dal successo, ma bisogna fare i conti con la sconfitta. Fabo Herons Basket Montecatini 73 Cestistica San Severo 72. Anche solo dal punteggio finale si capisce che si tratta di una beffa per i gialloneri, che giocano una pallacanestro di grande carisma, ma, nel finale, devono arrendersi a un lavoro che, purtroppo, non riesce a dare i frutti sperati. Nell’incontro odierno, non è mancata la determinazione a competere contro un roster che, senza dubbio, dirà la sua nella fase finale del campionato. Anzi, per lunghi tratti del secondo tempo, la Cestistica è rimasta quasi sempre in vantaggio, cedendo solo nei minuti finali quando è venuto a mancare il “braccino corto” dei Neri, mentre la Fabo ha spinto con grande determinazione per conquistare i due punti. C’è, quindi, davvero poco da rimproverare ai ragazzi di coach Bernardi. Al di la del ko, la crescita di ogni singolo giocatore è evidente; si pensi, ad esempio, alla prestazione di Carlo Cane, che aveva iniziato la stagione in sordina e ora si impone sotto canestro con tutto il suo peso specifico. Oppure a Bugatti, Pellicano, Igbanugo, alle triple decisive di Moffa, all’intensità difensiva di Petrushevski, Mobio e Touré, fino alla regia ordinata di Bandini. Ora serve lucidità, ma soprattutto calma, dentro e fuori l’ambiente giallonero. È uno dei momenti più delicati della stagione, e occorre maturità per affrontarlo con la giusta consapevolezza; pazienza e determinazione, come insegnano i grandi saggi. I rendimenti per la classifica non sorridono, è vero, ma le prestazioni restano un segnale incoraggiante. La squadra deve liberarsi da ogni pressione, concentrarsi solo su sé stessa e poi tirare le somme. Il traguardo è ancora lì, a portata di mano: la salvezza. Dobbiamo raggiungerla a tutti i costi, anche fosse all’ultimo possesso dell’ultima giornata. Lottare, sacrificarsi, restare uniti. Noi siamo al tuo fianco, sempre. L’INIZIO DEL MATCH – I termali puntano su: Benites, Kupstas, Natali Arrigoni e Sgobba mentre l’Allianz Pazienza manda in campo Pellicano, Petrushevski, Igbanugo, Bugatti e Cane. Tre minuti di gioco e San Severo fatica a ingranare: due palle perse, errori sotto misura e immediato break dei toscani, che volano sul 5-0 grazie a una penetrazione incisiva di Kupstas e alla tripla del capitano Natali. I primi punti gialloneri arrivano con Igbanugo, seguito dai due liberi di Bugatti e sempre da Igbanugo, che regala il primo vantaggio ai Neri. Un’illusione che dura poco, perché gli Herons rispondono con autorità e si portano rapidamente sul 12-6. Ciò che emerge in questa fase iniziale è la mancanza di precisione sotto canestro, un fattore che penalizza la Cestistica, impedendole di rimanere agganciata agli avversari. Dopo un momento difficile, Pellicano rompe il digiuno dall’arco, ma la Fabo continua a colpire con cinismo. Il trend negativo persiste, nonostante il buon atteggiamento dei ragazzi di coach Bernardi contro una squadra in grande forma, sia fisica che mentale; i gialloneri provano a sfruttare ogni possesso, ma peccano ancora di eccessiva frenesia, commettendo sanguinosi errori. Tuttavia, il parziale resta ancora equilibrato: 21-17. Bandini, Mobio, Moffa, Abati Toure e Gherardini: il secondo quintetto della Cestistica è completamente diverso da quello che ha iniziato la gara, segno evidente della fiducia di coach Bernardi nei suoi uomini. L’Allianz Pazienza, dopo due minuti di difesa intensa che costringe Montecatini a diverse imprecisioni, non riesce però a concretizzare in attacco, affidandosi esclusivamente ai tiri dalla lunga distanza senza trovare il bersaglio. In un momento in cui i padroni di casa appaiono meno lucidi, San Severo avrebbe la possibilità di colpire, ma spreca l’occasione. Coach Barsotti legge la situazione e ferma il gioco con un timeout. Dopo le indicazioni del tecnico toscano, Gherardini si prende la responsabilità e segna da lontanissimo, ma la Fabo risponde immediatamente con Paesano, che prima schiaccia e poi realizza con un ottimo movimento sotto canestro, riportando il punteggio sul 25-20. La Cestistica, però, non si arrende e si riavvicina grazie a Niccolò Moffa, che colpisce con la sua specialità: la tripla. La gara resta equilibrata, con i gialloneri che rispondono colpo su colpo. A dare ulteriore spinta ci pensa Carlo Cane, autore di sei punti consecutivi, seguito da Pellicano, che trova il bersaglio da lontanissimo e firma il sorpasso pugliese: 35-37. Montecatini ha l’ultima occasione del quarto dalla lunetta, ma realizza solo un libero, chiudendo la prima metà di gara sul 36-37 in favore di San Severo. LA RIPRESA – Pochi secondi dall’inizio del terzo quarto e per due volte Cane, con la punta delle dita, non riesce a firmare il 39° punto dell’Allianz Pazienza. Un dettaglio apparentemente insignificante, ma che nell’arco dei 40 minuti può pesare tanto quanto ogni altro errore. Bugatti, invece, non sbaglia e porta il vantaggio dei gialloneri a tre lunghezze, subito ridotte da Arrigoni, che con la mano calda raggiunge la doppia cifra. Dopo un altro errore da distanza ravvicinata, Cane sfrutta tutta la sua potenza fisica e realizza un gioco da tre punti, firmando il 38-42. Montecatini, però, reagisce immediatamente: Benites pressa con aggressività il portatore di palla, Pellicano subisce la pressione difensiva e nell’azione successiva è capitan Arrigoni a siglare il pareggio. La Cestistica non può permettersi cali di concentrazione, perché gli Herons restano costantemente in agguato, pronti a colpire e riprendere il controllo del match. Bugatti, da tre, colpisce con grande precisione, seguito da Cane e dalla tripla di Igbanugo che portano San Severo sul 42-50. Un terzo quarto giocato con grande energia dai pugliesi, come testimoniato dall’ottimo approccio alla ripresa. Coach Barsotti corre ai ripari e chiama time-out per provare a spezzare il ritmo degli avversari, consapevole che i suoi uomini appaiono spenti, mentre dall’altra parte c’è una squadra affamata di punti. Benites, uno degli uomini più rappresentativi di Montecatini, segna un gioco da tre punti e riporta i suoi sul -5, mentre il pubblico si scalda e cerca di spingere la Fabo alla rimonta. Ma San Severo non si lascia intimorire e allunga nuovamente fino al massimo vantaggio di +10 con un’altra giocata di Carlo Cane, simbolo della crescita esponenziale di tutta
Cestistica a testa alta, altissima: il carattere non basta contro Pielle

Così fa male, ma se la Pielle occupa le zone alte della classifica, un motivo preciso c’è. San Severo paga il prezzo con una sconfitta interna che, paradossalmente, merita gli applausi. La trentunesima giornata di Serie B Nazionale si chiude con un amaro: 84-86 per Livorno, una delle squadre più accreditate non solo del girone B, ma dell’intero campionato. Come già sottolineato da coach Bernardi dopo le sfide con Jesi e Luiss, la Cestistica offre una prestazione di alto livello, fatta di intensità e atletismo da grande squadra, ma senza riuscire a portare a casa la vittoria. A pesare sul risultato sono le palle perse, le ingenuità commesse nel primo quarto e alcuni errori nell’ultimo periodo, rivelatisi decisivi. Eppure, a questa squadra c’è poco da rimproverare: la Pielle non ha mai dato la sensazione di essere nettamente superiore, se non in quei dettagli che distinguono le big, come la precisione nei momenti decisivi. L’ultimo quarto è l’esempio perfetto: a ogni canestro di San Severo ha sempre risposto un tiro pesante, spesso firmato da Leonzio, che per larghi tratti era stato ben contenuto dalla difesa giallonera. Resta dunque il rammarico per un’altra gara che avrebbe potuto prendere una piega diversa, ma che alla fine sfugge di mano. Guardando i numeri, quattro sconfitte consecutive lasciano inevitabilmente un po’ di amarezza, ma se si analizzano i nomi degli avversari – Virtus Roma, Jesi, Luiss Roma e Pielle Livorno – e le loro posizioni di classifica, il quadro assume una prospettiva diversa: tutte squadre in piena corsa per i playoff. San Severo, nelle ultime uscite, non ha conquistato punti, ma ha accumulato esperienza e dimostrato segnali di crescita importanti, elementi fondamentali per un gruppo giovanissimo, il più giovane della categoria. Il percorso di maturazione passa anche da questi ko. La Cestistica deve esserne conscia, così come i suoi tifosi. Noi siamo con te. Sempre. L’INIZIO DEL MATCH – Quintetto ‘rinnovato’ per San Severo che parte con Bandini in cabina di regia, ai lati Moffa e Petrushevski ed i centimetri di Abati Toure e Cane vs Venucci, Leonzio, del Testa, Cepic e Klyuchnyk. Dopo due minuti di gioco, i labronici partono forte e si portano subito sullo 0-6, grazie a una tripla di Del Testa e a un gioco da tre punti di Klyuchnyk. Dall’altra parte, la Cestistica San Severo risponde solo con Bandini, ma è troppo poco per arginare l’offensiva labronica; gli ospiti attaccano con insistenza, trovando soluzioni da tutti i loro terminali offensivi, e sul 2-11coach Bernardi è costretto a chiamare timeout. Al rientro, Moffa e una tripla di Abati Touré danno ossigeno ai gialloneri, ma è sempre la Toscana Pielle a fare la differenza, sfruttando l’esperienza contro la squadra più giovane del torneo. Tuttavia, tra qualche errore, l’Allianz Pazienza non si arrende, dimostrando tutto il carattere di chi, davanti al proprio pubblico, vuole dire la sua. Lo fa attraverso una difesa granitica, capace di limitare Leonzio – mattatore della gara precedente con 30 punti, ma ancora fermo a zero. Ora anche l’attacco inizia a produrre gioco e, a metà del primo quarto, la Cestistica si non solo si riporta a una sola lunghezza di distanza dagli ospiti ma piazzano un 12-2 che costringe, questa volta, coach Campanella a chiedere il suo timeout. Moffa, da tre, e Pellicano tutto solo portano l’Allianz Pazienza al massimo vantaggio 19-13 e del 22-15 fino al primo risultato: 22-20. Pellicano, determinato a far capire ai livornesi la grinta della Cestistica, ruba palla e segna il suo quarto punto personale. Tuttavia, dall’altra parte, Venucci risponde immediatamente, dimostrando quanto sia fondamentale mantenere la giusta lucidità, soprattutto quando si è costretti a inseguire. Lo sa bene anche Hazrners, che dopo la tripla sulla sirena del primo quarto, regala alla sua squadra altri tre punti preziosi, riportando Livorno avanti sul 24-26. Coach Massimo Bernardi corre ai ripari e inserisce Igbanugo e Gherardini, un cambio che porta subito i suoi frutti: il pivot sanseverese segna prima da sotto canestro, poi si trasforma in un vero e proprio playmaker, colpendo dalla lunga distanza e riconsegnando il vantaggio ai padroni di casa. A metà periodo, la gara subisce un leggero rallentamento: entrambe le formazioni sbagliano molto e il match diventa più fisico e mentale che tecnico e spettacolare. Bugatti, preciso dalla lunetta, realizza un 4/4 ai liberi, un aspetto che la Cestistica deve sfruttare, considerando che Livorno è già al quinto fallo di squadra. La Pielle ne risente e Mobio, in transizione, inchioda una schiacciata portando il punteggio sul 37-30. Nonostante il divario, gli ospiti non mollano: alzano la pressione a tutto campo e si riportano a sole tre lunghezze di distanza. Trenta secondi di amnesia dell’Allianz Pazienza (palla persa di Pellicano e canestro di Leonzio più l’errore sotto misura di Abati Toure) portano la Pielle in vantaggio, ma è ancora lunga: 40-43. LA RIPRESA – Bandini, al rientro in campo, ristabilisce subito la parità, ma è ancora Venucci a riportare Livorno avanti di tre lunghezze. Cane risponde con il canestro del 45-46, confermando che, se da un lato gli ospiti attaccano con continuità, dall’altro l’Allianz Pazienza non solo replica con precisione, ma lo fa con un’intensità quasi da grande squadra. Un dettaglio che, considerato l’inizio di stagione, potrebbe sembrare un ossimoro. Tuttavia, c’è un aspetto su cui bisogna prestare attenzione: il numero di palle perse. Fino a questo momento sono già otto, un dato che contro roster di questo calibro può rivelarsi decisivo. E proprio su un errore di Igbanugo, la Pielle punisce con un gioco da tre punti di Hazners: 46-51. Cane lotta sotto canestro e porta il punteggio sul 48-51, firmando il suo tredicesimo punto personale, ma la pressione di Livorno resta costante. Igbanugo segna i suoi primi tre punti della serata, ma i toscani rispondono immediatamente con una tripla di Klyuchnyk, allungando sul 51-56. Ora il match è davvero intenso: entrambe le formazioni giocano a viso aperto. Petrushevski, con una tripla da capitano, riporta la Cestistica a -2, ma non basta. La Pielle continua a rispondere colpo su colpo, conquistando punti importanti e gestendo la pressione avversaria con esperienza. La partita è ancora lunga, San Severo è viva, vivissima, presente a se stessa e nei confronti di Livorno ed infatti il terzo periodo recita: 63-62. Spingere sull’acceleratore: adesso è il momento giusto. Bugatti aggiunge due punti, ma Del Testa ristabilisce subito la parità. Servono lucidità e prontezza in ogni frangente, soprattutto dalla lunetta, dove Moffa si dimostra impeccabile con un 2/2 che vale il 67-65. Poi Bandini, con un’azione in velocità, firma il 69-65. Il “Falcone e Borsellino” esplode, ma Livorno trova sempre il modo di colpire e il vantaggio sanseverese dura un attimo. Appena
Gialloneri combattivi fino alla fine, ma la spunta Roma

Al Pala “Falcone e Borsellino” vince la Luiss. Il referto finale, 70-74, per quanto laconico, non è certo quello sperato dai tifosi, ma rispecchia gli obiettivi delle due squadre: Roma punta ai playoff con un roster costruito per competere ai massimi livelli della categoria, mentre la dirigenza giallonera – ed è sempre bene ricordarlo – ha fissato come traguardo primario la salvezza. L’avvio di gara non è dei migliori per i pugliesi, che reagiscono nel secondo quarto fino, contro ogni avversità all’equilibrio del terzo quarto. Tuttavia, nell’ultima frazione, tutto ciò che di buono e meritato era stato costruito nella frazione precedente svanisce, anche per merito dei romani, consentendo agli ospiti di riprendere il controllo della gara e conquistare la vittoria, sul finale. Al di là della sconfitta, sempre difficile da digerire, soprattutto davanti al proprio pubblico, è fondamentale analizzare la realtà dei fatti. E la realtà dice che la Virtus, reduce da circa venti giorni di riposo, è arrivata a questa sfida con maggiore freschezza, grazie anche alla pausa forzata dovuta agli impegni in Nazionale di Pugliatti. Con tre partite in meno, i capitolini hanno potuto affrontare l’incontro con maggiore forza fisica e mentale, imponendo un ritmo elevato per tutti i 40 minuti. Non solo: anche la classifica parla a favore dei romani, confermando il valore dell’avversario che la Cestistica si è trovata di fronte questa sera. San Severo, dal canto suo, ha offerto una gara dai due volte: leggermente contratta almeno nel primo quarto, molto meglio dopo il riposo lungo. Ora spetta a coach Bernardi il compito di scuotere i suoi uomini e ottenere una reazione immediata, quella stessa risposta che, finora, questi ragazzi non hanno mai mancato di mettere in campo. Continua a credere nel tuo percorso fatto di lavoro e determinazione, Cestistica! L’INIZIO DEL MATCH – Bernardi schiera: Pellicano, Mobio, Igbanugo, Bugatti e Cane mentre coach Paccariè sceglie Bottelli, Rocchi, Fallucca, Cucci e Salvioni. Ritmi blandi al PalaCastellana, dove in avvio è la Luiss a gestire meglio il possesso e a trovare con facilità i primi canestri, portandosi sul 2-8 dopo quattro minuti di gioco. San Severo, invece, fatica a concretizzare e spreca diverse occasioni sotto canestro, con Cane e Pellicano che mancano di un soffio due conclusioni ravvicinate. Coach Bernardi è costretto a chiamare subito timeout per scuotere i suoi, apparsi troppo timidi. Bisogna attendere i canestri di Bandini, Bugatti e Cane per vedere il punteggio sanseverese sbloccarsi (6-10, 8-12), in un match che si preannuncia impegnativo non solo dal punto di vista tecnico, ma anche mentale, vista la necessità di reggere l’intensità avversaria e rispondere con pazienza e lucidità. Per ora, Roma appare nettamente più solida in questi primi 10 minuti, al netto dei tanti (tantissimi!) errori della Cestistica sia di palle perse, sia in difesa che come precisione in attacco e per concludere di poca verve ai rimbalzi: 11-23. I capitolini, approfittando del momento di scarsa lucidità di San Severo, affondano il colpo. L’Allianz Pazienza, per ora, fatica a trovare soluzioni offensive efficaci e si affida quasi esclusivamente al tiro da tre punti, complice la fisicità dei romani che rende difficile costruire gioco in area. A complicare ulteriormente la situazione ci si mette anche la fortuna degli ospiti, capaci di segnare canestri pesanti proprio sulla sirena e di conquistare numerosi extra possessi, costringendo i Neri a ricorrere spesso al fallo. Dopo quattro minuti di gioco, la Cestistica è sotto nel punteggio e continua a commettere errori. Un raggio di luce arriva con Petrushevski, che infiamma il pubblico con una tripla e, sul 19-31, la panchina avversaria chiama immediatamente timeout per spezzare il ritmo. Al rientro, è ancora Petrushevski a colpire dai 6.75, provando a ricucire lo strappo, ma la Luiss resta in controllo. San Severo mostra maggiore grinta, ma per ora il vantaggio è ancora tutto a favore dei romani: 32-39. LA RIPRESA – 39-46: è il punteggio dopo tre minuti di gioco nella ripresa. La matematica continua a sorridere ai capitolini, ma l’atteggiamento della Cestistica San Severo è decisamente più energico rispetto alla prima frazione. Cucci, per allungare ulteriormente, colpisce dalla lunghissima distanza e firma il 39-49. Ciò che emerge con chiarezza è la determinazione dei gialloneri, perfettamente consapevoli delle difficoltà del match. La Luiss, pur mantenendo il vantaggio, non riesce però a prendere il largo in modo definitivo e dall’altro lato San Severo lotta, non si arrende, ma fatica ad avvicinarsi a sufficienza per invertire l’inerzia della gara. Bandini accorcia sul 43-49 e il pubblico si infiamma, spingendo con entusiasmo i propri beniamini. Poi è Moffa, con un tiro da distanza siderale, a portare i suoi compagni a sole tre lunghezze dagli avversari, che per la prima volta accusano un lieve momento di difficoltà. Abati Toure, con la sua esplosività, segna altri due punti, seguito ancora da Bandini, e finalmente San Severo si ritrova a -1. Il match si accende e l’ultimo periodo si giocherà su un equilibrio sempre più sottile: 51-52. Primo possesso e primo vantaggio per l’Allianz Pazienza San Severo, firmato da Moffa, che mette a segno la sua specialità: il tiro da tre punti. Il numero 14 giallonero, nell’azione successiva, schiaccia, subisce fallo e dalla lunetta aggiunge altri due punti fondamentali in un quarto che, per come si era messa la partita, diventa decisivo. Non c’è tempo per rallentare, perché la Luiss Roma, forte di venti giorni di riposo in più e con un roster costruito per puntare ai playoff, risponde colpo su colpo. Il capitano Pasqualin suona la carica e riporta il match in parità a quattro minuti dal termine, prima di firmare il sorpasso sul 57-60. Man mano che il tempo scorre, la palla pesa sempre di più ed è fondamentale ridurre al minimo gli errori. Sul 59-63, coach Massimo Bernardi chiama timeout per organizzare al meglio i successivi possessi. Al rientro, Moffa, protagonista fin qui, sbaglia due liberi pesantissimi, ma Cane si fa valere sotto canestro, lottando con Ferrara e Cucci, e segna il canestro del 63-63. Nel finale punto a punto, Ferrara riporta avanti la Luiss, ma Pellicano risponde immediatamente. La partita è una battaglia di nervi tra due squadre che stanno dando tutto. A spuntarla è chi riesce a mantenere freddezza e lucidità e soprattutto precisione nei momenti chiave. Soprattutto quando il tabellone mancano da giocare 19 secondi ed il punteggio dice: 70-72. Coach Bernardi organizza l’azione ma lo schema non riesce, Pasqualin va in lunetta e non sbaglia. La spunta Roma:
Cestistica generosa per larghi tratti, ma il referto rosa va a Jesi

La Cestistica San Severo esce sconfitta dal PalaTriccoli con il punteggio finale di 66-60, al termine di quaranta minuti giocati con carattere e determinazione, ad eccezione di un ultimo quarto ancora una volta fatale, che compromette una partita disputata con orgoglio dai Neri. Contro la General Contractor Jesi, la squadra di coach Bernardi non sfigura affatto, anzi. Se si stesse analizzando una vittoria, non si parlerebbe certo di un risultato sorprendente, perché la Cestistica mantiene il controllo del match per larghi tratti, cedendo, purtroppo, nell’ultimo periodo. Nei minuti decisivi, infatti, l’assoluta precisione degli avversari al tiro, soprattutto dall’arco (con Vettori e Cena, in particolare), si rivela determinante per i Neri che non riescono a reagire con la stessa accuratezza. Le sconfitte vanno sempre analizzate con lucidità, considerando anche il valore dell’avversario. E questa sera, davanti al proprio pubblico, Jesi dimostra di essere un team valido che, in 29 partite disputate ne ha vinte 17. Numeri che certificano la forza della formazione marchigiana e rendono ancor più chiaro il livello della sfida affrontata dai gialloneri. San Severo torna a casa con la consapevolezza di dover continuare a lavorare, ma questo sarebbe stato valido anche in caso di vittoria. E allora, su la testa, Cestistica! Noi siamo (e saremo sempre) con te. L’INIZIO DEL MATCH – Scendono in campo: Di Emidio, Bruno, Petrucci, Cena e Berra contro Pellicano, Mobio, Moffa, Abati Toure e Cane. Servono due minuti per sbloccare il punteggio, con le due squadre che trovano i canestri dalla lunetta: Cane realizza i primi due punti per San Severo, mentre dall’altra parte Enzo Cena, ex di giornata, inaugura il tabellino per i padroni di casa, sempre a cronometro fermo. Poco dopo, Pellicano segna in area e Mobio aggiunge un gioco da tre punti (canestro e tiro libero supplementare), portando i gialloneri sul 2-7 in un avvio di gara tutt’altro che spettacolare. Fin dalle prime battute, infatti, si registrano più falli tattici che canestri. Nonostante il punteggio ancora prematuro, l’Allianz Pazienza dimostra di essere entrata sul parquet del PalaTriccoli con il giusto atteggiamento, consapevole delle difficoltà del match. Jesi, invece, fatica a trovare il ritmo e lo dimostra l’azione di Abati Touré, che, ben servito da Moffa, vola in contropiede e schiaccia con autorità sugli avversari, portando il punteggio sul 2-9. Coach Ghizzinardi, a quel punto, è costretto a chiamare timeout per spezzare l’inerzia. Dopo il minuto di sospensione, arriva la reazione della General Contractor, seppur a ritmi contenuti, ma è sempre una bella Cestistica a dar fastidio all’avversario e, con coraggio ed umiltà, si fa avanti. Il primo quarto si chiude con il punteggio di: 91-13. Pellicano, Igbanugo, Bugatti, Petrushevski e Gherardini: San Severo scende in campo con un quintetto quasi totalmente rinnovato, a dimostrazione della fiducia assoluta di coach Massimo Bernardi nei suoi uomini. Gherardini timbra i primi punti personali, portando i Neri a quota 15 contro gli 11 di Jesi. Tuttavia, lo stesso Gherardini commette fallo su Zucca, che realizza entrambi i liberi. La risposta di Petrushevski è immediata: il capitano infila una tripla che riporta l’Allianz Pazeinza sul +5. Dall’altra parte, però, Vettori replica con la stessa moneta, rendendo il match sempre più avvincente. La Cestistica fatica a trovare le giuste misure in difesa, soprattutto dalla lunga distanza, un aspetto che nel primo quarto non era avvenuto. Jesi, infatti, punisce dalla stessa ‘mattonella’ con Valentini e successivamente con Cena riportando il punteggio in parità sul 19-19 e vanificando gli sforzi dei gialloneri. Coach Bernardi chiama timeout per riorganizzare i suoi. Al rientro in campo, però, arriva il primo vantaggio della General Contractor, che in un attimo passa dal -7 al +4. È la legge della pallacanestro: i canestri portano fiducia e Jesi cavalca l’inerzia positiva. San Severo, però, dimostra tutto il suo spessore e reagisce: 31-32. LA RIPRESA – Assist di Bugatti e canestro vincente di Pellicano: la Cestistica San Severo rientra dal riposo lungo con una bella penetrazione, seguita dai liberi di Berra e dai quattro punti in rapida successione del pivot Carlo Cane, che portano il punteggio sul 33-38. L’Allianz Pazienza dimostra fermezza, lucidità e solidità difensiva, costringendo il quintetto jesino a conclusioni difficili, arrivando spesso ai limiti dei 24 secondi senza soluzioni efficaci. Come in ogni gara combattuta, i gialloneri trovano protagonisti sempre diversi in grado di incidere sul match, come dimostra la seconda tripla di Petrushevski, che vale il 33-41, massimo vantaggio per San Severo. Se da un lato la formazione di coach Bernardi sta imponendo il proprio gioco, dall’altro Jesi non può permettersi di concedere troppo agli avversari. Infatti, la tripla di Bruno accorcia subito le distanze, seguita dal canestro di Zucca, che riporta i marchigiani sul -3 in un attimo. Dopo diversi minuti a tinte giallonere, è la General Contractor a reagire con veemenza, riaprendo l’esito della gara. La Cestistica deve continuare su questa strada, senza forzare le conclusioni e mantenendo alta la concentrazione fino alla sirena. Tuttavia, qualche errore di troppo rallenta il ritmo e la panchina pugliese decide di chiamare timeout per riordinare le idee, quando sul cronometro restano ancora tre minuti da giocare. Il match si fa sempre più incerto e il terzo quarto si chiude in assoluta parità di: 47-47. Vettori, l’ex Chieti, firma la sua terza tripla personale dalla stessa mattonella: un giocatore che la difesa giallonera deve necessariamente tenere in considerazione, così come una posizione di tiro che la retroguardia dauna deve presidiare con maggiore attenzione, soprattutto se l’obiettivo è portare a casa il referto rosa. Fondamentale, nell’ultimo quarto, è anche la precisione dalla lunetta, che deve essere assoluta. Tuttavia, Abati Touré fa solo 1/2, mantenendo il punteggio sul 50-48 in favore di Jesi. Non solo: la Cestistica, in appena due minuti, commette già due falli, mentre Igbanugo, lasciato completamente solo, fallisce una tripla che potrebbe pesare sull’andamento del match. A complicare ulteriormente la situazione arriva l’ennesima conclusione vincente di Cena, ancora da oltre l’arco, da una posizione che i pugliesi stanno soffrendo particolarmente. Nonostante le difficoltà, San Severo è sempre in partita, rimanendo a ridosso dei propri avversari, che però sembrano avere più energie da spendere. Sul 58-53 a quattro minuti dalla fine, coach Bernardi chiama timeout per riorganizzare i suoi. Gli aggiustamenti tattici danno qualche frutto, ma Jesi continua a macinare punti, e con il tempo che scorre inesorabilmente, il divario si fa sempre più difficile da colmare. I Neri ci provano fino all’ultimo instante
Cadere per rialzarsi più forti; cade in casa la Cestistica contro la Virtus

Nello Zibaldone, Giacomo Leopardi definisce la pazienza “la più eroica delle virtù”. Nell’infrasettimanale di giovedì 20 febbraio, la Cestistica San Severo incappa in una sconfitta casalinga contro la Virtus GVM Roma 1960: 75-80 il punteggio finale. Serve pazienza, in un campionato altamente competitivo come la Serie B Nazionale, e la consapevolezza che, oltre alla volontà di vincere, esistono avversarie determinate a lottare per lo stesso obiettivo. Questa sera, San Severo si è trovata di fronte una squadra solida, dando però sempre l’impressione di poter giocarsi la vittoria fino alla fine. Solo nei minuti conclusivi il match prende una direzione sfavorevole, la gara si ‘sporca’ per alcuni fischi arbitrali decisamente discutibili e Roma che, con esperienza e malizia, riesce a strappare il bottino. Dopo un avvio positivo per i gialloneri, è la Virtus a prendere l’iniziativa, chiudendo il primo quarto in vantaggio 19-27. Ma è nel secondo periodo che l’Allianz Pazienza alza il ritmo: con un parziale di 10-2, riequilibra la gara in appena tre minuti, accendendo l’entusiasmo del pubblico del “Falcone e Borsellino”. La squadra di coach Bernardi sfodera un secondo quarto di grande spessore, chiudendolo sul 43-34, trascinata dalle triple di Bugatti e dalle due consecutive del capitano Petrushevski. Dopo l’intervallo lungo, con qualche comprensibile difficoltà dovuta all’intensità della Virtus, i Neri continuano a macinare punti con maturità e saggezza, facendo sembrare semplici giocate di grande qualità. Se nel secondo quarto erano stati Bugatti e Petrushevski a trascinare la squadra, nel terzo periodo è Cane a prendersi la scena sotto canestro, portando San Severo avanti di sette lunghezze e consentendo ai gialloneri di affrontare l’ultimo quarto con un minimo vantaggio. Nel punto a punto finale, però, emerge la lucidità e la precisione virtussina, che colpisce con le triple dell’ex Conti (65-68) e di Santiangeli (71-75), sfruttando l’esperienza per avere la meglio sulla giovane e combattiva San Severo. La seconda battuta d’arresto in pochi giorni, per quanto possa pesare, non scalfisce il percorso straordinario compiuto finora dai gialloneri. È però necessario rialzarsi immediatamente e trasformare questi due, comprensibili, stop in uno stimolo per un futuro ancora più brillante. Siamo certi che coach Bernardi saprà toccare le corde giuste per rilanciare il suo team con rinnovata energia. Non demordere, Cestistica! Il campionato è lungo e le occasioni per riscattarsi non mancheranno. IN PROGRAMMA – Non c’è tempo per le pause di riflessioni. Bisogna subito concentrarsi sul prossimo impegno, perché domenica 23 febbraio, alle ore 18, l’Allianz Pazienza andrà di ‘scena’ sul parquet del PalaTriccoli di Jesi. Ad attenderla, una General Contractor in grande forma, tra le squadre più temibili del momento.
La Cestistica lotta sempre anche contro Ruvo: si prosegue con orgoglio!

Anche le sconfitte rendono orgoglioso il popolo sanseverese, se affrontate con onore in un campo ostico! La ventisettesima giornata del campionato di Serie B Old Wild West si chiude con un insuccesso per la Cestistica San Severo nel confronto con la Crifo Wines Ruvo di Puglia. Il risultato finale, 80-69, premia i padroni di casa, che riscattano la sconfitta dell’andata (97-88) e onorano al meglio la prima partita disputata tra le proprie mura senza il Presidente Nicola Fracchiolla, prematuramente scomparso. Tuttavia, al di là del risultato, è doveroso sottolineare l’ottima prova dei gialloneri, capaci di lottare con tenacia per quasi la totalità della gara, senza mai dare l’impressione di essere inferiori alla terza forza del campionato. Un risultato tutt’altro che scontato per una squadra che, secondo i pronostici di inizio stagione, avrebbe dovuto navigare nei bassifondi della classifica. E invece, nonostante Ruvo abbia sempre mantenuto il vantaggio, la sensazione è che la Cestistica potesse ricucire lo strappo e addirittura prendersi la vittoria. Alla fine, però, l’esperienza (in particolare di Musso, 18 punti per l’argentino) ha avuto la meglio sull’entusiasmo e l’ardore dei giovani gialloneri, che anche questa sera meritano solo applausi. Perdere non piace a nessuno, è ovvio. Ma chi indossa i colori gialloneri sa bene che le difficoltà non devono mai diventare un limite. Questo gruppo, tanto nella partita appena conclusa quanto nell’intera stagione, ha dimostrato di non arrendersi mai. E siamo certi che non lo farà nemmeno questa volta. L’Allianz Pazienza, indipendentemente dall’esito di un singolo match, merita di essere sostenuta, perché il suo cammino resta straordinario. Segui la tua strada, Cestistica! E noi saremo al tuo fianco! L’INIZIO DEL MATCH – Le squadre si schierano così: Moreno, Jackson, Markovic, Jerkovic e Borra da una parte; Pellicano, Mobio, Igbanugo, Bugatti e Gherardini dall’altra. Ed è proprio Bugatti ad aprire le danze in un derby accesissimo sin dalle prime battute, segnando dalla lunga distanza. Jerkovic risponde da sotto e, con il 2+1 di Markovic, Ruvo ribalta immediatamente il punteggio. Ma è ancora Bugatti, con un altro siluro dalla distanza, a riportare avanti l’Allianz Pazienza (5-6). Markovic, però, continua a colpire con precisione, tenendo alto il ritmo. Il match è frenetico e, proprio per questo, gli errori non mancano. Entrambe le squadre si affidano ai propri punti di forza: la Crifo sfrutta il gioco interno con il pivot Borra e la precisione di Jackson, mentre San Severo, dopo un avvio convincente, dovrebbe cercare con maggiore insistenza il gioco sotto canestro anziché affidarsi esclusivamente al tiro da tre. Ruvo ne approfitta e tenta il primo allungo: 13-6. Moffa, appena entrato, si fa subito notare con due punti, ma i padroni di casa continuano a dominare nel pitturato, traendo vantaggio dalla loro fisicità e sul 21-12 coach Bernardi chiede sospensione. Bisogna lottare, ed è giusto così: San Severo è consapevole di trovarsi di fronte alla terza forza della classifica. Fine primo quarto: 24-15. Dopo un colpo subito da Bandini, Petrushevski, al termine di un’azione corale, trova il bersaglio dalla lunga distanza nel tentativo di mettere pressione ai ‘cugini’. Ruvo, però, risponde immediatamente con l’assist vincente dell’ex Gatto e il canestro di un altro ex, Jerkovic, che sfrutta ancora una volta il gioco interno, privilegiando la conclusione ravvicinata rispetto al tiro dalla distanza. I padroni di casa non solo segnano con continuità, ma difendono anche con grande energia, costringendo Musso al terzo fallo e mandando in lunetta San Severo. Carlo Cane, dopo l’1/2 di Abati Toure, replica, segnale di una gara in cui nulla può essere lasciato al caso. La pressione dei gialloneri cresce, così come l’intensità: ancora Cane, con una penetrazione decisa, firma altri due punti e riduce lo svantaggio a -5, inducendo coach Rajola a chiamare timeout. Le parole dell’allenatore ruvese sortiscono effetto: nel finale di frazione, Reale, per tre volte, infila triple pesantissime per il massimo vantaggio casalingo. La Crifo è ancora avanti, ma la Cestistica, soprattutto con Cane e Mobio, lotta con il coltello tra i denti e non molla: 42-35. LA RIPRESA – Il primo squillo dopo l’intervallo lungo è di San Severo, con il solito Bugatti. Ruvo, però, continua a macinare gioco sotto canestro, affidandosi all’asse Jerkovic-Borra per costruire la maggior parte dei propri punti. La Cestistica, nonostante il divario rimanga pressoché invariato, dimostra di essere mentalmente dentro la partita, come evidenzia il pallone rubato da Pellicano, che poi si invola da solo per il 44-39. Poco dopo, è ancora Bugatti a colpire per il 44-41, confermando l’inesauribile determinazione dei Neri, sempre attaccati agli avversari con grinta e carattere, pur consapevoli delle difficoltà del match. La Crifo, dal canto suo, oltre a poter contare sul calore del pubblico di casa, sfrutta al massimo i tanti extra possessi garantiti dai centimetri dei suoi lunghi, rendendo la vita complicata alla difesa giallonera. Moffa, però, accorcia le distanze con una tripla pesante, e Pellicano, dopo diversi minuti di stallo da entrambe le parti – che penalizzano lo spettacolo – firma il pareggio, costringendo coach Rajola a interrompere il gioco con un timeout. Ancora una volta, i dauni dimostrano di non mollare mai: anche dopo essere scivolati fino al -11, riescono a recuperare con la naturalezza tipica delle grandi squadre. Musso si prende la responsabilità dei tiri più pesanti e segna senza esitazioni da lontano, imitato da Pellicano. Il match resta in equilibrio, ma è ancora Musso a riportare Ruvo a +5, riscattandosi dopo un pesante 0/2 ai liberi. Sull’onda dell’entusiasmo, i padroni di casa piazzano un altro break significativo, nonostante Gherardini e company siano sempre vivi: 56-51. I padroni di casa aggiungono altri due punti e, dopo nemmeno 30 secondi dall’inizio dell’ultima frazione, coach Bernardi chiama immediatamente timeout per evitare di vanificare tutti gli sforzi compiuti dai suoi uomini. Al rientro in campo, è ancora Ruvo a trovare la via del canestro, mentre la Cestistica si sblocca solo con un canestro da due punti. C’è ancora da lottare: lo svantaggio non è incolmabile (-7), ma il tempo stringe. Musso, ancora una volta, dimostra tutta la sua esperienza e riporta
9/13 e 103 punti alla NPC! L’Allianz Pazienza Cestistica continua a volare!

No, non era semplice. Lo è diventato. E la chiave di tutto risiede in una sola parola: lavoro. Allianz Pazienza – NPC Rieti. Solo pochi mesi fa era un pronostico avrebbe sicuramente favorito gli ospiti. E invece, oggi, la Cestistica San Severo si conquista con merito il referto rosa: 103-79 aggiornando le proprie statistiche: nove vittorie nelle ultime tredici partite e, questa sera, cinque uomini in doppia cifra (Bugatti, Mobio, Cane, Igbanugo e Moffa). Di fronte a una formazione che aveva tutto da guadagnare e quasi nulla da perdere, i dauni si comportano da squadra consapevole della propria forza. Dopo un avvio energico nei primi cinque minuti del primo quarto, seguito da una fase di minore incisività che ha portato a un vantaggio minimo di 28-26 alla prima sirena, i Neri, consapevoli delle possibili insidie della gara, alzano il ritmo già dalla seconda frazione. Il cambio di passo è evidente: la Cestistica mette a referto ben 39 punti, concedendone appena 12 agli avversari; un quarto da applausi. L’opera di definitiva consacrazione arriva poi nel terzo e ultimo quarto, quando il tabellone segna tre cifre: 103 suggellando una prestazione di assoluta autorità. In questo momento, mantenendo sempre l’atteggiamento di umiltà, la Cestistica è probabilmente una dei roster più in forma del campionato, non solo sotto il profilo fisico, ma soprattutto da un punto di vista mentale. Ma l’emozione più grande è vedere che squadra e tifosi sembrano ormai un’unica cosa. Il calore del Pala “Falcone e Borsellino”, arricchito dalla presenza entusiasta delle scuole, regala un’atmosfera unica, capace di trascinare i ragazzi in campo. E così, si può andare molto lontano. Perché questa Allianz Pazienza è straordinaria, meravigliosa, affascinante. Che spettacolo sei, Cestistica! L’INIZIO DEL MATCH – Starting five giallonero composto da: Pellicano, Mobio, Igbanugo, Bugatti, Gherardini e Cane contro i cinque rietini: Meluzzi, Giunta, Thomas e Capocotta, Cessar. L’Allianz Pazienza parte con grande determinazione, trovando subito il canestro con Bugatti e Gherardini sotto misura. Rieti si sblocca con Cessar, ma è ancora Bugatti a guadagnarsi due altri due punti. Nel frattempo, Mobio si iscrive a referto, seguito da Igbanugo che segna con la sua specialità, il tiro da oltre l’arco. Sul punteggio di 11-4, coach Ponticiello è costretto a chiamare timeout per interrompere il ritmo dei padroni di casa. Ma è sempre la Cestistica a dettare il gioco: Bugatti brilla su entrambi i lati del campo, mentre il perfetto fraseggio tra lui, Igbanugo e la conclusione vincente di Gherardini dimostra la grande intesa della squadra. San Severo gioca con fiducia, forte dei risultati recenti e dell’approccio alla gara. Rieti, invece, fatica a trovare soluzioni offensive e subisce l’inerzia del match, ma sul finale, con due triple di Meluzzi e l’ex Fabi, prova a risucchiare qualche punto, costringendo Bernardi alla sospensione. Fabi timbra per due volte ancora da lontanissimo e pareggia i conti e poi serve l’assist a Cecchi per il definitivo soprasso reatino immediatamente seguito dalla ‘bomba’ di Igbanugo. Per San Severo un inizio sprint e qualche attimo di blackout a dimostrazione che nulla è scontato e il punteggio, dopo l’ottimo cost-to-cost di Bandini per il canestro vincente di Cane parla chiaro: 28-26. Dopo alcuni minuti di interruzione per l’ennesimo problema fisico di un giocatore reatino, la partita riprende sul punteggio di 30-26, 32-26 poi 34-26 con la poderosa schiacciata di Abati Toure. Nonostante le assenze, però, Rieti non si arrende e colpisce sotto canestro sfruttando la fisicità di Cessar. Petrushevski lascia il segno dai 6.75 e poi si fa valere in difesa su Thomas, che reagisce in maniera veemente e si vede sanzionato con un fallo tecnico e richiamato ad accomodarsi in panchina. La situazione infortunati non gioca a favore della NPC, che subisce le folate giallonere, culminate nella tripla di Niccolò Moffa per il 40-29. La Cestistica fiuta il momento di difficoltà degli ospiti e affonda il colpo con Cane, Abati Toure, Moffa e Mobio, portandosi sul 49-31. I (tanti) canestri dei pugliesi mettono in seria difficoltà gli avversari, che, a differenza del primo quarto, non hanno la forza fisica e mentale di reagire. Secondo periodo totalmente dominato dall’Allianz Pazienza: 67-38. Una pallacanestro, oggettivamente, da appalusi. LA RIPRESA – Alla ripresa, Bugatti colpisce da posizione ravvicinata e aggiunge un perfetto 2/2 dalla lunetta, continuando a spingere per chiudere definitivamente la gara contro un avversario già in difficoltà, aggravata dall’infortunio muscolare di Giunta. Il pubblico alza i decibel, trascinato dall’entusiasmo di una squadra che gioca con leggerezza, senza pressioni, trasformando il Palazzetto in una vera bolgia. L’atmosfera si infiamma ulteriormente quando Mobio, con calma e precisione, sistema il pallone e infila la tripla del 76-38. Sebbene il punteggio parli chiaramente, c’è ancora tempo per tutti i protagonisti in maglia giallonera di migliorare le proprie statistiche, sia individuali che di squadra. Igbanugo colpisce nuovamente dall’arco, seguito da un’altra conclusione vincente di Mobio. Sul 84-50, coach Ponticiello ferma il gioco nel tentativo di dare nuova linfa ai suoi, ma la rimonta appare ormai un’impresa proibitiva. Dopo il timeout, i ritmi si abbassano leggermente: i due roster non hanno più nulla da chiedere alla gara, che, di fatto, dal secondo quarto è saldamente incanalata sui binari sanseveresi. Terza frazione: 86-64. Dopo un fisiologico calo d’intensità dei Neri, Cane firma l’ottantottesimo punto della serata con l’obiettivo di incrementare ulteriormente il bottino. Poco dopo, Bandini, con una straordinaria azione personale, porta il punteggio a quota 90. L’Allianz Pazienza, a questo punto, gestisce il cronometro con saggezza e maturità, dimostrando ancora una volta la crescita di un roster che, vale la pena ricordarlo, è il più giovane dell’intera Serie B. Mentre il tempo scorre, San Severo continua a segnare (c’è gloria anche per David Petrushevski che segna il 101 e 103), mentre Rieti, pur con atteggiamento dignitoso, non può far altro che attendere la sirena finale. Ogni secondo che passa è accompagnato dagli applausi del “Falcone e Borsellino”, fino al definitivo – e straordinario – punteggio finale: 103-79. IN PROGRAMMA – Non è una partita come tutte le altre, perché, si sa, un derby è sempre un derby. Domenica 16 febbraio, alle ore