L’Allianz Pazienza fa tappa a Caserta

Nuovamente una domenica in viaggio per la Cestistica Città di San Severo che stavolta fa tappa a Caserta in quella che si preannuncia tutt’altro che una gita di piacere I NERI affrontano la gara ancora una volta senza nulla da perdere, spinti dalla voglia di riscatto per il match d’andata ( perso in casa ) ma tranquilli di aver fatto il loro fino a questo punto…ed anche di più! Ma siccome l’appetito vien mangiando e la garra con cui Lucas e soci giovedì hanno sconfitto Chiusi sul buzzer la dice più di tante parole….La conclusione è del vice presidente Paolo dell’Erba: “La vittoria di giovedì sera contro l’Umana San Giobbe Chiusi ha confermato, ancora una volta, il carattere e la solidità di questo gruppo . È il riflesso di una mentalità forte, di una squadra che non si accontenta e continua a guardare avanti con determinazione. Ora ci attende un nuovo passaggio del nostro percorso di crescita, su un campo prestigioso come quello di Caserta, che ci dirà molto sul nostro livello di maturazione. Ma, al di là del risultato, ciò che conta è proseguire nel nostro cammino come Società, con coerenza e visione, dentro e fuori dal campo. Stiamo guadagnando rispetto e credibilità, e questo ci viene riconosciuto anche dalle piazze più autorevoli della pallacanestro italiana. È motivo di orgoglio per tutti noi, per il Club e per la città di San Severo. Dobbiamo continuare così, con fiducia e consapevolezza, perché ciò che sta costruendo l’Allianz Pazienza Cestistica San Severo è qualcosa di speciale: forse non finirà nei libri di storia, ma resterà certamente nel cuore di tanti, per molti anni”. GLI AVVERSARI fanno del Palapiccolo il loro fortino e, sebbene siano capitolati solo per la seconda volta quindici giorni orsono contro Casoria, hanno posto rimedio immediato sbancando Roma sponda LUISS nell’infrasettimanale ed al momento vantano un ruolino di 21 vinte e 5 perse. Ovviamente non è solo il fattore campo a tenere i bianconeri a ridosso della capolista (due lunghezze) ma un collettivo rodato (80 punti di media a partita)dove spiccano le individualità di d’Argenzio (miglior realizzatore del campionato a quasi 20 di media) Hadzic, Radunic, Laganà…il tutto orchestrato da un direttore del calibro di Lino Lardo. Impresa ardua per Mobio e soci, ma non impossibile…. ARBITRI: D’amato Alex di Tivoli (RM), Bettini Chiara di Faenza (RA) e Alessi Nicola di Lugo (RA) APPUNTAMENTO a domenica 22 febbraio presso il Palapiccolo di Caserta con palla a due alle ore 18.00 e diretta streaming LNP PASS. Umberto d’Orsi Area Comunicazione Cestistica Città di San

La giocata di Lucas manda in estasi San Severo. Sedici volte Allianz Pazienza! Piegata anche la coriacea Chiusi

Sono sedici. Sedici vittorie dell’Allianz Pazienza che, nel posticipo infrasettimanale (insolito da scrivere e ancor più da disputare), con una giocata all’ultimo secondo (all’ultimo secondo!) riesce a superare anche un’ottima Umana San Giobbe Chiusi: 73-70. Le gare nel cuore della settimana portano sempre con sé insidie particolari, e anche l’incontro odierno mette in evidenza la vitalità della formazione allenata da coach Zanco (non a caso, prima di oggi, con un ruolino di marcia da 5/5) che tuttavia non trova il successo perché, dall’altra parte, la Cestistica desidera fortemente tornare a giocare nel proprio palazzetto dopo due trasferte consecutive nella stessa città e restituire il sorriso ai protagonisti principali, i giocatori, e ai tanti presenti sugli spalti. Dopo un primo quarto in salita, necessario anche per trovare le giuste contromisure a un Gravaghi particolarmente ispirato, l’inerzia inizia lentamente a cambiare. Già nel secondo periodo il punteggio si assesta, la Cestistica prende ritmo e resta pienamente agganciata alla gara, pur dovendo convivere con percentuali importanti dei toscani, soprattutto oltre l’arco. I 22 punti realizzati da Chiusi nel tra terzo quarto raccontano la qualità e la continuità offensiva dell’Umana in quella fase del match. Poi, nell’ultima frazione, emerge la forza del gruppo giallonero; con il gioco, con la difesa e la perseveranza. San Severo recupera terreno con pazienza e determinazione, si riporta a contatto e, con maturità (soprattutto dalla lunetta) e personalità, piazza la spallata decisiva contro una Umana tenace, capace di restare in partita fino all’ultimo. Sostenere che, dopo il passo falso di Imola, la squadra dovesse riscattarsi per far comprendere il proprio valore risulterebbe fuorviante: l’Allianz Pazienza non ha nulla da dimostrare. Non lo aveva a inizio campionato, quando le incognite erano molteplici, e ancor meno lo ha oggi, con una classifica che sorride e rende orgoglioso ogni sanseverese, anche chi si accosta solo marginalmente al basket, del percorso intrapreso. Ci limitiamo allora – proprio come qualche giorno fa ma nel caso ‘opposto’ – a registrare un altro successo. Altri due punti in cassaforte, una cassaforte che inizia sempre più a custodire la parola salvezza e che invita ad applicarsi, perché tutto ciò che arriverà in seguito sarà contenuto e difeso con determinazione. Coraggio e convinzione, Cestistica: insieme tutto è più bello! DAL PARQUET – Bandini, Mobio, Morelli Bugatti e Gherardini per l’Allianz Pazienza contro i cinque di Zanco: Raffaelli, Gravaghi, Petrucci, Rasio e Molinaro. Ognuno si affida immediatamente alle proprie certezze: San Severo muove il pallone con coralità, cerca ritmo, condivide responsabilità. Chiusi, invece, si appoggia ai suoi lunghi di stazza, pivot capaci di creare mismatch evidenti nel pitturato e di trasformare ogni azione in un problema concreto per la difesa giallonera. L’avvio è marcatamente tattico; non è una questione di qualità, ma di fisicità, di contatti, di spazi che si chiudono con puntualità. Le percentuali ne risentono: anche quando l’azione è costruita con criterio, il dettaglio finale tradisce entrambe le squadre. L’Umana prova allora a cambiare ritmo colpendo due volte dalla lunghissima distanza, tentativo di primo allungo che obbliga la Cestistica a reagire. La scossa arriva con il 2+1 di Gherardini e con Mobio che completa il sorpasso per l’11-10, premiando un buon momento offensivo. Ma Chiusi trova con sorprendente continuità la stessa soluzione: Rasio lavora spalle a canestro, assorbe la difesa, scarica fuori per il tiratore lasciato libero sull’arco. Tripla. Ancora. E ancora. Tre azioni consecutive, identico copione. Il punteggio pare dilatarsi a favore degli ospiti, ma la ‘bomba’ di Lucas, a fil di sirena, migliora il tabellone: 21-22. Gravaghi colpisce ancora dall’arco; è la terza realizzazione personale dalla lunga distanza: con percentuali così, l’inerzia rischia di scivolare via. Servono contromisure immediate, perché concedere ritmo a un tiratore in fiducia significa esporsi a un parziale pericoloso. A complicare il quadro si aggiunge la lunetta: il 2/3 di Gattel e lo 0/2 di Ndour sono punti che restano per strada mentre la San Giobbe attacca con lucidità, occupa bene gli spazi e costringe la difesa sanseverese al fallo. Dopo appena due minuti, Bernardi ferma il gioco e richiama concentrazione. Todisco prova a scuotere i compagni, ma nei minuti centrali del secondo quarto il ferro sembra respingere ogni tentativo: le soluzioni sono costruite, il pallone circola, ma manca il sigillo finale. Bernardi mescola le rotazioni, cerca energia nuova. I cambi sortiscono gli effetti desiderati: l’Allianz Pazienza non solo rosicchia tutto lo svantaggio ma si fa avanti con convinzione, orgoglio e tenacia, soprattutto grazie alle giocate del ‘folletto’ Lucas. Secondo parziale: 43-36. I biancorossi mettono insieme quattro punti, la Cestistica soltanto due, e il divario avrebbe potuto essere ben diverso se alcune conclusioni costruite con criterio avessero trovato il fondo della retina. Sembrano dettagli, ma in una gara così insidiosa e pesante per il cammino di entrambe le squadre, ogni possesso assume un valore specifico. Se l’Allianz Pazienza vuole chiudere un’altra pratica complessa, deve ridurre al minimo le imperfezioni, perché le percentuali dei toscani, soprattutto oltre l’arco, restano alte e non concedono margine di errore. E infatti, nel giro di pochi attacchi, dal parziale negativo Chiusi ricuce lo strappo, recupera i possessi e mette la freccia. La panchina di casa chiama sospensione per riordinare idee e responsabilità. Non è la migliore Cestistica, soprattutto se confrontata con i tratti più solidi visti in altri momenti della partita, ma adesso la priorità è una sola: restare lucidi. In difesa per non permettere ai toscani di prendere ritmo definitivo, in attacco per non perdere equilibrio e forzare soluzioni fuori tempo. Quando il pallone non entra con continuità, è la tenuta mentale a fare la differenza. E in questo frangente il terzo quarto finisce per premiare l’Umana, più pronta a capitalizzare ogni esitazione e a trasformare i piccoli vantaggi in controllo della gara: 56-58. Il divario resta contenuto, ma l’Allianz Pazienza potrebbe avvertire il peso dell’inseguimento. Non è tanto una questione tattica quanto mentale: dover rincorrere anche solo poche lunghezze altera ritmo e scelte, toglie un filo di lucidità nelle conclusioni, mentre dall’altra parte la precisione sembra arrivare con naturalezza. La sensazione è palese: San Severo costruisce,

Allianz Pazienza: domani contro l’Umana Chiusi

Ritorno immediato in campo per la Cestistica Città di San Severo che nel turno infrasettimanale vuole cancellare subito la bestia nera Imola, affrontando sul parquet amico Chiusi I NERI hanno scritto un altro capoverso alla voce “insegnamenti”, imparando che ci possono essere le serate-no, ma anche in quei casi bisogna uscirne con onore, proprio come fatto al Palaruggi. “Non dobbiamo lasciarci ingannare dalla classifica – sono le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato Mario Del Vicario -. Dall’altra parte, come ricordiamo sempre, esistono anche gli avversari, e Imola ci ha dimostrato chiaramente che nessuno regala nulla. Ora arriva in città, l’Umana San Giobbe, una formazione che cerca di fare punti: possiamo davvero pensare a una gara semplice? Tutt’altro. Dobbiamo portare il massimo rispetto all’avversario, perché siamo convinti che saprà metterci seriamente in difficoltà. Allo stesso tempo confidiamo nel nostro pubblico: il palazzetto deve trasmettere agli ospiti un messaggio chiaro: venire a San Severo, nonostante i propri obiettivi, non è mai facile. Proseguiamo dunque con determinazione e convinzione nel percorso che stiamo costruendo”. GLI AVVERSARI come preannunciato dalla bandiera giallonera, scendono in Puglia sperando di proseguire la serie aperta di 5 vittorie consecutive. Dopo un girone di andata balbettante, infatti, i toscani hanno inanellato un inizio 2026 da imbattuti.Un collettivo con Bertocco, Rasio, Raffaelli e Gravaghi che garantiscono costantemente la doppia cifra con Molinaro, Candotto, Natali, Petrucci, Lorenzetti , Minoli e Moreno a portare esperienza e contributi in fase realizzativa. Un roster lungo da cui attingere per Coach Zanco, fattore a maggior ragione fondamentale in un turno infrasettimanale. ARBITRI: Schena Cosimo di Castellana Grotte (BA), Caldarola Marino di Ruvo Di Puglia (BA) e Serse Matteo di Brindisi (BR) Umberto d’Orsi Area Comunicazione Cestistica Città di San Severo

Neri ko contro l’Andrea Costa. La sconfitta non cambia i piani della Cestistica

È una sconfitta. Nulla di più. Così va letto il referto della ventiseiesima giornata del campionato di Serie B, che vede la Cestistica San Severo cedere sul parquet dell’Andrea Costa: 81-68. La gara si inaugura nel segno dell’assoluto equilibrio: il primo quarto scorre punto a punto, con intensità e applicazione su entrambi i lati del campo. L’inerzia, tuttavia, muta progressivamente quando ai Neri viene meno il tiro dalla lunghissima distanza, quel quid tecnico e caratteriale che contraddistingue la formazione di coach Bernardi nel corso della stagione. All’intervallo lungo, con tredici lunghezze da recuperare, l’Allianz Pazienza rientra sul parquet con determinazione e impensierisce concretamente l’Andrea Costa. Proprio nel momento in cui la contesa sembra poter cambiare volto, però, l’intensità si affievolisce consentendo agli imolesi di ritrovare ritmo e fiducia e di instradare la gara verso la vittoria. Le percentuali dall’arco (2/19) balzano inevitabilmente agli occhi e raccontano di numerose conclusioni non convertite. Ma nell’economia della sconfitta l’analisi non si deve esaurire in una singola voce statistica ed impone uno sguardo più ampio. Sarebbe stato senza dubbio gratificante imporsi contro una squadra che, all’andata, aveva alzato la voce in una delle rare serate negative per i Neri. Ma il percorso della Cestistica, giocando con la nomenclatura degli avversari, è “up”. Paradossalmente, questa battuta d’arresto contribuisce a rinsaldare il gruppo, a compattare ulteriormente uno spogliatoio che ha piena consapevolezza del proprio ruolo e del proprio cammino. Il messaggio è chiaro, dentro e fuori dal campo: il compito della Società, della città e di tutto l’ambiente è uno solo: restare uniti, compatti, vicini alla squadra. Sempre. Senza esitazioni. Siamo ampiamente oltre le aspettative iniziali, con una classifica che sorride e con il tempo dei festeggiamenti che – lo abbiamo già detto e lo ribadiamo – arriverà. Presto. È una promessa. Prima, però, c’è ancora strada da percorrere, obiettivi da onorare, lavoro da fare e battaglie da combattere insieme. Avanti così. Con fiducia, equilibrio e orgoglio. Forza San Severo. Per noi resti sempre… UP. DAL PARQUET – Coach Dalmonte manda al salto al due: Sanguinetti, Kupstas, Gatto, Zedda e Thioune.  Bernardi gli oppone: Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini. La contesa si accende immediatamente su ritmi vertiginosi; dopo appena pochi possessi, Gatto è sanzionato per un’infrazione di passi; sull’azione seguente è Ivan Mobio a iscrivere per primo il proprio nome a referto con un preciso canestro da due punti. Non si fa attendere la replica: Sanguinetti punisce la difesa con la sua prima tripla personale della serata, un tiro pesante che vale il sorpasso e infiamma il pubblico. Passano soltanto pochi secondi e lo stesso copione si ripete, con Mobio che ristabilisce l’equilibrio. È un botta e risposta continuo, una schermaglia tecnica e agonistica che vede protagonista anche il pivot Thioune, autore del canestro del pareggio e fin lì autentico punto di riferimento nel pitturato. Proprio l’intensità iniziale, così elevata e quasi impetuosa, finisce per generare qualche imprecisione di troppo su entrambi i fronti: la velocità delle transizioni supera talvolta la lucidità nelle scelte. In questo contesto, l’Up Costa dimostra solidità difensiva e, al contempo, grande concretezza nel trasformare le occasioni più semplici in punti preziosi. Meno continua, invece, l’Allianz Pazienza, capace sì di trovare il vantaggio grazie ai quattro punti consecutivi di Paolo Bandini, ma non altrettanto costante nel mantenere fluidità e precisione offensiva. Imola, dal canto suo, resta pienamente in partita e riacciuffa il punteggio ancora con Gatto, confermando un copione che si ripete con regolarità: azione e reazione, attacco e controffensiva. Ed il primo quarto si conclude sul filo dell’equilibrio: 19-18. Lucas, Gattel, Morelli, Bugatti e Ndour compongono il nuovo quintetto, con il solo capitano a garantire continuità rispetto alla frazione inaugurale; una scelta che testimonia la volontà di imprimere energia fresca alla manovra, ma è l’AC a partire con maggiore determinazione. L’ex di turno, Moffa, pur pressato, trova la lucidità per realizzare una tripla di pregevole fattura e, nell’azione immediatamente successiva, serve un assist chirurgico per Chessari, che replica dall’arco. L’inerzia sembra prendere una direzione precisa e coach Bernardi è costretto a interrompere il gioco per arginare l’entusiasmo dei padroni di casa: 25-18 il parziale. A muovere il tabellone per i sanseveresi è Ndour, glaciale dalla lunetta, ma la squadra fatica a trovare continuità nel tiro dalla lunga distanza, nonostante una costruzione offensiva spesso ordinata e ben orchestrata. Diversamente, Imola appare più cinica, capace di capitalizzare con maggiore immediatezza le proprie opportunità e di tentare l’allungo fino al +8. È allora Lucas a suonare la carica con una pregevole giocata da tre punti (canestro più libero aggiuntivo), riaccendendo le speranze. Tuttavia, nel possesso seguente, Mobio non riesce ancora a trovare il bersaglio dall’arco, così come poco dopo lo stesso Lucas: le polveri restano umide per i Neri, mentre l’Up continua a macinare gioco e tocca il +9, costringendo Bernardi a un nuovo, provvidenziale timeout. Al rientro, Todisco prova a scuotere i suoi ma fallisce ancora dalla lunghissima distanza, simbolo di un secondo quarto complesso al tiro pesante (1/11 da tre, al momento). E proprio quando la Cestistica sembra poter ricucire lo strappo, ecco la pronta e lucida reazione imolese: difesa compatta, rotazioni puntuali e gestione oculata dei possessi. Un vantaggio che, per quanto visto in questa fase, appare meritato: 48-35. Il terzo periodo si apre sotto il segno dell’iniziativa di Gherardini, che con il consueto dinamismo prova a scuotere i suoi: per rientrare occorre l’apporto di tutti, senza eccezioni. Eppure, come già accaduto allo scadere con Sanguinetti, è Zedda a colpire ancora dalla lunghissima distanza, firmando il punto numero 51 dei padroni di casa. Segue Bugatti, efficace nel pitturato con due punti di sostanza, ma impreciso poco dopo dall’arco. La Cestistica, dai 6.75, vive una serata complicata (e l’espressione è persino indulgente) mentre la frenesia di voler rientrare finisce per tradursi in scelte affrettate e in un divario che, anziché ridursi, si amplia. Imola, con lucidità e pragmatismo, alimenta il proprio vantaggio tra tiri liberi, conclusioni ravvicinate e soluzioni dall’arco. L’Allianz Pazienza comprende allora che la rimonta non può poggiare esclusivamente sul tiro ‘pesante’ e si affida con continuità a Gherardini, abile nel conquistare canestri e liberi aggiuntivi. La tripla di Morelli vale il -6 e riaccende le ambizioni, ma nei frangenti

Ancora Imola per la Allianz Pazienza!

Nel weekend di San Valentino, a pochi minuti dal fischio d’inizio del Derby d’Italia, la Cestistica Città di San Severo torna sui legni del Palaruggi dove domenica scorsa ha asfaltato la Virtus. I NERI – si giocano un vero spareggio play-off: una vittoria li porterebbe +6 dalla Andrea Costa, mettendo una seria ipoteca sul sesto posto. Viceversa una sconfitta potrebbe riaprire i giochi per l’accesso diretto alla post-season, visto e considerato che Moffa e compagni espugnarono il Palacastellana 78-97: un motivo in più per gettare il cuore oltre l’ostacolo ancora una volta! Dalla società concretezza e realismo: “Nasconderci sarebbe incoerente – dichiara il General Manager Pino Sollazzo -. La salvezza è ormai sostanzialmente raggiunta, anche se non ancora sancita dalla matematica. Ma da questo momento in avanti giochiamo per qualcosa in più. Che si chiami playoff o play-in lo dirà esclusivamente il campo. Parlare oggi di obiettivi, in questa fase della stagione, avrebbe poco senso: il nostro compito è concentrarci su una partita alla volta, provando a vincerne il maggior numero possibile da qui alla fine, senza drammi e senza alibi, accettando anche le sconfitte che potrebbero arrivare”. “Questi ragazzi – conclude il Giemme giallonero – vanno esaltati uno ad uno: sono un gruppo straordinario che, sotto la guida di coach Bernardi, affronta ogni gara come se fosse una finale, senza mai sentirsi appagato. Il minimo che possiamo fare è ringraziarli per ciò che stanno mostrando e per come stanno rappresentando questa società. Al di là dei risultati, ciò che emerge con forza è l’identità di un team vero, fatto prima di tutto di uomini e poi di giocatori. Ed è per questo che, oggi più che mai, meritano soltanto applausi”. GLI AVVERSARI – continuano ad alternare prestazioni come quella contro San Severo a scivoloni tipo il meno ventuno di domenica scorsa a Casoria. A maggior ragione il team di Coach Dalmonte risulta indecifrabile e comunque temibile, considerato un roster della caratura di Moffa, Kupstas, Sanguinetti, Chessari, Zedda, Raucci, Toure (appena confermato fino a fine stagione), Gatto, Thioune e Filippini. Ma la Cestistica è pronta a sovvertire ancora una volta i pronostici e soprattutto a regalare un’altra fantastica impresa da dedicare a tutti gli innamorati dei gialloneri. ARBITRI – Lanciotti Valeria di Porto San Giorgio (FM), Guercio Daniele di Ancona (AN) e Uncini Francesco di Jesi (AN) APPUNTAMENTO a sabato 14 febbraio ore 19.00 al Palaruggi di Imola con diretta streaming LNP PASS. Umberto d’Orsi Area Comunicazione Cestistica Città di San Severo

Allianz Pazienza è un campionato da 30 (punti) e lode! San Severo esulta anche a Imola!

Tra le mura amiche o lontano dal proprio parquet, per l’Allianz Pazienza il contesto cambia poco. Questa squadra vola e conquista il suo trentesimo punto stagionale. Sembra che, ovunque vada, ci sia un’energia positiva che trasforma ogni palazzetto in una cornice delle sfumature pugliesi. E anche Imola si tinge dei colori gialloneri: non dei padroni di casa, ma quelle di San Severo, che festeggia. E lo fa con convinzione, affermandosi al Pala “Ruggi” con il punteggio di 67-95, confermando uno stato di forma mentale e tecnico di altissimo livello. Un successo che porta la firma dell’intero gruppo, ma che passa inevitabilmente dalla guida salda di Massimo Bernardi, punto di riferimento di una squadra che continua, partita dopo partita, a sorprendere e a sorprendersi. Ancora una volta, i Neri (dauni) scendono in campo fedeli al proprio mantra: intensità, condivisione, lucidità. Un’identità chiara, riconoscibile, che prescinde dal luogo e dall’avversario e che sta diventando il vero marchio di fabbrica di questa Allianz Pazienza. Una squadra che gioca insieme, soffre insieme, vince insieme. E che non ha alcuna intenzione di smettere di farlo. Dopo una partenza assolutamente equilibrata, San Severo trova la propria linfa vitale nel secondo quarto, quando coach Bernardi opta per un quintetto completamente “piccolo” che cambia volto alla gara. Una scelta tanto coraggiosa quanto efficace, impreziosita dalle realizzazioni distribuite tra tutti – ma proprio tutti – gli uomini scesi in campo, ulteriore e chiarissimo segnale dell’identità collettiva di questa squadra. Al rientro dagli spogliatoi, pur tenendo sempre ben presente la voglia di riscatto di Imola, reduce da cinque sconfitte consecutive e determinata a invertire la rotta, l’Allianz Pazienza mantiene concentrazione, ordine e disciplina, proseguendo con lucidità il proprio piano partita. Ne nasce un terzo quarto di spessore, solido nella sostanza e a tratti brillante nell’esecuzione, capace di scavare un solco sempre più evidente. L’ultima frazione è, di fatto, un saggio di pallacanestro matura e consapevole: i Neri gestiscono con intelligenza, colpiscono con continuità e impongono il proprio ritmo, schiacciando il confronto sotto ogni punto di vista. Tecnico, fisico, mentale. Si torna a casa con quella sensazione inconfondibile di soddisfazione piena, con l’euforia che spinge forte proprio come il cuore. Un entusiasmo contagioso, che però come continuiamo a ripeterci con convinzione va gestito, tenuto sotto controllo, incanalato. La domanda che inevitabilmente aleggia nell’aria, dopo l’ennesimo successo, è una sola: dove può arrivare questa squadra? Playoff? Play-in? La risposta, come sempre, spetta esclusivamente al campo. A noi resta il compito di osservare, sostenere, accompagnare. E di dire, con la serenità di chi ha compreso il valore del percorso: qualunque cosa sarà, sarà Cestistica. E sarà insieme. Insieme si è partiti, insieme si è camminato, insieme si continuerà fino alla fine. Senza ansia, senza pressioni inutili. Con la testa libera, perché quando la mente è sgombra da aspettative forzate, tutto diventa più semplice, più autentico, più vero. Ora è il momento di godersi il viaggio, di vivere ogni partita per ciò che è, lasciando che il destino sportivo segua il suo corso naturale. Poi, indipendentemente da dove si arriverà, verrà anche il tempo di lasciarsi andare in un grido liberatorio. Sarà una festa. Non solo dell’Allianz Pazienza. Sarà la festa di un’intera città. Avanti così, Cestistica. 30 e lode. DAL PARQUET – Ci si schiera con Pollini, Stankevicius, Melchiorri, Mazzone e Giorgi vs Bandini, Mobio, Morelli Bugatti e Gherardini. È una partita viva e intensa fin dalle prime battute, perché in campo ci sono due squadre determinate. La Cestistica prova a imporre subito il proprio marchio di fabbrica, fatta di recuperi difensivi e transizioni rapide, ma la Virtus non si lascia minimamente intimorire e risponde colpo su colpo, trovando soluzioni efficaci sia nel pitturato sia dall’arco, mettendo la testa avanti nelle fasi iniziali. Il ritmo è alto, il contatto fisico costante ed infatti Gherardini si trova già gravato di due falli dopo appena tre minuti di gioco, mentre dall’altra parte il pivot Giorgio colpisce dalla lunga distanza firmando il 14-7 che costringe coach Bernardi a fermare immediatamente il match per riordinare le idee e richiamare i suoi. Alla ripresa, anziché essere San Severo a prendere in mano l’inerzia, sono ancora gli uomini di coach Baldiraghi a dare l’impressione di interpretare meglio il momento, attaccando con decisione e caricando di falli i gialloneri, andando con continuità in lunetta per muovere il punteggio. Ma l’Allianz Pazienza non è certo in trasferta per fare presenza: l’obiettivo resta chiaro, ed è quello di competere fino in fondo. Poco alla volta i Neri ricuciono lo strappo, alzano l’intensità difensiva e ritrovano fluidità offensiva, tanto da costringere la panchina di casa al timeout sul 22-15. Sale in cattedra Ivan Mobio, che sfrutta al meglio la propria energia: prima vola a schiacciare il 23-19, poi serve un assist prezioso a Gattel, che completa il gioco da tre punti con il canestro più fallo subito, riportando San Severo a una sola lunghezza di distanza. Il primo quarto si chiude così, con equilibrio ritrovato e sensazioni chiarissime: 23-22, gara apertissima. Bugatti, dopo una lunga fase di equilibrio, firma finalmente il sorpasso sanseverese. L’inerzia cambia volto e, ancora una volta, è Gattel a leggere perfettamente la situazione: ruba palla, vola in contropiede e sigla il +2, costringendo la panchina imolese a fermare il gioco. L’Allianz Pazienza ora ha il vento in poppa, mentre sono i padroni di casa a ricorrere sistematicamente al fallo nel tentativo di spezzare l’energia giallonera. Un’energia che, però, non accenna a diminuire. Arriva infatti un altro canestro importante: questa volta è Gattel a servire l’assist e Scredi a completare l’azione con il gioco da tre punti, emblema di una squadra in cui ogni giocatore che entra sul parquet lo fa con l’atteggiamento giusto, frutto di lavoro quotidiano e convinzione collettiva. La nota tattica del secondo quarto è significativa: San Severo gioca senza un pivot di ruolo, con Todisco adattato in posizione di “cinque”, optando per un quintetto piccolo e dinamico, scelta coraggiosa di coach Bernardi. Al di là degli assetti, però, è fondamentale continuare a produrre gioco, perché Imola, come prevedibile, non resta a guardare e piazza due triple consecutive che riportano il punteggio a una sola lunghezza di

Allianz Pazienza ed il doppio weekend a Imola

Prima delle due giornate consecutive programmate nella città dell’autodromo Ferrari (l’altra con la Andrea Costa il 14/2) per la Cestistica Città di San Severo in campo contro la Virtus. I NERI continuano ad essere focalizzati sul target-salvezza, sebbene comincino a fare il palato ad obiettivi più ambiziosi. Ma specie in terra di motori, si sa, non bisogna mai schiacciare troppo sull’acceleratore, altrimenti il rischio è andare fuori giri: “Fino a quando la matematica non ci consegnerà il suo verdetto definitivo, sappiamo di dover continuare a pedalare senza mai abbassare la guardia – dichiarano Sergio e Renato Romagnuolo -. Allo stesso tempo, però, c’è tanto di positivo che avvertiamo e percepiamo con chiarezza, soprattutto nelle gare casalinghe, dove il legame con il nostro pubblico è diventato un valore aggiunto fondamentale. Ora ci attendono due trasferte consecutive nello stesso impianto, prima contro la Virtus Imola e poi contro l’Andrea Costa: due banchi di prova importanti, due test significativi per misurare ulteriormente la nostra forza. La Virtus ha recentemente cambiato allenatore e ci aspettiamo una squadra con un passo diverso, rinnovata nelle motivazioni. Ma il focus deve restare esclusivamente su di noi, su ciò che questi ragazzi sanno e possono fare. Siamo fiduciosi, convinti che la parola salvezza possa arrivare presto, prestissimo. E quando accadrà, torneremo a San Severo per festeggiare tutti insieme. Ma il campionato non è ancora finito e vogliamo toglierci altre grandi soddisfazioni. Avanti così, con coraggio e determinazione: l’obiettivo, a Imola, è uno solo. Vincere”. GLI AVVERSARI in effetti, approfittando della sosta, hanno completato il restyling cominciato il mese scorso con l’acquisto di Stankevicius (23 di media in sette partite ) proseguito con l’esonero di Coach Galetti a vantaggio di Baldiraghi, fino all’aggiunta di un innesto di esperienza quale l’ex giallonero (quest’anno a Montecatini ) Antonello Ricci. Al momento i romagnoli sono comunque ultimi in graduatoria,in coabitazione con Nocera e Loreto -Pesaro, ma contano di mettere a frutto le novità per rilanciarsi in classifica. Per la Cestistica un’altra prova di maturità nel percorso di crescita. GLI ARBITRI – Manganiello Andrea di San Giorgio Del Sannio (BN), Rodia Pietro di Avellino (AV) e Leggiero Luca di San Tammaro (CE) Appuntamento al Palaruggi di Imola domenica 8 febbraio con palla a due alle ore 18.00 e diretta streaming LNP PASS. Umberto d’Orsi Area Comunicazione Cestistica Città di San Severo

Un’altra vittoria che accende l’entusiasmo di un’intera città! L’Allianz Pazienza manda ko Fabriano

Due tempi supplementari. Tanto era durata la battaglia tra Ristopro Fabriano e Allianz Pazienza Cestistica San Severo, una sfida intensa, nervosa, carica di significati e, va detto, ‘buttata’ dai Neri. Ma se il recente passato brucia ancora, a distanza di quasi due mesi arriva puntuale la risposta che conta davvero: la vittoria. 86-77. È il quattordicesimo successo stagionale per l’Allianz Pazienza, quello che certifica i 28 punti in classifica e conferma la solidità del percorso costruito dagli uomini di Massimo Bernardi, capaci di imporsi contro la formazione guidata dall’ex Luciano Nunzi. Una prova di carattere, di resistenza mentale e di maturità, che racconta molto più di quanto dica il solo tabellone finale. Ad onor del vero, i Dauni non approcciano il match nel migliore dei modi; i cartai, infatti, si affidano con continuità e lucidità ai rispettivi pivot, rendendo tutt’altro che semplice trovare contromisure efficaci. È però già sul finire del primo quarto che San Severo ritrova fiducia nei propri mezzi, alza progressivamente l’intensità e inizia a premere con decisione sull’acceleratore. Un’accelerazione che esplode dopo l’intervallo e le relative parole del proprio allenatore. La svolta prende forma nei 23 punti della terza frazione e trova piena consacrazione nell’ultimo quarto, dove i gialloneri mostrano, con tutti gli uomini chiamati in causa, compattezza, maturità e grande solidità difensiva, qualità imprescindibili quando il peso dei possessi aumenta e la partita entra nella sua fase più calda. Sembra quasi paradossale dirlo, ma è nostra responsabilità: fino a quando la matematica non sancirà verdetti definitivi, è doveroso restare con i piedi ben piantati a terra. Fa strano, sì, perché anche questa sera la Cestistica ha offerto una prestazione che va oltre ogni più rosea previsione. Eppure è proprio adesso che occorre governare l’entusiasmo, non soffocarlo, ma incanalarlo con lucidità. Ci sono ancora partite da giocare, impegni da onorare, obiettivi da inseguire. E, possibilmente, altre vittorie da conquistare. Il percorso non è concluso, anzi: è ancora tutto da scrivere. Questo è un gruppo meraviglioso, di quelli che non si incontrano spesso nel panorama cestistico; una squadra che si sostiene, che si rialza insieme, che gioca non per il singolo ma per la forza del collettivo. Un gruppo che scende in campo per dare valore alla maglia, alla città, a un nome che oggi risuona con sempre maggiore forza: San Severo. Qui c’è molto più di una classifica che sorride. Qui c’è una comunità che si riconosce, che esulta, che vive ogni possesso come fosse il primo e l’ultimo. È un sentimento condiviso, profondo, autentico. Godiamoci questo momento, tutti. Senza paura. Il tempo delle celebrazioni definitive arriverà. E quando arriverà, non sarà per caso. Meravigliosa, Cestistica. Divina. DAL PARQUET – I dieci protagonisti: Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini vs Abega, Romondia, Silke-Zunda, Vavoli e Wojciechowksi. Avvio leggermente contratto per i sanseveresi, che nei primissimi possessi subiscono l’iniziativa di Fabriano, capace di portarsi sul 2-6 in un batter d’occhio. La reazione dell’Allianz Pazienza, però, è immediata e concreta: intensità difensiva, palloni recuperati e maggiore fluidità offensiva permettono ai Neri di ricucire lo strappo e ristabilire l’equilibrio sull’8-8. Il piano gara degli ospiti appare chiaro fin dalle prime battute: affidarsi con continuità a Wojciechowski, autentico dominatore nel pitturato, capace di fare il bello e il cattivo tempo sotto le plance. Ed è proprio lì che la Cestistica fatica maggiormente, non riuscendo a trovare contromisure efficaci contro il pivot avversario. Più in generale, sono i marchigiani a mostrarsi leggermente più reattivi, soprattutto in termini di presenza fisica, costringendo spesso i padroni di casa a rincorrere. I due punti di Morelli regalano comunque a San Severo il primo vantaggio interno sul 17-15, ma il match resta giocato su ritmi alti e su un equilibrio costante. La Ristopro non ha alcuna intenzione di concedere terreno ai pugliesi e lo dimostra continuando a rispondere colpo su colpo, nonostante l’infortunio a Vanoli (che – va detto – stava disputando un ottimo primo quarto) e il primo allungo giallonero che inizia a procedere come sa ovvero con tutto il suo terminale offensivo in particolare con Morelli, Bugatti e Lucas. Allo squillo di sirena è: 31-22. Quale modo migliore per inaugurare la seconda frazione se non con una tripla di capitan Bugatti, che rimette immediatamente in moto il punteggio e ridà slancio all’Allianz Pazienza, nonostante le difficoltà persistenti dei cartai e le rotazioni tutt’altro che semplici cui coach Nunzi è costretto a ricorrere. Ciò nonostante, e sebbene in un contesto tutt’altro che semplice, i marchigiani trovano con pazienza il modo di rientrare in partita, rosicchiando punti quasi esclusivamente attraverso il gioco dei lunghi, capaci di sfruttare tutto il peso offensivo e la superiorità fisica contro una difesa giallonera ancora in affanno nel trovare contromisure efficaci nel pitturato. Dal canto suo, però, San Severo resta lucida in fase offensiva: l’atteggiamento è quello giusto, la concentrazione non manca e il problema non è di sistema, bensì di dettagli da limare e di accorgimenti da curare con maggiore attenzione. Perché il vantaggio, da solo, non basta a garantire la vittoria. E la dimostrazione arriva puntuale: quanto costruito nella prima frazione viene progressivamente e totalmente eroso, con la Ristopro che trova nuova linfa vitale soprattutto dai propri pivot (Ponziani e Wojciechowski spesso in campo insieme) riportandosi costantemente a contatto e San Severo resta sì in avanti, ma con il fiato sul collo. Una situazione che, nella ripresa, dovrà essere assolutamente corretta per evitare di complicare un match fin qui ben indirizzato. Si riparta da quella tripla a fil di sirena di Diego Lucas. Secondo suono di sirena: 51-44. È Fabriano ad inaugurare il terzo periodo con quattro punti consecutivi, chiaro segnale di una squadra arrivata in terra pugliese con la convinzione (e quasi il dovere) di giocarsi la partita fino in fondo. I biancoblù alzano l’intensità e mettono in difficoltà San Severo, che trova ossigeno affidandosi a Lucas: il lungo giallonero è lucido dalla lunetta e, soprattutto, illumina l’attacco con un assist perfetto per Mobio, che punisce dall’arco per il 57-49. Un margine rassicurante, sì, ma tutt’altro che definitivo. E infatti sono ancora gli ospiti a provare a fare la differenza, risalendo fino al -5 grazie a una ritrovata fluidità offensiva e a una difesa più aggressiva,

L’Allianz Pazienza con Fabriano per giocare la carta vincente!

“Ciò che non abbatte fortifica”…. Ma forse non serve scomodare il vecchio Nietzsche per presentare la prossima gara di campionato della Cestististica Città di San Severo che ospita Fabriano! I NERI infatti, metabolizzata la “rullata” con la capolista, hanno ripreso a lavorare a testa bassa, aggiornando, di fatto, il proprio curriculum con un’altra esperienza che servirà nel prosieguo. Del resto l’obiettivo è lì, a portata di mano e questo gruppo ha sempre dimostrato di sapersi rialzare prontamente. Diretto, come sempre, lo “storico” dirigente Michele Calabrese: “Non sarà una sconfitta con la leader del campionato a fare venire meno le nostre certezze. Anzi abbiamo subito l’occasione per riprendere la nostra marcia e vendicare sportivamente la partita di andata a Fabriano, che proprio non ci è andata giù. Non me ne voglia l’amico Luciano Nunzi in cerca di punti salvezza, ma in casa non possiamo permetterci passi falsi e sono certo che i ragazzi entreranno in campo con gli occhi della tigre. In settimana si sono allenati duramente, desiderosi di vincere per arrivare il più presto possibile alla famigerata quota salvezza. E dopo potremo cominciare a parlare di altro…” GLI AVVERSARI come già spoilerato continuano a frequentare i bassifondi della classifica (penultimi a 12 punti, due in più della coda occupata dal trio Nocera-Virtus Imola-Loreto Pesaro). A nulla sono valsi gli innesti di Jakub Wojciechowksi e Lionel Abega per risollevare le sorti della compagine di coach Nunzi, che comunque all’andata ebbe la meglio dopo due overtime di San Severo. Il complesso rimane di rilievo: Vavoli, Ponziani, Dri, Silke-Zunda, Romondia hanno certamente nelle proprio corde “la prestazione”. Dunque occhio Neri, perché i Cartai hanno sempre il jolly nella manica! GLI ARBITRI – Frosolini Irene di Grosseto (GR),  Chiarugi Alessio di Ponsacco (PI) e Corso Marco di Pisa (PI) APPUNTAMENTO a domenica 1 febbraio presso il Palasport Falcone e Borsellino di San Severo con palla a due alle ore 18.00 Umberto d’Orsi Area Comunicazione Cestistica Città di San Severo

Fine della striscia, non del cammino: la Cestistica sconfitta contro la capolista Roma

Se c’era una squadra in grado di interrompere la striscia positiva di quattro vittorie consecutive dell’Allianz Pazienza, quella non poteva che essere la Virtus Roma che, davanti al proprio pubblico, si impone nel sabato di pallacanestro della Serie B con il punteggio di 95-61. Un incontro ben interpretato, almeno nel primo tempo da parte della formazione di San Severo tuttavia alla distanza, emergono la profondità del roster capitolino e un tasso di intensità superiore che, soprattutto nella ripresa, che finiscono per fare la differenza. Infatti, è nel terzo periodo che Roma piazza l’allungo decisivo: San Severo accusa un fisiologico calo in termini di ritmo, lucidità e precisione, mentre i padroni di casa trovano continuità offensiva e costruiscono il massimo vantaggio. Gli ultimi dieci minuti diventano così una gestione accorta e matura da parte dei capitolini, che ruota tutti gli effettivi a disposizione e sfrutta una panchina lunga e di assoluta qualità, degna di una formazione già proiettata verso la Serie A2. Mentre coach Bernardi, proprio nelle battute finali, decide di dar minutaggio ai giovani. La Virtus, in ventitré gare di campionato, è caduta soltanto tre volte. Un dato che racconta, meglio di qualsiasi presentazione, il valore e la solidità del roster capitolino. Chi può vantarsi di averle inflitto una di quelle rare sconfitte? Esatto. Proprio San Severo. Tuttavia, questa volta, sul parquet romano, non è arrivata l’occasione di replicare l’impresa dell’andata. Alla vigilia, del resto, così come accaduto nel primo confronto stagionale, tutti i pronostici pendevano dalla parte dei padroni di casa. E se parliamo di una squadra costruita per stare stabilmente ai vertici, non può certo essere un caso. Ma al di là del risultato finale, ciò che conta davvero è il percorso. San Severo può e deve continuare a guardare avanti a testa alta. È vero: la sconfitta interrompe una striscia di quattro vittorie consecutive, ma è altrettanto lampante che non scalfisce minimamente quanto di buono costruito fin qui. Anzi, lo rafforza nella consapevolezza dei propri mezzi. L’obiettivo dei gialloneri è lì, a portata di mano. Vicino, concreto, tangibile. E quando arriverà (perché arriverà!) sarà un’esplosione di gioia condivisa, un traguardo conquistato con lavoro, sacrificio e identità. Per tutti. Per tutto l’ambiente. È una promessa. Hai perso contro una corazzata, Cestistica. Nessun dramma. Nessuna ombra. Si riparte. Con ancora più convinzione. DAL PARQUET – Visintin, Battistini, Majcunic, Toscano e Leggio per Coach Calvani. Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini, schierati da Bernardi. Si gioca a ritmi elevati come evidenzia il punteggio elevato, con grande intensità su entrambi i lati del campo, ed è un autentico piacere per gli occhi: in campo ci sono due squadre vive, brillanti, che attraversano un eccellente momento di forma. La Virtus Roma si affida alle proprie certezze, soprattutto nel gioco interno, trovando continuità e solidità vicino al ferro; l’Allianz Pazienza, dal canto suo, resta agganciata al match senza concedere il minimo segnale di resa, trascinata dalle triple di Bugatti e Mobio e dai punti di un sempre presente Gherardini. La partita scorre sul filo dell’equilibrio; se è vero che i capitolini mostrano grande sicurezza in ogni possesso, arrivando con relativa facilità alla conclusione, è altrettanto reale che la Cestistica risponde colpo su colpo, azione dopo azione, con personalità e lucidità. Nel finale di frazione, però, la GVM alza ulteriormente i giri del motore, trovando qualche soluzione più pulita e costruendo un lieve margine che la porta avanti alla prima sirena: 30-25. E’ una gran bella San Severo. L’esempio eloquente: la tripla all’ultimo secondo di Lucas. Si continui così. È Todisco, romano di nascita ma giallonero nel cuore per questa sera, ad aprire il secondo periodo con una tripla che vale molto più dei tre punti: è un messaggio chiaro, pressione costante sui capitolini. Lucas lavora bene sotto canestro e firma il -2, ma Rodriguez prova immediatamente a spingere Roma in avanti, ridando ossigeno ai giallorossi. Rispetto alla prima frazione, i ritmi si abbassano: il gioco perde fluidità, spezzettato dai numerosi fischi arbitrali, e servono spesso extra possessi per muovere il tabellone. Toscano sfrutta una seconda opportunità, ma Fabio Bugatti risponde da leader vero, tenendo a galla la sua squadra e permettendo all’Allianz Pazienza di restare costantemente in scia degli avversari. La lettura è chiara: Roma dimostra maturità, gioca con piena consapevolezza della propria forza, anche in termini di profondità del roster e qualità delle rotazioni. Ma dall’altra parte non c’è alcun “Davide” intimorito. Anzi. La Cestistica alza la voce, gioca con personalità e cancella, di fatto, qualsiasi presunta differenza di valori in campo. E non è un’impressione: non lo è affatto. Così, dopo l’ennesima tripla del capitano giallonero, la panchina capitolina è costretta a chiamare timeout per provare a interrompere l’inerzia sanseverese, alimentata anche da una calorosa e rumorosa rappresentanza di tifosi pugliesi sugli spalti. Roma che, come sempre sul finale, spinge leggermente aiutata anche dalle due triple consecutive. Alla sirena dell’intervallo lungo il punteggio sorride ancora agli uomini di coach Calvani: 50-41. Al rientro sul parquet la GVM prova subito a dare uno strappo alla gara, toccando il massimo vantaggio della serata. San Severo, però, non resta a guardare: Morelli prova a riaprire i giochi dalla lunga distanza, mentre Gherardini, ben contenuto e spesso accerchiato da tre avversari, riesce comunque a trovare il ferro con i suoi consueti movimenti da pivot ‘navigato’. I capitolini, tuttavia, mantengono con continuità un margine che si aggira attorno alla doppia cifra, un divario che non prende proporzioni più ampie soltanto grazie alla tenacia e all’orgoglio della Cestistica. È chiaro che, se si vuole coltivare ambizioni di vittoria su uno dei campi più complessi e ostici dell’intera Serie B, occorre ridurre al minimo gli errori, perché ogni possesso pesa come un macigno. Il terzo periodo, a essere onesti, non regala grande pallacanestro: da entrambe le parti si accumulano imprecisioni, sia nella costruzione del gioco sia al tiro, e il ritmo ne risente. Il punteggio resta così sorprendentemente basso, in controtendenza rispetto alle premesse iniziali della gara. C’è da stringere i denti e continuare a spingere, perché Roma resta avanti