Una grandissima reazione dei Neri non basta. Sconfitta esterna per la Cestistica

Lo scrittore Cesare Balbo afferma: “Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta”. Questa sera, la Cestistica San Severo incassa una sconfitta per 82-75, ma abbandona il parquet emiliano con la consapevolezza di aver combattuto fino all’ultimo contro un’Orasì Ravenna sostenuta dal calore del proprio pubblico. Una gara inizialmente equilibrata, in cui nessuna delle due squadre sembrava in grado di imporre la propria supremazia, ha preso una piega decisa nel secondo tempo. Dopo l’intervallo lungo, San Severo vive un blackout offensivo di circa sei minuti, incassando un parziale pesante che pare insormontabile. Eppure, nel momento di maggiore difficoltà, i pugliesi reagiscono con carattere, guidati da un eccellente Bugatti, autore di una prestazione maiuscola (così come tutto l’organico giallonero non al meglio in quanto a condizione fisica). La rimonta porta la Cestistica a un passo dall’impresa, fino al -3 senza però completare l’opera, lasciando il referto rosa ai padroni di casa. Dante Alighieri scrive: “Non abbiate paura; il nostro destino non può esserci tolto, è un dono.” Proprio nella città che custodisce le spoglie del Sommo Poeta, San Severo mostra che, anche di fronte a una sconfitta, il proprio destino resta pienamente nelle sue mani. Questa battuta d’arresto, seppur dolorosa, offre ai giovani dell’Allianz Pazienza una preziosa lezione: ogni errore è un passo verso la maturità, ogni ostacolo un’opportunità di crescita. Ora è fondamentale guardare avanti. Il prossimo appuntamento vede la Cestistica impegnata in un’altra trasferta, sul parquet di Piombino, un’occasione ideale per rialzarsi e dimostrare nuovamente il proprio valore. Forza, Cestistica! Siamo certi che saprai trasformare ogni caduta in un trampolino verso il successo. L’INIZIO DEL MATCH – Gay, Brigato, Ferrari, Crespi e Dron per l’Orasì Ravenna, Bandini, Mobio, Igbanugo, Bugatti, Gherardini per l’Allianz Pazienza. La gara si apre con i punti dei padroni di casa, che trovano il canestro grazie a Gay, Brigato e Dron. I gialloneri rispondono prontamente con quattro punti di Bugatti, Igbanugo e i due firmati da Bandini, abile a concretizzare dopo tre rimbalzi offensivi conquistati dai pugliesi. Il tabellone segna 8-8 dopo cinque minuti di gioco, testimoniando un avvio di partita equilibrato. Le due squadre mostrano però fasi alterne di gioco: Ravenna si affida alla solidità dei suoi pivot per costruire canestri agevoli, mentre San Severo cerca insistentemente il tiro dalla lunga distanza, trovando però le difese ben organizzate dei giocatori ravennati. A complicare le cose per coach Bernardi arriva il secondo fallo personale di Gherardini, situazione che ricorda la sua recente difficoltà contro Sant’Antimo. Entrambe le squadre si affrontano a viso aperto, cercando di valorizzare i rispettivi punti di forza: la buona capacità di ripartenza dell’Orasì da una parte e la precisione reattiva dell’Allianz Pazienza dall’altra. Il primo quarto si chiude sostanzialmente in equilibrio, con un lieve vantaggio a favore dei giallorossi: 21-18. Abati Toure realizza con precisione un 2/2 dalla lunetta, segnando il suo quarto punto personale e portando i dauni a -1 rispetto a Ravenna. Il vantaggio diventa un temporaneo +1 grazie all’eccellente canestro di Pellicano, ma la seconda tripla di Casoni, già a quota 10 punti, ribalta nuovamente il punteggio sul 24-22. La Cestistica, che introduce la novità del doppio playmaker in campo, resta pienamente in partita, seguendo con grande attenzione le indicazioni di coach Massimo Bernardi, ex della serata insieme a Tommaso De Gregori. Ravenna, intanto, commette tre infrazioni di squadra nei primi tre minuti del secondo quarto, contro l’unica di San Severo. Nonostante ciò, i romagnoli approfittano di alcune disattenzioni e, con un paio di azioni efficaci, tentano un mini-allungo sul 31-26. Coach Bernardi decide quindi di fermare il gioco per concedere ai suoi uomini un momento di respiro e riordinare le idee. I gialloneri, pur penalizzati da alcune ingenuità sotto canestro e uno 0/4 pesante dalla lunga distanza, mantengono vivo l’incontro grazie a un atteggiamento combattivo e mai arrendevole, sebbene ci sia da considerare la voglia dell’avversario. Petrushevski riduce leggermente lo svantaggio con due tiri liberi, ma Brigato, con la mano ancora calda, infila una tripla che manda San Severo sul -7 distanza che, grazie ai 2+1 di Gherardini, la tripla di Bugatti, l’arresto e tiro di Pellicano, prova ad assottigliarsi fino al 43-36 del secondo quarto. LA RIPRESA – Pronti, via! Gay sigla il massimo vantaggio per Ravenna, portando i padroni di casa sul +9 (45-36), mentre Brigato continua a spingere sull’acceleratore. La Cestistica, nei primi tre minuti dall’inizio del terzo quarto, resta a secco di punti. Sul punteggio di 50-36, coach Massimo Bernardi è costretto a interrompere il gioco con un timeout, poiché San Severo non è rientrata in campo con la giusta determinazione. I pugliesi, infatti, non solo non segnano alcun punto nei primi quattro minuti, ma subiscono un parziale devastante di 10-0. Un avvio disastroso che si potrebbe rivelarsi deleterio, soprattutto in una partita così delicata contro una squadra che, fino alla precedente frazione, pur in vantaggio, non aveva mai trasmesso la sensazione di controllare realmente l’incontro. Bugatti scuote finalmente il tabellone con la sua seconda tripla personale, la seconda anche per la squadra (un dato alquanto significativo), ma l’ondata di entusiasmo di Ravenna non si arresta. I padroni di casa continuano a macinare gioco e punti, mantenendo un ritmo incalzante mentre i dauni lentamente provano a risucchiare qualcosa. Nell’economia della gara sanseverese, questa frazione potrebbe pesare in maniera significativa, e non poco, sulle sorti finali dell’incontro: 68-53. Cane si impone sotto il ferro, siglando il 68-55, e Igbanugo lo segue accorciando ulteriormente le distanze. La rimonta sembra possibile, tanto che coach Gabrielli opta immediatamente per tre sostituzioni, consapevole che Ravenna ha già subito rimonte significative in stagione. I segnali di allarme per i padroni di casa si intensificano con la tripla di Bugatti, che porta i pugliesi sul -8. Dopo un terzo quarto giocato a ritmo ridotto, l’Allianz Pazienza alza finalmente i giri del motore, iniziando a far tremare l’avversario. La squadra aumenta l’intensità offensiva e cerca di stringere le maglie difensive, dimostrando di voler rimettere in discussione il risultato. Tuttavia, questa energia non si rivela costante e, a metà del quarto periodo, Ravenna riconquista un rassicurante +10.
L’Allianz Pazienza brilla contro la Malvin e non smette di stupire! Che prestazione dei Neri!

Un’altra vittoria. Netta, pesante, preziosa, fondamentale, esaltante, straordinaria. I tanti aggettivi rendono perfettamente l’idea del percorso che l’Allianz Pazienza San Severo sta compiendo in questo momento. Lo conferma il risultato odierno, un 84-60 contro una Malvin PSA Sant’Antimo determinata e alla ricerca di punti, pur potendo contare su un roster competitivo. Lo certifica il quattordicesimo punto stagionale, un bottino sorprendente per la squadra più giovane della Serie B Nazionale. La Cestistica prosegue così sull’onda lunga del successo ottenuto a Cassino, dimostrando di essere un collettivo in costante crescita, capace di consolidare prestazioni e rendimenti partita dopo partita. E lo fa dopo quaranta minuti di ottima solidità difensiva, concentrazione e tenacia offensiva, mettendo in scena una prestazione impeccabile. I Neri gestiscono con intelligenza i tre falli fischiati a Carlo Cane nel primo tempo e, nei venti minuti successivi, impongono una pallacanestro d’assoluta qualità e maturità, da vera ‘grande’. Dunque, il girone di ritorno inizia… col botto. Il merito è tutto di coach Massimo Bernardi, un allenatore che, da quando è arrivato a San Severo, non si è mai lasciato scoraggiare dalle sconfitte né eccessivamente esaltato dalle vittorie. Ed il plauso va a questi ragazzi che, in allenamento, non si risparmiano mai. Un esempio su tutti è Moffa, che, nonostante una frattura scomposta al setto nasale subita in settimana, è sceso regolarmente in campo questa domenica per offrire il suo contributo, proprio come i suoi compagni. Sì, questo gruppo – come ha potuto apprezzare il pubblico presente al “Falcone e Borsellino” – merita applausi. Tanti applausi. Ora, a Ravenna, la sfida è cercare il tris. Avanti, Allianz! Quanto sei bella! L’INIZIO DEL MATCH – I cinque gialloneri scelti dal capo allenatore giallonero: Bandini, Mobio, Igbanugo, Bugatti e Gherardini, starting five classico per coach Marco Gandini: Lucas, Jurcek, Rota, Ruggiero e Lenti. I primi cinque punti della Malvin sono opera esclusiva di Ruggiero, ma vengono prontamente raggiunti dalla tripla fuori ritmo di Bugatti, che successivamente si trasforma in assist-man, servendo un passaggio vincente sotto canestro a Mobio per il 5-5. Il punteggio si aggiorna rapidamente sull’8-5 grazie alla seconda tripla di serata firmata da Igbanugo. Sant’Antimo, tuttavia, intensifica la difesa sotto il ferro, causando i primi falli utili: Gherardini si ritrova già con due infrazioni, costringendo coach Bernardi a richiamarlo in panchina per inserire Cane. Nel frattempo, gli ospiti trovano quattro punti consecutivi, ribaltando nuovamente il risultato e confermando il ritmo vivace della gara. A riportare i Neri in equilibrio ci pensa ancora Bugatti, che sigla la terza tripla della serata. Dall’altra parte, però, è il capitano Lucas Diego a tenere vivi i suoi, fissando il punteggio sull’11-11 a tre minuti dalla fine del primo quarto. Anche Cane, come Gherardini, subisce il gioco fisico sotto canestro di Lenti e raggiunge rapidamente terzo falli personali, un dato statistico che coach Bernardi non può ignorare e che rappresenta un segnale poco confortante. Nonostante le difficoltà, i gialloneri riescono comunque a tenere botta alle giocate avversarie, confermando la propria capacità di resistere in un match equilibrato e combattuto: 18-18. L’ex di serata, Berra, apre il secondo periodo con una tripla dai 6.75, portando la PSA sul +3. Nell’azione successiva, un errore della Cestistica consente agli avversari di trovare altri due punti sotto il ferro, approfittando dell’assenza in campo dei pivot Gherardini e Cane e di un evidente mismatch favorevole ai campani. Igbanugo risponde con la sua specialità dalla distanza, riaccendendo l’entusiasmo, mentre Gherardini, appena rientrato, si fa trovare pronto sotto canestro. Questo contribuisce a riportare l’equilibrio, costringendo coach Gandini a richiamare i suoi per un timeout sul punteggio di 23-23. Se nel primo quarto era Sant’Antimo a caricare di falli gli avversari, in questo periodo è San Severo a beneficiare della situazione: dopo 5 minuti di gioco, i campani hanno già esaurito il bonus, mentre i gialloneri non commettono ancora nessuna infrazione. Gherardini capitalizza con un perfetto 2/2 dalla lunetta, Petrushevski si distingue per energia difensiva, Lucas punisce con una tripla e Igbanugo aggiunge un punto dalla carità, certificando il ritmo intenso e l’agonismo di una partita che l’Allianz Pazienza sta affrontando con grinta, coraggio e determinazione, in ogni parte del parquet e questo il pubblico del “Falcone e Borsellino” apprezza. La rimessa laterale degli ultimi secondo ne è una prova lampante: passaggio in cielo di Pellicano e canestro in volo di Mobio per il 33-30. LA RIPRESA – Mobio, a conferma di come l’Allianz Pazienza approcci la gara con il giusto atteggiamento, aggiorna le sue statistiche con una tripla dai 6.75 e successivamente commette fallo su Jurcek, che realizza un perfetto 2/2 dalla lunetta, portando la Malvin a -3 dai pugliesi. Sant’Antimo, tuttavia, torna in campo dopo l’intervallo con un’importante novità tattica: una difesa a tutto campo, mai adottata nei primi venti minuti, e un’attenta zona che costringe la Cestistica a cercare il tiro solo dalla lunga distanza. Approfittando degli errori locali, i campani recuperano interamente lo svantaggio grazie ai tiri liberi, riportando il punteggio in parità sul 36-36. Dopo il pareggio, Mobio si dimostra lucido e firma la sua seconda tripla della serata, tre punti fondamentali per rispedire al mittente ogni entusiasmo avversario. Lo stesso vale per la schiacciata energica di Abati Toure, che mette pressione agli uomini guidati da Gandini. Gli ospiti rispondono con un’azione d’autore firmata Jurcek: 41-39. Se nei primi venti minuti si erano alternati momenti di distrazione, la gara ora si mantiene costante e intensa da entrambe le parti, sia in giallonero che in bluceleste. L’Allianz Pazienza, sospinta da Abati Toure e Mobio, accelera grazie anche al sostegno caloroso del pubblico sanseverese, costringendo la panchina ospite a chiedere un timeout sul 46-41. Dopo il minuto di sospensione, la formazione giallonera continua a imporre il proprio ritmo, esprimendo una pallacanestro di alto livello sotto ogni aspetto, e raggiunge il massimo vantaggio sul 50-41, chiudendo il terzo quarto in evidente stato di grazia: 56-48. Pellicano si dimostra glaciale nel realizzare il 2/2 dalla lunetta, ma la vera chiave per l’Allianz Pazienza è mantenere lucidità, soprattutto in quello che storicamente si rivela
Al PalaBorrelli di Scauri è l’Allianz Pazienza a far festa. I Neri battono il primo colpo del 2025

Benvenuto, 2025! L’Allianz Pazienza si presenta al nuovo anno con l’obbligo di riscattare le brutte prestazioni delle ultime due settimane e risponde presente, imponendosi contro la BPC Virtus Cassino, squadra dagli stessi obiettivi dei dauni. Il 60-65 finale al PalaBorrelli di Scauri certifica il dodicesimo punto stagionale per i Neri: un fondamentale fieno in cascina e, soprattutto, una preziosa iniezione di fiducia per affrontare con determinazione il prosieguo della stagione. Contro i padroni di casa, la Cestistica mantiene il vantaggio per venticinque minuti, senza mai dare l’impressione di soffrire particolarmente le giocate avversarie. Tuttavia, nel terzo periodo, la Virtus intensifica il proprio ritmo, portando l’ultimo quarto su un equilibrio incerto e combattuto punto a punto. Quando è necessario giocare con cuore e sangue freddo, i Neri si fanno trovare pronti e nell’ultimo minuto di gioco, sono Cane e Igbanugo a siglare i canestri decisivi che regalano alla squadra una vittoria tanto sofferta quanto preziosa. Una vittoria, seppur non brillante, non solo necessaria, ma essenziale perché restituisce cognizione e conferma che, ed è questo il salto di qualità che questa deve compiere, con il giusto atteggiamento, ogni partita può essere giocata a viso aperto, indipendentemente dall’avversari. Come insegna lo sport, nessun roster è imbattibile, e l’Allianz Pazienza, nonostante un’anagrafe apparentemente poco favorevole, dimostra di avere la grinta per giocarsela. Che sofferenza, ma quanta bellezza nella prima vittoria, in trasferta, del 2025! Così ti vogliamo, Cestistica. Così! L’INIZIO DEL MATCH – Coach Auletta schiera i suoi cinque Saladini, Ghigo, Teghini, Riva e Beck mentre Bernardi va su Pellicano, Mobio, Moffa, Bugatti e Gherardini. Parte meglio l’Allianz Pazienza in una gara molto delicata, aprendo le marcature con Gherardini sotto canestro, seguito da due triple consecutive di Niccolò Moffa. La BPC risponde con Saladini, Ghigo (3-8), e i punti di Bugatti e Riva (6-10). Nonostante i punti messi a referto da entrambe le formazioni, a prevalere in questa fase è l’equilibrio tattico, caratterizzato anche da qualche errore su entrambi i fronti. Moffa, particolarmente ispirato, conferma la scelta di coach Bernardi di schierarlo dal primo minuto, servendo al play Pellicano il pallone dell’8-13. La Cestistica mostra buone percentuali sia dalla lunga distanza che nel gioco sotto il ferro, ma è importante mantenere alta la concentrazione anche perché Cassino non ha alcuna intenzione di concedere spazio agli avversari. Infatti, la partita si gioca su un elemento cruciale, spesso sottolineato dal capo allenatore giallonero: la necessità di difendere con attenzione per trovare l’energia necessaria a costruire attacchi incisivi. Fase offensiva che, sul finale, gratifica la precisione dei Neri (maggiormente con Gherardini e Pellicano dalla carità), anche se la tripla di Ghigo, a fil di sirena, smorza l’entusiasmo dauno. Primo quarto: 18-24. Igbanugo serve Cane, che realizza due punti semplici, ma dall’altra parte il pivot Boev risponde prontamente, mantenendo invariato il punteggio sul 20-26. Nei minuti successivi, le due formazioni si alternano in tentativi di tiro da tre punti e incursioni sotto le plance, ma entrambe faticano a trovare i punti necessari: da un lato per allungare (Cestistica), dall’altro per ridurre lo svantaggio (Cassino). Gli errori al tiro si sommano a una gestione fallosa della partita. Diverse infrazioni vengono commesse sia in attacco sia in difesa, una situazione che pesa maggiormente sui padroni di casa mentre per San Severo Abati Toure si trova gravato da tre falli in pochi minuti. Il gioco stenta a decollare e lo spettacolo ne risente. Sul punteggio di 21-26, coach Auletta chiama un timeout per riorganizzare le idee, ma la sua squadra fatica a produrre gioco efficace. Di contro, la formazione guidata da coach Bernardi incrementa il vantaggio grazie a tre punti di Cane e un 3/4 ai liberi di Igbanugo. San Severo raggiunge così il massimo vantaggio della serata, +10 (22-32), nonostante le percentuali dalla lunetta siano tutt’altro che impeccabili, altrimenti il distacco sarebbe stato ancora più ampio. La Virtus però, grazie ai 4/4 dalla carità di Ghigo e i due di Riva, prova a dimezzare il vantaggio e ci riesce: 30-35. Allianz Pazienza ancora in vantaggio, ma è dura. LA RIPRESA – Al rientro dalla pausa lunga, la BPC Virtus Cassino si affida prevalentemente ai tiri dalla lunetta, riuscendo così a ridurre lo svantaggio fino a un possesso di distanza dai dauni. Il divario si assottiglia ulteriormente a un solo punto grazie ai due punti realizzati dal pivot Riva. Tuttavia, Moffa risponde con un preziosissimo gioco da 2+1, a sottolineare che la Cestistica è ancora in corsa per il bottino finale. Bugatti sfrutta la sua esperienza per mettere altro fieno in cascina, portando il punteggio sul 34-40. Poco dopo, Saladini accorcia nuovamente le distanze sul 36-40. L’incontro, dopo venti minuti non particolarmente scintillanti, sembra acquisire maggiore vivacità, ma l’elevata posta in palio continua a condizionare entrambe le squadre, con fasi di gioco frammentate e alternanza tra momenti di precisione e improvvisi blackout. Cassino intensifica la pressione sulle caviglie dei dauni e, dopo cinque minuti, riesce per la prima volta a passare in vantaggio grazie a una tripla di Truglio, che porta il punteggio sul 43-42. Coach Massimo Bernardi è costretto a chiamare un timeout per riorganizzare le idee. Ciò che pesa maggiormente sui gialloneri è il dominio a rimbalzo di Riva, che sotto il ferro impone la sua legge. Nonostante un provvidenziale tiro da tre punti di Igbanugo, arrivato anche con un pizzico di fortuna, la difesa della Cestistica continua a fare acqua da tutte le parti. Truglio, ancora lui, colpisce dai 6.75, mantenendo alta la pressione. Quando manca meno di un minuto alla fine del terzo periodo, Pellicano realizza due canestri consecutivi, ma è nuovamente Truglio a salire sugli scudi, firmando un’altra tripla che chiude il quarto sul punteggio di 53-49. Nel quarto decisivo, serve qualcuno che si assuma la responsabilità dei tiri pesanti. La ‘mano calda’ di Pellicano risponde presente, e con il suo apporto, unito all’1/2 dalla lunetta di Abati Toure, San Severo si porta sul 53-52 (con un’altra notizia positiva al netto dei quattro falli fischiati a Riva). Da un lato, Truglio continua a dominare dall’arco
San Severo, una serata da dimenticare: Jesi si impone

La Cestistica San Severo saluta il 2024 con una pesante sconfitta contro la General Contractor Jesi, un roster solido e reduce da nove vittorie in campionato. Il risultato 48-76 del Pala “Falcone e Borsellino” lascia ancora una volta una sensazione agrodolce ai numerosi tifosi presenti in questa domenica dicembrina, impreziosita dall’aria di festa. Non si è visto ciò che ci si augurava sotto tutti i punti di vista: sarebbe riduttivo soffermarsi sull’8-24 del primo quarto e sul successivo 28-41 (o delle percentuali da tre, solo per citare un esempio, solo 4/22 da tre duano contro l’eloquente 15/23 degli ospiti), ma la sensazione generale è che i Neri siano apparsi distratti, imprecisi e difensivamente assenti fin dai primi minuti. Con un punteggio così netto già dopo dieci minuti, l’esito della gara sembra delinearsi in modo quasi inevitabile, confermato poi dallo scorrere dei minuti e fino alla sirena conclusiva. Decisamente una prestazione negativa per l’intero organico dei padroni di casa. La seconda battuta d’arresto consecutiva deve fungere da stimolo, spingendo la squadra a reagire prontamente per cercare la vittoria già nel primo impegno del 2025. Siamo certi che coach Bernardi saprà toccare le corde giuste per motivare il gruppo e guidarlo verso il riscatto. Un nuovo anno si apre all’orizzonte, portando con sé obiettivi ambiziosi: il tuo, cara Cestistica, deve essere quello di non arrenderti mai, di andare avanti con determinazione e orgoglio, indipendentemente dal punteggio. Sempre. Nonostante tutto. L’INIZIO DEL MATCH – I cinque pugliesi sono: Pellicano, Mobio, Igbanugo, Abati Toure e Gherardini contro i cinque marchigiani Di Emidio, Valentini, Petrucci, Cena e Berra. Dopo i primi due punti firmati da Matteo Gherardini, arriva l’immediata e decisa risposta della General Contractor, autrice di un parziale di otto punti grazie alla tripla dell’ex Cena, ai due punti del pivot Berra e a un’altra conclusione dalla lunga distanza di Valentini. La Cestistica replica con una schiacciata di Abati Toure, ma gli ospiti ribattono ancora dalla linea dei 6.75, questa volta con Petrucci. L’Allianz Pazienza non parte con il giusto piglio: manca l’attenzione sia nel concretizzare punti facili sotto canestro, sia nell’applicare una difesa adeguata quando gli avversari attaccano. Coach Bernardi prova a mescolare le carte dalla panchina, chiamando sospensioni nei momenti di maggiore difficoltà, ma sono sempre gli ospiti a mantenere il controllo, segnando da tutti i lati del pitturato. Il primo quarto, decisamente sottotono troppo sottotono per i Neri, si chiude con un punteggio che evidenzia tutte le difficoltà della squadra giallonera: 8-24. Serve una scossa, un cambio di ritmo che sembra poter arrivare dall’intercetto iniziale del secondo quarto: Pellicano recupera palla e vola in contropiede a segno. Tuttavia, nell’azione immediatamente successiva, Jesi risponde prontamente con un canestro. San Severo, in questo frangente, sembra mancare in ogni aspetto del gioco, ma è soprattutto la difesa a rappresentare il vero tallone d’Achille: senza una copertura efficace, manca l’energia necessaria per costruire attacchi incisivi. I Neri tentano di reagire, ma la palla sembra rifiutarsi di entrare, mentre dall’altra parte i marchigiani sono implacabili: ogni tiro si traduce in punti. Le statistiche evidenziano impietosamente il divario: San Severo realizza solo 1/7 da tre, contro il micidiale 6/8 degli ospiti dalla lunga distanza. La matematica, ancora prima della tattica o degli aggiustamenti necessari, non mente. I minuti scorrono, e i dauni cercano in tutti i modi di ribaltare un parziale decisamente negativo (17-34 dopo la tripla di Moffa a cinque minuti dalla fine del periodo e 22-36 e primo timeout ospite). Dopo 15’ di tanta fatica, l’Allianz Pazienza rialza la testa ed ecco recuperati una buona mole di punti arrivando sul -10 inerzia poi spezzata dalla tripla di Cena e da altri punti dei marchigiani. Sebbene gli sforzi dei pugliesi, sono ancora gli uomini di coach Ghizzinardi a comandare gioco e punteggio: 28-41. LA RIPRESA – Ci si aspetterebbe una reazione dei padroni di casa ed invece, dopo tre minuti del terzo quarto, i Neri restano a quota zero punti contro gli otto messi a segno dalla General Contractor. Un segnale eloquente che conferma, ancora una volta, quanto San Severo non sia riuscita a entrare in partita né nei primi venti minuti né, tantomeno, in un secondo tempo che richiede uno sforzo di rimonta considerevole. Con un punteggio in netto svantaggio e un morale sotto i tacchi, Jesi continua a spingere con una determinazione impeccabile, mentre l’Allianz Pazienza sembra impotente di fronte a una prestazione opaca sotto tutti i punti di vista. Troppo permissiva la difesa, con tanti punti concessi, e assolutamente insufficiente la produzione offensiva. Non solo: Jesi dà persino l’impressione di limitarsi al minimo indispensabile, ma questo è più che sufficiente per mantenere un divario così ampio, visto che la Cestistica, a quanto pare, non oppone alcun tipo di resistenza concreta. Il terzo quarto si chiude, ancora una volta, a favore degli arancioblù. Parziale: 37-61. Igbanugo apre l’ultimo quarto con un canestro, ma Jesi risponde immediatamente, confermando percentuali realizzative impressionanti. La General Contractor sembra infallibile, trovando il canestro da qualsiasi posizione, mentre San Severo fatica persino sotto il ferro. Con l’inerzia della partita saldamente nelle mani degli ospiti, il punteggio di 40-67 a cinque minuti dalla fine parla da sé, il finale è scritto. Nonostante coach Bernardi utilizzi ogni timeout disponibile per scuotere i suoi, la reazione appare ormai improbabile, quasi impossibile. Troppo poco l’energia messa in campo da una squadra che ha sempre fatto della grinta e della determinazione i propri punti di forza. Il tabellone finale del “Falcone e Borsellino” recita un eloquente 48-76. Complimenti a Jesi, che si impone con merito. IN PROGRAMMA – Prima gara del 2025 in trasferta a Cassino. Si gioca domenica 5 gennaio, alle consuete ore 18.00, contro la BPC Virtus.
Non la solita Cestistica San Severo e Chieti vince con merito

Dieci minuti di blackout nel primo quarto (26-11) e nel terzo quarto (25-13) costano caro ad una poco incisiva, brillante e nervosa Cestistica San Severo, che esce sconfitta dal PalaTricalle “Sandro Leombroni” di Chieti con il punteggio di 73-56. Dopo quattro sconfitte consecutive, i padroni di casa avevano un disperato bisogno di tornare al successo per rilanciarsi, e ci riescono con una prova di assoluto impegno. A influenzare negativamente l’esito della gara è senza dubbio il primo quarto, caratterizzato da un approccio decisamente troppo molle da parte dei dauni, a fronte di un avvio decisamente convincente dei chietini. Nel secondo ed ultimo quarto, l’Allianz Pazienza tenta di raddrizzare la situazione aumentando soprattutto l’aggressività difensiva e alzando l’intensità, cercando in ogni modo di ridurre lo svantaggio accumulato. Nonostante i miglioramenti difensivi e una maggiore determinazione, la Cestistica fatica a trovare continuità, mentre Chieti, in particolare nella terza frazione, mantiene il controllo del match grazie a una prestazione costante lungo tutti i 40 minuti di gioco. I Neri, dopo tre successi di fila, cadono ma la sconfitta, pur dolorosa, non modifica la visione complessiva della squadra. Come detto al termine del derby vinto contro Ruvo, San Severo non era una squadra inadeguata prima dei ko, non era una formazione di fenomeni i tre successi, e non diventa una compagine priva di valore ora, dopo questo (seppur amaro) passo falso. Sarebbe stato ideale chiudere con il quarto successo consecutivo, portando ulteriore entusiasmo prima delle festività natalizie. Tuttavia, il valore degli sfidanti va sempre considerato, e oggi Chieti ha meritato il successo. Peccato, ma… buon Natale, cara San Severo. A tutti, buone feste! L’INIZIO DEL MATCH – Starting five composti da: Bechi, Vettori, Del Sole, Maiga e Serafini contro Pellicano, Mobio, Igbanugo, Abati Toure e Gherardini. Non una partita entusiasmante nei primi minuti di gioco, con entrambe le squadre impegnate in una lunga fase di studio e caratterizzata da numerosi falli che certo non giovano allo spettacolo. A rompere il ghiaccio è Abati Toure, che inaugura il match con un importante gioco da 2+1. Tuttavia, Chieti risponde prontamente con Bechi sotto canestro, Maiga con una tripla allo scadere e i 2/2 di Serafini dalla lunetta, portandosi sul 7-3 dopo tre minuti di gioco. Coach Bernardi decide di cambiare le carte in tavola, inserendo Bugatti al posto di Abati Toure e nell’azione successiva mossa porta i suoi frutti immediati, con Pellicano che serve Gherardini per accorciare lo svantaggio sul -2. Tuttavia, i padroni di casa continuano a trovare punti preziosi dalla lunetta, mentre la Cestistica sembra faticare a entrare in partita: la squadra appare contratta e leggermente nervosa, come testimoniato da un errore semplice di Gherardini sotto canestro e dal secondo fallo personale dello stesso giocatore (proprio come Bugatti), che costringe coach Bernardi a richiamarlo in panchina per inserire Carlo Cane. Dopo l’undicesimo punto messo a segno dai biancorossi, Bernardi interrompe il gioco con un time-out, consapevole che i suoi uomini non stanno convincendo ed infatti è il roster di Lardo a prevalere sotto tutti i punti di vista e da ogni lato del pitturato. Il primo quarto si chiude col punteggio di 26-11 che fotografa chiaramente le difficoltà iniziali dei gialloneri. Per usare un eufemismo, San Severo ha vissuto partenze migliori. La Cestistica, per dare un senso compiuto alla seconda frazione, deve necessariamente alzare il ritmo, cercando di non subire un passivo pesante come nel primo quarto e, al contempo, incrementare la produzione offensiva. La ripresa inizia con un lampo di Bandini che realizza da tre punti, seguito a ruota da Moffa, che lo imita pochi istanti dopo. Tuttavia, Chieti continua a fare affidamento sulle sue certezze, mettendo in difficoltà l’Allianz Pazienza. A complicare ulteriormente la situazione, arrivano il terzo fallo fischiato a Bugatti e il secondo a Moffa, che costringono coach Bernardi a ricorrere immediatamente alla panchina per effettuare i cambi. Col passare del tempo si nota che San Severo non riesce a esprimere il suo gioco fluido e incisivo delle scorse partite: errori banali, palle perse e falli commessi si susseguono, lasciando intravedere una certa difficoltà a entrare in ritmo. Sul finale di quarto, però, si accendono alcune luci: una difesa più aggressiva e organizzata dei Neri, unita a qualche sprazzo offensivo, come la tripla di Igbanugo che fissa il punteggio sul 31-22, scuotono i tifosi sanseveresi presenti sugli spalti. Le loro voci si alzano, e il coach avversario, Lino Lardo, è costretto a chiamare un timeout per frenare l’entusiasmo pugliese. Dopo le indicazioni del tecnico ex San Severo, però, sono ancora i dauni a prendere l’iniziativa, cercando di ridurre ulteriormente il divario. Ed il parziale, ora, è più equilibrato: 40-30. LA RIPRESA – Il terzo periodo si apre con un fallo antisportivo fischiato a Chieti. Igbanugo si presenta in lunetta ma fallisce entrambi i liberi e, sul possesso successivo, Pellicano non sfrutta l’opportunità, non toccando nemmeno il ferro. Nell’azione immediatamente seguente, Chieti punisce con una tripla. Dopo appena due minuti di gioco, coach Bernardi richiama nuovamente i suoi in panchina con un timeout, riconoscendo segnali preoccupanti simili a quelli dei primi dieci minuti iniziali. Il trend dell’Allianz Pazienza, infatti, continua a essere estremamente deficitario. Ciò che colpisce negativamente, al di là di alcune isolate giocate che producono un minimo di punti, è l’atteggiamento complessivo: mai abbastanza aggressivo e, al tempo stesso, eccessivamente permissivo in difesa. I biancorossi, senza dover ricorrere a giocate particolarmente spettacolari, trovano varchi con facilità all’interno dell’area giallonera, producendo punti preziosi. San Severo, dunque, appare in difficoltà sia in fase offensiva che difensiva; con questa mancanza di incisività e un punteggio che inizia a diventare preoccupante, la strada per una rimonta si fa sempre più ripida. L’inerzia del match resta saldamente nelle mani dei padroni di casa, mentre la Cestistica deve trovare al più presto un cambio di passo per evitare un epilogo amaro. Ma, come dimostra la tripla da casa sua di Hadzic, non è serata: 65-43. Cinque punti recuperati dai dauni nell’arco di due giri di lancette costringono coach Lardo a interrompere l’entusiasmo dei rivali,
Allianz Pazienza: a Chieti il regalo…. vien da sé?!

Una Cestistica in fiducia sarà di scena al PalaLeombroni di Chieti in un match pre-naralizio carico di insidie e di tabù da sfatare GLI AVVERSARI – Non stanno passando un buon momento (1-4 nelle ultime cinque) ma hanno un timoniere quale Lino Lardo che, da buon uomo di mare, proprio nei momenti di tempesta sa tenere la barra dritta e portare la nave in acque sicure. Cosa che già gli è in parte riuscita, giacche gli abruzzesi hanno un roster piuttosto simile ai Neri ma vantano ben 16 punti in classifica. Il playmaker Bechi è l’MVP dei suoi fino a questo punto, supportato dai lunghi Hadzic e Van Ounsem e dagli esterni Vettori e Serafini, con Tommasini a regolare le esuberanze giovanili e a dare fosforo ed esperienza dalla panchina. Maiga, Dal Sole e Sinagra chiudono la linea verde dei teatini. I NERI – Come detto, sono in fiducia, puntano sulla “cabala dei proverbi” e non vedono l’ora di farsi e fare ai fedelissimi tifosi un regalo di Natale, sfatando una maledizione che vede la Cestistica quasi sempre perdente in quel di Chieti. GLI ARBITRI – MARCELLI LEONARDO di ROMA (RM) e FORNARO ALESSANDRO di MENTANA (RM) APPUNTAMENTO all’insolito orario delle 20.00 (causa altro evento in programma nella stessa struttura) presso il PalaLeombroni di Chieti con diretta streaming LNP PASS. Umberto d’Orsi Area Comunicazione Cestistica città di San Severo
L’Allianz Pazienza Cestistica San Severo piange la scomparsa di Sandro Crovetti

L’Allianz Pazienza Cestistica San Severo si unisce al cordoglio per la scomparsa di Sandro Crovetti, figura di spicco nel panorama della pallacanestro italiana. La notizia della sua scomparsa rappresenta una grave perdita non solo per la nostra società e per la città di San Severo, ma per tutto il mondo del basket nazionale. Crovetti, oltre ad essere stato un dirigente di grande prestigio a livello nazionale, ha rivestito un ruolo cruciale nella nostra storia sportiva. Durante il suo breve ma intenso periodo di collaborazione con la Cestistica, è stato un maestro esemplare, capace di trasmettere insegnamenti profondi e di ispirare chiunque avesse il privilegio di lavorare al suo fianco. Grazie alla sua esperienza e al suo straordinario impegno, è riuscito in pochi mesi a guidare la società verso una riorganizzazione strutturale e gestionale adeguata ai livelli professionistici richiesti dalla Serie A2 dell’epoca. Un lavoro fondamentale che ha permesso alla squadra di affrontare un salto di categorica importante dal mondo dilettantistico alla storica prima partecipazione al campionato di Serie A2, ad un unico girone, sotto il marchio Mazzeo. Oltre al professionista di grande valore, ricordiamo l’uomo, il maestro e l’amico che, con il suo carattere e il suo carisma, ha saputo costruire relazioni profonde e lasciare un’eredità di valori che ci accompagnerà sempre. Ciao Sandro, sarai per sempre uno di noi.
Allianz Pazienza show! La Cestistica non si ferma e conquista il derby. Ruvo cade ai colpi dei Neri.

“Show time al PalaCastellana”. L’Allianz Pazienza Cestistica San Severo abbatte la Crifo Wines Ruvo di Puglia: 97-88. Una frase che da sola racchiude il senso profondo della sedicesima giornata di Serie B Nazionale, segnata dalla terza grande, grandissima, vittoria consecutiva dei Neri. Si potrebbero evidenziare i 49 punti messi a referto nei primi venti minuti di gioco, oppure soffermarsi sul dato altrettanto significativo dei soli 31 punti subiti nei primi due quarti, un elemento che da solo basterebbe a sintetizzare la prova di forza dell’organico guidato da coach Massimo Bernardi. Dopo l’intervallo lungo, è ancora la Cestistica a ‘divorare’ sportivamente la Crifo, dominando con altri venti minuti di pallacanestro scintillante a dimostrazione di come energia e volontà possano sovvertire anche i pronostici più complicati. San Severo segna con regolarità da ogni posizione del pitturato (ben cinque giocatori chiudono in doppia cifra), mostrando una squadra in assoluta fiducia. Senza troppi giri di parole, quella odierna è la miglior prestazione stagionale del roster di coach Massimo Bernardi, un allenatore che merita tutti i complimenti per il lavoro svolto e la capacità di esaltare il collettivo. Oggi, più che mai, è legittimo concedersi un momento per assaporare queste soddisfazioni e, perché no, togliersi qualche piccolissimo sassolino dalla scarpa. Non poche critiche, infatti, sono state indirizzate alla squadra nelle scorse settimane, troppo spesso mosse per sterile polemica piuttosto che per costruire un dialogo costruttivo. Detto ciò, il trionfo non deve far perdere di vista l’importanza di mantenere un atteggiamento umile. Questa squadra non era priva di valore prima dei brutti ko e, di conseguenza, non può essere considerarsi imbattibile ora, dopo una vittoria contro Ruvo di Puglia e tre successi consecutivi. La verità, come sempre, risiede in un equilibrio fatto di lavoro e consapevolezza. Tuttavia, oggi è il momento di sorridere. I tifosi, veri protagonisti della cornice del “Falcone e Borsellino”, possono tornare a casa con la gioia di chi sa di appartenere a una squadra giovane, coraggiosa e audace. Cestistica, sei una meraviglia! L’INIZIO DEL MATCH – Si parte con Pellicano, Mobio, Igbanugo, Abati Toure e Gherardini dalla parte giallonera mentre gli ospiti si schierano con Moreno, Jackson, Markovic, Gatto e Lorenzetti. L’Allianz Pazienza parte con il piglio giusto, trovando i primi due punti grazie a Ivan Mobio, subito seguiti dalla prima tripla del cecchino Jackson. Dall’altra parte, Gherardini, con due canestri consecutivi, e Pellicano firmano un 10-3 molto incoraggiante nei primi quattro minuti di gioco. La Crifo, infatti, appare inizialmente in difficoltà e necessita del peso specifico di Lorenzetti per mettere a segno due punti, seguiti dalla tripla di Markovic, che dimezza lo svantaggio e riporta i suoi in partita. Sin dai primi minuti si evidenzia il potenziale delle due squadre: da un lato, la Cestistica attacca in maniera corale, con coraggio, precisione e determinazione, sfruttando l’apporto di tutti i suoi uomini; dall’altro, Ruvo, dopo un avvio in sordina, riesce rapidamente a risalire la china con pochi possessi incisivi, riportandosi a stretto contatto con i Dauni. San Severo, tuttavia, non si lascia intimorire dalle giocate degli avversari e prosegue la sua battaglia con intensità, mantenendo alta la concentrazione nonostante il potenziale considerevole della formazione ruotata da coach Rajola. Il primo quarto si chiude dunque su un punteggio molto favorevole per i dauni che certifica l’ottimo approccio: 20-16. Quando Isotta prova a riportare i suoi a -2, Pellicano risponde immediatamente con una tripla che ristabilisce le gerarchie. Subito dopo, in transizione, Abati Toure schiaccia in faccia al pivot ruvese, portando il punteggio sul 25-18 e costringendo la panchina avversaria a chiamare timeout. In questa fase, si nota chiaramente una squadra, l’Allianz Pazienza, determinata a fare bene, giocando con energia ed efficacia. Al contrario, la Crifo sembra non essere ancora entrata pienamente in partita: pur consapevole del proprio valore, concede troppo spazio alle iniziative dei padroni di casa. Musso prova a dare una scossa ai suoi, ma Moffa colpisce ancora dalla lunga distanza, spegnendo sul nascere ogni entusiasmo avversario e mantenendo il punteggio saldo nelle mani dei sanseveresi. Abati Toure continua a spingere fino al 30-23. Poco dopo, un fallo in attacco di Jerkovic offre a Pellicano l’occasione di siglare un’altra tripla, regalando alla Cestistica un clamoroso +10 e il massimo vantaggio. A metà quarto, come prevedibile, la tensione si alza: a coach Bernardi viene fischiato un fallo tecnico, seguito da un analogo provvedimento nei confronti di Musso. Tuttavia, quando si torna a giocare, è ancora l’Allianz Pazienza a imporre il proprio ritmo, non solo grazie alle ottime percentuali al tiro, ma soprattutto per una difesa solida e impeccabile. Ancora una volta, sul 39-27, è Rajola a chiedere il secondo timeout perché la sua squadra proprio non riesce a mettere in pratica la pallacanestro che tutti apprezzano. Almeno fino a questo momento, la prestazione dei gialloneri è praticamente perfetta e il punteggio parla da sé. Ma la partita è lunga: 49-31. LA RIPRESA – Quattro minuti di gioco sono trascorsi e il punteggio resta bloccato su un misero 2-2, evidenziando un momento di estremo tatticismo e un’alta frequenza di falli (Musso è già gravato da tre infrazioni personali). A rompere l’equilibrio è Bugatti, che segna una tripla da distanza siderale, seguito da Moffa che colpisce sotto canestro, portando il punteggio sul 57-33 e regalando all’Allianz Pazienza il massimo vantaggio della partita. All’inizio del match sembrava non ci fosse storia, almeno a giudicare dai nomi presenti nei roster. Tuttavia, fin dai primi minuti, San Severo ha ribaltato ogni pronostico, imponendo la propria superiorità in campo. La sensazione è che Ruvo si affidi in maniera eccessiva alle giocate individuali di Jackson, una strategia che si rivela insufficiente. Non perché il quintetto di coach Rajola non abbia qualità, ma piuttosto perché la Cestistica sta giocando una partita straordinaria, difendendo su ogni pallone con tenacia e chiudendo gli spazi in maniera ermetica. Dall’altra parte, quando si passa all’attacco, San Severo dimostra precisione chirurgica: le triple di Petrushevski e Moffa, che raddoppiano il punteggio degli avversari, ne sono una prova lampante. Il “Falcone e Borsellino” si trasforma in
Fiducia e vittoria al fotofinish! E’ questa la vera forza dell’Allianz Pazienza San Severo! Salerno ko

2 su 2. L’Allianz Pazienza Cestistica San Severo centra un’altra vittoria preziosa, questa volta al fotofinish contro Salerno 79-77, diretta concorrente per gli obiettivi stagionali, e conquista l’ottavo punto in classifica. La sintesi è il consolidamento dell’Allianz Pazienza San Severo, un collettivo in evidente crescita che non muore mai. In due settimane, i Neri migliorano la propria posizione e ritrovano la fiducia necessaria per affrontare le prossime sfide con maggiore consapevolezza. Il gruppo, allenato da coach Massimo Bernardi, anche questa sera dimostra di saper lottare pur di ottenere il meritato premio, e lo fa con grande determinazione, accogliendo una LDR Salerno agguerrita nel primo quarto: 15-18, ma rispedendo al mittente ogni entusiasmo già dal secondo periodo (22-17). Dopo la pausa lunga, la propositività prosegue più spedita che mai: grazie a una terza frazione quasi perfetta di Bugatti e di tutta la truppa giallonera. Ottima difesa, micidiali in attacco, e tutti i protagonisti chiamati a mettersi in evidenza. Nel pathos generale (e sempre presente) dell’ultimo quarto, bisogna fare i conti con la voglia degli avversari di non demordere mai (77-77 a 5’’ dalla fine) ma comunque prevale la lucidità e la voglia dei padroni di casa perseguire la vittoria per San Severo, che si prende, con decisione e determinazione, due pesantissimi punti. Quando arrivano i successi, tutto diventa più semplice: le tensioni si sciolgono, e ciò che si costruisce in allenamento si traduce con più facilità in prestazioni sul campo, anche sotto pressione. Con le recenti vittorie, la serenità ritrovata diventa un’alleata fondamentale: ora è il momento di spingere sull’acceleratore. In questa fase della stagione, il fattore determinante è lo stato psicologico del team che consente di affrontare ogni match con tranquillità e determinazione, senza esitazioni. Anzi, questa Allianz Pazienza sembra pronta a capovolgere i ruoli: sono gli avversari a dover temere la compattezza e la solidità dei gialloneri. Qui non si scherza! Avanti tutta, Cestistica San Severo! L’INIZIO DEL MATCH – Scendono sul parqeut di gioco: Pellicano, Mobio, Moffa, Abati Toure e Cane contro Stanic, Chaves, Duranti, Kekovic e Matrone. coach Farabello. Parte decisamente meglio la LDR, che nei primi tre minuti di gioco mette a referto 6 punti, mentre l’Allianz Pazienza rimane a secco fino a quando Carlo Cane, con due punti sotto canestro, sblocca il tabellino. Poco dopo, è Mobio a siglare la prima tripla della serata, sia personale sia di squadra, riducendo lo svantaggio sul 5-6. Tuttavia, il punteggio torna immediatamente a favore degli ospiti con una penetrazione dell’ex giallonero Nicolas Stanic, che porta il risultato sul 5-7. La Cestistica, bisogna dirlo, sembra soffrire la difesa serrata dei salernitani. A metà quarto, coach Bernardi interviene cambiando il playmaker, inserendo Bandini al posto di Cane, e successivamente Gherardini per Igbanugo e Mobio, nel tentativo di dare nuova energia alle manovre offensive dei suoi uomini. Nonostante i cambi, però, sono ancora gli ospiti a dettare il ritmo, riuscendo a raddoppiare il punteggio dei padroni di casa. Sul 7-14, l’allenatore sanseverese è costretto a richiamare i suoi in panchina per un time-out. Dopo la pausa tecnica, ancora una volta con un’ottima azione corale, è Igbanugo a trovare i tre punti facendo infuriare coach Farabello che chiede la sospensione (10-16). Gherardini cerca ancora il recupero e segna di forza, Chaves sveglia la sua truppa, Bugatti ricuce il gap per il 15-18 dei primi 10 minuti. Quando l’Allianz Pazienza accelera, soprattutto trovando ritmo in transizione, può essere letale. Lo si nota nel 2+1 realizzato da Bandini, frutto di una scelta tattica precisa di coach Bernardi, che decide, fino a questo momento, di puntare sul playmaker lasciando Pellicano in panchina. Di contro, Salerno risponde con i canestri di Matrone, che sfrutta un mismatch importante anche contro giocatori fisicamente imponenti come Gherardini o Cane. Gli ospiti si appoggiano principalmente al loro pivot per mantenere il vantaggio e tenere a distanza i gialloneri. L’Allianz Pazienza, tuttavia, pur con il punteggio leggermente favorevole agli avversari, resta pienamente in partita. I gialloneri non sembrano intimoriti dalle giocate di Salerno, ma anzi, si mostrano coraggiosi e determinati nel prendersi ciò che vogliono, soprattutto sul parquet di casa, spinti dal calore del proprio pubblico. A confermarlo è Bugatti, che piazza la tripla del primo sorpasso sanseverese, portando il punteggio sul 21-20. Subito dopo, due liberi di Petrushevski (che, peraltro, si distingue anche per un’ottima difesa su Matrone) ampliano il vantaggio sul 23-20. La LDR non molla e risponde con la tripla di Mei, ristabilendo la parità e dimostrando di voler giocare a viso aperto. Ma Igbanugo riporta immediatamente i suoi sul +2. La gara si accende (specialmente dopo la tripla di Moffa servito dall’ottimo capitan Petrushevski: 31-26) e diventa entusiasmante, con entrambe le squadre che si affrontano senza risparmiarsi, alternando giocate d’attacco e difesa. Il secondo parziale, però, ha le tinte giallonere: 37-35. LA RIPRESA – Partenza, via! Cappelletti apre le danze con una tripla dai 6.75, ma l’americano Igbanugo non ci sta e ristabilisce subito le gerarchie. Il terzo quarto diventa il momento chiave: è necessario segnare il più possibile, ma al tempo stesso mantenere lucidità, astuzia e la capacità di colpire al momento giusto. Igbanugo, seguito a ruota da Gherardini (autore di cinque punti consecutivi), piazza canestri fondamentali, rispedendo al mittente ogni tentativo di entusiasmo salernitano, che però, va detto, non si arrende mai. La gara è vibrante, intensa, e i possessi si alternano rapidamente da entrambe le parti. Non mancano alcuni errori, figli della frenesia, ma resta forte la determinazione delle due squadre nel voler imporre il proprio gioco. A metà del terzo quarto, la Cestistica si chiude ottimamente in difesa, impedendo agli ospiti di trovare la via del canestro. Tuttavia, quando si tratta di affondare il colpo decisivo per aumentare il vantaggio, la Power Basket resiste e il punteggio rimane incerto. Poi è Bugatti a prendersi la scena: con una tiro dai 6.75 sigla il 53-45, costringendo coach Farabello a chiamare immediatamente il timeout. L’Allianz Pazienza è in estasi. Pellicano colpisce da lontanissimo, la difesa si conferma un bunker, il palazzetto si infiamma e Salerno
L’Allianz Pazienza è più viva che mai! Da Rieti, una vittoria da vera squadra per ripartire

Soddisfazione, entusiasmo, energia positiva e, finalmente, sorrisi: questo porta a casa l’Allianz Pazienza San Severo che ritorna da Rieti con una vittoria importantissima. Il bottino è quello giusto 68-75: punti preziosi in classifica, il primo in terra lontana dal “Falcone e Borsellino” ed una prestazione convincente sin dagli inizi. Il merito del trionfo va interamente alla determinazione dei gialloneri, che hanno affrontato la gara con intensità e concentrazione. I Neri hanno saputo sfruttare appieno il proprio potenziale offensivo, come dimostra la precisione chirurgica dei quattro uomini in doppia cifra (Gherardini e Moffa 16, Mobio 14 e Bugatti 11). Ma non solo: questa sera, la Cestistica ha brillato anche in difesa, concedendo alla NPC 68 punti, un punteggio contenuto, (nonostante le défaillance dei padroni di casa nei tiri dalla lunetta). Nei momenti cruciali, in particolare nel terzo e soprattutto nell’ultimo quarto, i gialloneri hanno mantenuto la lucidità necessaria per gestire la pressione rietina e piazzare il colpo vincente. Bene così! Benissimo così! San Severo meritava di togliersi una soddisfazione come questa, distante dal proprio parquet. Una vittoria che premia un collettivo che, anche nei momenti difficili, ha sempre dimostrato impegno e dedizione in palestra. E oggi, finalmente, il lavoro ha dato i suoi frutti: la vittoria conquistata con ampio merito. I successi generano altri successi. Non solo all’interno dello spogliatoio, ma anche tra i tifosi e in tutta la città. Allianz Pazienza, sei sempre bellissima! Oggi ancor di più. L’INIZIO DEL MATCH – Quintetti in campo: Meluzzi, Melchiorre, Fabi, Thomas e Baldassarre contro Pellicano, Mobio, Igbanugo, Abati Toure e Gherardini. Igbanugo apre la serata con i primi due punti per la sua formazione, mentre dall’altra parte la NPC impiega tre minuti per trovare il pareggio, segnando esclusivamente dalla lunetta con Thomas. L’Allianz Pazienza risponde subito con Gherardini, che sorprende tutti con una giocata da playmaker nonostante il ruolo di pivot, insaccando una tripla dai 6.75. La partita, tuttavia, fatica a decollare; entrambe le squadre si studiano a lungo, commettendo numerosi errori nei propri possessi. Il ritmo spezzettato e il punteggio relativamente basso sono il riflesso di un match in cui l’equilibrio regna sovrano. Nonostante ciò, rispetto ai padroni di casa, i dauni sembrano leggermente più convinti nelle loro azioni. Un esempio lampante è Mobio, che prima conquista un rimbalzo difensivo decisivo e poi colpisce con precisione dal lungo raggio, regalando ai gialloneri il +3 così come Moffa che colpisce sotto canestro. Il primo parziale della serata è a tinte giallonere: 13-18. 18-24 in quattro minuti giocati: un dato che, anche solo matematicamente, certifica come la Cestistica abbia subito appena 5 punti mentre ne abbia messi a referto 7, grazie al contributo corale del quintetto e, in particolare, di Mobio, non a caso schierato da coach Massimo Bernardi sin dall’inizio. La gara, però, così come la frazione d’apertura, non regala grandi emozioni. Lo spettacolo lascia spazio al tatticismo e ai numerosi errori su entrambi i fronti. A rompere l’impasse è Baldassarre, che firma una tripla preziosissima e scuote il tabellone del Palazzetto. Coach Bernardi, per non lasciare margine agli avversari, chiama immediatamente un timeout strategico. Quando sembra che Rieti possa portarsi avanti, è Bugatti a prendersi la scena: con alcune giocate consecutive, trascina i suoi al +3. Dall’altra parte, Baldassarre continua a farsi valere sotto le plance, sfruttando al massimo il suo peso specifico nel pitturato. Tuttavia, è ancora una volta il pivot Gherardini a farsi notare, raggiungendo quota 10 punti personali con una performance solida e incisiva. Alla seconda sirena il punteggio recita: 34-37. LA RIPRESA – San Severo attacca e sbaglia, rimbalza e commette un altro errore, conquista nuovamente il rimbalzo ma manca ancora il bersaglio. Rieti, nell’azione successiva, spreca a sua volta. È Gherardini, in contropiede, a spezzare il momento opaco con un canestro da due, seguito da Meluzzi che, dalla linea dei 6.75, centra la tripla. Sono i convulsi primi minuti della sfida tra Rieti e San Severo, un match che sembra stentare a decollare ma che presto si accende, regalando una serie di giocate significative. Le triple di Abati Toure e Fabi, entrambe dalla lunga distanza, risvegliano la gara, tuttavia, a fasi di grande spettacolo si alternano momenti di tatticismo esasperato e errori che spezzano il ritmo del gioco. Su questa altalena, è la Cestistica a prendere il comando, ma Rieti risponde colpo su colpo grazie alla regia di coach Antonio Paternoster. L’ex Fabi segna in contropiede e ribalta il risultato: 45-44. Coach Bernardi, preoccupato dalle disattenzioni difensive che hanno portato a due canestri sanguinosi, chiama immediatamente il time-out per riorganizzare i suoi. Al rientro, Mobio, dai 6.75, riporta avanti l’Allianz Pazienza, imitato poco dopo da Moffa che infila una tripla e poi ancora Mobio si fa trovare pronto per un tap-in dopo un altro tiro da tre di Moffa, portando il punteggio sul 49-56 per il massimo vantaggio dei gialloneri. Diversamente dai primi minuti, il match si fa più intenso e avvincente: la Cestistica mantiene il controllo ma Rieti non ci sta: 55-60. Bugatti, a dimostrazione che l’Allianz Pazienza San Severo fa sul serio, firma l’ennesima tripla della serata, rinvigorendo le giocate dei dauni e spingendo la squadra a lottare per raggiungere l’obiettivo finale: la vittoria. Perché ciò avvenga, però, è necessario difendere con determinazione e mantenere l’efficacia offensiva mostrata finora. Dopo i primi cinque minuti dell’ultimo quarto, il punteggio è sul 62-67, segno che la partita è ancora apertissima e senza un vero padrone. L’equilibrio regna sovrano, con entrambe le squadre che alternano momenti di realizzazione a errori e falli, come dimostra la situazione di Abati Toure, già a quota quattro infrazioni. La sensazione è che entrambe le formazioni siano più concentrate sul risultato finale, che sulla qualità estetica del gioco. Moffa, ben posizionato, realizza un canestro fondamentale, portando il punteggio sul 62-71, il massimo vantaggio per i gialloneri. Negli ultimi minuti, quasi in un batti baleno, la Cestistica trova nuova energia grazie ai punti messi a segno, riuscendo così a giocare con maggiore serenità e fluidità. Al contrario, tranne qualche giocata, i padroni di