È l’Allianz Pazienza ad essere… Power! La prodezza sul finale di Lucas manda ko Nocera

Si passa anche da qui. Da una prodezza negli ultimi secondi. Da partite come queste, disputate contro squadre che condividono gli stessi obiettivi e che, in casa, provano legittimamente a far valere il fattore campo. Sono serate così a misurare il reale spessore di un gruppo. Ed è proprio in questo che l’Allianz Pazienza San Severo dimostra di saper fare la differenza. Una squadra vera, compatta, consapevole, capace di imporre la propria identità anche in trasferta. A Nocera, i Neri non arretrano di un passo, alzano la voce quando conta, conducono l’incontro con personalità, mettendo in campo carattere, solidità, maturità e la lucidità negli attimi più compulsi. Il verdetto del campo è chiaro e premia la determinazione giallonera: Power Basket Nocera 71 – Allianz Pazienza San Severo 73. Oggettivamente non è stata una partita di puro spettacolo. I Neri hanno approcciato l’incontro nel modo corretto, imponendo ritmo e intensità nei primissimi minuti. Qualche possesso di troppo sciupato nel secondo periodo ha inevitabilmente rimesso in carreggiata Nocera, ma San Severo ha saputo rispondere con ciò che meglio la rappresenta: solidità fisica e, soprattutto, forza mentale. Il terzo quarto è il vero snodo del match, giocato con grande attenzione e sacrificio, prima di lasciare spazio a un finale incandescente. Nell’ultima frazione, infatti, la gara scivola in un punto a punto serratissimo: la Power aumenta aggressività e convinzione, approfittando anche di diversi errori dei dauni, e si arriva così al consueto, palpitante epilogo. A tre secondi dalla sirena il tabellone recita 71-71. Ma questa volta il finale sorride ai gialloneri; Lucas prende in mano la responsabilità più pesante, attacca con decisione il ferro e trova il canestro del sorpasso: il canestro della vittoria, un canestro che pesa come un macigno. Giusto esaltare la prodezza del numero 0 giallonero, così come i 18 punti di capitan Bugatti e i 12 di Mobio e Gherardini, ma il vero valore aggiunto è stato il contributo dell’intero gruppo. Una vittoria di squadra, voluta, cercata e conquistata con carattere. È il ventiduesimo punto stagionale, un traguardo che da solo basterebbe a raccontare il senso di un percorso. Avevamo chiuso l’anno solare conquistando una vittoria di peso specifico enorme contro la Luiss Roma e inauguriamo il nuovo anno festeggiando lontano da casa, in trasferta (una piacevole costante di questa stagione, che aggiunge ulteriore valore a quanto costruito fin qui). C’è poco altro da aggiungere, se non un sentimento che prevale su tutti: il sano orgoglio. Orgoglio per un gruppo che cresce partita dopo partita, che impara, che matura, che non smette di sorprendere. Un gruppo che, vincendo, ha iniziato ad assaporare il gusto del successo, senza però perdere fame, lucidità e ambizione. Ma sia chiaro: non essere sazia, cara Cestistica. Perché c’è ancora tanto da dire, tanto da dare, tanto da fare. È il momento di spingere, di accelerare, di crederci ancora di più. Quanto sei bella, Allianz Pazienza. E all’inizio dell’anno… lo sei ancora di più. DAL PARQUET – La PBN si schiera con Saladini, Donadio, Truglio, Guastamacchia e Misolic. Mentre i Neri optano per: Bandini, Lucas, Mobio, Bugatti e Gherardini. Non è una partita che, almeno nelle battute iniziali, brilla per ritmo ed entusiasmo. È l’Allianz Pazienza, però, a prendere con decisione, seppur senza strappi, le redini dell’incontro, mettendo subito la testa avanti grazie ai primi quattro punti firmati Gherardini e Lucas. I primi tre punti dei padroni di casa arrivano invece in maniera tutt’altro che semplice, dalle mani di Saladini, ma la risposta giallonera è immediata: Bugatti colpisce, Bandini appoggia due punti al ferro e ancora il capitano, preciso dalla lunetta, fissa il primo parziale sul 3-10. La Cestistica attacca con buona fluidità – lo testimoniano le conclusioni pesanti mandate a bersaglio da Morelli e Mobio – ma, soprattutto, difende con energia e intensità. Un atteggiamento che però comporta anche un prezzo da pagare: in appena cinque minuti i Neri esauriscono il bonus falli e Bandini si ritrova già gravato da due personali. Sul 7-18 coach Costagliola è così costretto a fermare il gioco, con i suoi che faticano vistosamente a trovare continuità offensiva. Dopo il timeout arrivano quattro punti consecutivi di Nocera, mentre San Severo attraversa un breve passaggio a vuoto, rimanendo a secco per ben tre possessi consecutivi. A smuovere nuovamente il tabellone ci pensano i due liberi di Lucas. È vero, la formazione di casa sbaglia molto e il punteggio, al momento, sorride ai dauni; allo stesso tempo, però, è chiaro come serva maggiore cinismo per capitalizzare quanto di buono prodotto su entrambi i lati del campo. Il primo quarto si chiude sul punteggio di: 14-20. San Severo riparte con un quintetto profondamente rimaneggiato rispetto all’avvio di gara: Bandini, Mobio, Gattel, Todisco e Ndour. Cambiano dunque quattro interpreti su cinque, ma l’inerzia offensiva dei Neri fatica a ritrovare la brillantezza mostrata nei primi minuti. La manovra si fa macchinosa, gli errori si moltiplicano (dal pitturato, dalla linea della carità e, soprattutto, dalla lunga distanza) e questo consente alla Power di rifarsi sotto, nonostante il vantaggio giallonero resti ancora sul tabellone. Il margine iniziale, infatti, si assottiglia sensibilmente e la sensazione di controllo lascia spazio a una gara sempre equilibrata. Non è un match che incanta sotto il profilo dello spettacolo e anche la gestione dei falli comincia a pesare: Bandini è già gravato di tre personali, mentre Mobio, Gattel e Scredi viaggiano a quota due, con Nocera che ora è pienamente alle calcagna di una Cestistica che, va detto, non sta esprimendo il livello mostrato in avvio di incontro. Il vantaggio resiste, grazie ad alcuni canestri messi a segno verso la fine di periodo, ma non basta. Serve maggiore ferocia e determinazione su ogni possesso se si vuole indirizzare la gara sui binari desiderati. All’intervallo lungo il punteggio dice: 33-37. Al rientro dagli spogliatoi il messaggio è chiaro: non è consentito abbassare la guardia, né tantomeno concedersi passaggi a vuoto. In questa categoria, e ancor più sul parquet campano, ogni esitazione rischia di essere punita. La classifica può ingannare, ma la realtà del campo
Non la solita Cestistica e Imola ne approfitta

La Serie B è, per sua natura, un continuo up and down. E giocando ancora una volta con la carta d’identità degli avversari, la gara contro l’Andrea Imola ha confermato tutte le difficoltà di un campionato complesso, equilibrato, mai scontato. Si conclude sul 78-97. T la sfida tra San Severo e Imola. Gli emiliani (forti degli ex Moffa, Abati Touré e di un Gatto purtroppo ancora ai box) che solo pochi giorni fa aveva messo a referto ben 86 punti sul parquet di Fabriano, subendone appena 69, hanno dimostrato anche stasera il loro valore, presentandosi a San Severo con lo stesso bottino di punti in classifica e un ruolino di marcia speculare. C’è però una differenza sostanziale: Imola è stata costruita per vivere una stagione relativamente serena, magari con l’ambizione di qualcosa in più della semplice salvezza; San Severo, invece, ha dichiarato fin dall’inizio un obiettivo chiaro e prudente. Ad onor del vero, quest’oggi i Neri non sono riusciti a dare continuità alle brillanti prestazioni casalinghe mostrate in precedenza. Ed infatti, i primi venti minuti hanno segnato in maniera profonda l’andamento dell’incontro, con una sofferenza evidente che ha visto gli avversari mettere a referto ben 57 punti, a fronte dei 38 realizzati da San Severo. Un divario importante, maturato soprattutto nella prima metà di gara, che, oggettivamente, ha reso la strada in salita. E così, nel prosieguo del match, il tentativo giallonero di reazione, generoso e volenteroso si è dimostrato comunque vano. E Imola, che ha dominato sotto il ferro, visti gli innumerevoli rimbalzi presi, ha continuato il suo incontro. Vale la pena fermarsi un attimo e guardare i numeri, non per esaltazione sterile ma per dare il giusto peso al cammino compiuto: la Cestistica San Severo ha disputato 17 partite, vincendone 9 e perdendone 8 (si potrebbe aprire un capitolo a parte anche su questo, con forse, l’unico passaggio a vuoto contro Ferrara, ma quello appartiene ad altre analisi). Un ruolino di marcia che, ad oggi, pochi avrebbero pronosticato, soprattutto considerando il contesto e gli obiettivi dichiarati a inizio stagione. Chiudere prima delle festività con una vittoria sarebbe stato il massimo, tuttavia bisogna sempre fare i conti anche con la determinazione degli avversari: non si gioca mai da soli. Il bicchiere, questa sera, è comunque mezzo pieno. Anzi, lo è per davvero. Buon Natale, San Severo. L’appuntamento è tra una settimana, con l’auspicio di poter salutare il nuovo anno con i due punti. DAL PARQUET – Lo starting five dell’Allianz Pazienza: Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini contro i cinque uomini schierati da Luca Dalmonte: Kupstas, Chessari, Gozo, Raucci, Thioune. Parte forte Imola, che apre le danze con la schiacciata autoritaria di Thioune per il 2-0, sfruttando subito un nostro errore con Mobio e colpendo in campo aperto con Gozo per il primo allungo. La Cestistica però non resta a guardare: arriva la reazione immediata, concreta, con il gioco da quattro punti che ci permette di sbloccarci e rimettere in equilibrio il punteggio, approfittando del fallo commesso da Morelli. Kupstas risponde dall’arco, ma il botta e risposta prosegue: dopo i due punti di Raucci, Bugatti si prende la responsabilità e firma la tripla dell’8-9, dando il primo segnale di personalità. Bandini incappa in due falli nella stessa azione e coach Bernardi è costretto a ruotare, inserendo Lucas. La scelta paga subito: Bugatti colpisce ancora in transizione, regalando il primo vantaggio giallonero sul 13-11, anche se Kupstas risponde immediatamente, sempre dai 6,75, confermando di avere la mano calda. San Severo continua a trovare buone soluzioni dall’arco: anche Scredi, appena entrato, si iscrive al match e ci tiene in scia, mentre Bugatti, ancora da tre, ci riporta avanti. Imola però alza i giri: Moffa entra dalla panchina e trova subito il canestro, poi orchestra con lucidità il pick and roll che libera Thioune. La risposta arriva puntuale con la tripla di Lucas per la parità, ma Moffa è in ritmo, segna ancora e conquista due falli su tiro, capitalizzando dalla lunetta con un perfetto 4/4. È Chessari a firmare il primo strappo ospite, portando Imola sul +6 (24-30), prima che Lucas, ancora una volta dall’arco, provi a ricucire. Il primo quarto si chiude sul 27-30, con Kupstas che trova gli ultimi due punti della frazione. In avvio di secondo periodo c’è un buon movimento offensivo dei Neri, ma Ndour non riesce a finalizzare. Dall’altra parte Filippini non sbaglia e il divario si allarga fino al -7, costringendo coach Bernardi a chiamare timeout. Al rientro, però, è ancora Imola a colpire con Moffa, mentre Gherardini risponde con orgoglio, provando a tenere viva l’Allianz Pazienza. Moffa continua a essere un fattore e piazza anche la tripla che vale il -10. Gherardini prova a tamponare dalla lunetta, ma Imola punisce ripetutamente in contropiede. Arriva anche l’affondo pesante: schiacciata di Touré su assist illuminante di Moffa per il -14 e nuovo timeout per Bernardi. La reazione d’orgoglio passa ancora da Gherardini, che schiaccia con decisione su assist di Bandini, ma Imola non rallenta: Raucci colpisce dall’arco, mentre Mobio commette fallo in attacco e il punteggio scivola sul 33-52. Altro timeout, ma la fase finale del quarto è spezzettata, con tanti errori da entrambe le parti e punti che arrivano quasi esclusivamente dalla lunetta. Si va così all’intervallo lungo con Imola avanti 38-57, al termine di un primo tempo complicato per i gialloneri, chiamati a ritrovare ritmo, equilibrio e intensità al rientro dagli spogliatoi. Si riparte con Lucas nel quintetto iniziale al posto di Bandini, gravato da tre falli personali, mentre dall’altra parte Imola conferma gli stessi uomini. L’avvio del secondo tempo prova a regalare qualche segnale incoraggiante: due triple di Ivan Mobio tengono la Cestistica agganciata alla partita, ma la risposta degli emiliani è puntuale e continua, con Kupstas e Thioune che trovano il canestro con impressionante regolarità. La musica, purtroppo, non cambia. Imola continua a colpire con grande facilità offensiva, toccando quota quasi 70 punti in due quarti e mezzo, costringendo coach Bernardi a fermare nuovamente il gioco. A rendere il quadro ancora
La Cestistica regge l’urto e gioca con coraggio, Latina allunga nel finale

Si rientra dalla difficile trasferta di Cisterna, al cospetto di un avversario di rango come Latina, con una sconfitta nel punteggio ma senza smarrire dignità e identità. Il match tra Benacquista Assicurazioni e Cestistica San Severo si chiude sul 90-72, un risultato che, se analizzato unicamente attraverso il dato numerico, può raccontare un passo falso, ma che rischierebbe di offrire una lettura riduttiva, incompleta e ingenerosa. La valutazione, infatti, va necessariamente inserita in un contesto più ampio. Di fronte c’era una Benacquista Latina costruita con ambizioni dichiarate, guidata da uno staff tecnico di primissimo livello e da un allenatore esperto come coach Gramenzi, oltre che più fresca fisicamente grazie al turno di riposo. Eppure, guardando in casa giallonera, i ragazzi di coach Massimo Bernardi non hanno mai smarrito spirito, identità e dignità cestistica. Hanno lottato, risposto colpo su colpo, accettato la sfida con coraggio, portando l’incontro sui binari dell’equilibrio fino al 37’, prima che i nerazzurri, raggiunto il +10, riuscissero a gestire con lucidità e mestiere la fase conclusiva della gara. Chi conosce le dinamiche della Serie B sa bene quali siano gli obiettivi del club pontino: zona alta della classifica, corsa ai playoff e un percorso che, numeri alla mano, parla di 12 vittorie e sole 4 sconfitte. Un ruolino che racconta, più di ogni parola, il valore dell’avversario. Indipendentemente dallo spessore dei laziali , non sembri spavalderia dirlo, ma oggi affrontare i colori gialloneri significa misurarsi con una squadra che incute rispetto, quasi timore reverenziale. E questo ha un solo artefice: Massimo Bernardi e il gruppo che ha costruito giorno dopo giorno. È il frutto di un lavoro paziente, serio, profondo. Non c’è soddisfazione più grande, anche quando si perde, che vedere i propri ragazzi comunque combattere lontano da casa, proprio su quei campi dove storicamente si rischia di uscirne con le ossa rotte. Adesso, trasformiamo la ‘rabbia’ dei due persi in opportunità di rivalsa già da domenica. Il nostro fortino ci aspetta. DAL PARQUET – La Benacquista Assicurazioni punta su: Gallo, Cipolla, Chiti, Sacchetti e Nwohuoch amentre l’Allianz Pazienza va con Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini. Sembra quasi un duello annunciato, in avvio, quello tra Bugatti e Chiti. La Cestistica parte con il piglio giusto, affidandosi subito al proprio capitano, autore dei primi quattro punti gialloneri, ma la risposta dei padroni di casa non tarda ad arrivare: Chiti colpisce dall’arco e si fa valere anche nel pitturato, riportando equilibrio e intensità sul parquet. Ancora Bugatti, con la consueta personalità, firma un’altra conclusione vincente, in un inizio di gara che, dopo cinque minuti, vede di fatto solo due protagonisti a referto. Nwohuocha muove il punteggio per Latina, ma è un lampo immediatamente spento dalla splendida tripla di Bugatti e dal glaciale 2/2 dalla lunetta di Ivan Mobio, che valgono il primo strappo sul 9-13. Al di là dei numeri, è l’aspetto mentale a colpire: San Severo approccia la gara con autorevolezza e coraggio, consapevole di affrontare una delle formazioni più in forma del momento, ma senza alcun timore reverenziale. I nerazzurri provano a non concedere troppo campo, ricucendo lo strappo e portandosi leggermente in avanti, ma la Cestistica è esattamente come deve essere: intensa, lucida, presente. Sul parquet di Cisterna, al primo squillo di sirena, il tabellone recita: 24-23. La gara assume progressivamente i contorni di una sfida soprattutto mentale, prima ancora che tecnica. I laziali aumentano le percentuali, spingono in transizione, corrono il campo con continuità e trovano il canestro con buone percentuali, interpretando la partita con un’intensità che, per certi versi, richiama proprio lo stile dei dauni nelle loro serate migliori. Dall’altra parte, però, l’Allianz Pazienza non arretra di un centimetro e risponde colpo su colpo. Bugatti continua a essere il riferimento offensivo e la vitalità di Gattel, l’energia di Gherardini e la lucidità di Lucas tengono San Severo pienamente agganciata alla partita. Il dato più significativo dell’inizio di secondo periodo è proprio questo: non si palesa alcun solco evidentissimo tra le due formazioni, un segnale tutt’altro che scontato alla luce delle premesse e delle aspettative settembrine e della vigilia. Ed è già, di per sé, una nota di grande merito per la squadra guidata da Massimo Bernardi. Nel tratto finale della frazione, però, aumentano le imprecisioni su entrambi i fronti, con i Neri che pagano qualche palla persa di troppo e alcuni falli evitabili, elementi che consentono ai ragazzi di coach Gramenzi di allungare leggermente. Si va così all’intervallo lungo con il punteggio di: 48-41. Morelli non capitalizza dalla lunetta, chiudendo con un 2/3, ma Gherardini è puntualissimo a leggere l’azione, arpiona il rimbalzo offensivo e converte immediatamente in due punti pesanti. È esattamente questa l’attitudine che l’Allianz Pazienza deve mettere in campo, soprattutto al cospetto di una big del campionato come la Benacquista Assicurazioni. In pochi istanti, infatti, i Neri risalgono fino al -2, a testimonianza di quanto l’approccio al periodo – così come l’andamento complessivo dell’incontro – sia determinante. Occhio al dato: nei primi tre minuti San Severo concede appena due punti agli avversari e, parallelamente, ne manda a referto sette, dando continuità a quanto già mostrato nella prima metà di gara, in particolare nel primo quarto. Tanta, tantissima Cestistica in campo: aggressiva, presente, capace di costringere Latina a spendere falli in serie, tanto che dalla metà del periodo in avanti la strada verso la lunetta diventa una costante. I padroni di casa, dal canto loro, non hanno alcuna intenzione di lasciare il proscenio agli ospiti e ricordano perché undici vittorie stagionali non siano certo frutto del caso. Eppure, ancora una volta – anche a costo di risultare ripetitivi – il messaggio è chiaro: non c’è alcun divario netto tra le due formazioni (vedasi le triple in nonchalance di Lucas). Si entra così nel vivo dell’ultimo quarto con la partita ancora tutta da scrivere: 71-65. Due minuti di smarrimento, senza punti a referto per i gialloneri, a testimonianza di quanto la continuità debba essere garantita lungo l’intero arco dell’incontro, soprattutto al cospetto della profondità e della qualità del roster a disposizione di coach Gramenzi. Nei frangenti che contano, infatti, la formazione laziale
Cestistica, il marchio delle grandi squadre! Maturità, sacrifico e vittoria contro Jesi

Una vittoria. Quella che doveva arrivare compresi “se” e “ma”. Un successo, arrivato dopo un tempo supplementare, che profuma di grande maturità cestistica. L’Allianz Pazienza firma infatti il nono acuto stagionale, imponendosi 91-89 contro la General Contractor Jesi squadra fisica, ruvida, tutt’altro che scontata. Il punteggio elevato e l’overtime certificano un confronto acceso, giocato a viso aperto da entrambe le formazioni e risolto, di fatto, soltanto negli ultimissimi secondi del tempo supplementare. Già nel corso dell’ultimo quarto la Cestistica aveva lasciato intendere di poter afferrare la vittoria, ritrovando energia e lucidità e mettendo alle corde Jesi, rimasta a secco per lunghi tratti nei primi cinque minuti della frazione conclusiva. La General Contractor, però, ha saputo reagire, ritrovando ritmo e intensità nei minuti successivi tanto portare al pathos conclusivo. Ne è scaturito così un finale ad altissima tensione, culminato in un tempo supplementare, esattamente come una settimana fa. A differenza della trasferta di Fabriano, questa volta l’Allianz Pazienza non si lascia sfuggire l’occasione e stringe i denti fino in fondo, aggrappandosi a ogni risorsa del proprio roster. Uno sforzo autenticamente collettivo, in cui emergono le prove di Mobio, Bugatti, Gherardini, Ndour e Bandini come principali terminali offensivi, senza mai perdere di vista ciò che davvero fa la differenza: il gruppo. Perché al di là delle giocate più evidenti, sono quelle invisibili, la solidarietà difensiva, la disponibilità al sacrificio e la condivisione degli sforzi a raccontare meglio di ogni statistica la vittoria della Cestistica. I due punti conquistati diventano preziosi come l’oro, non tanto per una classifica che, lo ribadiamo con fermezza, non va mai guardata con eccesso di entusiasmo, quanto per il percorso di crescita costante che la squadra sta costruendo, partita dopo partita. Ad ogni confronto, infatti, l’asticella dei Neri si alza un po’ di più: per gli uomini di coach Bernardi, per chi li segue, e per le avversarie, che ormai sanno bene che affrontare questa Allianz Pazienza significa doversi preparare a una prova di altissima intensità. Che bella che sei, straordinaria Cestistica. Continua così. Avanti. Ancora. Sempre. DAL PARQUET – Bernardi manca in campo: Lucas, Bandini, Mobio, Bugatti e Gherardini mentre Coach Marcello Ghizzinardi schiera: Piccone, Maglietti, Toniato, Palsson e di Pizzo. Avvio di gara nel segno dei colori gialloneri: i primi quattro punti portano la firma di Matteo Gherardini, puntuale e concreto nel farsi trovare pronto nel cuore dell’area, e di un lucido Bandini, impeccabile dalla linea della carità con un 2/2 che inaugura il punteggio. Dall’altra parte, però, la General, pur alternando qualche possesso impreciso, trova con continuità la via del canestro, affidandosi sia alle iniziative di Maglietti sia al suo principale terminale offensivo, Palsson, abile a capitalizzare il gioco da tre punti con un efficace 2+1. Gli ospiti sanno approfittare con mestiere delle esitazioni difensive dei gialloneri che, complici due palloni persi con eccessiva superficialità, concedono campo e fiducia. La circolazione di palla avversaria diventa fluida, incisiva, e il parziale di 6-10 costringe coach Bernardi a fermare il gioco per richiamare i suoi all’ordine. La Cestistica continua a faticare, e non poco, nel trovare ritmo e continuità, mentre gli ospiti proseguono con una pallacanestro semplice, ordinata e tremendamente produttiva. La schiacciata di Mobio e le conseguenti due triple provano a scuotere ambiente e compagni, riportando un pizzico di energia e orgoglio giallonero, ed effettivamente cambia tutto: Maglietti, dopo due tecnici si fa espellere, e in un amen l’Allianz Pazienza torna in vantaggio: 26-23. Con l’espulsione del giocatore jesino, il clima sul parquet si surriscalda sensibilmente e la partita cambia volto, trasformandosi sempre più in una sfida di nervi e di personalità, oltre che di soluzioni tecniche. Arrigoni trova una tripla di capitale importanza, utile a ristabilire l’equilibrio nel punteggio, ma Nicoli risponde prontamente ribaltando ancora una volta il parziale a favore degli ospiti. La Cestistica, però, non arretra di un passo: Gattel, ben innescato da Lucas, firma la sua prima conclusione pesante della serata, immediatamente imitato da Bruno. La formazione di Ghizzinardi sembra per alcuni tratti trovare maggiore continuità, ma San Severo resta pienamente in partita, pronta a rispondere colpo su colpo. Lo certificano la tripla di Ivan Mobio che vale il -1 e il nuovo sorpasso firmato da Gherardini, che costringe la panchina ospite a rifugiarsi nel timeout. Dopo alcuni minuti di equilibrio e tensione, è Jesi a chiudere la frazione con un leggero margine. Si va all’intervallo lungo sul punteggio di: 48-52. È capitan Bugatti ad aprire le danze di un terzo quarto di cruciale importanza per i Neri. Non soltanto per la necessità di ricucire lo strappo nel punteggio, ma anche perché Jesi si conferma formazione fisica, intensa, capace di mettere grande pressione su entrambi i lati del campo. Se la Cestistica vuole costruire le basi della vittoria, è proprio in questa frazione che deve alzare ritmo, entusiasmo e determinazione. Contestualmente, diventa imprescindibile registrare una fase difensiva fin lì troppo permissiva: la General Contractor trova infatti soluzioni con eccessiva facilità a ogni possesso, mentre San Severo fatica a dare continuità alle proprie azioni offensive. Ancora una volta è Bugatti a suonare la carica, trascinando i compagni con la tripla del 55-55, in un momento in cui gli ospiti provano costantemente a mantenere il controllo dell’inerzia. Jesi risponde prontamente, ma trova sulla propria strada Paolo Bandini, che firma l’ennesimo pareggio di una gara vissuta sul filo dell’equilibrio. Gli ospiti mostrano grande solidità mentale, non scomposti né dai colpi sanseveresi né dalla pressione del pubblico di casa, mantenendo alta la qualità delle proprie esecuzioni. Ne nasce così una fase di gioco vibrante, caratterizzata da percentuali elevate e continui botta e risposta, con il punteggio che resta sostenuto fino all’ultima azione del periodo. Al suono della terza sirena, il tabellone del Palasport recita: 71-70. Sul 76-70 il “Falcone e Borsellino” si infiamma, e fa bene a farlo: è questo il momento in cui l’Allianz Pazienza mostra tutta la propria cifra tecnica e mentale, producendo gioco e gestendo l’incontro con maturità. Jesi, a ben vedere, accusa il colpo e dà segnali di difficoltà evidenti. La schiacciata di Mobio
Una partita interminabile sfugge dalle mani dei Neri. Dopo due overtime ride la Janus

Alla fine del quarto periodo regolamentare la partita sarebbe potuta sfuggire dalle mani di San Severo. A conclusione del primo overtime avrebbe potuto vincerla. E, dopo il secondo supplementare, i Neri l’hanno invece definitivamente persa. È il verdetto della notte cestistica di Cerreto d’Esi: una sfida infinita, estenuante, terminata dopo due tempi supplementari con il successo dei padroni di casa, 104-94, al termine di una battaglia fatta di episodi e dettagli. E proprio i dettagli, come sempre, si sono rivelati decisivi. Emblematico quanto accaduto nei secondi finali del primo overtime, quando sulla linea della carità si è presentato Romondia che, con precisa scelta, ha fallito volontariamente il secondo libero, permettendo a Dri di catturare il rimbalzo e siglare il pareggio. Un gesto tecnico e mentale che ha indirizzato l’inerzia del supplementare, aprendo poi la strada ai successivi cinque minuti in cui Fabriano ha trovato la lucidità per colpire nei momenti cruciali. E tuttavia, con la stessa onestà, si può raccontare anche l’altra faccia della partita: quella dei Neri che, nell’ultimo quarto, hanno recuperato sette punti in un lampo, riaprendo con carattere una gara che sembrava ormai instradata verso i marchigiani. Ma il basket vive di millimetri, di scelte, di respiri trattenuti. E questa volta il destino ha premiato Fabriano. È sempre così: nessuna classifica mette realmente al riparo da nulla. Le squadre si rinforzano, cambiano pelle, ritrovano energie e nuove soluzioni tecniche – come accaduto alla Ristopro, capace di aggiungere innesti che hanno ampliato rotazioni e competitività – e ogni gara diventa potenzialmente un crocevia pericoloso. Può trasformarsi in un inciampo rumoroso oppure in un’ulteriore accelerata verso i propri obiettivi stagionali. Questa sera si racconta di una sconfitta che, per come è arrivata, fa veramente male, e porta con sé il retrogusto, ma se ci fermiamo un istante a voltare lo sguardo indietro, non possiamo non riconoscere come questa squadra stia disputando un campionato ben oltre ogni aspettativa, individuale, collettiva e persino cittadina. Una crescita continua, evidente, che non può essere scalfita da un passo falso. Si riparte da qui, dunque, senza drammi, ma con la consapevolezza che già domenica ci sarà l’opportunità di rimettersi in carreggiata. E davanti al proprio pubblico, i Neri hanno raramente deluso. Coraggio, ragazzi. Il cammino è ancora lungo e lo state percorrendo con dignità, intensità e un’identità sempre più definita. Continuiamo così. DAL PARQUET – L’ex di giornata, coach Nunzi, manda in campo i suoi cinque uomini: Romondia, Dri, Silke-Zunda, Vavoli e Ponziani mentre il suo corrispettivo Bernardi punta al solito quintetto: Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini. L’avvio di gara è estremamente sonnacchioso: l’Allianz Pazienza rompe per prima il ghiaccio con il consueto movimento di Mobio, bravo a liberarsi dai blocchi e a depositare i primi due punti della serata. La Janus replica immediatamente, trovando la tripla di Dri e l’appoggio di Silkė-Zundā per il 5-2. A ristabilire l’inerzia ci pensano però le tre triple consecutive di Bugatti, che riportano i Neri al comando. La partita, tuttavia, fatica ad accendersi: palloni persi con leggerezza, distrazioni difensive e tiri affrettati scandiscono un primo quarto tutt’altro che scintillante dal punto di vista estetico, assumendo piuttosto i contorni di una battaglia tattica. In un contesto di gioco nervoso, condizionato da numerosi fischi arbitrali e da un ritmo continuamente spezzettato, la Cestistica è chiamata soprattutto a mantenere lucidità e concretezza, cercando di capitalizzare ogni possesso utile. Ed effettivamente, dopo una gara che improvvisamente s’accende, i gialloneri aumentano il loro potenziale offensivo con tutti gli uomini presenti sul parquet e restano in vantaggio pur considerando le controffensive dei padroni di casa. Da Cerreto d’Esi arriva il primo parziale: 22-27. Abega continua a mettere in mostra tutto il suo straordinario repertorio tecnico, e Fabiano – con piena cognizione di causa – si affida al suo uomo più caldo, che riporta la contesa in perfetto equilibrio. Nei primi tre minuti del secondo periodo, però, la Cestistica fatica terribilmente a trovare la via del canestro, e serve l’intervento dell’altro ex di serata, Bandini, per provare a scuotere un quarto fin lì piuttosto opaco per i Neri. San Severo appare infatti troppo remissiva, con un atteggiamento difensivo lontano dalla solidità mostrata in avvio: i recuperi sono tardivi, le rotazioni poco reattive e la zona centrale del campo resta spesso scoperta, permettendo alla Janus di affondare con continuità i propri attacchi. Non sorprende dunque che, subito dopo il canestro di Silkė-Zundā che sancisce il sorpasso della Ristopro, coach Bernardi scelga il timeout per riorganizzare idee e intensità. Questa Allianz Pazienza non assomiglia a quella vista nel primo quarto, capace di produrre 27 punti con fluidità e precisione, seppur con qualche sprazzo interessante. Tanti, troppi gli errori dall’arco, mentre Fabriano non resta certo a guardare e, soprattutto attraverso il lavoro dei propri lunghi, trova energia e certezze vicino al ferro. Si arriva così all’intervallo lungo con il punteggio che recita: 41-44. Si torna sul parquet e, come prevedibile, la battaglia riprende con la stessa trama che ha scandito le frazioni precedenti: l’Allianz Pazienza attacca con convinzione, costruisce vantaggio, dà l’impressione di poter prendere il controllo. La Ristopro, però, non si lascia scuotere più di tanto, resta aggrappata all’incontro e trasforma la gara in un equilibrio costante, interrotto solo da qualche fiammata sanseverese. San Severo continua a trovare soluzioni efficaci in attacco, ma Fabriano risponde colpo su colpo, fino a mettere per la prima volta il naso avanti grazie ad Abega e poi alla tripla di Romondia, che sigla il 60-56 e sancisce il primo vero vantaggio marchigiano della serata. Il merito, o meglio il limite dei Neri, è proprio questo: ogni volta che sembrano pronti a scavare un solco, lasciano che l’avversario rientri, offrendo alla Ristopro l’inerzia e l’entusiasmo che, soprattutto tra le mura amiche, diventano benzina purissima. È così che Fabriano, spinta dalla verve dei suoi, riesce a piazzare un mini-break di quattro lunghezze e costringe un visibilmente contrariato coach Bernardi a richiamare immediatamente i suoi all’ordine. La Janus, che non aveva mai realmente dato la sensazione di poter comandare l’incontro, trova
La Cestistica lascia l’anima sul parquet, ma vince la solida Caserta

Tutto il valore della Cestistica è stato ampiamente dimostrato. Di più, onestamente, oggi sarebbe stato difficile chiedere. Si potrebbe entrare nel tecnico per quanto si vuole, ma sarebbe al quanto riduttivo parlarne: la Allianz Pazienza San Severo ha tenuto testa a una delle squadre più in forma del campionato, quella Caserta che, non a caso, sta accendendo entusiasmo nella propria città al punto da muovere un nutrito seguito anche al “Falcone e Borsellino”. Il finale, 75-85, premia la formazione guidata dal sempre stimato e affettuosamente ricordato coach Lino Lardo, ma non ridimensiona in alcun modo il valore del roster giallonero, uscito sì sconfitto, ma dopo aver affrontato un avversario di livello tecnico elevatissimo. Dopo venti minuti di sostanziale equilibrio, scanditi da fisiologici alti e bassi, San Severo è rientrata sul parquet con un piglio ancor più determinato, tentando di imprimere la propria impronta al terzo periodo e riuscendo, per larghi tratti, a mettere seriamente in difficoltà Caserta, costretta a più riprese a correre ai ripari. La formazione bianconera, però, complice anche qualche disattenzione giallonera, ha saputo ritrovare energia e lucidità proprio nei minuti conclusivi della frazione, colpendo con impressionante continuità dalla lunga distanza, ricucendo lo strappo e chiudendo definitivamente il confronto con percentuali da capogiro e il vento pienamente in poppa. Se si osserva il percorso della Cestistica fino a questo momento, si nota come le sconfitte, eccezion fatta forse per la gara contro Ferrara, sono arrivate sempre con prestazioni convincenti, tutte contro squadre costruite per stazionare stabilmente ai vertici. Match che, alla vigilia, sembravano già scritti, e che invece l’Allianz Pazienza ha sempre giocato a viso aperto, vedendoli sfumare soltanto per dettagli o per fiammate avversarie negli istanti conclusivi. È su questa strada, così apprezzata da tutto il pubblico sanseverese e non solo, che bisogna continuare a insistere. La formazione di coach Bernardi sta dimostrando non soltanto crescita tecnica, ma soprattutto una coesione profonda, un senso di appartenenza che riecheggia puntualmente anche nelle parole del tecnico giallonero. Avanti così, ragazzi. Non sono “due punti persi”: ma un altro tassello nel percorso di maturazione, un insegnamento prezioso che contribuirà a forgiare ancor più carattere e consapevolezza. La strada è quella giusta. Sempre. DAL PARQUET – Lo starting five giallonero è così composto: Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini contro i cinque bianconeri: d’Argenzio, Nobile, Vecerina, Lo Biondo e Radunic. Una cornice di pubblico impeccabile, calorosa e partecipe da entrambe le tifoserie, fa da scenario a un confronto tra due squadre che attraversano un periodo di forma smagliante. Fin dalle prime battute si percepisce come i motori siano già ampiamente caldi: Caserta imprime subito ritmo affidandosi ai centimetri e alla presenza dominante del suo pivot, Radunić, che non soltanto finalizza con precisione, ma funge anche da catalizzatore del gioco, distribuendo palloni di qualità ai compagni. Sul fronte opposto, l’Allianz Pazienza risponde con ordine e coralità, attingendo energia da tutto il quintetto e provando a contenere le folate offensive dei bianconeri, efficaci e continui. I gialloneri restano pienamente agganciati alla sfida grazie alle conclusioni dalla lunghissima distanza, griffate da Bandini e Mobio, capaci di colpire con freddezza. Sono dieci minuti di pallacanestro vibrante, intensa sul parquet e avvolgente sugli spalti. E il punteggio, alto e combattuto, non fa che certificare la qualità di questo avvio. Il primo parziale: 20-24. Mobio, Gherardini e il 2/2 dalla linea della carità di Gattel imprimono immediatamente ritmo e pressione ai bianconeri, costringendoli a trovare la maggior parte dei loro punti nel cuore dell’area. Non potrebbe essere altrimenti: D’Argenzio, leader tecnico e emotivo di Caserta, è marcato con ferocia da un giallonero sistematicamente incollato alla sua ombra. La partita della Cestistica, però, è esattamente quella che deve essere: ordinata, lucida, organizzata in fase offensiva e ancor più rigorosa nella propria metà campo, consapevole che di fronte c’è pur sempre la terza forza del campionato, squadra ricca di talento e personalità. Proprio per questo coach Bernardi richiama più volte i suoi all’attenzione, deciso a evitare qualsiasi sbandamento e a rimanere pienamente dentro il flusso della gara. I gialloneri hanno bisogno dei punti di Lucas e Bugatti per restare agganciati, mentre Caserta, dall’altra parte, prova ad ampliare il margine con rotazioni profonde e ben distribuite. Tuttavia, l’Allianz Pazienza, tra qualche fisiologico alto e basso e quel coraggio che non manca mai, non molla la presa e rimane stabilmente in scia. Al riposo lungo, il tabellone recita: 37-39. È la partenza che serviva: la tripla di Todisco e i due punti, nella sua abituale eleganza, firmati da Lucas ribaltano immediatamente l’inerzia del match. Tanto che coach Lardo (accolto da una sincera ovazione al momento della presentazione) è costretto a richiamare i suoi dopo neppure due minuti di gioco. L’Allianz Pazienza, infatti, è uscita dai blocchi con maggiore determinazione, ma servirà conservare questa intensità ancora a lungo. Il contesto è vibrante, energico, intriso di quella grinta che esalta la qualità dello spettacolo, e la tripla di Mobio del 47–43 manda nuovamente in estasi i tifosi del “Falcone e Borsellino”. I Neri stanno interpretando la gara nel modo più efficace: attacco prolifico, ritmo alto e, soprattutto, pressione costante sui portatori di palla casertani. Una sfida fisica, quasi ferrea, che al momento sta producendo gli effetti sperati sotto ogni aspetto: punteggio, fluidità, atteggiamento, presenza mentale. Certo, resta da fare i conti con il fattore d’Argenzio che, prendendosi responsabilità importanti, continua a generare punti pesanti. Gli ultimi minuti del terzo quarto diventano così un botta e risposta continuo: nessuna delle due formazioni riesce a prendere il largo, ma i Neri sono sempre lì. Ostinati. Presenti. Pronti a colpire. 63-66. Tre punti pesantissimi vengono ancora una volta arpionati da Caserta, e questa volta è coach Bernardi a interrompere il gioco: le percentuali dei bianconeri dalla lunga distanza continuano infatti a lievitare in maniera impressionante. Lucas, dopo qualche minuto di fisiologica difficoltà, torna a mordere la partita mettendo pressione ai portatori di palla avversari, che pure dovrebbero risentirne, ma che invece giocano con una disarmante nonchalance, forti di un roster profondo e di qualità. È proprio questo aspetto a mandare in affanno l’Allianz: ogni qual volta i gialloneri riescono a trovare punti preziosissimi in attacco, arriva puntuale la contro-risposta casertana. Così, sul 66-73, Bernardi è costretto a chiamare nuovamente timeout. La
Allianz Pazienza sulla strada della continuità! Fiducia, consapevolezza e Imola ko

Se ci fossero ancora aggettivi per descrivere questa squadra, aiutateci a trovarli. Perché, davvero, l’Allianz Pazienza continua a sorprenderci, superando ogni volta l’immaginazione e le aspettative. Nella dodicesima gara di Serie B sono i Neri sanseveresi ad avere la meglio sui Neri… emiliani: 98-78. Come un copione che, almeno nelle intenzioni degli ospiti, sembrava già scritto, un’altra formazione arriva in terra dauna con il coltello tra i denti, determinata a strappare a ogni costo il referto rosa. Ma spesso, molto spesso, chi varca il parquet del “Falcone e Borsellino” si scontra con una verità tanto semplice quanto scomoda: quando la Cestistica San Severo difende in maniera granitica, l’attacco trova fluidità, ritmo, e la partita cambia volto. E a quel punto entra in scena il pubblico. Un palazzetto vivo, caldo, partecipante, che riconosce lo sforzo della squadra e la spinge, la sostiene, la accompagna in ogni possesso. Per i primi venti minuti il confronto resta avvolto in un equilibrio quasi chirurgico: Imola ha il merito di rimanere costantemente agganciata ai padroni di casa, complice la buona prestazione di Giorgi, mentre la Cestistica paga qualche errore di troppo sui tiri liberi che avrebbe potuto indirizzare diversamente la contesa. Ma al rientro dagli spogliatoi cambia radicalmente il registro narrativo del match. L’Allianz Pazienza innesta tutte le marce, alza l’intensità e travolge progressivamente le residue certezze della Virtus. Le energie degli ospiti si affievoliscono, mentre quelle giallonere si moltiplicano: cresce la qualità offensiva, si trova il canestro da ogni angolo del campo e, soprattutto, si confezionano giocate di pregevole fattura. Basti pensare ai passaggi illuminanti di Lucas per Mobio e Gherardini, autentiche ‘gemme’ tecniche che alimentano l’entusiasmo del pubblico e trascinano definitivamente l’inerzia dalla parte dei Neri. Da quel momento, la spinta emotiva e la forza corale della Cestistica diventano un tutt’uno, conducendo la squadra verso un referto rosa meritato e costruito con autorevolezza, lucidità e un secondo tempo da squadra consapevole dei propri mezzi. Da dove partiamo? Dalla prestazione solida, convincente e dal gruppo sano, vero, unito. Guardare i 98 punti odierni e la classifica, che sorride (e non potrebbe essere altrimenti), oggi, anche dopo una vittoria, ha poco senso: c’è il rischio di specchiarsi, di compiacersi troppo presto, di riconoscersi “belli” prima del tempo. È il momento, invece, di continuare a camminare sulla strada del “testa bassa, ritmo costante, pedalare, sempre”. I conti si faranno più avanti, quando sarà il momento di raccogliere. Per ora può (e deve!) prevalere un sentimento: l’orgoglio. Sano, profondo, che nasce da un lavoro costante e da una squadra che non si accontenta, che non molla. Corri, Cestistica. Quanto sei bella, così! DAL PARQUET – San Severo schiera i seguenti nomi: Bandini, Mobio, Moretti, Bugatti e Gherardini mentre Imola punta su Baldi, Melchiorri, Mazzoni, Kucan e Giorgi. Sin dalle prime battute del match si percepisce come entrambe le formazioni vogliano imporre il proprio ritmo, senza tuttavia riuscire a prendere il largo. È la Virtus a tentare il primo allungo, ma la risposta di San Severo è immediata: i gialloneri (sanseveresi) si aggrappano alle mani caldissime di Bigatti, autore di sei punti consecutivi, cui si sommano i due liberi perfetti di Gherardini, per un totale di 8 punti che valgono il momentaneo equilibrio con gli altrettanti realizzati dagli emiliani. Dall’altra parte, è Giorgi a trovare con eccessiva facilità il fondo della retina, complici alcune letture difensive non impeccabili della Cestistica, che fatica a contenere il lungo avversario, vero punto di riferimento offensivo della Virtus e principale elemento di pericolo in questa fase iniziale. A metà della prima frazione coach Bernardi manda in campo Lucas, complici anche i due falli prematuri di Bandini che ne condizionano l’impiego. I ritmi restano elevati, le squadre si affrontano senza alcun timore reverenziale, a viso aperto, a volte sbagliando, dando vita a un avvio di gara contraddistinto da un sostanziale equilibrio, ‘spezzato’ dai padroni di casa che chiudono il primo periodo in vantaggio: 26-23. Ndour conquista il rimbalzo e il canestro pesante con annesso tiro libero supplementare, che però non va a bersaglio, come purtroppo accaduto in diverse occasioni all’Allianz Pazienza in questa prima parte di gara (8/18 al 20’). Un dettaglio che consente ai virtussini di riavvicinarsi nuovamente fino al -2. Gli uomini di coach Galetti hanno il merito di essere sempre in partita come dimostrano la tripla chirurgica di Melchiorre e la conclusione efficace di Castellino. Sul fronte opposto, San Severo sta interpretando il match con un atteggiamento corretto a tratti, ed il “demerito” di mancare nella zampata, quel cambio di ritmo capace di incutere timore negli avversari e indirizzare l’inerzia. La Cestistica resta infatti avanti con le giocate di Mobio (schiacciata), Gherardini e Gattel (da tre), ma senza riuscire a imprimere quella spallata che potrebbe potenzialmente spezzare l’equilibrio, anzi. Si arriva così all’intervallo lungo e sul tabellone luminoso si legge: 47-47. Lucas apre le danze con una conclusione precisa, mentre Mobio prova a incendiare il palazzetto con una schiacciata fragorosa: il gesto tecnico è elegante, ma il ferro gli respinge la gloria. La Virtus ne approfitta immediatamente, replica a bersaglio, ma Gherardini ristabilisce l’ordine sotto le plance prima che Imola torni a colpire, mantenendo il filo del botta-e-risposta. L’inizio del secondo tempo certifica la stessa dinamica dei primi due quarti: ogni affondo trova una replica puntuale, ogni iniziativa viene rintuzzata con pari coraggio. Un equilibrio affascinante per lo spettatore, ma non necessariamente confortante per San Severo, che fatica a prendere il largo. Poi, l’inerzia si spezza: Bugatti si carica la squadra sulle spalle e firma sei punti consecutivi, accendendo un parziale che costringe la panchina virtussina a rifugiarsi nel timeout. L’Allianz Pazienza, però, ha ormai acceso i motori: il break si allarga, prende forma e sostanza fino a un eloquente 66-55 quando mancano ancora tre minuti alla sirena. E al terzo squillo della serata, la sensazione è ormai nitida: 75-64 quando la Cestistica trova continuità, ritmo e fiducia, diventa un vero e proprio caterpillar difficile da arginare. L’onda giallonera si abbatte sull’incontro con forza crescente e la Virtus, che in parte prova a recuperare terreno, può soltanto prenderne atto. Bandini e Morelli inaugurano l’ultima frazione con due siluri dai 6.75, un viatico perfetto per aumentare la pressione su una Virtus che, pur reduce da un terzo quarto opaco, ha comunque il merito di provare
L’Allianz Pazienza costruisce e raccoglie: due punti fondamentali da Chiusi

Se è vero che i successi nascono dalla difesa, questa partita ne è la dimostrazione più concreta. Risulta facile, ora, “si torna alla vittoria”, specie di fronte a una formazione (l’ennesima!) come Chiusi, desiderosa di ossigeno e affamata di punti. E invece, ancora una volta, l’Allianz Pazienza dimostra la propria autorevolezza persino dinanzi al pubblico toscano. Umana San Giobbe 65 – San Severo 75. Fino al terzo periodo, il tabellone raccontava una partita sostanzialmente equilibrata, con entrambe le squadre impegnate in un duello tattico fatto di difese attente e ritmi controllati. Poi, però, il ‘doppio volto’ dell’Allianz Pazienza: nel momento più delicato del match, gli uomini di coach Bernardi hanno alzato l’intensità difensiva, diventando granitici nella propria metà campo e concedendo appena 10 punti agli avversari negli ultimi dieci minuti, a fronte dei 25 realizzati. Una vittoria di tutto il roster, ma da segnalare c’è la prestazione di Gherardini, autentico faro della serata, autore di 24 punti e leader indiscusso, come punti segnati, dell’intera Serie. Ciò che emerge, ancora una volta, è l’anima profonda di questa squadra: compatta, solidale, pronta ad aiutarsi nei momenti di difficoltà. Non è stata una gara giocata a ritmi vertiginosi, e forse non poteva esserlo, ma l’obiettivo principale era reagire, ritrovare se stessi dopo la prova opaca contro Casoria, e dare una risposta concreta prima di tutto al proprio gruppo, e poi agli avversari. Come ha sottolineato coach Bernardi nel postgara, “La Cestistica non è quella dei primi venti minuti contro la PSA”. E aveva ragione: la squadra vista a Chiusi ha saputo soffrire, costruire, difendere e, soprattutto, vincere con maturità. Due punti fondamentali, conquistati in trasferta e col valore aggiunto della consapevolezza ritrovata. Serviva una prova di carattere, ed è arrivata. Brava Cestistica, perché il percorso è quello giusto. Lo è sempre stato. DAL PARQUET – Coach Nicolas Zanco manda nella mischia Raffaelli, Bertocco Gravaghi, Petrucci e Rasio, mentre coach Bernardi schiera i soliti cinque: Lucas, Bandini, Mobio, Bugatti e Gherardini. La gara prende il via con Rasio che firma i primi quattro punti del match e porta i padroni di casa sul 4-0. La reazione dell’Allianz Pazienza non tarda ad arrivare: con Gherardini, Morelli e Mobio i gialloneri costruiscono un controparziale di 6-0, ribaltando immediatamente la situazione e costringendo coach Zanco a interrompere il gioco con un timeout per riorganizzare le idee e spezzare il ritmo degli ospiti. L’intervento sortisce effetto: al rientro in campo Chiusi trova subito il pareggio (6-6) e poco dopo il nuovo sorpasso, fissando il punteggio sul 9-6. Il primo quarto si sviluppa poi all’insegna dell’equilibrio, con San Severo che trova la via della retina con Ndour autore di quattro punti e i 2/2 di Gattel che portano i Neri in leggero vantaggio, ma entrambe le squadre che faticano a trovare continuità offensiva; si contano diversi errori al tiro e possessi sprecati, elementi che tengono il punteggio basso e la partita contratta. Dopo i primi dieci minuti, il tabellone racconta: 13-14. Nei primi due minuti e mezzo del secondo quarto il punteggio parla chiaro: due punti per San Severo, quattro per Chiusi. Un dato che fotografa perfettamente l’andamento del match, intriso di errori e imprecisioni, con entrambe le squadre incapaci di trovare continuità offensiva o di alzare i giri del motore. Un elemento significativo è la scarsa efficacia nel tiro da tre punti: le conclusioni dall’arco arrivano con il contagocce e, quando vengono tentate, raramente vanno a segno. Emblematico l’assist elegante di Scredi per Todisco, la cui conclusione si infrange sul ferro, mentre Candotto rompe finalmente la monotonia con una tripla ben costruita che vale il +3 per i toscani. Il gioco si concentra prevalentemente sotto canestro, dove fisicità e rimbalzi diventano determinanti, tuttavia con il passare dei minuti la partita ritrova un minimo di equilibrio e si accende un vivace botta e risposta tra le due formazioni: Chiusi prova a dettare il ritmo, ma la Cestistica risponde con carattere, restando in scia nonostante qualche punto di ritardo nel punteggio. Al riposo è: 33-30. L’Umana, trascinata da Raffaelli, trova il massimo vantaggio sul +5, ma la risposta giallonera non tarda ad arrivare: Bugatti, con quattro punti consecutivi, riporta immediatamente l’Allianz Pazienza a un solo possesso di distanza, restituendo fiducia e ritmo ai suoi. La partita resta inchiodata in un equilibrio quasi perfetto, con la Cestistica brava a replicare colpo su colpo e ad annullare ogni tentativo di fuga dei padroni di casa. Il match, però, rimane teso e frammentato, condizionato da una lunga serie di falli, soprattutto sul fronte toscano, a testimonianza dell’intensità difensiva che domina la serata. A metà di periodo, tuttavia, i Neri pagano qualche ingenuità di troppo: palle perse e scelte affrettate in costruzione offrono a Chiusi la possibilità di prendere fiducia. La schiacciata di Rasio, già gravato di tre falli personali, infiamma il PalaPania, ma l’Allianz Pazienza reagisce con prontezza: Gattel, con una tripla chirurgica dai 6.75, ribalta il parziale e sigla il nuovo vantaggio sanseverese (+1). L’azione successiva, orchestrata con maestria da Bandini, regala a Gherardini due punti pesantissimi che valgono il 39-42, costringendo coach Zanco al timeout per interrompere l’inerzia. Al rientro, Bertocco si prende le responsabilità dell’attacco toscano e, con un paio di iniziative personali di grande carattere, riporta nuovamente i toscani in vantaggio. È un match complesso e lo conferma anche il punteggio: 55-50. La sensazione è quella di una partita che si gioca su dettagli e nervi: l’Allianz Pazienza difende con intensità, ma a tratti con troppa foga, tanto da accumulare tre falli di squadra dopo appena due minuti di gioco. Le mani, poi, restano fredde dall’arco: le percentuali da tre punti non premiano gli sforzi dei Neri, e sul 62-54 coach Bernardi è costretto a fermare il cronometro per riordinare le idee. Il timeout sortisce subito l’effetto sperato: la Cestistica San Severo torna in campo con uno spirito diverso, più lucido e compatto. Difesa solida, recuperi rapidi e attacchi costruiti con pazienza permettono ai gialloneri di riportarsi fino al -1, costringendo questa volta coach Zanco a chiedere a sua volta sospensione per spezzare il ritmo avversario. Il sorpasso arriva poco dopo, firmato da Ndour, che completa una splendida transizione e porta i suoi avanti. Bertoccotenta di reagire e rimette il naso avanti per San Giobbe, ma la replica dei lunghi dauni è immediata: Gherardini e Ndour, ancora loro, firmano il +3, che diventa poi +5 grazie a Bandini, impeccabile nel concretizzare un’azione costruita con intelligenza e freddezza. È
Dopo un primo tempo difficile, una arrembante Cestistica non basta. Nel finale vince PSA

Verrebbe naturale chiedersi il perché di quei primi venti minuti così difficili ed i possessi sbagliati negli ultimi secondi di incontro, perché quegli attimi hanno complicato di fatto il match, nonostante nel secondo quarto si è stati (quasi) perfetti. È l’immagine che meglio sintetizza l’incontro tra la Cestistica San Severo e la Malvin PSA Casoria: 71-73. Gli ospiti, reduci da un inizio di stagione difficile (con sette sconfitte e appena due vittorie all’attivo) si presentano a San Severo animati dal desiderio di riscatto e di smuovere una classifica finora avara di soddisfazioni. L’approccio della Malvin PSA, tutto energia, aggressività e concentrazione, si traduce fin da subito: nel primo quarto gli ospiti mettono a referto 23 punti, concedendone soltanto 12 ai Neri. Dopo venti minuti di totale impasse, la Cestistica San Severo è chiamata a raddrizzare le sorti di una gara estremamente complessa, che sembrava sfuggire di mano già nella prima metà. I ragazzi di coach Bernardi rispondono con carattere, mostrando orgoglio e determinazione: la reazione è veemente, quasi a voler cancellare in un istante le incertezze iniziali. I Neri sfiorano un’autentica impresa, ribaltando l’incontro e l’esito di una partita che pareva compromessa. Tuttavia, nei decimi di finale, la lucidità cala, la fatica pesa sulle gambe, e gli ospiti, mai arrendevoli, riescono a mantenere il controllo, vanificando i generosi tentativi di rimonta dei padroni di casa. La Serie B Nazionale si conferma un campionato estremamente competitivo, in cui ogni partita racconta una storia diversa: c’è chi gioca per la salvezza davanti al proprio pubblico come fosse una finale, chi ambisce ai piani alti della classifica, chi deve mettersi in mostra per cercare di ambire ai posti più nobili. Quale deve essere la storia della Cestistica? Semplicemente… la sua. Fatta di sei vittorie in campionato che valgono 12 punti in classifica. Una strada di lavoro, sacrificio, momenti di gloria e inevitabili sconfitte da accogliere senza scoraggiarsi. Perché il cammino è lungo, la salita è ripida, ma l’orizzonte, con questi ragazzi è promettente. Forza, San Severo! DAL PARQUET – Sul parquet si schierano: Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini contro Hahn, Berra, Petracca, Ruggiero e Seck. Palla a due, e il primo possesso è di Rota, che orchestra subito l’azione e serve Petracca che non esita e piazza la prima tripla di serata. L’inerzia iniziale resta nelle mani degli ospiti, che raddoppiano immediatamente il vantaggio con Seck, abile a concretizzare da sotto per il 5-0. L’Allianz Pazienza San Severo fatica a trovare ritmo offensivo e si sblocca soltanto con i due tiri liberi di Matteo Morelli. I gialloneri appaiono contratti, soprattutto nella metà campo difensiva, dove lasciano troppo spazio alle iniziative avversarie. Come prevedibile, la partita si presenta sin da subito complessa: la Malvin, costretta a tutti i costi a vincere, imprime un’intensità altissima e mette grande pressione su ogni possesso, quasi a voler “mettere le mani addosso” agli avversari. La Cestistica sembra subire il colpo, faticando a trovare fluidità e continuità nel gioco d’attacco. Dopo cinque minuti, il tabellone recita 11-2 in favore dei biancoblù e coach Bernardi è costretto a fermare tutto con un time-out per riorganizzare la squadra. Ma la musica non cambia: troppa (fin troppa) Sant’Antuono, troppo (ma davvero tanto) poco San Severo: 12-23. Uno su due di Scredi dalla lunetta, seguito da una tripla perfetta di Taddeo: la differenza, in questo frangente, risiede tutta lì: nella precisione degli avversari e nella scarsa concretezza dell’Allianz Pazienza San Severo, che per colmare il divario deve necessariamente ritrovare efficacia e continuità, e farlo in tempi rapidi. La Malvin Casoria continua infatti a macinare punti con una regolarità impressionante, dimostrando notevole lucidità nelle scelte e precisione al tiro. È vero che i padroni di casa riescono a portare gli ospiti in bonus già nelle prime battute del quarto, ma i Neri non riescono a trarne pieno vantaggio, alternando buone iniziative a momenti di scarsa concretezza. Nel frattempo, gli avversari mantengono alta l’intensità e il distacco resta significativo. Serve un segnale forte, anzi, uno scossone deciso nello spogliatoio per invertire la rotta e ritrovare lo spirito combattivo che contraddistingue la Cestistica. Secondo periodo: 27-41. 32 a 43 in un batter d’occhio. È un barlume di speranza, ma pur sempre un barlume per la Cestistica San Severo, che deve ancora trovare continuità ed energia se vuole centrare la vittoria. La PSA conduce meritatamente, ma la situazione falli non gioca a suo favore, e con il pubblico del Falcone e Borsellino pronto a spingere i propri beniamini, la partita è tutt’altro che chiusa. Servono però concretezza e determinazione: è necessario realizzare anche i tiri più complessi e allo stesso tempo alzare l’intensità difensiva, portandola ai massimi livelli per limitare gli avversari e impedire loro di prendere ritmo. È una fase in cui il match si accende: Rota continua a colpire con precisione, mentre Mobio fatica a trovare la via del canestro, e l’andamento del gioco si fa incerto, quasi speculare. Il trend, infatti, resta costante: ogni volta che San Severo tenta la rimonta (41-47 a 4’ dalla fine del terzo quarto), Casoria risponde colpo su colpo. Qualche certezza, però, ai rivali, inizia a mancare e in un ‘amen’ Lucas, Bugatti e Gherardini ribaltano totalmente l’incontro. È tutta un’altra partita e, con il pathos che ne consegue, va vissuta fino alla fine. Al terzo suono della sirena il parziale recita: 50 “home” – 53 “guest”. La partita sembra riequilibrata, come conferma anche il punteggio, ma la Cestistica deve rimettere ordine nella propria tenuta mentale, perché qualche errore persiste. Berra, l’ex di turno, punisce immediatamente con un canestro che porta il punteggio sul 50-56, aumentando la pressione sulla squadra di casa. Lucas fa sentire la propria leadership, mentre Buigatti, da capitano, riduce lo svantaggio a -2. Coach Gandini mescola le carte, cercando di aumentare la pressione sugli avversari, e Gherardini col suo 2+1 ed il canestro successivo di Lucas il punteggio dice: 60-56. Casoria comincia a commettere alcune infrazioni, che si sommano a quelle precedenti, costringendo diversi giocatori della panchina a uscire per cinque falli. La panchina campana chiama immediatamente un timeout per riorganizzare le idee, e i punti arrivano. L’incontro diventa punto a punto: segna San Severo e con veemenza ribatte la PSA (con uno scatenato ex Berra). E si resta in equilibrio (71-70) fino a 41’’ dalla fine del match. Poi, sul più
A testa alta, Cestistica. La lunga striscia positiva dei dauni si interrompe contro la ‘big’ Livorno

A testa alta, San Severo. Si interrompe a sei il filotto di vittorie consecutive della Allianz Pazienza che, in uno dei più complessi turni domenicali, cade al PalaMacchia contro una delle formazioni più solide e complete del campionato, la Verodol CBD Pielle Livorno, squadra che in questa stagione aveva conosciuto la sconfitta soltanto una volta. Il punteggio finale, 73-69, racconta del grande cuore messo, dal primo all’ultimo secondo, in campo dalla formazione di coach Bernardi. L’impatto dei dauni si fa notare fin da subito: dopo i primi dieci minuti l’Allianz Pazienza conduce con personalità sul 18-21. Nel secondo quarto, però, l’inerzia inverte leggermente la rotta. Al rientro dagli spogliatoi, il match si trasforma in una contesa di nervi e intensità, dove le difese prendono il sopravvento sugli attacchi e ogni possesso diventa una battaglia. La Cestistica, con determinazione e cuore, riduce progressivamente il margine fino a portarsi sul -1 a tre minuti dalla sirena, sfiorando più volte il sorpasso con una serie di azioni ben costruite ma non sempre fortunate. La palla ‘pesa’, il palazzetto ‘gioca’ con le urla e Livorno più profonda e strutturata riesce a gestire meglio rotazioni e ritmo, trovando quel margine decisivo che orienta la gara. È giusto riconoscerlo: in campo ci sono anche gli avversari. I gialloneri, probabilmente appesantiti da un pizzico di stanchezza e da qualche fisiologico calo di concentrazione, si trovano di fronte una Pielle Livorno solida, profonda e organizzata, una delle realtà più complete dell’intera Serie B Nazionale. Basti pensare che la formazione toscana, fino a oggi, non ha mai conosciuto sconfitta davanti al proprio pubblico e ha ceduto soltanto in una delle nove gare complessive disputate. Un dato eloquente, capace di restituire appieno la dimensione e il valore dell’avversario e, al contempo, la portata della sfida affrontata dai ragazzi di coach Massimo Bernardi. Il verdetto finale, dunque, non scalfisce minimamente il percorso dei pugliesi che, in queste settimane, ha entusiasmato per gioco, compattezza e spirito di sacrificio. La Cestistica continua a dimostrare, settimana dopo settimana, di possedere un’anima forte e una chiara identità: quella di un gruppo che non arretra mai, neppure davanti agli ostacoli più alti, e che anche questa sera lascia sul parquet la sensazione di una squadra viva, coraggiosa e matura. Ora, serve solo recuperare la freschezza mentale, l’energia e l’ossigeno necessari per affrontare, con la consueta fame di vittoria, l’impegno casalingo contro Casoria e riprendere da dove avevamo lasciato. Con i due punti. Testa alta, San Severo. Il viaggio continua. In tutti i sensi. DAL PARQUET – Per i granata vanno in campo Bonacini, Leonzio, Ebeling, Gabrovsek e Klyuchnyk mentre l’Allianz Pazienza schiera: Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini. Dopo aver risolto qualche piccolo inconveniente logistico, la gara prende il via con i primi due punti firmati dalla Verodol, subito replicati con grande personalità dall’Allianz Pazienza. I gialloneri partono con il piede giusto: Gherardini inaugura la serata sfruttando il tabellone, seguito da un contropiede fulmineo di Mobio e da una prodezza del capitano Bugatti, che infila prima un canestro da vicino e poi una tripla pesantissima dai sette metri. Il parziale di 2-11 certifica un impatto straordinario dei dauni, che non si lasciano intimorire dall’atmosfera infuocata del PalaMacchia, gremito in ogni ordine di posto. Livorno, dal canto suo, parte con le polveri un po’ bagnate, ma la qualità del suo roster, profondo, esperto e ricco di talento, le consente di riavvicinarsi rapidamente, riportandosi sul -1. San Severo, tuttavia, mostra grande maturità: a ogni possesso costruisce con pazienza, trova la via del canestro e regge con determinazione l’urto fisico e tecnico dei padroni di casa. Nella bolgia livornese, a “comandare” il ritmo del match, sono proprio gli ospiti: 18-21. Che impatto, ragazzi. Ma serve calma, tanta calma. Gli uomini di coach Andrea Turchetto muovono il pallone con grande lucidità e ritmo, trovando canestri pesanti dalla lunghissima distanza che valgono il 23-23. La Pielle continua a spingere, Lucarelli colpisce ancora da tre e Alibegović, in coast-to-coast, firma il +3 che costringe coach Bernardi a fermare il gioco: la difesa giallonera, impeccabile nel primo quarto, ora mostra qualche crepa di troppo. Al rientro, Todisco, ben servito da Ndour, interrompe il digiuno realizzando un canestro prezioso che porta i suoi a quota 25 e restituisce un po’ di fiducia dopo un parziale pesante. Le percentuali di Livorno, soprattutto dall’arco, restano altissime, ma Gattel risponde con carattere, firmando cinque punti in rapida successione e mantenendo l’Allianz Pazienza agganciata alla scia dei padroni di casa. Nel finale di frazione, Lucas e Ndour, in veste di assistman, continuano a tenere viva la manovra offensiva. È un momento di grande volontà più che di brillantezza tecnica, ma questi ragazzi dimostrano ancora una volta di avere un cuore enorme. Alla pausa è: 39-32. La Verodol apre il secondo tempo spingendo sull’acceleratore e tocca il massimo vantaggio della serata: +9. La Cestistica fatica un po’ di più a costruire le proprie trame offensive, mentre in difesa la differenza di fisicità sotto canestro pesa: i centimetri e la presenza dei lunghi livornesi, su tutti Gabrovsek, mattatore dei primi minuti, si fanno sentire. Dopo un momento di difficoltà e un parziale pesante, San Severo reagisce con orgoglio e piazza un break di sei punti consecutivi, provando a ricucire lo strappo. Serve maggiore attenzione anche dalla lunetta (l’1/3 di Gherardini, in una partita già di per sé complessa), pesa più di quanto sembri ma al di là di questi dettagli, il grande merito dei gialloneri è la capacità di restare sempre aggrappati alla gara, mordendo i talloni dei padroni di casa con determinazione e carattere. Basti vedere la tripla da ‘casa sua’ di Lucas. Terzo parziale: 58-50. Lucas, a piedi ben piantati oltre l’arco, prova due volte consecutive a riaprire i giochi; due tentativi che avrebbero potuto riportare l’Allianz Pazienza a un solo possesso di distanza. Ma la palla decide di non entrare, e la Pielle ne approfitta con cinismo, allungando sul +10: è la spietata legge del parquet. San Severo però non molla di un centimetro: Bandini trova il fondo della retina e riduce il gap, restituendo energia e