La giocata di Lucas manda in estasi San Severo. Sedici volte Allianz Pazienza! Piegata anche la coriacea Chiusi

Sono sedici. Sedici vittorie dell’Allianz Pazienza che, nel posticipo infrasettimanale (insolito da scrivere e ancor più da disputare), con una giocata all’ultimo secondo (all’ultimo secondo!) riesce a superare anche un’ottima Umana San Giobbe Chiusi: 73-70. Le gare nel cuore della settimana portano sempre con sé insidie particolari, e anche l’incontro odierno mette in evidenza la vitalità della formazione allenata da coach Zanco (non a caso, prima di oggi, con un ruolino di marcia da 5/5) che tuttavia non trova il successo perché, dall’altra parte, la Cestistica desidera fortemente tornare a giocare nel proprio palazzetto dopo due trasferte consecutive nella stessa città e restituire il sorriso ai protagonisti principali, i giocatori, e ai tanti presenti sugli spalti. Dopo un primo quarto in salita, necessario anche per trovare le giuste contromisure a un Gravaghi particolarmente ispirato, l’inerzia inizia lentamente a cambiare. Già nel secondo periodo il punteggio si assesta, la Cestistica prende ritmo e resta pienamente agganciata alla gara, pur dovendo convivere con percentuali importanti dei toscani, soprattutto oltre l’arco. I 22 punti realizzati da Chiusi nel tra terzo quarto raccontano la qualità e la continuità offensiva dell’Umana in quella fase del match. Poi, nell’ultima frazione, emerge la forza del gruppo giallonero; con il gioco, con la difesa e la perseveranza. San Severo recupera terreno con pazienza e determinazione, si riporta a contatto e, con maturità (soprattutto dalla lunetta) e personalità, piazza la spallata decisiva contro una Umana tenace, capace di restare in partita fino all’ultimo. Sostenere che, dopo il passo falso di Imola, la squadra dovesse riscattarsi per far comprendere il proprio valore risulterebbe fuorviante: l’Allianz Pazienza non ha nulla da dimostrare. Non lo aveva a inizio campionato, quando le incognite erano molteplici, e ancor meno lo ha oggi, con una classifica che sorride e rende orgoglioso ogni sanseverese, anche chi si accosta solo marginalmente al basket, del percorso intrapreso. Ci limitiamo allora – proprio come qualche giorno fa ma nel caso ‘opposto’ – a registrare un altro successo. Altri due punti in cassaforte, una cassaforte che inizia sempre più a custodire la parola salvezza e che invita ad applicarsi, perché tutto ciò che arriverà in seguito sarà contenuto e difeso con determinazione. Coraggio e convinzione, Cestistica: insieme tutto è più bello! DAL PARQUET – Bandini, Mobio, Morelli Bugatti e Gherardini per l’Allianz Pazienza contro i cinque di Zanco: Raffaelli, Gravaghi, Petrucci, Rasio e Molinaro. Ognuno si affida immediatamente alle proprie certezze: San Severo muove il pallone con coralità, cerca ritmo, condivide responsabilità. Chiusi, invece, si appoggia ai suoi lunghi di stazza, pivot capaci di creare mismatch evidenti nel pitturato e di trasformare ogni azione in un problema concreto per la difesa giallonera. L’avvio è marcatamente tattico; non è una questione di qualità, ma di fisicità, di contatti, di spazi che si chiudono con puntualità. Le percentuali ne risentono: anche quando l’azione è costruita con criterio, il dettaglio finale tradisce entrambe le squadre. L’Umana prova allora a cambiare ritmo colpendo due volte dalla lunghissima distanza, tentativo di primo allungo che obbliga la Cestistica a reagire. La scossa arriva con il 2+1 di Gherardini e con Mobio che completa il sorpasso per l’11-10, premiando un buon momento offensivo. Ma Chiusi trova con sorprendente continuità la stessa soluzione: Rasio lavora spalle a canestro, assorbe la difesa, scarica fuori per il tiratore lasciato libero sull’arco. Tripla. Ancora. E ancora. Tre azioni consecutive, identico copione. Il punteggio pare dilatarsi a favore degli ospiti, ma la ‘bomba’ di Lucas, a fil di sirena, migliora il tabellone: 21-22. Gravaghi colpisce ancora dall’arco; è la terza realizzazione personale dalla lunga distanza: con percentuali così, l’inerzia rischia di scivolare via. Servono contromisure immediate, perché concedere ritmo a un tiratore in fiducia significa esporsi a un parziale pericoloso. A complicare il quadro si aggiunge la lunetta: il 2/3 di Gattel e lo 0/2 di Ndour sono punti che restano per strada mentre la San Giobbe attacca con lucidità, occupa bene gli spazi e costringe la difesa sanseverese al fallo. Dopo appena due minuti, Bernardi ferma il gioco e richiama concentrazione. Todisco prova a scuotere i compagni, ma nei minuti centrali del secondo quarto il ferro sembra respingere ogni tentativo: le soluzioni sono costruite, il pallone circola, ma manca il sigillo finale. Bernardi mescola le rotazioni, cerca energia nuova. I cambi sortiscono gli effetti desiderati: l’Allianz Pazienza non solo rosicchia tutto lo svantaggio ma si fa avanti con convinzione, orgoglio e tenacia, soprattutto grazie alle giocate del ‘folletto’ Lucas. Secondo parziale: 43-36. I biancorossi mettono insieme quattro punti, la Cestistica soltanto due, e il divario avrebbe potuto essere ben diverso se alcune conclusioni costruite con criterio avessero trovato il fondo della retina. Sembrano dettagli, ma in una gara così insidiosa e pesante per il cammino di entrambe le squadre, ogni possesso assume un valore specifico. Se l’Allianz Pazienza vuole chiudere un’altra pratica complessa, deve ridurre al minimo le imperfezioni, perché le percentuali dei toscani, soprattutto oltre l’arco, restano alte e non concedono margine di errore. E infatti, nel giro di pochi attacchi, dal parziale negativo Chiusi ricuce lo strappo, recupera i possessi e mette la freccia. La panchina di casa chiama sospensione per riordinare idee e responsabilità. Non è la migliore Cestistica, soprattutto se confrontata con i tratti più solidi visti in altri momenti della partita, ma adesso la priorità è una sola: restare lucidi. In difesa per non permettere ai toscani di prendere ritmo definitivo, in attacco per non perdere equilibrio e forzare soluzioni fuori tempo. Quando il pallone non entra con continuità, è la tenuta mentale a fare la differenza. E in questo frangente il terzo quarto finisce per premiare l’Umana, più pronta a capitalizzare ogni esitazione e a trasformare i piccoli vantaggi in controllo della gara: 56-58. Il divario resta contenuto, ma l’Allianz Pazienza potrebbe avvertire il peso dell’inseguimento. Non è tanto una questione tattica quanto mentale: dover rincorrere anche solo poche lunghezze altera ritmo e scelte, toglie un filo di lucidità nelle conclusioni, mentre dall’altra parte la precisione sembra arrivare con naturalezza. La sensazione è palese: San Severo costruisce,

Neri ko contro l’Andrea Costa. La sconfitta non cambia i piani della Cestistica

È una sconfitta. Nulla di più. Così va letto il referto della ventiseiesima giornata del campionato di Serie B, che vede la Cestistica San Severo cedere sul parquet dell’Andrea Costa: 81-68. La gara si inaugura nel segno dell’assoluto equilibrio: il primo quarto scorre punto a punto, con intensità e applicazione su entrambi i lati del campo. L’inerzia, tuttavia, muta progressivamente quando ai Neri viene meno il tiro dalla lunghissima distanza, quel quid tecnico e caratteriale che contraddistingue la formazione di coach Bernardi nel corso della stagione. All’intervallo lungo, con tredici lunghezze da recuperare, l’Allianz Pazienza rientra sul parquet con determinazione e impensierisce concretamente l’Andrea Costa. Proprio nel momento in cui la contesa sembra poter cambiare volto, però, l’intensità si affievolisce consentendo agli imolesi di ritrovare ritmo e fiducia e di instradare la gara verso la vittoria. Le percentuali dall’arco (2/19) balzano inevitabilmente agli occhi e raccontano di numerose conclusioni non convertite. Ma nell’economia della sconfitta l’analisi non si deve esaurire in una singola voce statistica ed impone uno sguardo più ampio. Sarebbe stato senza dubbio gratificante imporsi contro una squadra che, all’andata, aveva alzato la voce in una delle rare serate negative per i Neri. Ma il percorso della Cestistica, giocando con la nomenclatura degli avversari, è “up”. Paradossalmente, questa battuta d’arresto contribuisce a rinsaldare il gruppo, a compattare ulteriormente uno spogliatoio che ha piena consapevolezza del proprio ruolo e del proprio cammino. Il messaggio è chiaro, dentro e fuori dal campo: il compito della Società, della città e di tutto l’ambiente è uno solo: restare uniti, compatti, vicini alla squadra. Sempre. Senza esitazioni. Siamo ampiamente oltre le aspettative iniziali, con una classifica che sorride e con il tempo dei festeggiamenti che – lo abbiamo già detto e lo ribadiamo – arriverà. Presto. È una promessa. Prima, però, c’è ancora strada da percorrere, obiettivi da onorare, lavoro da fare e battaglie da combattere insieme. Avanti così. Con fiducia, equilibrio e orgoglio. Forza San Severo. Per noi resti sempre… UP. DAL PARQUET – Coach Dalmonte manda al salto al due: Sanguinetti, Kupstas, Gatto, Zedda e Thioune.  Bernardi gli oppone: Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini. La contesa si accende immediatamente su ritmi vertiginosi; dopo appena pochi possessi, Gatto è sanzionato per un’infrazione di passi; sull’azione seguente è Ivan Mobio a iscrivere per primo il proprio nome a referto con un preciso canestro da due punti. Non si fa attendere la replica: Sanguinetti punisce la difesa con la sua prima tripla personale della serata, un tiro pesante che vale il sorpasso e infiamma il pubblico. Passano soltanto pochi secondi e lo stesso copione si ripete, con Mobio che ristabilisce l’equilibrio. È un botta e risposta continuo, una schermaglia tecnica e agonistica che vede protagonista anche il pivot Thioune, autore del canestro del pareggio e fin lì autentico punto di riferimento nel pitturato. Proprio l’intensità iniziale, così elevata e quasi impetuosa, finisce per generare qualche imprecisione di troppo su entrambi i fronti: la velocità delle transizioni supera talvolta la lucidità nelle scelte. In questo contesto, l’Up Costa dimostra solidità difensiva e, al contempo, grande concretezza nel trasformare le occasioni più semplici in punti preziosi. Meno continua, invece, l’Allianz Pazienza, capace sì di trovare il vantaggio grazie ai quattro punti consecutivi di Paolo Bandini, ma non altrettanto costante nel mantenere fluidità e precisione offensiva. Imola, dal canto suo, resta pienamente in partita e riacciuffa il punteggio ancora con Gatto, confermando un copione che si ripete con regolarità: azione e reazione, attacco e controffensiva. Ed il primo quarto si conclude sul filo dell’equilibrio: 19-18. Lucas, Gattel, Morelli, Bugatti e Ndour compongono il nuovo quintetto, con il solo capitano a garantire continuità rispetto alla frazione inaugurale; una scelta che testimonia la volontà di imprimere energia fresca alla manovra, ma è l’AC a partire con maggiore determinazione. L’ex di turno, Moffa, pur pressato, trova la lucidità per realizzare una tripla di pregevole fattura e, nell’azione immediatamente successiva, serve un assist chirurgico per Chessari, che replica dall’arco. L’inerzia sembra prendere una direzione precisa e coach Bernardi è costretto a interrompere il gioco per arginare l’entusiasmo dei padroni di casa: 25-18 il parziale. A muovere il tabellone per i sanseveresi è Ndour, glaciale dalla lunetta, ma la squadra fatica a trovare continuità nel tiro dalla lunga distanza, nonostante una costruzione offensiva spesso ordinata e ben orchestrata. Diversamente, Imola appare più cinica, capace di capitalizzare con maggiore immediatezza le proprie opportunità e di tentare l’allungo fino al +8. È allora Lucas a suonare la carica con una pregevole giocata da tre punti (canestro più libero aggiuntivo), riaccendendo le speranze. Tuttavia, nel possesso seguente, Mobio non riesce ancora a trovare il bersaglio dall’arco, così come poco dopo lo stesso Lucas: le polveri restano umide per i Neri, mentre l’Up continua a macinare gioco e tocca il +9, costringendo Bernardi a un nuovo, provvidenziale timeout. Al rientro, Todisco prova a scuotere i suoi ma fallisce ancora dalla lunghissima distanza, simbolo di un secondo quarto complesso al tiro pesante (1/11 da tre, al momento). E proprio quando la Cestistica sembra poter ricucire lo strappo, ecco la pronta e lucida reazione imolese: difesa compatta, rotazioni puntuali e gestione oculata dei possessi. Un vantaggio che, per quanto visto in questa fase, appare meritato: 48-35. Il terzo periodo si apre sotto il segno dell’iniziativa di Gherardini, che con il consueto dinamismo prova a scuotere i suoi: per rientrare occorre l’apporto di tutti, senza eccezioni. Eppure, come già accaduto allo scadere con Sanguinetti, è Zedda a colpire ancora dalla lunghissima distanza, firmando il punto numero 51 dei padroni di casa. Segue Bugatti, efficace nel pitturato con due punti di sostanza, ma impreciso poco dopo dall’arco. La Cestistica, dai 6.75, vive una serata complicata (e l’espressione è persino indulgente) mentre la frenesia di voler rientrare finisce per tradursi in scelte affrettate e in un divario che, anziché ridursi, si amplia. Imola, con lucidità e pragmatismo, alimenta il proprio vantaggio tra tiri liberi, conclusioni ravvicinate e soluzioni dall’arco. L’Allianz Pazienza comprende allora che la rimonta non può poggiare esclusivamente sul tiro ‘pesante’ e si affida con continuità a Gherardini, abile nel conquistare canestri e liberi aggiuntivi. La tripla di Morelli vale il -6 e riaccende le ambizioni, ma nei frangenti

Allianz Pazienza è un campionato da 30 (punti) e lode! San Severo esulta anche a Imola!

Tra le mura amiche o lontano dal proprio parquet, per l’Allianz Pazienza il contesto cambia poco. Questa squadra vola e conquista il suo trentesimo punto stagionale. Sembra che, ovunque vada, ci sia un’energia positiva che trasforma ogni palazzetto in una cornice delle sfumature pugliesi. E anche Imola si tinge dei colori gialloneri: non dei padroni di casa, ma quelle di San Severo, che festeggia. E lo fa con convinzione, affermandosi al Pala “Ruggi” con il punteggio di 67-95, confermando uno stato di forma mentale e tecnico di altissimo livello. Un successo che porta la firma dell’intero gruppo, ma che passa inevitabilmente dalla guida salda di Massimo Bernardi, punto di riferimento di una squadra che continua, partita dopo partita, a sorprendere e a sorprendersi. Ancora una volta, i Neri (dauni) scendono in campo fedeli al proprio mantra: intensità, condivisione, lucidità. Un’identità chiara, riconoscibile, che prescinde dal luogo e dall’avversario e che sta diventando il vero marchio di fabbrica di questa Allianz Pazienza. Una squadra che gioca insieme, soffre insieme, vince insieme. E che non ha alcuna intenzione di smettere di farlo. Dopo una partenza assolutamente equilibrata, San Severo trova la propria linfa vitale nel secondo quarto, quando coach Bernardi opta per un quintetto completamente “piccolo” che cambia volto alla gara. Una scelta tanto coraggiosa quanto efficace, impreziosita dalle realizzazioni distribuite tra tutti – ma proprio tutti – gli uomini scesi in campo, ulteriore e chiarissimo segnale dell’identità collettiva di questa squadra. Al rientro dagli spogliatoi, pur tenendo sempre ben presente la voglia di riscatto di Imola, reduce da cinque sconfitte consecutive e determinata a invertire la rotta, l’Allianz Pazienza mantiene concentrazione, ordine e disciplina, proseguendo con lucidità il proprio piano partita. Ne nasce un terzo quarto di spessore, solido nella sostanza e a tratti brillante nell’esecuzione, capace di scavare un solco sempre più evidente. L’ultima frazione è, di fatto, un saggio di pallacanestro matura e consapevole: i Neri gestiscono con intelligenza, colpiscono con continuità e impongono il proprio ritmo, schiacciando il confronto sotto ogni punto di vista. Tecnico, fisico, mentale. Si torna a casa con quella sensazione inconfondibile di soddisfazione piena, con l’euforia che spinge forte proprio come il cuore. Un entusiasmo contagioso, che però come continuiamo a ripeterci con convinzione va gestito, tenuto sotto controllo, incanalato. La domanda che inevitabilmente aleggia nell’aria, dopo l’ennesimo successo, è una sola: dove può arrivare questa squadra? Playoff? Play-in? La risposta, come sempre, spetta esclusivamente al campo. A noi resta il compito di osservare, sostenere, accompagnare. E di dire, con la serenità di chi ha compreso il valore del percorso: qualunque cosa sarà, sarà Cestistica. E sarà insieme. Insieme si è partiti, insieme si è camminato, insieme si continuerà fino alla fine. Senza ansia, senza pressioni inutili. Con la testa libera, perché quando la mente è sgombra da aspettative forzate, tutto diventa più semplice, più autentico, più vero. Ora è il momento di godersi il viaggio, di vivere ogni partita per ciò che è, lasciando che il destino sportivo segua il suo corso naturale. Poi, indipendentemente da dove si arriverà, verrà anche il tempo di lasciarsi andare in un grido liberatorio. Sarà una festa. Non solo dell’Allianz Pazienza. Sarà la festa di un’intera città. Avanti così, Cestistica. 30 e lode. DAL PARQUET – Ci si schiera con Pollini, Stankevicius, Melchiorri, Mazzone e Giorgi vs Bandini, Mobio, Morelli Bugatti e Gherardini. È una partita viva e intensa fin dalle prime battute, perché in campo ci sono due squadre determinate. La Cestistica prova a imporre subito il proprio marchio di fabbrica, fatta di recuperi difensivi e transizioni rapide, ma la Virtus non si lascia minimamente intimorire e risponde colpo su colpo, trovando soluzioni efficaci sia nel pitturato sia dall’arco, mettendo la testa avanti nelle fasi iniziali. Il ritmo è alto, il contatto fisico costante ed infatti Gherardini si trova già gravato di due falli dopo appena tre minuti di gioco, mentre dall’altra parte il pivot Giorgio colpisce dalla lunga distanza firmando il 14-7 che costringe coach Bernardi a fermare immediatamente il match per riordinare le idee e richiamare i suoi. Alla ripresa, anziché essere San Severo a prendere in mano l’inerzia, sono ancora gli uomini di coach Baldiraghi a dare l’impressione di interpretare meglio il momento, attaccando con decisione e caricando di falli i gialloneri, andando con continuità in lunetta per muovere il punteggio. Ma l’Allianz Pazienza non è certo in trasferta per fare presenza: l’obiettivo resta chiaro, ed è quello di competere fino in fondo. Poco alla volta i Neri ricuciono lo strappo, alzano l’intensità difensiva e ritrovano fluidità offensiva, tanto da costringere la panchina di casa al timeout sul 22-15. Sale in cattedra Ivan Mobio, che sfrutta al meglio la propria energia: prima vola a schiacciare il 23-19, poi serve un assist prezioso a Gattel, che completa il gioco da tre punti con il canestro più fallo subito, riportando San Severo a una sola lunghezza di distanza. Il primo quarto si chiude così, con equilibrio ritrovato e sensazioni chiarissime: 23-22, gara apertissima. Bugatti, dopo una lunga fase di equilibrio, firma finalmente il sorpasso sanseverese. L’inerzia cambia volto e, ancora una volta, è Gattel a leggere perfettamente la situazione: ruba palla, vola in contropiede e sigla il +2, costringendo la panchina imolese a fermare il gioco. L’Allianz Pazienza ora ha il vento in poppa, mentre sono i padroni di casa a ricorrere sistematicamente al fallo nel tentativo di spezzare l’energia giallonera. Un’energia che, però, non accenna a diminuire. Arriva infatti un altro canestro importante: questa volta è Gattel a servire l’assist e Scredi a completare l’azione con il gioco da tre punti, emblema di una squadra in cui ogni giocatore che entra sul parquet lo fa con l’atteggiamento giusto, frutto di lavoro quotidiano e convinzione collettiva. La nota tattica del secondo quarto è significativa: San Severo gioca senza un pivot di ruolo, con Todisco adattato in posizione di “cinque”, optando per un quintetto piccolo e dinamico, scelta coraggiosa di coach Bernardi. Al di là degli assetti, però, è fondamentale continuare a produrre gioco, perché Imola, come prevedibile, non resta a guardare e piazza due triple consecutive che riportano il punteggio a una sola lunghezza di

Allianz Pazienza ed il doppio weekend a Imola

Prima delle due giornate consecutive programmate nella città dell’autodromo Ferrari (l’altra con la Andrea Costa il 14/2) per la Cestistica Città di San Severo in campo contro la Virtus. I NERI continuano ad essere focalizzati sul target-salvezza, sebbene comincino a fare il palato ad obiettivi più ambiziosi. Ma specie in terra di motori, si sa, non bisogna mai schiacciare troppo sull’acceleratore, altrimenti il rischio è andare fuori giri: “Fino a quando la matematica non ci consegnerà il suo verdetto definitivo, sappiamo di dover continuare a pedalare senza mai abbassare la guardia – dichiarano Sergio e Renato Romagnuolo -. Allo stesso tempo, però, c’è tanto di positivo che avvertiamo e percepiamo con chiarezza, soprattutto nelle gare casalinghe, dove il legame con il nostro pubblico è diventato un valore aggiunto fondamentale. Ora ci attendono due trasferte consecutive nello stesso impianto, prima contro la Virtus Imola e poi contro l’Andrea Costa: due banchi di prova importanti, due test significativi per misurare ulteriormente la nostra forza. La Virtus ha recentemente cambiato allenatore e ci aspettiamo una squadra con un passo diverso, rinnovata nelle motivazioni. Ma il focus deve restare esclusivamente su di noi, su ciò che questi ragazzi sanno e possono fare. Siamo fiduciosi, convinti che la parola salvezza possa arrivare presto, prestissimo. E quando accadrà, torneremo a San Severo per festeggiare tutti insieme. Ma il campionato non è ancora finito e vogliamo toglierci altre grandi soddisfazioni. Avanti così, con coraggio e determinazione: l’obiettivo, a Imola, è uno solo. Vincere”. GLI AVVERSARI in effetti, approfittando della sosta, hanno completato il restyling cominciato il mese scorso con l’acquisto di Stankevicius (23 di media in sette partite ) proseguito con l’esonero di Coach Galetti a vantaggio di Baldiraghi, fino all’aggiunta di un innesto di esperienza quale l’ex giallonero (quest’anno a Montecatini ) Antonello Ricci. Al momento i romagnoli sono comunque ultimi in graduatoria,in coabitazione con Nocera e Loreto -Pesaro, ma contano di mettere a frutto le novità per rilanciarsi in classifica. Per la Cestistica un’altra prova di maturità nel percorso di crescita. GLI ARBITRI – Manganiello Andrea di San Giorgio Del Sannio (BN), Rodia Pietro di Avellino (AV) e Leggiero Luca di San Tammaro (CE) Appuntamento al Palaruggi di Imola domenica 8 febbraio con palla a due alle ore 18.00 e diretta streaming LNP PASS. Umberto d’Orsi Area Comunicazione Cestistica Città di San Severo

Un’altra vittoria che accende l’entusiasmo di un’intera città! L’Allianz Pazienza manda ko Fabriano

Due tempi supplementari. Tanto era durata la battaglia tra Ristopro Fabriano e Allianz Pazienza Cestistica San Severo, una sfida intensa, nervosa, carica di significati e, va detto, ‘buttata’ dai Neri. Ma se il recente passato brucia ancora, a distanza di quasi due mesi arriva puntuale la risposta che conta davvero: la vittoria. 86-77. È il quattordicesimo successo stagionale per l’Allianz Pazienza, quello che certifica i 28 punti in classifica e conferma la solidità del percorso costruito dagli uomini di Massimo Bernardi, capaci di imporsi contro la formazione guidata dall’ex Luciano Nunzi. Una prova di carattere, di resistenza mentale e di maturità, che racconta molto più di quanto dica il solo tabellone finale. Ad onor del vero, i Dauni non approcciano il match nel migliore dei modi; i cartai, infatti, si affidano con continuità e lucidità ai rispettivi pivot, rendendo tutt’altro che semplice trovare contromisure efficaci. È però già sul finire del primo quarto che San Severo ritrova fiducia nei propri mezzi, alza progressivamente l’intensità e inizia a premere con decisione sull’acceleratore. Un’accelerazione che esplode dopo l’intervallo e le relative parole del proprio allenatore. La svolta prende forma nei 23 punti della terza frazione e trova piena consacrazione nell’ultimo quarto, dove i gialloneri mostrano, con tutti gli uomini chiamati in causa, compattezza, maturità e grande solidità difensiva, qualità imprescindibili quando il peso dei possessi aumenta e la partita entra nella sua fase più calda. Sembra quasi paradossale dirlo, ma è nostra responsabilità: fino a quando la matematica non sancirà verdetti definitivi, è doveroso restare con i piedi ben piantati a terra. Fa strano, sì, perché anche questa sera la Cestistica ha offerto una prestazione che va oltre ogni più rosea previsione. Eppure è proprio adesso che occorre governare l’entusiasmo, non soffocarlo, ma incanalarlo con lucidità. Ci sono ancora partite da giocare, impegni da onorare, obiettivi da inseguire. E, possibilmente, altre vittorie da conquistare. Il percorso non è concluso, anzi: è ancora tutto da scrivere. Questo è un gruppo meraviglioso, di quelli che non si incontrano spesso nel panorama cestistico; una squadra che si sostiene, che si rialza insieme, che gioca non per il singolo ma per la forza del collettivo. Un gruppo che scende in campo per dare valore alla maglia, alla città, a un nome che oggi risuona con sempre maggiore forza: San Severo. Qui c’è molto più di una classifica che sorride. Qui c’è una comunità che si riconosce, che esulta, che vive ogni possesso come fosse il primo e l’ultimo. È un sentimento condiviso, profondo, autentico. Godiamoci questo momento, tutti. Senza paura. Il tempo delle celebrazioni definitive arriverà. E quando arriverà, non sarà per caso. Meravigliosa, Cestistica. Divina. DAL PARQUET – I dieci protagonisti: Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini vs Abega, Romondia, Silke-Zunda, Vavoli e Wojciechowksi. Avvio leggermente contratto per i sanseveresi, che nei primissimi possessi subiscono l’iniziativa di Fabriano, capace di portarsi sul 2-6 in un batter d’occhio. La reazione dell’Allianz Pazienza, però, è immediata e concreta: intensità difensiva, palloni recuperati e maggiore fluidità offensiva permettono ai Neri di ricucire lo strappo e ristabilire l’equilibrio sull’8-8. Il piano gara degli ospiti appare chiaro fin dalle prime battute: affidarsi con continuità a Wojciechowski, autentico dominatore nel pitturato, capace di fare il bello e il cattivo tempo sotto le plance. Ed è proprio lì che la Cestistica fatica maggiormente, non riuscendo a trovare contromisure efficaci contro il pivot avversario. Più in generale, sono i marchigiani a mostrarsi leggermente più reattivi, soprattutto in termini di presenza fisica, costringendo spesso i padroni di casa a rincorrere. I due punti di Morelli regalano comunque a San Severo il primo vantaggio interno sul 17-15, ma il match resta giocato su ritmi alti e su un equilibrio costante. La Ristopro non ha alcuna intenzione di concedere terreno ai pugliesi e lo dimostra continuando a rispondere colpo su colpo, nonostante l’infortunio a Vanoli (che – va detto – stava disputando un ottimo primo quarto) e il primo allungo giallonero che inizia a procedere come sa ovvero con tutto il suo terminale offensivo in particolare con Morelli, Bugatti e Lucas. Allo squillo di sirena è: 31-22. Quale modo migliore per inaugurare la seconda frazione se non con una tripla di capitan Bugatti, che rimette immediatamente in moto il punteggio e ridà slancio all’Allianz Pazienza, nonostante le difficoltà persistenti dei cartai e le rotazioni tutt’altro che semplici cui coach Nunzi è costretto a ricorrere. Ciò nonostante, e sebbene in un contesto tutt’altro che semplice, i marchigiani trovano con pazienza il modo di rientrare in partita, rosicchiando punti quasi esclusivamente attraverso il gioco dei lunghi, capaci di sfruttare tutto il peso offensivo e la superiorità fisica contro una difesa giallonera ancora in affanno nel trovare contromisure efficaci nel pitturato. Dal canto suo, però, San Severo resta lucida in fase offensiva: l’atteggiamento è quello giusto, la concentrazione non manca e il problema non è di sistema, bensì di dettagli da limare e di accorgimenti da curare con maggiore attenzione. Perché il vantaggio, da solo, non basta a garantire la vittoria. E la dimostrazione arriva puntuale: quanto costruito nella prima frazione viene progressivamente e totalmente eroso, con la Ristopro che trova nuova linfa vitale soprattutto dai propri pivot (Ponziani e Wojciechowski spesso in campo insieme) riportandosi costantemente a contatto e San Severo resta sì in avanti, ma con il fiato sul collo. Una situazione che, nella ripresa, dovrà essere assolutamente corretta per evitare di complicare un match fin qui ben indirizzato. Si riparta da quella tripla a fil di sirena di Diego Lucas. Secondo suono di sirena: 51-44. È Fabriano ad inaugurare il terzo periodo con quattro punti consecutivi, chiaro segnale di una squadra arrivata in terra pugliese con la convinzione (e quasi il dovere) di giocarsi la partita fino in fondo. I biancoblù alzano l’intensità e mettono in difficoltà San Severo, che trova ossigeno affidandosi a Lucas: il lungo giallonero è lucido dalla lunetta e, soprattutto, illumina l’attacco con un assist perfetto per Mobio, che punisce dall’arco per il 57-49. Un margine rassicurante, sì, ma tutt’altro che definitivo. E infatti sono ancora gli ospiti a provare a fare la differenza, risalendo fino al -5 grazie a una ritrovata fluidità offensiva e a una difesa più aggressiva,

Fine della striscia, non del cammino: la Cestistica sconfitta contro la capolista Roma

Se c’era una squadra in grado di interrompere la striscia positiva di quattro vittorie consecutive dell’Allianz Pazienza, quella non poteva che essere la Virtus Roma che, davanti al proprio pubblico, si impone nel sabato di pallacanestro della Serie B con il punteggio di 95-61. Un incontro ben interpretato, almeno nel primo tempo da parte della formazione di San Severo tuttavia alla distanza, emergono la profondità del roster capitolino e un tasso di intensità superiore che, soprattutto nella ripresa, che finiscono per fare la differenza. Infatti, è nel terzo periodo che Roma piazza l’allungo decisivo: San Severo accusa un fisiologico calo in termini di ritmo, lucidità e precisione, mentre i padroni di casa trovano continuità offensiva e costruiscono il massimo vantaggio. Gli ultimi dieci minuti diventano così una gestione accorta e matura da parte dei capitolini, che ruota tutti gli effettivi a disposizione e sfrutta una panchina lunga e di assoluta qualità, degna di una formazione già proiettata verso la Serie A2. Mentre coach Bernardi, proprio nelle battute finali, decide di dar minutaggio ai giovani. La Virtus, in ventitré gare di campionato, è caduta soltanto tre volte. Un dato che racconta, meglio di qualsiasi presentazione, il valore e la solidità del roster capitolino. Chi può vantarsi di averle inflitto una di quelle rare sconfitte? Esatto. Proprio San Severo. Tuttavia, questa volta, sul parquet romano, non è arrivata l’occasione di replicare l’impresa dell’andata. Alla vigilia, del resto, così come accaduto nel primo confronto stagionale, tutti i pronostici pendevano dalla parte dei padroni di casa. E se parliamo di una squadra costruita per stare stabilmente ai vertici, non può certo essere un caso. Ma al di là del risultato finale, ciò che conta davvero è il percorso. San Severo può e deve continuare a guardare avanti a testa alta. È vero: la sconfitta interrompe una striscia di quattro vittorie consecutive, ma è altrettanto lampante che non scalfisce minimamente quanto di buono costruito fin qui. Anzi, lo rafforza nella consapevolezza dei propri mezzi. L’obiettivo dei gialloneri è lì, a portata di mano. Vicino, concreto, tangibile. E quando arriverà (perché arriverà!) sarà un’esplosione di gioia condivisa, un traguardo conquistato con lavoro, sacrificio e identità. Per tutti. Per tutto l’ambiente. È una promessa. Hai perso contro una corazzata, Cestistica. Nessun dramma. Nessuna ombra. Si riparte. Con ancora più convinzione. DAL PARQUET – Visintin, Battistini, Majcunic, Toscano e Leggio per Coach Calvani. Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini, schierati da Bernardi. Si gioca a ritmi elevati come evidenzia il punteggio elevato, con grande intensità su entrambi i lati del campo, ed è un autentico piacere per gli occhi: in campo ci sono due squadre vive, brillanti, che attraversano un eccellente momento di forma. La Virtus Roma si affida alle proprie certezze, soprattutto nel gioco interno, trovando continuità e solidità vicino al ferro; l’Allianz Pazienza, dal canto suo, resta agganciata al match senza concedere il minimo segnale di resa, trascinata dalle triple di Bugatti e Mobio e dai punti di un sempre presente Gherardini. La partita scorre sul filo dell’equilibrio; se è vero che i capitolini mostrano grande sicurezza in ogni possesso, arrivando con relativa facilità alla conclusione, è altrettanto reale che la Cestistica risponde colpo su colpo, azione dopo azione, con personalità e lucidità. Nel finale di frazione, però, la GVM alza ulteriormente i giri del motore, trovando qualche soluzione più pulita e costruendo un lieve margine che la porta avanti alla prima sirena: 30-25. E’ una gran bella San Severo. L’esempio eloquente: la tripla all’ultimo secondo di Lucas. Si continui così. È Todisco, romano di nascita ma giallonero nel cuore per questa sera, ad aprire il secondo periodo con una tripla che vale molto più dei tre punti: è un messaggio chiaro, pressione costante sui capitolini. Lucas lavora bene sotto canestro e firma il -2, ma Rodriguez prova immediatamente a spingere Roma in avanti, ridando ossigeno ai giallorossi. Rispetto alla prima frazione, i ritmi si abbassano: il gioco perde fluidità, spezzettato dai numerosi fischi arbitrali, e servono spesso extra possessi per muovere il tabellone. Toscano sfrutta una seconda opportunità, ma Fabio Bugatti risponde da leader vero, tenendo a galla la sua squadra e permettendo all’Allianz Pazienza di restare costantemente in scia degli avversari. La lettura è chiara: Roma dimostra maturità, gioca con piena consapevolezza della propria forza, anche in termini di profondità del roster e qualità delle rotazioni. Ma dall’altra parte non c’è alcun “Davide” intimorito. Anzi. La Cestistica alza la voce, gioca con personalità e cancella, di fatto, qualsiasi presunta differenza di valori in campo. E non è un’impressione: non lo è affatto. Così, dopo l’ennesima tripla del capitano giallonero, la panchina capitolina è costretta a chiamare timeout per provare a interrompere l’inerzia sanseverese, alimentata anche da una calorosa e rumorosa rappresentanza di tifosi pugliesi sugli spalti. Roma che, come sempre sul finale, spinge leggermente aiutata anche dalle due triple consecutive. Alla sirena dell’intervallo lungo il punteggio sorride ancora agli uomini di coach Calvani: 50-41. Al rientro sul parquet la GVM prova subito a dare uno strappo alla gara, toccando il massimo vantaggio della serata. San Severo, però, non resta a guardare: Morelli prova a riaprire i giochi dalla lunga distanza, mentre Gherardini, ben contenuto e spesso accerchiato da tre avversari, riesce comunque a trovare il ferro con i suoi consueti movimenti da pivot ‘navigato’. I capitolini, tuttavia, mantengono con continuità un margine che si aggira attorno alla doppia cifra, un divario che non prende proporzioni più ampie soltanto grazie alla tenacia e all’orgoglio della Cestistica. È chiaro che, se si vuole coltivare ambizioni di vittoria su uno dei campi più complessi e ostici dell’intera Serie B, occorre ridurre al minimo gli errori, perché ogni possesso pesa come un macigno. Il terzo periodo, a essere onesti, non regala grande pallacanestro: da entrambe le parti si accumulano imprecisioni, sia nella costruzione del gioco sia al tiro, e il ritmo ne risente. Il punteggio resta così sorprendentemente basso, in controtendenza rispetto alle premesse iniziali della gara. C’è da stringere i denti e continuare a spingere, perché Roma resta avanti

A Ferrara non c’è storia! L’Allianz Pazienza espugna e travolge l’Adamant!

C’era un conto in sospeso, sportivamente parlando, con l’Adamant Ferrara. E questa sera, la 22esima partita di Serie B Nazionale Old Wild West 2025/26, con orgoglio e determinazione, l’Allianz Pazienza Cestistica lo ha finalmente saldato. In una partita, almeno al primo tempo, senza storia, i Neri escono il “Giuseppe Bondi Arena” con ciò che più conta: i due punti: 76-86. Tornano alla mente i ricordi di inizio stagione, quando una Cestistica ancora in fase di costruzione, non pienamente rodata, incappò in una sconfitta casalinga pesante, forse una delle poche dell’annata maturata in modo netto e senza appello. Una ‘ferita’ rimasta aperta, un sapore amaro che il tempo non aveva cancellato. Quella del passato, però, è ormai un’altra storia. A mesi di distanza, San Severo si presenta trasformata: consapevole, solida, matura. E lo dimostra una prestazione di alto profilo, giocata con massima concentrazione, grande intensità difensiva e una grinta costante, dall’inizio alla sirena finale. Le cifre parlano con chiarezza: 50 punti realizzati nei primi 20 minuti a fronte dei 32 concessi; un dato che fotografa con efficacia l’impatto dell’Allianz Pazienza San Severo sulla gara. Nel terzo periodo arriva una fisiologica fase di leggera sofferenza, con Ferrara che prova a rientrare in partita e a ridurre il divario, ma nei momenti decisivi emerge tutta la freddezza e la maturità dei gialloneri, capaci non solo di respingere ogni tentativo di rimonta, ma anche di spegnere progressivamente le ambizioni avversarie, togliendo certezze e fiducia agli estensi. I protagonisti? Quasi superfluo elencarli: Mobio, Bugatti, Lucas e Gherardini chiudono tutti in doppia cifra, ma sarebbe riduttivo fermarsi ai soli numeri. I contributi di Bandini, Morelli, Todisco, Gattel e Ndour certificano una prestazione corale, fatta di condivisione, letture corrette e grande disponibilità al sacrificio. Sul piano dell’atteggiamento, c’è poco da aggiungere: una partita di questo livello andrebbe mostrata nelle scuole di pallacanestro come esempio di approccio, concentrazione e spirito di squadra. Probabilmente una delle migliori trasferte stagionali per San Severo, che supera anche la differenza canestri e mette in archivio un’altra vittoria. L’ennesima, costruita con autorità e consapevolezza. Se c’è qualcosa da aggiungere, veniteci in soccorso. Viene naturale lasciar parlare i fatti, perché qui non serve rifugiarsi nella retorica: è il fare che conta, non le parole. Ed è un fare concreto, continuo, consapevole. Un gruppo straordinario, in perfetta alchimia con il proprio allenatore, capace di esprimere una pallacanestro intensa, paziente, identitaria. Una vitalità da grande club, che fa sognare non tanto per la posizione in classifica (comunque significativa, ma calma!) quanto per ciò che questa squadra dimostra partita dopo partita. Se ne accorgono tutti: gli addetti ai lavori, la città, gli avversari. Nessuno escluso. I Neri stanno lasciando un segno e la sensazione è altrettanto palese: questo gruppo non ha alcuna intenzione di fermarsi. Continuiamo a sorprendere, continuiamo a spingere, continuiamo a costruire perché così è uno spettacolo. DAL PARQUET – Coach Benedetto gioca le sue carte con Pierotti, Bellini, Solaroli, Renzi e Tagande mentre il capo allenatore Bernardi schiera Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini. Polveri bagnate per Ferrara, polveri decisamente brillanti per l’Allianz Pazienza, che apre la gara con un parziale di 0-10 nei primi tre minuti di gioco. Un avvio autoritario, costruito con lucidità e disciplina, mentre l’Adamant prova a forzare dalla lunghissima distanza senza trovare continuità. La Cestistica, invece, sceglie con pazienza le proprie soluzioni: Bandini apre le danze, Gherardini firma un prezioso gioco da 2+1 e Fabio Bugatti colpisce con cinque punti in rapida successione, dando subito un’impronta chiara al match. Coach Benedetto è costretto a fermare tutto con un immediato timeout, mentre coach Bernardi non può che applaudire l’atteggiamento dei suoi, capaci di muovere il pallone e trovare la via del canestro con continuità. San Severo continua a colpire, sfruttando anche il contributo di Renzi, prima di piazzare un altro strappo con la prima tripla della serata di Matteo Morelli, seguita dai due tiri liberi di Ivan Mobio. Al di là dei numeri (altissimi in attacco e solidi in difesa) è l’impatto complessivo a impressionare: intensità, attenzione e controllo del ritmo. Un primo quarto (uno dei migliori di stagione) di grande spessore per i Neri, che alzano subito il livello della gara e dettano il passo, con Ferrara in assoluta difficoltà. Il punteggio alla prima sirena è eloquente: 12-24. Ndour inaugura il secondo quarto con una conclusione ravvicinata, Marchini prova a scuotere gli estensi, ma è ancora Mobio, dalla sua mattonella preferita, a colpire con la seconda tripla consecutiva della sua serata. I padroni di casa tentano comprensibilmente di aumentare i giri del motore per rientrare in partita e andare all’intervallo con un passivo più contenuto, trovando anche un paio di soluzioni dall’arco. Dall’altra parte, però, l’Allianz Pazienza risponde con lucidità e scelte pulite: Bugatti, senza forzare, sfrutta il tabellone e continua a essere un riferimento costante. È proprio questa la chiave per San Severo: leggere il momento, non accelerare inutilmente e affidarsi ai propri uomini cardine. Bugatti tocca così la doppia cifra personale, Matteo Todisco è preciso dalla lunetta (2/2) e ancora il capitano firma i canestri che spingono il punteggio sul 20-38, costringendo la panchina di casa all’ennesima sospensione. I biancoblù provano a trovare un filo di fiducia, ma la sensazione è palese: non tanto per demeriti propri, quanto per la prestazione di altissimo livello dei Neri. Nei primi venti minuti l’Allianz Pazienza offre una pallacanestro collettiva, ordinata e mentalmente libera, di quelle che meritano di essere mostrate come esempio nelle scuole di basket. Serve ora mantenere concentrazione e calma, perché è ancora molto lunga. Alla seconda sirena, il punteggio dice: 32-50. Dovrebbe essere Ferrara a provare a cambiare l’inerzia della gara, ma l’avvio del terzo periodo racconta tutt’altro: Pierotti, ex di giornata, si inceppa subito con un’infrazione di passi, mentre Mobio da due e Fabio Bugatti dall’arco proseguono con decisione nel loro percorso di crescita, personale e collettivo. La sensazione dominante è la scarsa lucidità degli estensi, che commettono numerosi falli, frutto non solo di errori ripetuti ma soprattutto dell’intensità fisica, mentale e sportiva imposta dall’Allianz Pazienza, impeccabile in ogni fondamentale: dalla lunetta al rimbalzo, dal pitturato fino al tiro pesante. Con una San Severo di questo livello, coach Massimo Bernardi non può che dirsi soddisfatto: i suoi uomini sanno quando attaccare, come farlo e con quali soluzioni, anche al

È l’Allianz Pazienza ad essere… Power! La prodezza sul finale di Lucas manda ko Nocera

Si passa anche da qui. Da una prodezza negli ultimi secondi. Da partite come queste, disputate contro squadre che condividono gli stessi obiettivi e che, in casa, provano legittimamente a far valere il fattore campo. Sono serate così a misurare il reale spessore di un gruppo. Ed è proprio in questo che l’Allianz Pazienza San Severo dimostra di saper fare la differenza. Una squadra vera, compatta, consapevole, capace di imporre la propria identità anche in trasferta. A Nocera, i Neri non arretrano di un passo, alzano la voce quando conta, conducono l’incontro con personalità, mettendo in campo carattere, solidità, maturità e la lucidità negli attimi più compulsi. Il verdetto del campo è chiaro e premia la determinazione giallonera: Power Basket Nocera 71 – Allianz Pazienza San Severo 73. Oggettivamente non è stata una partita di puro spettacolo. I Neri hanno approcciato l’incontro nel modo corretto, imponendo ritmo e intensità nei primissimi minuti. Qualche possesso di troppo sciupato nel secondo periodo ha inevitabilmente rimesso in carreggiata Nocera, ma San Severo ha saputo rispondere con ciò che meglio la rappresenta: solidità fisica e, soprattutto, forza mentale. Il terzo quarto è il vero snodo del match, giocato con grande attenzione e sacrificio, prima di lasciare spazio a un finale incandescente. Nell’ultima frazione, infatti, la gara scivola in un punto a punto serratissimo: la Power aumenta aggressività e convinzione, approfittando anche di diversi errori dei dauni, e si arriva così al consueto, palpitante epilogo. A tre secondi dalla sirena il tabellone recita 71-71. Ma questa volta il finale sorride ai gialloneri; Lucas prende in mano la responsabilità più pesante, attacca con decisione il ferro e trova il canestro del sorpasso: il canestro della vittoria, un canestro che pesa come un macigno. Giusto esaltare la prodezza del numero 0 giallonero, così come i 18 punti di capitan Bugatti e i 12 di Mobio e Gherardini, ma il vero valore aggiunto è stato il contributo dell’intero gruppo. Una vittoria di squadra, voluta, cercata e conquistata con carattere. È il ventiduesimo punto stagionale, un traguardo che da solo basterebbe a raccontare il senso di un percorso. Avevamo chiuso l’anno solare conquistando una vittoria di peso specifico enorme contro la Luiss Roma e inauguriamo il nuovo anno festeggiando lontano da casa, in trasferta (una piacevole costante di questa stagione, che aggiunge ulteriore valore a quanto costruito fin qui). C’è poco altro da aggiungere, se non un sentimento che prevale su tutti: il sano orgoglio. Orgoglio per un gruppo che cresce partita dopo partita, che impara, che matura, che non smette di sorprendere. Un gruppo che, vincendo, ha iniziato ad assaporare il gusto del successo, senza però perdere fame, lucidità e ambizione. Ma sia chiaro: non essere sazia, cara Cestistica. Perché c’è ancora tanto da dire, tanto da dare, tanto da fare. È il momento di spingere, di accelerare, di crederci ancora di più. Quanto sei bella, Allianz Pazienza. E all’inizio dell’anno… lo sei ancora di più. DAL PARQUET – La PBN si schiera con Saladini, Donadio, Truglio, Guastamacchia e Misolic. Mentre i Neri optano per: Bandini, Lucas, Mobio, Bugatti e Gherardini. Non è una partita che, almeno nelle battute iniziali, brilla per ritmo ed entusiasmo. È l’Allianz Pazienza, però, a prendere con decisione, seppur senza strappi, le redini dell’incontro, mettendo subito la testa avanti grazie ai primi quattro punti firmati Gherardini e Lucas. I primi tre punti dei padroni di casa arrivano invece in maniera tutt’altro che semplice, dalle mani di Saladini, ma la risposta giallonera è immediata: Bugatti colpisce, Bandini appoggia due punti al ferro e ancora il capitano, preciso dalla lunetta, fissa il primo parziale sul 3-10. La Cestistica attacca con buona fluidità – lo testimoniano le conclusioni pesanti mandate a bersaglio da Morelli e Mobio – ma, soprattutto, difende con energia e intensità. Un atteggiamento che però comporta anche un prezzo da pagare: in appena cinque minuti i Neri esauriscono il bonus falli e Bandini si ritrova già gravato da due personali. Sul 7-18 coach Costagliola è così costretto a fermare il gioco, con i suoi che faticano vistosamente a trovare continuità offensiva. Dopo il timeout arrivano quattro punti consecutivi di Nocera, mentre San Severo attraversa un breve passaggio a vuoto, rimanendo a secco per ben tre possessi consecutivi. A smuovere nuovamente il tabellone ci pensano i due liberi di Lucas. È vero, la formazione di casa sbaglia molto e il punteggio, al momento, sorride ai dauni; allo stesso tempo, però, è chiaro come serva maggiore cinismo per capitalizzare quanto di buono prodotto su entrambi i lati del campo. Il primo quarto si chiude sul punteggio di: 14-20. San Severo riparte con un quintetto profondamente rimaneggiato rispetto all’avvio di gara: Bandini, Mobio, Gattel, Todisco e Ndour. Cambiano dunque quattro interpreti su cinque, ma l’inerzia offensiva dei Neri fatica a ritrovare la brillantezza mostrata nei primi minuti. La manovra si fa macchinosa, gli errori si moltiplicano (dal pitturato, dalla linea della carità e, soprattutto, dalla lunga distanza) e questo consente alla Power di rifarsi sotto, nonostante il vantaggio giallonero resti ancora sul tabellone. Il margine iniziale, infatti, si assottiglia sensibilmente e la sensazione di controllo lascia spazio a una gara sempre equilibrata. Non è un match che incanta sotto il profilo dello spettacolo e anche la gestione dei falli comincia a pesare: Bandini è già gravato di tre personali, mentre Mobio, Gattel e Scredi viaggiano a quota due, con Nocera che ora è pienamente alle calcagna di una Cestistica che, va detto, non sta esprimendo il livello mostrato in avvio di incontro. Il vantaggio resiste, grazie ad alcuni canestri messi a segno verso la fine di periodo, ma non basta. Serve maggiore ferocia e determinazione su ogni possesso se si vuole indirizzare la gara sui binari desiderati. All’intervallo lungo il punteggio dice: 33-37. Al rientro dagli spogliatoi il messaggio è chiaro: non è consentito abbassare la guardia, né tantomeno concedersi passaggi a vuoto. In questa categoria, e ancor più sul parquet campano, ogni esitazione rischia di essere punita. La classifica può ingannare, ma la realtà del campo

Non la solita Cestistica e Imola ne approfitta

La Serie B è, per sua natura, un continuo up and down. E giocando ancora una volta con la carta d’identità degli avversari, la gara contro l’Andrea Imola ha confermato tutte le difficoltà di un campionato complesso, equilibrato, mai scontato. Si conclude sul 78-97. T la sfida tra San Severo e Imola. Gli emiliani (forti degli ex Moffa, Abati Touré e di un Gatto purtroppo ancora ai box) che solo pochi giorni fa aveva messo a referto ben 86 punti sul parquet di Fabriano, subendone appena 69, hanno dimostrato anche stasera il loro valore, presentandosi a San Severo con lo stesso bottino di punti in classifica e un ruolino di marcia speculare. C’è però una differenza sostanziale: Imola è stata costruita per vivere una stagione relativamente serena, magari con l’ambizione di qualcosa in più della semplice salvezza; San Severo, invece, ha dichiarato fin dall’inizio un obiettivo chiaro e prudente. Ad onor del vero, quest’oggi i Neri non sono riusciti a dare continuità alle brillanti prestazioni casalinghe mostrate in precedenza. Ed infatti, i primi venti minuti hanno segnato in maniera profonda l’andamento dell’incontro, con una sofferenza evidente che ha visto gli avversari mettere a referto ben 57 punti, a fronte dei 38 realizzati da San Severo. Un divario importante, maturato soprattutto nella prima metà di gara, che, oggettivamente, ha reso la strada in salita. E così, nel prosieguo del match, il tentativo giallonero di reazione, generoso e volenteroso si è dimostrato comunque vano. E Imola, che ha dominato sotto il ferro, visti gli innumerevoli rimbalzi presi, ha continuato il suo incontro. Vale la pena fermarsi un attimo e guardare i numeri, non per esaltazione sterile ma per dare il giusto peso al cammino compiuto: la Cestistica San Severo ha disputato 17 partite, vincendone 9 e perdendone 8 (si potrebbe aprire un capitolo a parte anche su questo, con forse, l’unico passaggio a vuoto contro Ferrara, ma quello appartiene ad altre analisi). Un ruolino di marcia che, ad oggi, pochi avrebbero pronosticato, soprattutto considerando il contesto e gli obiettivi dichiarati a inizio stagione. Chiudere prima delle festività con una vittoria sarebbe stato il massimo, tuttavia bisogna sempre fare i conti anche con la determinazione degli avversari: non si gioca mai da soli.  Il bicchiere, questa sera, è comunque mezzo pieno. Anzi, lo è per davvero. Buon Natale, San Severo. L’appuntamento è tra una settimana, con l’auspicio di poter salutare il nuovo anno con i due punti. DAL PARQUET – Lo starting five dell’Allianz Pazienza: Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini contro i cinque uomini schierati da Luca Dalmonte: Kupstas, Chessari, Gozo, Raucci, Thioune. Parte forte Imola, che apre le danze con la schiacciata autoritaria di Thioune per il 2-0, sfruttando subito un nostro errore con Mobio e colpendo in campo aperto con Gozo per il primo allungo. La Cestistica però non resta a guardare: arriva la reazione immediata, concreta, con il gioco da quattro punti che ci permette di sbloccarci e rimettere in equilibrio il punteggio, approfittando del fallo commesso da Morelli. Kupstas risponde dall’arco, ma il botta e risposta prosegue: dopo i due punti di Raucci, Bugatti si prende la responsabilità e firma la tripla dell’8-9, dando il primo segnale di personalità. Bandini incappa in due falli nella stessa azione e coach Bernardi è costretto a ruotare, inserendo Lucas. La scelta paga subito: Bugatti colpisce ancora in transizione, regalando il primo vantaggio giallonero sul 13-11, anche se Kupstas risponde immediatamente, sempre dai 6,75, confermando di avere la mano calda. San Severo continua a trovare buone soluzioni dall’arco: anche Scredi, appena entrato, si iscrive al match e ci tiene in scia, mentre Bugatti, ancora da tre, ci riporta avanti. Imola però alza i giri: Moffa entra dalla panchina e trova subito il canestro, poi orchestra con lucidità il pick and roll che libera Thioune. La risposta arriva puntuale con la tripla di Lucas per la parità, ma Moffa è in ritmo, segna ancora e conquista due falli su tiro, capitalizzando dalla lunetta con un perfetto 4/4. È Chessari a firmare il primo strappo ospite, portando Imola sul +6 (24-30), prima che Lucas, ancora una volta dall’arco, provi a ricucire. Il primo quarto si chiude sul 27-30, con Kupstas che trova gli ultimi due punti della frazione. In avvio di secondo periodo c’è un buon movimento offensivo dei Neri, ma Ndour non riesce a finalizzare. Dall’altra parte Filippini non sbaglia e il divario si allarga fino al -7, costringendo coach Bernardi a chiamare timeout. Al rientro, però, è ancora Imola a colpire con Moffa, mentre Gherardini risponde con orgoglio, provando a tenere viva l’Allianz Pazienza. Moffa continua a essere un fattore e piazza anche la tripla che vale il -10. Gherardini prova a tamponare dalla lunetta, ma Imola punisce ripetutamente in contropiede. Arriva anche l’affondo pesante: schiacciata di Touré su assist illuminante di Moffa per il -14 e nuovo timeout per Bernardi. La reazione d’orgoglio passa ancora da Gherardini, che schiaccia con decisione su assist di Bandini, ma Imola non rallenta: Raucci colpisce dall’arco, mentre Mobio commette fallo in attacco e il punteggio scivola sul 33-52. Altro timeout, ma la fase finale del quarto è spezzettata, con tanti errori da entrambe le parti e punti che arrivano quasi esclusivamente dalla lunetta. Si va così all’intervallo lungo con Imola avanti 38-57, al termine di un primo tempo complicato per i gialloneri, chiamati a ritrovare ritmo, equilibrio e intensità al rientro dagli spogliatoi. Si riparte con Lucas nel quintetto iniziale al posto di Bandini, gravato da tre falli personali, mentre dall’altra parte Imola conferma gli stessi uomini. L’avvio del secondo tempo prova a regalare qualche segnale incoraggiante: due triple di Ivan Mobio tengono la Cestistica agganciata alla partita, ma la risposta degli emiliani è puntuale e continua, con Kupstas e Thioune che trovano il canestro con impressionante regolarità. La musica, purtroppo, non cambia. Imola continua a colpire con grande facilità offensiva, toccando quota quasi 70 punti in due quarti e mezzo, costringendo coach Bernardi a fermare nuovamente il gioco. A rendere il quadro ancora

La Cestistica regge l’urto e gioca con coraggio, Latina allunga nel finale

Si rientra dalla difficile trasferta di Cisterna, al cospetto di un avversario di rango come Latina, con una sconfitta nel punteggio ma senza smarrire dignità e identità. Il match tra Benacquista Assicurazioni e Cestistica San Severo si chiude sul  90-72, un risultato che, se analizzato unicamente attraverso il dato numerico, può raccontare un passo falso, ma che rischierebbe di offrire una lettura riduttiva, incompleta e ingenerosa. La valutazione, infatti, va necessariamente inserita in un contesto più ampio. Di fronte c’era una Benacquista Latina costruita con ambizioni dichiarate, guidata da uno staff tecnico di primissimo livello e da un allenatore esperto come coach Gramenzi, oltre che più fresca fisicamente grazie al turno di riposo. Eppure, guardando in casa giallonera, i ragazzi di coach Massimo Bernardi non hanno mai smarrito spirito, identità e dignità cestistica. Hanno lottato, risposto colpo su colpo, accettato la sfida con coraggio, portando l’incontro sui binari dell’equilibrio fino al 37’, prima che i nerazzurri, raggiunto il +10, riuscissero a gestire con lucidità e mestiere la fase conclusiva della gara. Chi conosce le dinamiche della Serie B sa bene quali siano gli obiettivi del club pontino: zona alta della classifica, corsa ai playoff e un percorso che, numeri alla mano, parla di 12 vittorie e sole 4 sconfitte. Un ruolino che racconta, più di ogni parola, il valore dell’avversario. Indipendentemente dallo spessore dei laziali , non sembri spavalderia dirlo, ma oggi affrontare i colori gialloneri significa misurarsi con una squadra che incute rispetto, quasi timore reverenziale. E questo ha un solo artefice: Massimo Bernardi e il gruppo che ha costruito giorno dopo giorno. È il frutto di un lavoro paziente, serio, profondo. Non c’è soddisfazione più grande, anche quando si perde, che vedere i propri ragazzi comunque combattere lontano da casa, proprio su quei campi dove storicamente si rischia di uscirne con le ossa rotte. Adesso, trasformiamo la ‘rabbia’ dei due persi in opportunità di rivalsa già da domenica. Il nostro fortino ci aspetta. DAL PARQUET – La Benacquista Assicurazioni punta su: Gallo, Cipolla, Chiti, Sacchetti e Nwohuoch amentre l’Allianz Pazienza va con Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini. Sembra quasi un duello annunciato, in avvio, quello tra Bugatti e Chiti. La Cestistica parte con il piglio giusto, affidandosi subito al proprio capitano, autore dei primi quattro punti gialloneri, ma la risposta dei padroni di casa non tarda ad arrivare: Chiti colpisce dall’arco e si fa valere anche nel pitturato, riportando equilibrio e intensità sul parquet. Ancora Bugatti, con la consueta personalità, firma un’altra conclusione vincente, in un inizio di gara che, dopo cinque minuti, vede di fatto solo due protagonisti a referto. Nwohuocha muove il punteggio per Latina, ma è un lampo immediatamente spento dalla splendida tripla di Bugatti e dal glaciale 2/2 dalla lunetta di Ivan Mobio, che valgono il primo strappo sul 9-13. Al di là dei numeri, è l’aspetto mentale a colpire: San Severo approccia la gara con autorevolezza e coraggio, consapevole di affrontare una delle formazioni più in forma del momento, ma senza alcun timore reverenziale. I nerazzurri provano a non concedere troppo campo, ricucendo lo strappo e portandosi leggermente in avanti, ma la Cestistica è esattamente come deve essere: intensa, lucida, presente. Sul parquet di Cisterna, al primo squillo di sirena, il tabellone recita: 24-23. La gara assume progressivamente i contorni di una sfida soprattutto mentale, prima ancora che tecnica. I laziali aumentano le percentuali, spingono in transizione, corrono il campo con continuità e trovano il canestro con buone percentuali, interpretando la partita con un’intensità che, per certi versi, richiama proprio lo stile dei dauni nelle loro serate migliori. Dall’altra parte, però, l’Allianz Pazienza non arretra di un centimetro e risponde colpo su colpo. Bugatti continua a essere il riferimento offensivo e la vitalità di Gattel, l’energia di Gherardini e la lucidità di Lucas tengono San Severo pienamente agganciata alla partita. Il dato più significativo dell’inizio di secondo periodo è proprio questo: non si palesa alcun solco evidentissimo tra le due formazioni, un segnale tutt’altro che scontato alla luce delle premesse e delle aspettative settembrine e della vigilia. Ed è già, di per sé, una nota di grande merito per la squadra guidata da Massimo Bernardi. Nel tratto finale della frazione, però, aumentano le imprecisioni su entrambi i fronti, con i Neri che pagano qualche palla persa di troppo e alcuni falli evitabili, elementi che consentono ai ragazzi di coach Gramenzi di allungare leggermente. Si va così all’intervallo lungo con il punteggio di: 48-41. Morelli non capitalizza dalla lunetta, chiudendo con un 2/3, ma Gherardini è puntualissimo a leggere l’azione, arpiona il rimbalzo offensivo e converte immediatamente in due punti pesanti. È esattamente questa l’attitudine che l’Allianz Pazienza deve mettere in campo, soprattutto al cospetto di una big del campionato come la Benacquista Assicurazioni. In pochi istanti, infatti, i Neri risalgono fino al -2, a testimonianza di quanto l’approccio al periodo – così come l’andamento complessivo dell’incontro – sia determinante. Occhio al dato: nei primi tre minuti San Severo concede appena due punti agli avversari e, parallelamente, ne manda a referto sette, dando continuità a quanto già mostrato nella prima metà di gara, in particolare nel primo quarto. Tanta, tantissima Cestistica in campo: aggressiva, presente, capace di costringere Latina a spendere falli in serie, tanto che dalla metà del periodo in avanti la strada verso la lunetta diventa una costante. I padroni di casa, dal canto loro, non hanno alcuna intenzione di lasciare il proscenio agli ospiti e ricordano perché undici vittorie stagionali non siano certo frutto del caso. Eppure, ancora una volta – anche a costo di risultare ripetitivi – il messaggio è chiaro: non c’è alcun divario netto tra le due formazioni (vedasi le triple in nonchalance di Lucas). Si entra così nel vivo dell’ultimo quarto con la partita ancora tutta da scrivere: 71-65. Due minuti di smarrimento, senza punti a referto per i gialloneri, a testimonianza di quanto la continuità debba essere garantita lungo l’intero arco dell’incontro, soprattutto al cospetto della profondità e della qualità del roster a disposizione di coach Gramenzi. Nei frangenti che contano, infatti, la formazione laziale