Il sogno termina, l’amore no! Grazie, Allianz Pazienza! È stata una stagione meravigliosa

Lasciatecelo dire: questa è una delle pagine sportive più belle della nostra storia recente. Ma come? Dopo una sconfitta? Dopo l’eliminazione? Sì. Proprio così. E lo diciamo con orgoglio, con la stessa trasparenza sportiva che ci ha accompagnato sin dal primo giorno di agosto, quando con umiltà dichiaravamo che l’obiettivo stagionale fosse la salvezza. È stata proprio quella mentalità, fatta di equilibrio, lavoro e consapevolezza, a portarci oggi fino ai quarti di finale playoff. Il 84-90 maturato contro la Rucker San Vendemiano sancisce il passaggio del turno di una squadra forte, solida, costruita per affrontare serie di altissimo livello. E, in fondo, era qualcosa che la classifica aveva già raccontato nel corso della stagione. Potremmo soffermarci sui dettagli delle singole gare: sui minuti finali di tensione di gara1, sui possessi sfuggiti nel momento migliore della serie, sul canestro allo scadere di Tassinari in gara2 con ancora un fallo da spendere, o su qualche episodio che avrebbe potuto cambiare l’inerzia della sfida anche oggi. Apparirebbe una lettura legittima e corretta, ma sarebbe anche una lettura riduttiva sterile, incompleta. Una gara che, per lunghi tratti, l’Allianz Pazienza aveva saputo interpretare nel migliore dei modi. Dopo un primo quarto giocato sul filo dell’equilibrio, infatti, i gialloneri avevano cambiato marcia nella seconda frazione, prendendo il controllo dell’incontro con autorità e intensità fino a toccare quota 54 punti realizzati, concedendone appena 44 agli avversari. Poi, però, al rientro dagli spogliatoi, San Vendemiano ha disputato un secondo tempo di altissimo livello, ribaltando progressivamente l’inerzia della gara grazie soprattutto alle triple pesantissime di Onojaife e Tassinari, capaci di spegnere il ritmo offensivo sanseverese e riaccendere l’entusiasmo dei padroni di casa. La Cestistica, dal canto suo, non è riuscita a trovare le necessarie contromisure, anche a causa di una partita diventata via via più spezzettata dai tanti falli e inevitabilmente condizionata da un forte carico emotivo. Così, i minuti finali sono scivolati via con San Vendemiano padrona del campo, lucida, concreta e capace di colpire con continuità dall’arco nei momenti decisivi dell’incontro. Ciò che questa esperienza lascia va enormemente oltre il risultato finale. Lascia il valore del lavoro quotidiano. Lascia il coraggio delle idee. Lascia la forza di un gruppo che ha saputo costruire qualcosa di autentico dentro e fuori dal campo. Lascia la compattezza di una società, il sacrificio silenzioso di dirigenti, collaboratori, operatori, staff e volontari che ogni giorno hanno dedicato tempo, energie e passione a questi colori. Lascia soprattutto una città che si è ritrovata attorno alla propria squadra. Un palazzetto tornato vivo. I bambini sugli spalti. La dirigenza, gli sponsor, i soci sostenitori. Gli applausi. L’entusiasmo. L’identità. Quel senso di appartenenza che, oggi più che mai, rappresenta il vero patrimonio della Cestistica San Severo. Viene naturale chiederselo: è soltanto basket? Forse no. Forse è qualcosa che assomiglia alla… vita. E la conclusione più giusta possibile può essere soltanto una. Grazie. Grazie davvero, di cuore, a tutti. DAL PARQUET – Bernardi opta per Bandini, Mobio, Todisco, Bugatti e Gherardini e coach Campanella risponde con Morici, Piccarelli, Murri, Čebašek e Onojaife. L’approccio dell’Allianz Pazienza è subito di grande personalità: Gherardini e Bugatti firmano il primo 6-3 della serata, mentre il “Falcone e Borsellino”, trascinato da una cornice di pubblico semplicemente straordinaria, inizia immediatamente a far sentire tutto il proprio peso specifico. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni e San Severo prova a cavalcarla sin dai primi possessi. La Rucker, però, dimostra subito tutta la propria solidità mentale; la formazione di coach Campanella continua a giocare la sua pallacanestro aggressiva e intensa, senza lasciarsi intimorire dall’ambiente e cercando di rispondere colpo su colpo ai padroni di casa. Nei primi minuti si percepisce chiaramente anche un forte rispetto tattico tra le due squadre. San Vendemiano entra presto in situazione falli, aspetto che obbliga il suo allenatore a gestire immediatamente le rotazioni, mentre Bandini dalla lunetta firma il 7-5. A togliere le castagne dal fuoco per i veneti ci pensa Piccarelli, che con una tripla pesantissima riporta avanti i suoi e inizia progressivamente a prendersi le redini offensive della gara. Ogni sua conclusione diventa preziosa, così come il lavoro dei pivot ospiti sotto canestro che riescono spesso a conquistare rimbalzi importanti trasformandoli in punti. San Severo continua comunque a mantenere un ottimo atteggiamento, pagando soprattutto qualche difficoltà nel controllo dei rimbalzi difensivi, dettaglio che consente ai veneti di restare pienamente agganciati alla partita fino al nuovo equilibrio nel punteggio. Nel frattempo arrivano anche i problemi di falli per l’Allianz Pazienza: Gherardini viene gravato rapidamente di due infrazioni, mentre Tassinari colpisce due volte consecutive dalla lunghissima distanza, costringendo i gialloneri a inseguire per evitare che il divario aumenti. San Vendemiano trova continuità soprattutto vicino al ferro con i proprio pivot, capace di aprirsi spazi importanti nel pitturato, ma la Cestistica continua a restare pienamente dentro la gara, trascinata dalla spinta incessante del pubblico di casa. È una partita intensa, vibrante, giocata a ritmi altissimi. Dall’altra parte emerge tutta la fisicità di Ndour, fondamentale per riportare equilibrio e intensità sotto canestro. Ma continua anche la situazione delicata sul fronte falli, con Gherardini che arriva rapidamente a quota tre. Il primo quarto si chiude così nel segno del massimo equilibrio: 25-25. Un punteggio alto, prevedibile per intensità e qualità offensive viste in campo. La gara prosegue punto a punto; ogni canestro trova una risposta immediata. Ndour replica ai colpi di Tassinari, ancora pericolosissimo dall’arco, mentre il peso emotivo della sfida si riflette anche nel numero dei falli commessi da entrambe le squadre. Anche Cane sale rapidamente a quota tre infrazioni e coach Campanella è costretto a richiamarlo in panchina. Ciò che manca maggiormente alla Cestistica in questa fase è il tiro dalla lunga distanza, fondamentale nel sistema offensivo giallonero. La Rucker difende molto bene, chiude gli spazi e costringe spesso San Severo ad attaccare il ferro in traffico. Ma è proprio allora che Bugatti si accende con la giocata che il pubblico attendeva: la bomba da oltre l’arco che ridà energia e fiducia ai gialloneri. La partita continua a spezzettarsi anche