La forza delle idee, la bellezza del gioco! Allianz Pazienza vincente contro Ravenna

Non guardare al tachimetro, ma ai chilometri percorsi. Ed è un cammino lungo, intenso, straordinario quello che sta tracciando l’Allianz Pazienza, una squadra che, a detta degli esperti, è una delle più cresciute, sotto tutti i punti di vista. Il referto continua a sorridere i Neri che riescono a superare anche i terribili ragazzi di coach Auletta, l’Orasì Ravenna: 89-76 un dato secco che, tradotto in parole, equivale a un’altra opera d’arte firmata dall’armata sanseverese! L’analisi potrebbe dilungarsi a lungo (numeri, percentuali, vittorie lontano da casa, successi consecutivi, rendimento dei singoli) ma fermarsi ora sulle sole statistiche significherebbe ridurre qualcosa che va ben oltre i numeri. Perché, a ben vedere, l’incontro odierno non è stato affatto scontato. Di fronte c’era una squadra giovanissima, per età e spirito non distante dalla Cestistica, ma capace di mostrare una maturità sorprendente nell’interpretare una gara tirata e ostica. L’Orasì scendeva in terra dauna con tre sconfitte consecutive e con l’obiettivo dichiarato di fare punti; e, per almeno venti minuti, è riuscita a mettere in difficoltà i padroni di casa. È stata una partita ruvida, intensa, giocata sul filo dell’equilibrio, poi, verso la fine del terzo periodo, la Cestistica ha deciso che era il momento di cambiare marcia. Ha alzato il livello difensivo, ha gestito con maggiore lucidità i possessi e nell’ultimo quarto ha chiuso l’incontro con autorità. È stata una prova di maturità: nella gestione, nella capacità di soffrire (soprattutto nel primo tempo) e nella freddezza con cui ha saputo indirizzare la gara nel momento decisivo. Al di là di ciò che racconta il tabellone, resta l’atteggiamento di tutti i giocatori. Nessuno escluso. Da chi ha prodotto maggiormente nei canestri e da chi ha contribuito con l’energia e la determinazione. Ed è quello, prima di ogni statistica, che certifica la crescita di questa squadra. La Cestistica ha perso in campionato appena undici volte. Lo ricordiamo oggi, dopo l’ennesima affermazione perché non bisogna mai dimenticare da dove si è partiti, nemmeno adesso che San Severo siede con pieno merito tra i club più importanti del panorama nazionale. Perché è esattamente lì che questa squadra merita di stare: al centro della ribalta. E tutto questo grazie a chi? A un gruppo di ragazzi. A una palla che rimbalza. Ad una analisi più attenta: si scrive “pallacanestro”, si legge “emozioni.” Siamo fieri di te, Cestistica. DAL PARQUET – I protagonisti in campo portano questi cognomi dietro le proprie casacche: Bandini, Mobio, Morelli, Bugatti e Gherardini vs Paolin, Feliciangeli, Brigato, Cena e Jakstas. Dopo alcuni minuti iniziali segnati da polveri bagnate su entrambi i fronti, è Ravenna a rompere l’equilibrio con i primi due punti dal campo. L’Allianz Pazienza, però, risponde immediatamente con quella che è ormai una consuetudine casalinga: la tripla. Prima Mobio, poi Bugatti. La gara, nella sua fase inaugurale, non brilla per fluidità: più errori tattici che giocate spettacolari, più letture sbagliate che ritmo continuo. Eppure, pur dando l’impressione di poter controllare l’inerzia, la Cestistica deve fare i conti con una Orasì concreta, capace di restare agganciata al punteggio sfruttando con semplicità le soluzioni nel pitturato. Dopo appena quattro minuti coach Massimo Bernardi è già chiamato a gestire una variabile delicata: le infrazioni fischiate al capitano Bugatti. Un fattore che inevitabilmente condiziona le rotazioni e l’equilibrio difensivo. I giallorossi ne approfittano, trovano punti anche capitalizzando qualche imprecisione dei Neri, che in questa fase non massimizzano l’efficacia dei propri possessi. La scossa arriva da Morelli, che accende il ritmo. Bugatti aggiunge due punti di sostanza, poi ancora Morelli colpisce dall’arco per la seconda volta personale. In pochi minuti la partita cambia tono, si accende, si anima. Il primo parziale si chiude con un’intensità crescente e con la sensazione che la gara abbia appena iniziato a mostrare il suo vero volto, ma sono gli emiliani a ridere: 20-25. Serve una scintilla. E la scintilla arriva. Si accende con Jordan Lucas. L’Orasì chiude il primo quarto avanti, ma in pochi possessi il numero 0 sanseverese si prende la scena: cinque punti consecutivi, costruiti con personalità, che riaccendono il palazzetto e rimettono la gara sui binari dell’equilibrio. Ravenna, però, non arretra. Ghigo ristabilisce le distanze, +3, a testimonianza di una squadra che non si lascia intimidire. Gherardini lotta sotto i tabelloni, strappa un rimbalzo prezioso e lo trasforma in due punti di peso specifico. È una battaglia vera. L’Orasì continua ad attaccare con coraggio: i ragazzi di coach Andrea Auletta esprimono una pallacanestro viva, organizzata, senza timori. Non si fanno condizionare dai decibel del Pala “Falcone e Borsellino” e restano fedeli al proprio piano partita. Il punteggio resta costantemente in bilico; tra errori, contatti, falli fischiati e giocate da una parte e dall’altra, la partita vive su un equilibrio sottile. La Cestistica produce tanto, ma deve essere più efficace: le occasioni non mancano, la precisione sì. Ed infatti, sul 34-36, Bernardi sospende tutto per dare uno scossone si suoi uomini. Ed infatti arriva la pronta reazione di Matteo Todisco che mette a segno due ‘bombe’ da oltre l’arco che fanno bene al punteggio e all’umore. Manna dal cielo per farsì che l’inerzia cambi padrone, ma la tripla di Feliciangeli manda in equilibrio le statistiche; almeno quelle dei primi 20’. Il tabellone dice: 42-42. C’è da pedalare. E si pedala. Perché gli avversari non concedono un centimetro e ogni tentativo di allungo (vedasi i tiri di Lucas, Mobio e Morelli) viene immediatamente ricucito da Ravenna, capace di spegnere sul nascere gli entusiasmi dei Neri. La formazione di coach Massimo Bernardi rientra dagli spogliatoi con un atteggiamento diverso, più determinato. L’obiettivo è il seguente: mettere finalmente la freccia in una gara che coinvolge emotivamente l’intera piazza sanseverese. L’attacco trova maggiore continuità rispetto ai primi dieci minuti, il ritmo cresce, ma resta la sensazione che ci sia ancora margine di miglioramento nelle scelte e nell’esecuzione. In difesa, soprattutto, occorre stringere le maglie; l’Orasì sbaglia poco e, anche quando non concretizza al primo tentativo, torna con ferocia a rimbalzo, generando seconde opportunità che mettono sotto pressione i padroni di casa e ne condizionano l’inerzia emotiva, in campo