È l’Allianz Pazienza ad essere… Power! La prodezza sul finale di Lucas manda ko Nocera

Si passa anche da qui. Da una prodezza negli ultimi secondi. Da partite come queste, disputate contro squadre che condividono gli stessi obiettivi e che, in casa, provano legittimamente a far valere il fattore campo. Sono serate così a misurare il reale spessore di un gruppo. Ed è proprio in questo che l’Allianz Pazienza San Severo dimostra di saper fare la differenza. Una squadra vera, compatta, consapevole, capace di imporre la propria identità anche in trasferta. A Nocera, i Neri non arretrano di un passo, alzano la voce quando conta, conducono l’incontro con personalità, mettendo in campo carattere, solidità, maturità e la lucidità negli attimi più compulsi. Il verdetto del campo è chiaro e premia la determinazione giallonera: Power Basket Nocera 71 – Allianz Pazienza San Severo 73. Oggettivamente non è stata una partita di puro spettacolo. I Neri hanno approcciato l’incontro nel modo corretto, imponendo ritmo e intensità nei primissimi minuti. Qualche possesso di troppo sciupato nel secondo periodo ha inevitabilmente rimesso in carreggiata Nocera, ma San Severo ha saputo rispondere con ciò che meglio la rappresenta: solidità fisica e, soprattutto, forza mentale. Il terzo quarto è il vero snodo del match, giocato con grande attenzione e sacrificio, prima di lasciare spazio a un finale incandescente. Nell’ultima frazione, infatti, la gara scivola in un punto a punto serratissimo: la Power aumenta aggressività e convinzione, approfittando anche di diversi errori dei dauni, e si arriva così al consueto, palpitante epilogo. A tre secondi dalla sirena il tabellone recita 71-71. Ma questa volta il finale sorride ai gialloneri; Lucas prende in mano la responsabilità più pesante, attacca con decisione il ferro e trova il canestro del sorpasso: il canestro della vittoria, un canestro che pesa come un macigno. Giusto esaltare la prodezza del numero 0 giallonero, così come i 18 punti di capitan Bugatti e i 12 di Mobio e Gherardini, ma il vero valore aggiunto è stato il contributo dell’intero gruppo. Una vittoria di squadra, voluta, cercata e conquistata con carattere. È il ventiduesimo punto stagionale, un traguardo che da solo basterebbe a raccontare il senso di un percorso. Avevamo chiuso l’anno solare conquistando una vittoria di peso specifico enorme contro la Luiss Roma e inauguriamo il nuovo anno festeggiando lontano da casa, in trasferta (una piacevole costante di questa stagione, che aggiunge ulteriore valore a quanto costruito fin qui). C’è poco altro da aggiungere, se non un sentimento che prevale su tutti: il sano orgoglio. Orgoglio per un gruppo che cresce partita dopo partita, che impara, che matura, che non smette di sorprendere. Un gruppo che, vincendo, ha iniziato ad assaporare il gusto del successo, senza però perdere fame, lucidità e ambizione. Ma sia chiaro: non essere sazia, cara Cestistica. Perché c’è ancora tanto da dire, tanto da dare, tanto da fare. È il momento di spingere, di accelerare, di crederci ancora di più. Quanto sei bella, Allianz Pazienza. E all’inizio dell’anno… lo sei ancora di più. DAL PARQUET – La PBN si schiera con Saladini, Donadio, Truglio, Guastamacchia e Misolic. Mentre i Neri optano per: Bandini, Lucas, Mobio, Bugatti e Gherardini. Non è una partita che, almeno nelle battute iniziali, brilla per ritmo ed entusiasmo. È l’Allianz Pazienza, però, a prendere con decisione, seppur senza strappi, le redini dell’incontro, mettendo subito la testa avanti grazie ai primi quattro punti firmati Gherardini e Lucas. I primi tre punti dei padroni di casa arrivano invece in maniera tutt’altro che semplice, dalle mani di Saladini, ma la risposta giallonera è immediata: Bugatti colpisce, Bandini appoggia due punti al ferro e ancora il capitano, preciso dalla lunetta, fissa il primo parziale sul 3-10. La Cestistica attacca con buona fluidità – lo testimoniano le conclusioni pesanti mandate a bersaglio da Morelli e Mobio – ma, soprattutto, difende con energia e intensità. Un atteggiamento che però comporta anche un prezzo da pagare: in appena cinque minuti i Neri esauriscono il bonus falli e Bandini si ritrova già gravato da due personali. Sul 7-18 coach Costagliola è così costretto a fermare il gioco, con i suoi che faticano vistosamente a trovare continuità offensiva. Dopo il timeout arrivano quattro punti consecutivi di Nocera, mentre San Severo attraversa un breve passaggio a vuoto, rimanendo a secco per ben tre possessi consecutivi. A smuovere nuovamente il tabellone ci pensano i due liberi di Lucas. È vero, la formazione di casa sbaglia molto e il punteggio, al momento, sorride ai dauni; allo stesso tempo, però, è chiaro come serva maggiore cinismo per capitalizzare quanto di buono prodotto su entrambi i lati del campo. Il primo quarto si chiude sul punteggio di: 14-20. San Severo riparte con un quintetto profondamente rimaneggiato rispetto all’avvio di gara: Bandini, Mobio, Gattel, Todisco e Ndour. Cambiano dunque quattro interpreti su cinque, ma l’inerzia offensiva dei Neri fatica a ritrovare la brillantezza mostrata nei primi minuti. La manovra si fa macchinosa, gli errori si moltiplicano (dal pitturato, dalla linea della carità e, soprattutto, dalla lunga distanza) e questo consente alla Power di rifarsi sotto, nonostante il vantaggio giallonero resti ancora sul tabellone. Il margine iniziale, infatti, si assottiglia sensibilmente e la sensazione di controllo lascia spazio a una gara sempre equilibrata. Non è un match che incanta sotto il profilo dello spettacolo e anche la gestione dei falli comincia a pesare: Bandini è già gravato di tre personali, mentre Mobio, Gattel e Scredi viaggiano a quota due, con Nocera che ora è pienamente alle calcagna di una Cestistica che, va detto, non sta esprimendo il livello mostrato in avvio di incontro. Il vantaggio resiste, grazie ad alcuni canestri messi a segno verso la fine di periodo, ma non basta. Serve maggiore ferocia e determinazione su ogni possesso se si vuole indirizzare la gara sui binari desiderati. All’intervallo lungo il punteggio dice: 33-37. Al rientro dagli spogliatoi il messaggio è chiaro: non è consentito abbassare la guardia, né tantomeno concedersi passaggi a vuoto. In questa categoria, e ancor più sul parquet campano, ogni esitazione rischia di essere punita. La classifica può ingannare, ma la realtà del campo