2018-19-PS-Marko-Micevic.jpgAltro turno casalingo per la Allianz Pazienza San Severo e altro giocatore sotto i nostri riflettori: questa volta è il turno di Marko Micevic. Nato a Belgrado il 25/07/1989, Marko è di nazionalità serba, ma di fatto è italianissimo dentro, essendo arrivato nel nostro Paese alla tenera età di 10 anni, quando cominciò a frequentare il settore giovanile dell'Olimpia Milano. Dopo essere tornato per due anni in Serbia, al suo rientro in Italia vince due campionati giovanili (U16 e U18) con la Mens Sana Siena di Simone Pianigiani e poi un altro (U21) con l'Olimpia Milano. Il suo battesimo tra i senior lo riceve a Casalpusterlengo dove subito vince la Coppa Italia di LegaDue. Dal 2007 al 2009 gioca in prima squadra nell'Olimpia Milano allenata da Sasha Djordjevic, mentre l'anno successivo si trasferisce a Bologna vincendo con la "Effe" il campionato che riporta in LegaDue la gloriosa società emiliana. Tante le società in cui ha militato, tra cui ricordiamo Bisceglie, Latina, Chieti, Orzinuovi, Montegranaro, Falconara, Roma e, dopo un anno di stop per infortunio, Pescara nell'attuale stagione. Ovviamente non abbiamo dimenticato, ma abbiamo volutamente lasciato per ultima, la sua fugace apparizione nel roster della Mazzeo giocattoli San Severo nell'anno della LegaDue. Quello fu un anno sfortunato non solo per lui, ma per tutto il movimento sanseverese.
Con Marko, dopo la partita, abbiamo avuto un cordiale colloquio da cui sono emersi tanti aspetti sconosciuti della sua vita sportiva e privata e che vi proponiamo integralmente:

D: Da ex hai già giocato diverse volte a San Severo. Quali sono le tue sensazioni ogni volta che calpesti questi legni?

R: "Ho sempre sensazioni positive perchè sono stato bene qui, poi da avversario, conoscendo il pubblico e la piazza, ti dà quella carica in più per far bene".

D: Nel 2010 hai vissuto una breve parentesi qui a San Severo. Quali sono i tuoi ricordi di quella che è stata una stagione iniziata male e finita peggio?

R: "E' stato il primo anno in LegaDue per San Severo ed io ricordo che venni chiamato per giocare la A dilettanti, poi col ripescaggio fu frettolosamente allestito il roster per il campionato di categoria superiore. Ci furono quindi condizioni obiettivamente difficili per organizzare al meglio una squadra, una cosa è fare una squadra per la A Dilettanti e poi di corsa correre ai ripari ed allestirne una per la LegaDue. Le premesse non erano buone e poi è finita purtroppo male. Tuttavia San Severo è riuscita successivamente ad affermarsi in serie B e ad essere ai vertici, posizione che le compete".

D: Un anno fermo per infortunio: quanto è dura stare fermi e quanto lo è ricominciare?

R: "E' stata molto dura, come lo è per ogni giocatore. Io, tra l'altro, mi sono infortunato in pre stagione, a settembre. Gli infortuni possono accadere nell'arco di una carriera, però sono rimasto sul pezzo, non mi sono abbattuto, ho lavorato duramente e ho affrontato una preparazione con Pescara un po' più complicata rispetto alle altre, per ovvii motivi. Posso dire che lavorando di più e curando il fisico sono arrivato quasi allo stesso livello in cui ero prima dell'infortunio".

D: Al tuo arrivo in Italia ti sei fatto subito conoscere vincendo due titoli nazionali con la Mens Sana di Simone Pianigiani (Under 16 e Under 18) e successivamente con l'Olimpia Milano (Under 21). Tra i senior, invece, una Coppa Italia di LegaDue a Casalpusterlengo: quanto queste vittorie hanno contribuito a farti sentire italiano?

R: "Mi sento tantissimo italiano, se pensi che gioco qui da venti anni oramai; mi sento quasi più italiano che serbo. Da serbo penso che un paese bello come l'Italia non ci sia al mondo e poi io ho avuto modo di girare tanto durante la mia carriera ed ho potuto vedere tanti posti che mi hanno fatto innamorare ancora di più di questo bel Paese".

D: Alla luce delle tue positive esperienze dove ti sei trovato meglio e perchè?

R: "Mi sono trovato bene in tanti posti, ma l'esperienza che mi è rimasta di più nel cuore, che mi ha lasciato il segno, è stata quella con la Fortitudo Bologna, perchè abbiamo vinto campionato e coppa e per me sono state emozioni incredibili. Avevamo un roster di categoria superiore con Gigena e Lamma ed io ero tra loro a soli 20 anni".

D: Parliamo un po'della tua vita privata: quando non sei impegnato con partite ed allenamenti come trascorri il tuo tempo?

R: "Se tutto va bene dovrei laurearmi in Economia e Gestione Aziendale. Sono molto fuori corso, avendo girato tanto e dedicandomi pienamente al basket, ma i tempi sembrano maturi perchè finalmente completi il percorso. Quindi testa sui libri perchè in estate voglio terminare".

D: Senti la mancanza della tua patria, la Serbia? Quante volte all'anno vi fai rientro?

R: "Ad essere sincero sento la mancanza soltanto per la famiglia, perchè in effetti sono cresciuto in Italia. Se la mia famiglia è in Italia non ho la necessità di tornare in Serbia e resto volentieri qui, ma se loro sono lì uno/due mesi in estate li trascorro".

D: Con Stefano Rajola hai giocato insieme, ma com'è da allenatore?

R: "Mi sono trovato benissimo a giocare insieme a lui e per questo motivo adattarmi alla sua transizione da giocatore ad allenatore è stata più semplice. Quando giocavamo insieme lui era già un allenatore in campo, questo può far capire come non ci siano stati e non ci siano problemi ad averlo come allenatore".

D: Cosa ti proponi per questa stagione?

R: "Mi propongo di fare il meglio possibile con Pescara, penso che possiamo essere una squadra di vertice. L'obiettivo è vincere più partite possibili cercando anche di insidiare, dare filo da torcere alle compagini che sulla carta sono più attrezzate di noi come San Severo e Chieti".

A Marko Micevic un ringraziamento per la sua disponibilità e, come promessogli, evidenziamo che i tabellini pubblicati sul sito della LNP e relativi alla partita contro Pescara espongono dei dati errati che privano il giocatore serbo di 2 punti, 2 rimbalzi e 4 falli subiti. Marko ci teneva tanto a far bene qui a San Severo, l'ha ribadito più volte nel corso dell'intervista e ci sembrava doveroso fare questa puntualizzazione.

Ferdinando Maggio
Ufficio Stampa Cestistica San Severo

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