Riccardo CovielloLa tredicesima puntata stagionale della nostra rubrica è dedicata a Riccardo Coviello (foto: Paolo Marolla), ala della Virtus Civitanova Marche.

Nato a Roma il 18 marzo 1988, Riccardo comincia la sua avventura nel mondo della pallacanestro con la Stella Azzurra Roma con la quale raggiunge cinque finali nazionali tra le varie categorie (Allievi, Cadetti, Under 19 e Under 21). La sua prima esperienza tra i senior la vive nella stagione 2007/2008 nelle fila di Casale Monferrato in LegaDue, ma a campionato in corso approda nella Blindo Office Valenza in B2 dove trova più spazio e chiude con una media realizzativa di 7 punti a partita. L’anno successivo si trasferisce in Sicilia a Barcellona Pozzo di Gotto in Serie A Dilettanti, mentre nel 2009/2010 ritorna in LegaDue con la canotta dell’Enel Brindisi, dove conquista una magnifica promozione in A1 e colleziona 13 presenze per un totale di 52 minuti giocati. Il 2010/2011 lo trascorre in Basilicata con la Bawer Matera con una media finale di circa 5 punti ad allacciata di scarpe nella stagione regolare e circa 9 nella serie play out contro Pavia, ma è l’anno seguente, con Costa Volpino, in DNB, che comincia a diventare più prolifico realizzando più di 10 punti di media in 27 partite giocate. Il ritorno a Barcellona Pozzo di Gotto in LegaDue lo vede impiegato solo in quattro occasioni, mentre nell’anno 2013/2014, alla sua prima esperienza marchigiana, in quel di Porto Sant’Elpidio, fa sentire tutto il suo peso con 16 punti e più di 6 rimbalzi medi a partita in  28 giocate per 30 minuti di impiego. Fa ancora meglio l’anno dopo a Montegranaro dove chiude con 16,31 punti a partita e 6,3 rimbalzi. Nella stagione 2015/2016 si accasa ad Oleggio contribuendo a conquistare la salvezza con i suoi 14,5 punti ed i 9 rimbalzi. Lo scorso anno ha indossato la canotta della PMS Moncalieri con cui ha raggiunto i play off da primo della classe in regular season nel girone A di serie B, pur uscendo sconfitto in semifinale contro Cento.

Riccardo Coviello è un giocatore dotato di un buon atletismo con una spiccata propensione al canestro e una buona dose di attenzione in fase difensiva. Nella passata stagione, dopo aver ricoperto per anni lo spot da tre, si è ritagliato spazio per ricoprire anche quello da quattro.

Come d’ abitudine, dopo la partita di domenica sera, abbiamo intervistato il nostro “personaggio”:

D: Cosa ti ha convinto a sposare il progetto di Civitanova Marche?

R: “Innanzi tutto conoscevo gran parte della dirigenza ed anche parte di quelli che sarebbero stati i miei futuri compagni di squadra e questo ha influito. Poi considera che ho già giocato due anni nelle Marche (a Montegranaro e Porto Sant’Elpidio, ndr), e sapevo già che ambientarsi non sarebbe stato un problema ed infine l’ho presa come una sorta di sfida avendo visto il girone e che abbiamo, considerando che è abbastanza equilibrato, molte chance di rimanere nella parte nobile della classifica. Questo mix di fattori mi ha spinto ad accettare la proposta e mettere la firma sul contratto”.

D: Da neopromossa state disputando un campionato niente male finora: te l’aspettavi o, almeno, ci speravi?

R: “Ho giocato in questo girone per diversi anni e mai come quest’anno perdendo una partita ti trovi giù e vincendone un’altra ti ritrovi su e quindi me l’aspettavo e ci speravo anche, perché vedo in settimana in allenamento come vanno le cose. Finora sta comunque andando bene avendo incamerato un buon bottino di 14 punti che ci consente di stare ancora su. Speriamo che la classifica si allunghi in modo da poter rimanere su il più a lungo possibile e rientrare tra le 8 a fine campionato”.

D: Lo scorso anno hai giocato più da 4 rispetto al passato. Paradossalmente, pur essendo più vicino al canestro, hai avuto una media realizzativa più bassa ed hai preso meno rimbalzi. Come lo spieghi?

R: “Lo spiego come un cambio di ruolo. Lo sapevo che avrei avuto difficoltà almeno all’inizio per un discorso di adattamento. Già quest’anno le cose stanno cambiando, perché pur giocando in molte occasioni da 4, mi sto trovando meglio e sto tornando su buoni livelli”.

D: Nella tua carriera tanti risultati importanti, dalla vittoria del campionato di LegaDue con Brindisi, alla vittoria della regular season con Moncalieri, passando per la salvezza a Oleggio e senza dimenticare i successi nelle giovanili. Qual è il ricordo più bello che ti porti dietro?

R: “A Brindisi è stata sicuramente una cavalcata indimenticabile, tra l’altro con Riccardo Malagoli, con cui condividevo anche l’appartamento e che penso abbia gli stessi bei ricordi miei di quell’annata. L’anno scorso è stato del tutto inaspettato l’approdo alle semifinali playoff, perché eravamo un gruppo giovane, ma abbiamo lavorato duramente, Antonio (Smorto, ndr) te lo può confermare. Delle giovanili ti direi che ricordo volentieri l’ultimo anno in cui abbiamo giocato le final four per lo scudetto e per un’inezia non abbiamo raggiunto la finale. Nonostante tutto, pur essendo un grande rimpianto, mi porto vivo il ricordo di quell’esperienza”.

D: Sapresti descriverti caratterialmente?

R: “Sono essenzialmente testardo, ma riesco ad essere simpatico, pur essendo timido. Di più non riesco a dirti”.

D: Il tuo miglior pregio?

R: “In campo il mio miglior pregio credo che sia quello di non mollare mai, anche se va tutto male. Se molli rischi l’imbarcata e non va bene. Penso che il non mollare sia fondamentale non solo nello sport, ma anche e soprattutto nella vita. Se mi distacco un attimo dall’aspetto sportivo sono una persona molto propensa all’ascolto, raccolgo critiche e ne faccio tesoro per migliorare, ma accetto ben volentieri gli elogi senza per questo farmene vanto”.

D: E il tuo peggior difetto?

R: “Ho detto prima di essere testardo e questo può alle volte essere un difetto. Inoltre non riesco a nascondere determinate situazioni, se le cose vanno male me lo si legge in faccia e allo stesso modo se vanno bene; dovrei imparare a mantenere di più il controllo quando le cose non vanno molto bene”.

D: Come impieghi il tuo tempo libero?

R: “Mi piacciono molto gli animali, da poco ho un piccolo cagnolino che mi assorbe gran parte del tempo, è un “diavoletto” a quattro zampe. Quando posso poi cerco di stare più con la mia famiglia, ho un fratello piccolo di 16 anni. Infine mi piace stare sui social che è un modo per poter rimanere in contatto con i miei ex compagni di squadra e con le persone che ho conosciuto nei vari posti in cui sono stato”.

D: Hai qualche rimpianto?

R: “Il mio grande rimpianto è di non essere riuscito, nei primi anni in cui ero fuori casa, a mantenermi su determinati standard perché avrei potuto essere un giocatore diverso. Questo non vuol dire che ora non sia contento di quello che sono, ma se fossi riuscito ad avere un po’ più di testa quando ce n’era bisogno sarei potuto crescere ulteriormente e mi riferisco a quando ero a Casale Monferrato dove sarei potuto rimanere con un ottimo allenatore. È questo il mio più grande rimpianto”.

Un ringraziamento a Riccardo ed alla sua dirigenza per averci autorizzato all’intervista.

La prossima settimana il “personaggio” sarà Francesco Guarino playmaker del Basket Recanati.

Ferdinando Maggio
Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo

 

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