Gianluca MarchettiTra i volti nuovi della We’re Basket Ortona Gianluca Marchetti (foto: Francesca Bottari) è, finora, il giocatore che più si è messo in mostra e noi lo abbiamo subito “eletto” personaggio della nostra rubrica settimanale.

Nato a Bracciano (Roma) il 18 giugno del 1993, Gianluca Marchetti è un playmaker di 178 cm per 66 Kg di peso. Cresciuto cestisticamente nelle giovanili della Virtus Roma, qui esordisce anche nella massima serie nella stagione 2010/2011. Nella capitale resta fino al 2013 dopo aver collezionato 9 presenze in Serie A. Nel Gennaio 2013, viene ceduto in prestito alla Don Bosco Livorno, formazione che militava in DNB, dove dice presente in 12 gare stagionali con 10,4 punti e 2,7 rimbalzi in 23,4 minuti di utilizzo medio. Dopo la positiva esperienza in terra toscana lascia definitivamente la Virtus Roma e si accasa alla Vanoli Cremona in serie A dove sono ben 23 le presenze con 1,7 punti in 8,1 minuti di gioco. Nel 2014/2015 si trasferisce in Sicilia a Barcellona Pozzo di Gotto per disputare il campionato di A2 Gold a cui segue il trasferimento ad Udine in DNB dove chiude con una media di 6,7 punti a partita e 2,9 rimbalzi. Nei primi mesi del 2017 firma per la Fortitudo Bologna, mentre la storia recente lo vuole nelle fila della We’re Basket Ortona dove nelle prime 9 partite viaggia ad una media di 18,44 punti di media conditi da 3,89 rimbalzi. Quest’anno ha anche realizzato il suo high score personale di 29 punti nella partita casalinga, alla seconda di campionato, contro la Janus Fabriano.
Altro fiore all’occhiello della breve carriera di Gianluca l’aver fatto parte della Nazionale Sperimentale nell’estate 2013.

Classico play d’ordine con grandi abilità da passatore ed una buona visione di gioco, Marchetti può contare anche sulle sue doti da realizzatore sia in penetrazione che dall’arco dei tre punti.

Non avendo giocato nella gara contro la Cestistica, a causa di un virus influenzale, abbiamo raggiunto telefonicamente Gianluca Marchetti per farci quattro chiacchiere:

D: Sei cresciuto nelle giovanili della Virtus Roma, nelle cui fila hai esordito in serie A… Come ricordi  quell’esperienza?

R: “Ero piccolo, la Virtus Roma faceva le selezioni per il mini basket e decisi di andare con mio padre per provare, mi presero e da lì è cominciato questo cammino di dieci/undici anni. Negli ultimi quattro anni alla Virtus venni aggregato alla squadra che disputava la serie A ed è stata un’esperienza veramente molto bella”.

D: Il tuo primo punto in serie A è arrivato su tiro libero, ti tremavano un po’ le mani quando sei andato in lunetta? Hai sbagliato il primo o il secondo?

R: “Sbagliai il secondo, però quella fu una partita strana perché se avessimo vinto per più di 20/21 punti avremmo incontrato in semifinale la Monte Paschi Siena che allora era la Siena nota a tutti, cosa che non sarebbe successa se non l’avessimo ribaltata. Nessuno mi aveva detto se sbagliare o segnare e la gente non sapeva cosa stessi facendo. Avevo per allenatore Boniciolli, che ho avuto anche lo scorso anno, e lui mi disse che non gli importava nulla di sbagliare o segnare, a lui importava vincere con più punti possibili di margine la partita”.

D: Nelle prime nove partite di questa stagione stai viaggiando ad una media realizzativa di 18,5 punti, decisamente superiore a quella delle ultime annate…Te l’aspettavi questo exploit?

R: “Sinceramente è un anno in cui avevo bisogno di giocare tanto per riscattare i minutaggi che ho avuto gli anni scorsi non elevatissimi, quindi non mi aspettavo un avvio del genere pur sapendo che avrei avuto la possibilità di far bene”.

D: Quest’anno avete avuto un buon approccio iniziale battendo Fabriano, Senigallia e anche Pescara, quest’ultima a domicilio, poi un improvviso calo con sei sconfitte consecutive… cosa vi sta succedendo?

R: “E’ un vero peccato aver avuto difficoltà nelle ultime partite, dovute anche ad infortuni che non ci hanno permesso di allenarci come avremmo voluto. Abbiamo cominciato a faticare a cavallo del turno infrasettimanale quando dei piccoli acciacchi sono diventati dei veri problemi, altrimenti di queste ultime sei partite un paio saremmo riusciti a vincerle, ne sono certo.  All’inizio in effetti siamo stati molto aggressivi sia in attacco che in difesa, quindi gli errori si notavano di meno, avevamo sia le gambe che l’intensità per giocarcela con chiunque, poi si sono verificati i problemi di cui ti ho detto, una caviglia al nostro lungo, un po’ di fastidi anche miei personali dopo quattro partite giocate per 40 minuti e da quel momento abbiamo faticato. La buona partita disputata contro San Severo deve dare fiducia ai più giovani e deve farci credere di più nei nostri mezzi”.

D: Questo è un campionato molto equilibrato in cui 14 squadre sono racchiuse in soli 4 punti (al momento dell’intervista), sarà importante non sbagliare nessuna partita, cosa ne pensi?

R: “Io ho disputato un campionato nel girone D ad Udine due anni fa ed era un campionato davvero duro, in cui tutte le squadre, tranne le ultime due forse, erano difficili da affrontare e ricordo che guardavo questo girone con occhi diversi, invece venendo qui e giocando le partite quest’anno ho notato come il livello si sia alzato, tutte le squadre hanno allestito dei roster omogenei, dovuto in parte anche alle necessità imposte dal regolamento che non consente di schierare più di sette senior. E’ ovvio che questo si vede in partita, un conto è avere un roster di 10 senior, altro è averne 7”.

D: Ci racconti qualcosa di te che non riguardi il basket?

R: “Sono originario del Molise, i miei genitori sono nati entrambi lì, a Pescopennataro precisamente, ed io sono l’unico nato a Bracciano. Mi sento abbastanza romano, ma il mio sangue è molisano. Per il resto, del basket ho fatto la mia vita, quindi lo porto nel cuore, poi ho avuto la fortuna di giocare in  città bellissime come Cremona, Udine, Livorno, Barcellona Pozzo di Gotto, ho girato molto in Sicilia, ho anche fatto dei viaggi internazionali come in Cina con la nazionale italiana e sono stato in America sempre per il basket. Mi sono divertito molto e non riesco a pensare a me senza il basket e cosa sarei stato. Purtroppo devo anche dire che il nostro sport non è molto valorizzato, perché se pensi che ci sono ragazzi che vanno via di casa a tantissimi chilometri di distanza in età adolescenziale per poi ritrovarsi a prendere 700 euro al mese, con tutti i sacrifici che lo sport costa, ti accorgi che non è una passeggiata”.

D: Quali sono le tue aspirazioni?

R: “Cerco di dare sempre il massimo durante le partite, ma anche durante gli allenamenti, se non sono stanco morto non me ne vado. In generale per la mia carriera ho l’obiettivo di ritornare a giocare per vincere campionati, tornare a giocare in A2 e anche in A, perché ci ho giocato e poi non ho avuto più la possibilità di ritornarci, non so per quale motivo, e me ne rammarico. Spero di riprendermi quello che ho lasciato un po’ di tempo fa dando sempre il massimo”.

D: Della tua ancor breve carriera, ma già importante, cosa porterai sempre con te?

R: “Innanzi tutto mi porto i compagni di squadra, perché con loro ci vivi ogni giorno e diventano come fratelli, poi gli allenatori con cui ho sempre avuto un buon rapporto, i tifosi, ma anche le città che ho conosciuto dove mi son sempre trovato bene e mi sono sempre adattato subito”.

Un sentito grazie a Gianluca Marchetti per la sua disponibilità a concederci l’intervista telefonica.

La prossima settimana il nostro “personaggio” sarà Filiberto Dri, guardia in forza alla Janus Fabriano.

Ferdinando Maggio
Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo

 

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