2017-SanSevero-vs-PSE-04.jpgDopo averlo inseguito senza successo lo scorso anno quando militava nelle fila di Senigallia, finalmente abbiamo avuto il piacere di incontrare Andrea Maggiotto (foto: Paolo Marolla) a cui dedichiamo questa settimana la nostra rubrica.

Nato a Cento il 26/08/1988, Andrea Maggiotto è alto 195 cm, pesa 94 kg e gioca nel ruolo di guardia.

Una carriera di tutto rispetto la sua, cominciata nel settore giovanile della Scavolini Pesaro; Il suo primo anno da senior lo disputa nel 2005 nel Morciano di Romagna in serie C1, poi il primo successo sui legni di Fossombrone quando all’età di 18 anni vince il suo primo campionato nell’allora B2. Prosegue la sua avventura cestistica accasandosi a Senigallia per due stagioni consecutive sempre in serie B2 a cui fanno seguito le esperienze a Jesolo San Donà in B1 e poi a Moncalieri in serie A dilettanti. La stagione 2011/2012 la disputa con la canotta della Mobyt Ferrara in DNB vincendo il campionato e viaggiando a quasi 10 punti di media a partita. Chiuso l’anno nella città estense, fa ritorno nelle Marche per giocare nella Pisaurum Pesaro in serie C (17,4 punti di media), prima di passare in corso di stagione nelle fila del Bisceglie in DNB dove dimostrerà ancora una volta le sue doti terminando con una media di circa 14 punti ad allacciata di scarpe. La stagione successiva (2013/2014) rientra a Pesaro  ed è per lui esaltante perché viaggia ad una media di 21 punti distinguendosi quale miglior realizzatore del girone D della serie C. Seguono i campionati a Falconara nel 2014/2015 in serie C, dove vincerà un altro campionato con una media realizzativa di 14 punti, e a Monsummano (2015/2016) in serie B, oltre a quello per lui favoloso, ancora a Senigallia, lo scorso anno in serie B nel girone D dove chiude con una media di 21 punti (52% da due, 37% da tre, 73% ai liberi) e 7 rimbalzi a partita. Nella stagione corrente l’abbiamo visto esibirsi con la canotta del Porto Sant’Elpidio sui legni del Pala Falcone e Borsellino domenica scorsa.

Andrea è giocatore dotato di grande atletismo che sfrutta non solo il perimetro, ma anche situazioni spalle a canestro, capace di penetrare e, al tempo stesso, di essere utile alla squadra in fase difensiva. Il suo high score lo ha realizzato nella stagione 2013/2014 quando giocava nella Pisaurum Pesaro in DNC nella vittoriosa partita contro Valdisieve in cui ha realizzato ben 38 punti.

E’ stato davvero piacevole fermarci a parlare con lui dopo la partita e fargli alcune domande, che di seguito riportiamo:

D: Vieni da una stagione, con Senigallia, in cui hai viaggiato ad una media di 20 punti a partita con percentuali impressionanti (52% da due, 37% da tre, 73% ai liberi), ma facendo un salto indietro, anche a Pesaro in serie C hai avuto medie di oltre 21 punti. Questi risultati sono uno stimolo a far sempre meglio o rappresentano un peso dovendo sempre dimostrare di essere all’altezza?

R: “Sono entrambe le cose per me, perché ti stimola a dare sempre il meglio ed a fare sempre di più, però consapevole che quando vado a giocare gli avversari vogliono impedirmi di fare quello che so fare bene, mentre i compagni di squadra e i tifosi, non dico che lo pretendono, ma se lo aspettano o comunque ci sperano”.

D: Come è maturata la scelta di Porto Sant’Elpidio?

R: “Ci sono vari motivi, il primo è che sto un po’ più vicino casa visto che da poco mi è nata la seconda bimba, il secondo è stata la voglia che ha avuto Porto Sant’Elpidio di portarmi da loro, considerando che abbiamo chiuso la trattativa in meno di 24 ore. Il mio procuratore mi ha detto che c’era questa opportunità, ho chiesto un po’ di informazioni ad amici che hanno giocato su quale ambiente avrei trovato, ho sentito il Direttore Sportivo Marco Pallotti ed è andato tutto per il verso giusto: un colpo di fulmine!”

D: Porto Sant’Elpidio e San Severo hanno in comune il calore del loro pubblico, come vivi il rapporto con i tuoi tifosi?

R: “E’ fantastico! Questa è stata un’altra motivazione per cui ho scelto Porto Sant’Elpidio. L’ho dichiarato anche in una delle prime interviste che ho rilasciato, ho sempre nominato il pubblico di casa perché è caloroso, onesto e puro; è un po’ come quello di San Severo, è attaccato alla maglia, ci crede, pretende, vuole rispetto e dà anche rispetto, in una parola spettacolare!”

D: in passato hai vinto il campionato a Fossombrone, a Ferrara e anche a Falconara (2014), portando la società marchigiana in serie B, quali emozioni hai provato?

R: A Fossombrone avevo 18 anni, vincere un campionato è fantastico perché fatichi 10 mesi, sottoponi il corpo ad uno stress fisico ed anche mentale, quando vinci ti rilassi e sai di aver fatto un capolavoro. Vincere, non importa in quale serie, è sempre difficile e quando lo fai sei entusiasta, c’è poco da dire”.

D: Chi è Andrea Maggiotto nella vita privata?

R: “Sono un papà di due bambine, sono uno spendaccione, mi piace fare shopping per me e per mia moglie, non seguo particolarmente lo sport, ma preferisco vivermi la giornata. Sono poco festaiolo e piuttosto tranquillo”.

D: Il tuo miglior pregio ed il tuo peggior difetto….

R: “Per me sono la stessa cosa in quanto sono molto preciso, pignolo, il che può essere un pregio, ma anche un difetto. Pretendo che le cose vengano fatte in una determinata maniera e posso capire come per le persone possa essere molto fastidioso”.

D: La tua più grande soddisfazione e la più grande delusione….

R: “Delusioni non ne ho, non ho rimpianti a dirti la verità. Quello che faccio lo faccio perché sono consapevole che è quello che voglio fare. La gioia più grande è stata la nascita delle mie due bimbe, sono stati parti anche difficili e devo dire che è stata brava la mia compagna. Crescerle è molto molto bello, ti fa passare tutto il resto in secondo piano”.

D: Nell’estate del 2016 sei convolato a nozze avendo già una figlia, poi ne è nata un’altra: come tutto questo ha cambiato il tuo rapporto con il basket?

R: “Devo dirti che il rapporto con il basket non è cambiato affatto, siamo stati bravi in famiglia ad aiutarci, la mia, quella di mia moglie e noi stessi a riuscire a mettere insieme tutte le cose. Appena nata la prima io sono andato a giocare a Montecatini (nella squadra di Monsummano, ndr) da solo, quindi siamo stati davvero bravi e non ha cambiato il mio modo di giocare e di vedere la pallacanestro. Sicuramente ha cambiato me, mi ha cambiato la vita, quando hai una bimba maturi”.

D: Cosa ti attendi dal futuro?

R: “Una miriade di successi, sempre!”

Un sentito grazie al simpaticissimo Andrea Maggiotto per la sua disponibilità ed alla sua dirigenza per averci consentito di intervistarlo.

La prossima settimana la rubrica sarà dedicata al playmaker della We’re Basket Ortona Gianluca Marchetti.

Ferdinando Maggio
Ufficio Stampa Cestistica San Severo

 

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