2018-19-TB-Matteo-Fabi.jpgRitorna, dopo alcune settimane di “riposo”, la rubrica "il personaggio della settimana" e lo fa con protagonista un ex giallonero: Matteo Fabi.

Nato a Porto Sant’Elpidio l’8 ottobre 1991, compie tutta la trafila delle giovanili nella sua città natale, fino ad esordire in prima squadra in serie C nel 2009. Molto legato alla sua terra, nelle stagioni successive non si allontana troppo andando a giocare a Loreto in C2, a Fossombrone e Civitanova Marche in serie B, prima di far ritorno nella sua Porto Sant’Elpidio per due anni consecutivi. Una stagione importante la disputa a Montegranaro nel 2015/2016, quando arriva a giocarsi la promozione in A2 nella Final Four. L’anno successivo attira le attenzioni dell’Allianz Pazienza San Severo che se ne assicura le prestazioni. Prima di accasarsi a Teramo, disputa la sua prima vera stagione lontano da casa, firmando per Lecco dove raggiunge con la sua squadra la fase playoff.

Dopo La partita del Pala Falcone e Borsellino ci siamo intrattenuti con lui, oltre che per i doverosi saluti, anche per raccogliere qualche sua dichiarazione:

D: Due stagioni fa indossavi la canotta giallonera di San Severo: cosa ti ha lasciato l’esperienza vissuta qui?

R: “E’ stata l’esperienza più difficile perché è stato un anno intenso, in cui non tutto è andato secondo le speranze iniziali. Se devo dirti cosa mi ha lasciato ti dico che mi ha fatto crescere tantissimo, mi ha fortificato e mi ha aiutato per il futuro. Unico rimpianto il modo in cui è finita, però ce l’abbiamo messa tutta”.

D: Dal 2015/2016 hai sempre giocato in squadre competitive: Montegranaro, San Severo, Lecco; quest’anno, invece, come giudichi il campionato di Teramo?

R: “Gli obiettivi iniziali erano altri ed oggi invece ci troviamo a lottare per conquistare il posto migliore nella griglia playout. Noi speravamo di trovarci un po’ più su e lottare per andare a giocarci i playoff. E’ stato un anno strano, perché abbiamo ingranato tardi, abbiamo cambiato la squadra nella sua ossatura e questo ha reso le cose difficili. Ora ciò che è più importante è portare a casa la salvezza.”

D: Quanto sei legato alla squadra della tua città, Porto Sant’Elpidio, nella quale hai militato per diverse stagioni?

R: “Sono legato tantissimo! Ho cominciato a giocare lì, anche se con un’altra società, perché a Porto Sant’Elpidio le giovanili e la prima squadra sono due società diverse. Ho giocato anche due anni da senior e non posso che dire grazie a questa squadra che mi ha lanciato nel mondo del basket”.

D: Nella tua squadra sei secondo per punti realizzati e per media canestri; questo vuol dire che se hai minutaggio riesci anche a mettere in risalto le tue qualità?

R: “Quest’anno la squadra è stata costruita così e sapevo sin dall’inizio che avrei avuto molto spazio. Lo scorso anno la squadra a Lecco era un po’ più lunga e tutto quello che ho raggiunto me lo sono guadagnato con l’impegno e col lavoro. Questo non vuol dire che qui mi venga regalato qualcosa, ma sono più un punto di riferimento della squadra e di questo sono contento e mi spinge a dare il massimo fino alla fine”.

D: Cambiamo discorso e parliamo di te: chi è Matteo Fabi?

R: “Sono un ragazzo tranquillissimo legato molto alla mia terra. A parte lo scorso anno che la distanza non mi consentiva di rientrare con una certa frequenza, solitamente, appena ne ho la possibilità, ritorno per abbracciare i miei amici e la mia famiglia. Adesso cercherò anche di guardarmi intorno per altri obiettivi, sempre nell’ambito della pallacanestro, uno fra questi prendere il tesserino da allenatore mini basket”.

D: Il tuo hobby preferito?

R: “Mi piace leggere, non sono assiduo, ma quando mi prende leggo un libro. Poi, ovviamente, ascolto musica”.

D: Finora puoi ritenerti soddisfatto della tua carriera?

R: “Cerco sempre di giocare senza aver poi rimpianti. Mi alleno anche per evitare di incappare in infortuni che possano tenermi fuori per alcuni periodi. Il mio obiettivo è sempre quello di migliorarmi anno dopo anno e se a fine di ogni stagione, tirando le somme, avrò raggiunto il mio obiettivo mi sentirò sempre soddisfatto, a prescindere dai numeri e dalle statistiche”.

D: Hai qualche gesto scaramantico?

R: “Ne ho parecchi, anche se non sono ossessivo in tal senso. Ad esempio, in settimana in allenamento faccio dei tiri particolari sempre allo stesso modo, prima della partita nel riscaldamento ho dei “riti”, ad inizio partita lo stesso”.

D: Cosa vorresti che accadesse nei prossimi anni? C’è qualcosa a cui tieni in particolare?

R: “Questo non te lo so dire. Quello a cui aspiro è di vivere sempre delle situazioni serene e finchè c’è serenità le cose non possono che andare bene. Devo semplicemente cercare di crescere fuori e dentro il campo, col passare del tempo mi rendo conto di apprezzare sempre più cose rispetto al passato”.

D: Hai qualche rimpianto?

R: “Magari, rimanendo in ambito cestistico, avrei voluto che fossero andate diversamente le cose nell’anno passato a San Severo. E’ un’analisi a posteriori la mia che non ha molto senso, me ne rendo conto, perché un po’ sono cresciuto ancora da allora. E’ ovvio che ora comprendo certi errori che magari prima non coglievo. Poi c’è anche da dire che non capita spesso di giocare con una squadra forte, in un ambiente come questo, avrei voluto semplicemente viverlo in un altro modo, magari avere un pizzico di fortuna in più, ma oramai fa parte del passato. Certo mi piacerebbe riaffrontarla con la maturazione in più che ho acquisito”.

D: Vuoi lasciare un messaggio ai tuoi ex tifosi?

R: “Stasera è stato bellissimo! A fine partita sono stato chiamato per i saluti e per scattare foto. Ho rivisto le persone con cui avevo un legame stretto. Ringrazio tutti perché mi hanno fatto sentire bene e mi hanno fatto sorridere, nonostante la sconfitta. Queste cose ti lasciano addosso sempre una certa emozione”.

Ferdinando Maggio
Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo

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