2018 19 TB Francesco AmorosoTorna la rubrica “il personaggio della settimana” con un ex giallonero per protagonista. In occasione della partita casalinga contro Civitanova Marche la scelta è ricaduta su Francesco “Ciccio” Amoroso, non solo per i suoi trascorsi qui a San Severo, ma anche per rendere merito alla sua lunga carriera con risultati personali ancora del tutto soddisfacenti.

Nato a Cercola il 4 luglio 1978, da giovanissimo ha militato nel Battipaglia in LegaDue, da lì un lungo girovagare per lo stivale: Patti, Campli, Osimo in LegaDue, Cento, Forlì, Ferentino e ancora Osimo, questa volta in serie B, Ostuni e Latina in A Dilettanti, poi San Severo nella stagione 2011/2012 in DNA. Scende di categoria in DNB, nell’annata successiva, per accasarsi a Roseto; matura anche esperienze in DNC a Matelica prima della nuova chiamata in serie B a Civitanova Marche.

Di seguito quanto ci siamo detti dopo la partita:

D: Non è la prima volta che torni da avversario a San Severo, che effetto ti fa giocare in questo palasport?

R: “Fa sempre un bell’effetto giocare in questo palasport. Quando io ero qui lo vedevamo sempre quasi del tutto pieno. C’è un pubblico competente a cui piace molto il basket e che segue da vicino la squadra. Poi quando ricevi l’accoglienza che io ho ricevuto fa ancora più piacere. Ho potuto rivedere e salutare con affetto persone che ho conosciuto ormai 6/7 anni fa. Già lo scorso anno che sono ritornato qui da avversario sono stati davvero molto carini con me, mi hanno applaudito e mi hanno accolto come uno di loro, quest’anno si sono ripetuti, non posso che essere contento, vuol dire che ho lasciato comunque un buon ricordo di me”.

D: Cosa ricordi della stagione 2011/2012 in cui hai indossato la canotta giallonera?

R: “Ricordo che è stata una stagione molto difficile, il roster è stato allestito in ritardo e c’era il dubbio sul campionato da disputare. Alla fine l’obiettivo l’abbiamo centrato, doveva essere salvezza e salvezza è stata. Mi dispiace non aver potuto accontentare i tifosi con dei buoni risultati, perché li avrebbero meritati, ma certe stagioni nascono male. Per il resto un buon ricordo per quanto riguarda i rapporti con le persone e la città”.

D: Sulla carta era una buona squadra, cosa non ha funzionato?

R: “Tante cose non si sono incastrate, nonostante fossimo una squadra individualmente forte, con senior esperti. A cominciare dal ritardo nell’allestimento del roster, al cambio di allenatore in corsa, i problemi sono stati molteplici. Valentini è andato subito via ed è arrivato Rugolo, poi è arrivato anche Fattori. Questo ha causato problemi di amalgama, non siamo diventati squadra. Abbiamo cominciato con Paternoster, poi a gennaio è subentrato Millina. Purtroppo non eravamo i giocatori adatti per il basket che pratica Millina e quindi le difficoltà sono state maggiori. Però siamo riusciti a salvarci”.

D: Parliamo di te: una lunga carriera alle spalle, c’è qualcosa che non ti ha soddisfatto?

R: “Ho vinto pochi campionati! Qualcuno ne ho vinto, in effetti, ma non come avrei voluto; ho vinto a Civitanova in serie C due anni fa ed un campionato di B. Comunque ho fatto una bella carriera in B, con qualche anno anche in A2, e mi ritengo soddisfatto. Fa da contraltare alle due sole vittorie, l’assenza di retrocessioni”.

D: Hai già pensato al futuro?

R: “Vivo a Civitanova con la mia famiglia e lì oltre ad allenarmi con la squadra alleno le giovanili. Questo è quello che voglio fare, oltre a continuare a giocare finchè il fisico mi regge, voglio smettere il più tardi possibile”.

D: Dopo tanti anni di basket cosa racconterai con più piacere ai tuoi figli ed eventualmente ai tuoi nipoti?

R: “C’è tanta carne al fuoco, ma se mi chiedono: “qual è la partita più bella che hai giocato?”, gli risponderò sicuramente di quella durante l’ultimo anno delle giovanili quando ero a Battipaglia. Oltre a fare il campionato giovanile ero aggregato come under alla squadra in A2. Ci ritrovammo, alla seconda di campionato, tutto il settore giovanile oltre a Giampaolo Di Lorenzo, a vincere la partita contro la favorita del campionato, con una situazione societaria non certo idilliaca, a causa di una crisi economica che portò al mancato pagamento degli stipendi. Personalmente feci un partitone, misi tanti tiri da tre ed è una delle partite che ricordo con più piacere”.

D: Guardando le tue medie, da Matelica in poi, possiamo parlare di una seconda giovinezza, qual è il tuo segreto?

R: “Diciamo che riesco a sopperire alle mancanze del fisico, dovute all’età che avanza, mettendoci più testa rispetto al passato, faccio valere l’esperienza maturata in tutti questi anni”.

D: Qual è la cosa a cui tieni di più?

R: “E’ sicuramente la mia famiglia! Ho due figli ed una compagna con cui vorrei sposarmi prima o poi, ma non riusciamo. Finora quando abbiamo deciso di farlo ci è nato un figlio ed abbiamo dovuto rimandare. Per ora aspetto ad organizzare, non si sa mai, dovesse nascere il terzo (ride, ndr). Il basket viene comunque dopo la mia famiglia”.

D: Quando non ti alleni, invece, come ti piace trascorrere il tempo?

R: “A casa con i bambini! E’ una necessità, perché la mia compagna lavora e quindi quando sono libero devo necessariamente stare con loro. Ma a parte la necessità mi fa piacere trascorrere del tempo insieme. Ovviamente tutto ciò riduce il tempo libero quasi a zero, tra allenamenti miei, allenamenti alle giovanili e la famiglia”.

D: Ti piace ascoltare musica? Che genere preferisci?

R: “Mi piaceva (ride ancora una volta, ndr), quando avevo il tempo per farlo! Da napoletano adoro Pino Daniele, ma mi piace la musica in generale. Purtroppo ora ho davvero poco tempo per mettermi lì ad ascoltarla”.

D: Cosa pensi che uno sportivo non dovrebbe mai fare?

R: “Bella domanda! Ci penso perché tutto quello che non deve fare uno sportivo io l’ho fatto (scherza ovviamente, ndr). Per me uno sportivo deve comportarsi in maniera esemplare non solo sul campo, ma anche al di fuori, in tutto quello che fa. In una parola sola deve essere corretto!”

D: Da cestista maturo te la senti di dare un consiglio ai giovani?

R: “Bisogna allenarsi e lavorare sodo! Non fate come ho fatto io che ho trascurato in parte questo aspetto. Ad allenare mi sono allenato, non state adesso a pensare che non abbia lavorato, ma avrei potuto fare molto di più e magari ritrovarmi a giocare qualcosa di importante. Io sono stato aiutato perché in effetti avevo del talento, ma se a quel talento avessi aggiunto un po’ più di testa sarei arrivato oltre”.

D: Cosa chiedi a questa stagione?

R: “Il nostro obiettivo è migliorare quello che abbiamo fatto lo scorso anno e ci stiamo provando, seppure abbiamo mille difficoltà al momento. Stiamo cercando di costruire il futuro, quello che dobbiamo fare è impegnarci per ottenere dei buoni risultati”.

Ferdinando Maggio
Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo

 

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