2018-19-PS-Giacomo-Gurini.jpgPartita dura quella di domenica scorsa per l'Allianz Pazienza contro Senigallia, che ha messo a dura prova i cuori dei nostri tifosi e noi, per l'occasione, abbiamo eletto a personaggio uno dei protagonisti della serata: Giacomo Gurini.

Nato a Pesaro il 16 luglio 1984, Giacomo ha mosso i primi passi sui parquet della sua città natale. Ha esordito tra i senior nella stagione 2004/2005 proprio con Senigallia, nell'allora B1. Sempre nella stessa categoria, l'anno successivo, si trasferisce a Riva del Garda, dove vi resta un solo anno per fare ritorno nelle Marche con la Robur Osimo dove per un soffio vede svanire la promozione in A2 perdendo la finale contro Pistoia. Nel 2008/2009 il suo battesimo nel secondo campionato nazionale agli ordini di Giancarlo Sacco con i Crabs Rimini dove giocherà per ben tre stagioni consecutive. La stagione 2011/2012 lo vede impegnato con la canotta di Pistoia in un campionato da protagonista dove va vicinissimo alla promozione in A1, perdendo la finale contro Brindisi, dopo essersi classificato al terzo posto in regoular season. L'anno seguente si sposta a Ferentino, ma rescinde a stagione in corso per accasarsi ad Omegna che lui stesso considera sua seconda casa: vi resta fino al 2017. Lo scorso anno l'ha trascorso a Recanati alla corte di Piero Coen e quello in corso lo sta disputando a Senigallia dove sta viaggiando ad una media realizzativa di ben 25 punti a partita.

Come consuetudine, anche con Giacomo Gurini ci siamo intrattenuti a chiacchierare a fine partita e di seguito riportiamo integralmente quanto ci siamo detti:

D: Sei figlio d'arte, quanto ha inciso nella tua decisione di avviarti al basket?

R: "E' stato determinante! Inizialmente volevo dedicarmi al nuoto, poi volevo praticare calcio, ma mio padre mi ha proposto di provare a giocare a basket. Gli ho dato ascolto, mi sono innamorato di questo sport, ho abbandonato il calcio, ed eccomi qui a calcare i parquet d'Italia".

D: Ritorni a Senigallia dopo 14 anni, nella squadra dove hai mosso i primi passi da senior: ti ha spinto più il progetto o il cuore?

R: "A dire il vero ci sono stati dei contatti con Senigallia già lo scorso anno. Avendo una figlia che ha cominciato le elementari ed un altro più piccolo con tante esigenze, il mio obiettivo era quello di avvicinarmi a casa (Pesaro, ndr). Lo scorso anno firmai per Recanati, ma quest'anno ho sposato il progetto di Senigallia e sono contento di essere tornato a casa, ma anche a giocare per questa società".

D: La tua prima esperienza in LegaDue è stata nei Crabs Rimini, ironia della sorte squadra dove ha militato anche tuo padre: quanta emozione hai provato in quell'occasione?

R:"Tantissima emozione perchè c'erano anche gli stessi giornalisti che avevano visto giocare mio padre e spesso me lo facevano notare. Sono stati tre anni in cui mi sono trovato molto bene ed ho giocato bene. E' stata per me una bellissima esperienza, peccato per la vicenda del fallimento per una società che aveva compiuto 64 anni".

D: Un lungo girovagare il tuo tra squadre di LegaDue e B, di quale anno porti con te il ricordo più bello?

R: "Il mio ricordo più vivo è sicuramente l'anno di Pistoia quando perdemmo la finale per andare in A1 contro Brindisi. E' stato un anno incredibile, ho avuto il modo di conoscere giocatori di livello eccelso, vedi Galanda ed altri. Oltre a Pistoia, non dimenticherò mai gli anni trascorsi ad Omegna che considero la mia seconda casa".

D: Hai 34 anni, ma nell'ultima stagione hai viaggiato con una media di quasi 17 punti ad allacciata di scarpe, addirittura 19 nei playoff, e quest'anno, nelle prime uscite, si è alzata a 25.....A cosa è dovuta questa nuova giovinezza?

R: "Molto è dovuto ad un ruolo nuovo in campo. Gli altri anni giocavo sempre da 3, invece adesso gioco anche da 4, potendo utilizzare una delle mie migliori armi che è il tiro da fuori. Quando occupo lo spot da 3 posso giocare più spalle a canestro potendo sfruttare il peso".

D: Abbandoniamo per un attimo lo sport e raccontiamo qualcosa di te: quali sono le tue passioni e le tue ambizioni nella vita di tutti i giorni?

R: "La passione più grande che ho è la pesca! Sono un pescatore incallito, non perdo occasione per andarci e lo farò anche domani mattina (ride, ndr). Ancora non so cosa farò da grande e questo comincia a preoccuparmi; mi mancano due soli esami alla laurea in Economia, che mi sta costando una gran fatica, ma devo farcela a tutti i costi. Non penso di avere un futuro nelle società di basket e sicuramente non sarà da allenatore, l'unica cosa che mi interesserebbe fare è il procuratore che è sempre stato un mio pallino e vedrò se ci saranno i margini per poterlo fare".

D: Lo scorso anno, nonostante le tue performances, non siete riusciti ad ingranare come squadra eppure avevate un roster di livello: come te lo sei spiegato?

R: "A volte non basta costruire una squadra con nomi altisonanti per ottenere risultati. Quello che è difficile è incastrarli bene nel puzzle e questo, come si è visto, non è riuscito. Altre volte con giocatori meno noti si riesce a trovare il giusto amalgama, come è successo a San Severo la passata stagione. Noi lo scorso anno abbiamo avuto tante difficoltà, anche se alla fine avevamo trovato il giusto equilibrio, ma nei playoff c'è capitata la squadra peggiore che potesse capitarci, la LUISS Roma, i cui giocatori erano dieci volte più freschi di noi e non ci han fatto vedere il pallone".

D: Lo scorso anno ti ha allenato Piero Coen, che conosciamo bene qui a San Severo, come ti sei trovato con lui?

R: "Mi avevano parlato non benissimo, ma io ho scelto comunque il progetto di Recanati perchè sono stato abituato in passato ad avere sergenti di ferro come Caja, come Crespi e quindi non ero affatto spaventato. Devo dire, in tutta sincerità, che mi sono trovato molto bene, ho avuto soltanto un po' di difficoltà all'inizio per capire il suo sistema di gioco. Lui è stato anche molto bravo a gestire la squadra di senior, non essendo magari abituato, visto che ha sempre prediletto roster più giovani con ragazzi che corrono".

D: Nella tua carriera diverse finali promozione perse. Quanto grande è stata la delusione e come si cancella?

R: "In effetti ho perso la finale per andare in A2 contro Pistoia e la finale per andare in A1 con Pistoia, poi ho perso ad Omegna contro Orzinuovi. Purtroppo le finali non sono state mai dalla mia parte. Galanda mi diceva sempre che, dopo la terza, alla quarta si vince per forza ed io sto apettando la quarta (ride, ndr)".

D: Qual è l'obiettivo di questa stagione per Giacomo Gurini e per Senigallia?

R: "Per Senigallia l'obiettivo è centrare la qualificazione ai playoff, perchè dobbiamo essere onesti e riconoscere che ci sono squadre con roster più esperti e più lunghi rispetto al nostro. Personalmente non ho un vero obiettivo, l'importante è che si faccia bene di squadra ed io sarò contentissimo".

Ferdinando Maggio
Ufficio Stampa Cestistica San Severo

 

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