2018-19-PS-Riccardo-Casagrande.jpgDomenica scorsa al Pala Falcone e Borsellino la Allianz Pazienza San Severo ha ospitato la Luciana Mosconi Ancona e la nostra attenzione è caduta sull'MVP dell'incontro, Riccardo Casagrande.

Nato a Senigallia il 24 settembre 1988 Ricky, così è chiamato dai compagni, ha avuto finora una carriera che l'ha visto solcare i parquet della A2, oltre a quelli della serie B. Si forma cestisticamente nella squadra della sua città natale, completandosi alla VL Pesaro. La sua prima stagione da senior (2006/2007) non poteva non essere nella sua Senigallia in serie A dilettanti. L'anno successivo la sua prima ribalta in Legadue ad Imola, dove vi resta un anno per passare poi a giocare il campionato di serie A Dilettanti ad Jesolo. Segue il suo ritorno ad Imola, ma gioca soltanto 7 partite a causa di un grave infortunio al ginocchio che lo terrà fuori tutta la stagione. Buono il suo rientro in campo nelle fila della Virtus Siena dove si congederà con una media realizzativa di oltre 11 punti a partita in circa 30 minuti di gioco.

Le due stagioni successive le gioca prima a Casalpusterlengo e poi a Lucca, prima di fare un passo indietro in DNC con Pesaro, ma qui ci resta fino a febbraio 2014 quando accetta a campionato in corso la chiamata di Legnano in DNA. Successivamente torna a Senigallia e nel 2015/2016 la sua grande dedizione viene premiata con la chiamata in A2 da parte della Virtus Roma. Parte titolare, ma purtroppo per lui il cambio di allenatore (coach Caja al posto di Guido Saibene) non gli giova, perchè da quel momento troverà poco spazio.L'anno successivo si accorda con Roseto dove disputerà una stagione esaltante che lo porterà fino al sesto posto finale che consente agli Sharks di accedere ai playoff dove sconfiggeranno Legnano al primo turno e perderanno al secondo dalla Virtus Bologna che andrà a vincere il campionato. Ottiene la conferma l'anno dopo e porterà Roseto a salvarsi ai playout. Quest'anno si è accordato con la Luciana Mosconi Ancona che finora sta disputando un buon campionato.

Questo è quanto ci ha raccontato durante l'intervista post partita:

D: Per questa stagione hai ricevuto diverse proposte, anche in categoria superiore, cosa ti ha convinto ad accettare quella di Ancona?

R: "Sono stato spinto dal progetto che Ancona mi ha offerto e poi sono anche vicino a casa. Ho fatto la somma di queste due cose ed ho accettato e sono felice di averlo fatto".

D: Nel 2009 un brutto infortunio al ginocchio ti ha costretto ad un lungo stop: cosa hai provato in quei momenti e come hai vissuto quel periodo?

R: "Non è stato un bel momento sicuramente, perchè era la mia prima vera esperienza in LegaDue e ci credevo molto. Dopo sole sette partite mi sono infortunato e mi è caduto addosso un bel macigno, ma la voglia di tornare più forte di prima ha prevalso, è venuta fuori una cattiveria interiore, la voglia di riconquistare il secondo campionato nazionale, che mi ha dato la forza di resistere e di lavorare duramente per tornare lì dove avevo aimè lasciato".

D: Al tuo rientro però hai disputato una buona stagione con la Virtus Siena...

R: "Sì, ho trovato un bellissimo ambiente alla Virtus, molto familiare. E' stato per me un anno di transizione non conclusosi bene perchè siamo retrocessi, ma mi porto dietro un bellissimo ricordo di Siena e della società".

D: Dal 2015 al 2018 tre esperienze consecutive in A2. Quanto le hai attese e cosa ti hanno dato?

R: "Ogni esperienza mi ha dato qualcosa. L'anno vissuto a Roma è stato molto difficile perchè venivo dalla serie B giocata con Senigallia e quindi dovevo conquistarmi tutto. Ho cominciato a giocare molto ad inizio stagione, poi col cambio di allenatore non ho giocato più, quindi per me è stato un anno davvero difficile, ma allo stesso tempo molto formativo. L'anno dopo ho giocato a Roseto dove ho trovato un ambiente bellissimo con un palazzetto che raggiungeva le 3000 presenze a partita. A fine campionato ci siamo classificati al sesto posto con una squadra molto valida con gente del calibro di Amoroso (Valerio, ndr) e di Robert Fultz, miglior americano della stagione. Ho cercato di imparare da loro tutto ciò che potevo e mi è servito molto. Lo scorso anno è stato un po' altalenante, anche se alla fine siamo riusciti a salvarci seppure passando per i play-out".

D: Per te anche un'esperienza con la canotta azzurra 3 vs 3 allenata da Marco Calvani: ce la vuoi raccontare?

R: "Per me è stata un'esperienza bella e anche particolare. Il 3 contro 3 è un basket diverso da quello che siamo abituati a vedere, perchè è molto dinamico senza neanche un secondo di tregua. Abbiamo disputato un campionato in Francia pur non essendo andati agli europei. Porterò sempre con me quanto ho vissuto con un bel gruppo, tra cui c'erano Biliga e Zampolli, e con un allenatore come Marco Calvani".

D: Parlaci un po' di te al di fuori del mondo della palla a spicchi...

R: "Ho molte passioni, tra queste l'arte e la musica. Mi ero iscritto all'accademia d'arte di Rimini, ma non sono riuscito a portare a termine gli studi, avendo dato priorità al basket. Mi piace anche molto viaggiare e cerco il più possibile di aprire i miei orizzonti. Un'altra mia grande passione è quella per l'abbigliamento".

D: Quest'anno hai compiuto 30 anni, sicuramente hai ancora diverse stagioni davanti a te che ti vedranno protagonista, ma stai già pensando a cosa farai dopo?

R: "Porterò avanti sicuramente le mie passioni, diciamo che ci sto pensando anche se ho un progetto in mente che però non voglio spoilerare".

D: Qual è la stagione che ricordi con entusiasmo?

R: "Di sicuro il ricordo più nitido è quello del primo anno vissuto a Roseto quando abbiamo chiuso al sesto posto ed abbiamo disputato i playoff superando Legnano al primo turno e addirittura vincendo, in quello successivo, in casa della Virtus Bologna, poi loro hanno chiuso la serie sul 3-1, però quella è stata un'annata bellissima".

D: C'è una cosa che non sopporti quando giochi? Mi riferisco a comportamenti di avversari, compagni e pubblico...

R: "Mi reputo una persona leale, quindi pretendo sportività. Purtroppo siamo abituati ad essere insultati quando andiamo in giro per i vari campi, di ignoranza ce n'è tanta, poi oramai ho 30 anni e mi faccio scivolare addosso queste cose. Mi da fastidio, invece, il gesto antisportivo di un avversario, fatto allo scopo di arrecare danno; quello lo condanno assolutamente".

D: La cosa che più conta per te a parte il basket?

R: "Di sicuro al primo posto la famiglia, ma anche il mio cane (sorride, ndr) a cui sono molto legato. Aggiungo anche gli amici; i rapporti di amicizia per me sono molto importanti".

D: Come ti trovi in questa squadra? Rapporto con i compagni e con il coach...

R: "La squadra è formata da un gruppo solido che è l'ossatura dello scorso anno a cui io sono subentrato. Mi trovo molto bene perchè sono stato accolto nel migliore dei modi. Ci manca ancora un po' di cinismo e di esperienza nei momenti delicati delle partite, però sono fiducioso".

Ferdinando Maggio
Ufficio Stampa Cestistica San Severo

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