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Dopo un volto nuovo quale quello di Fabrizio Piccone, questa settimana abbiamo incontrato un giocatore che invece tutti a San Severo conoscono, si tratta di Ivan Scarponi, in passato anche capitano della Cestistica, che ha cominciato la sua sesta stagione con la canotta giallonera. Per lui non c’è bisogno di presentazioni, ma qualche pillola della sua carriera vogliamo darla.

Nasce cestisticamente nell’Eurobasket Roma, per poi passare nella Mens Sana Siena dove vince tre campionati giovanili e dove gioca, tra gli altri, con  Luigi Datome con il quale condivide anche l’esperienza al campionato giovanile under 20 svoltosi in Turchia nel 2006. Il suo best score (39 punti) lo realizza con i neri nella partita contro Molfetta nella stagione  2013/2014, ma tutti ricordano la sua prestazione a Napoli nel 2011/2012 quando mise a referto 35 punti. Il resto ce lo racconta lui in una lunga chiacchierata.

D: Ivan, oramai hai ricevuto le chiavi della città dal Sindaco, questa è la tua sesta stagione a San Severo: per noi è un piacere averti ancora qui, per te penso che sia doppio essere rimasto…..

R: “Per me è un grandissimo piacere, ma anche un onore far parte di questa grande famiglia. E’ il sesto anno che sono qui e oramai sono di casa. Sono molto contento di far parte del nuovo gruppo che disputerà questo campionato in cui siamo partiti molto bene vincendone due su due e cercheremo di continuare su questa strada”.

D: Quando è maturata la decisione di rimanere in giallonero?

R: “Avendo la ragazza qui per me è stato molto più semplice. Poi devo dire che sono molto legato all’ambiente e alla gente, di conseguenza la mia decisione è stata davvero molto semplice”.

D: Quale stagione con la canotta della Cestistica ricordi con piĂą piacere?

R: “Senza ombra di dubbio quella dello scorso anno è stata la migliore da quando gioco qui, ma anche quella di tre anni fa, che ha segnato il mio ritorno qui a San Severo, è andata molto bene , anche se sappiamo tutti come è andata a finire: Salvemini ci castigò. Speriamo di ripeterci quest’anno, ma cambiando il finale”.

D: Quale invece meno?

R: “Gli anni che ricordo meno volentieri sono quelli in cui non è andata bene, i miei primi tre anni qui con la vecchia Cestistica. Alla fine però mi sono serviti per farmi crescere come persona, come giocatore e, anche se non è andata bene, me li conservo per il percorso di crescita che mi han fatto fare”.

D: A San Severo ti sono stati assegnati anche i galloni di capitano: cosa vuol dire essere capitano di questa squadra?

R: “Essere Capitano qui a San Severo è una gran cosa, ti dà molte responsabilità. Quest’anno non lo sono, ma alla fine mi ci sento per la mia lunga militanza e perchè mi sento di casa. Ovviamente in questa stagione il capitano è Rezzano, ma io mi sento responsabilizzato come se lo fossi”.

D: Tra i tuoi tanti coach qui a San severo hai potuto lavorare con Coen, Galetti e Salvemini. Proviamo a dare loro i voti da 1 a 10 su:

- ProfessionalitĂ 
R: “Coen 8, Galetti 8, Salvemini 8”;

- Simpatia
R: “Coen 7, Galetti 9, Salvemini 9”;

- SerietĂ 
R: “Coen 9, Galetti 9, Salvemini 9”;

- CapacitĂ  di trasmettere le proprie idee di gioco
R: “Coen 8, Galetti 8, Salvemini 8”.

D: Oramai hai avuto modo di metabolizzare la delusione e la rabbia della mancata promozione, sentimenti che ho potuto notare nei tuoi occhi fuori dal palazzetto a Montecatini dopo la partita con Cassino. Ma cosa hai veramente provato quella sera?

R: “Subito dopo mi sentivo vuoto dentro, come se fossi perso. Dovevo ancora metabolizzare tutto quello che era successo. Per me è stata la prima esperienza alle final four e quindi è stata un’avventura nuova. Nei giorni successivi ho cominciato a metabolizzare e a pensare alla stagione che sarebbe venuta. Anche per questo sono contento di essere rimasto perché voglio cancellare quella delusione e provare a dare una gioia al popolo giallo nero”.

D: Come si mette alle spalle quella delusione?

R: “Con la serietà e la tranquillità di sapere che ce la possiamo fare anche quest’anno, lavorando duro in palestra. Se lavori bene durante la settimana i risultati alla fine arriveranno.”

D:  Nel 2006 hai partecipato ai campionati europei under 20: che ricordi  hai e che emozioni hai provato?

R: “E’ stata una bellissima esperienza con la nazionale, la mia prima in un torneo ufficiale. In quell’occasione arrivammo quarti con un roster notevole, perchĂ© c’erano Datome, Vitali, Lechtaler,  Cavallaro, Marino, Sacchetti ed altri”.

D: A parte fare la lavatrice, come abbiamo potuto ammirare nel video di presentazione della campagna abbonamenti, come trascorri il tuo tempo libero?

R: “Lo trascorro insieme alla mia compagna e al bambino,  che tra l’altro ha cominciato a fare basket e  spero che anche per lui si realizzi qualcosa di importante. Comunque lo passo all’insegna della tranquillitĂ , sto in casa, leggo, vedo la TV; insomma, niente di trascendentale”.

D: La tua piĂą grande delusione, non necessariamente sportiva?

R: “Sportiva quella dello scorso anno. In ambito non sportivo non mi viene in mente nulla in particolare, quindi posso affermare che grandi delusioni non ne ho avute”.

D: Hai dei rimpianti?

R: “Un po’ di anni fa ho preso delle decisioni che magari ripensandoci avrei potuto prendere in maniera diversa. Ora però mi trovo qui, mi sto godendo la mia umile carriera e sono contento. Poi considera che con i se e con i ma non si fa la storia e non potrò mai sapere cosa sarebbe successo se avessi deciso diversamente. Sono fiero delle mie scelte e va bene così”.

D: Se avessi una bacchetta magica come la useresti?

R: “Innanzi tutto farei lievitare il mio conto in banca (sorride, ndr). Lo farei diventare cospicuo per fare in modo che i miei progetti di vita si realizzino (continua a sorridere, ndr). Scherzi a parte la bacchetta magica non esiste e non posso fare nulla. Vivo la mia vita sperando che il futuro sia migliore”.

D: Da cittadino sanseverese avrai apprezzato i piatti della cucina tipica, quale metti al primo posto?

R: “Sicuramente la zuppetta, piatto su cui  inizialmente dicevo che non mi piaceva e adesso non riesco a farne a meno.  Poi apprezzo la bruschetta e pane e pomodoro”.

D: Il tuo motto per questa nuova stagione….

R: “La gente come noi non molla mai. Non l’ho copiato a nessuno”.

Ferdinando Maggio
Ufficio Stampa Cestistica CittĂ  di San Severo

 

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