TB Fabrizio PicconeUn proverbio recita "anno nuovo vita nuova", noi parafrasandolo abbiamo coniato "anno nuovo rubrica nuova". Il motivo è semplice, non è solo la voglia di darvi informazioni diverse e quella di innovarci, ma perchè abbiamo sempre cercato di puntare i riflettori sul basket facendovi conoscere da vicino la storia delle squadre che affrontiamo, dei giocatori più rappresentativi, dei giovani emergenti, ma non abbiamo quasi mai approfondito la conoscenza dei "nostri", di coloro che ogni domenica scendono in campo per farci sognare, coloro che ci fanno vivere mille emozioni e per cui ognuno di noi si sgola per lanciare l'urlo "Forza Feri". E' nata così l'idea di proporvi in un format semplice, la storia dei nostri giocatori, come vivono le loro emozioni e la loro vita dentro e fuori dal campo facendo in modo che possiate conoscerli meglio.

A fare da apripista è toccato a Fabrizio Piccone, new entry nel roster 2018/2019.

D: Ciao Fabrizio, presentati ai tuoi nuovi tifosi.

R: "Mi chiamo Fabrizio Piccone, ruolo playmaker, sono di Lanciano, ho 20 anni, sono alto 180 cm e gioco a basket dall'età di 4 anni quando ho iniziato con la squadra della mia città, il Lanciano".

D: Come è scoccata la scintilla con San Severo e perchè hai accettato di venire a giocare in questa piazza importante?

R: "Lo scorso anno seguendo le partite mi è venuta voglia di venire a giocare qui. Parlando con il procuratore mi ha detto che se avessi voluto alzare l'asticella e migliorare come giocatore avrei dovuto giocare assolutamente in una squadra competitiva. Sono contento che coach Salvemini e la società mi abbiano chiamato e adesso tocca a me dimostrare con i fatti di meritarmi questa chiamata facendo vedere ciò che so fare".

D: Negli ultimi anni a Porto Sant'Elpidio per te è stato un crescendo, nell'ultima stagione hai raddoppiato la media punti ed incrementato il minutaggio: per quest'anno che obiettivo ti poni?

R: "Ho parlato con Nicolas Stanic e sto cercando principalmente di far giocare bene la squadra, difendere e soprattutto mettere ritmo ai miei compagni. Questi sono gli obiettivi principali. Per quanto riguarda i punti quelli arrivano, ma è importante giocare, Giorgio e i compagni di squadra hanno molta fiducia in me, Max, il nostro Capitano, mi spinge e mi sprona sempre dandomi consigli e cercando di correggere i miei errori. Certo mettere la palla nella retina è sempre bello ed io spero di riuscire a fare quanto di buono fatto lo scorso anno, poi il campo darà il suo responso".

D: Coach Salvemini ti ha visto crescere, che persona è, che allenatore è e come ti trovi con lui?

R: "Come allenatore penso che sia uno dei migliori che ci siano in circolazione, e ricordiamoci che per questo ha ricevuto il premio lo scorso anno. Come persona devo dire che fuori dal campo ancora non ho un rapporto che vada oltre lo sport e quindi oltre il basket, però mi sembra una persona simpatica. Devo dire che ha sempre creduto in me sin da quando avevo 14 anni, mi ha sempre fatto giocare, mi faceva allenare con la squadra che ha disputato il campionato di serie B a Lanciano. Certo non ho trovato spazio in campionato, avevo soli 14 anni, ma le amichevoli le ho disputate tutte. Da lui ho sempre avuto quella spinta per dare qualcosa in più in mezzo al campo".

D: C'è qualcuno della tua nuova squadra con cui hai familiarizzato di più?

R: "Certamente, i miei coinquilini Ivan e Andrea (Scarponi e Petracca, ndr). Ma in generale con tutta la squadra ho familiarizzato bene, sia con i senior che con gli under che si allenano con noi durante la settimana".

D: Chi è il leader, il trascinatore?

R: "Se la giocano tra Stanic, Ruggiero e Max (Rezzano, ndr). Max lo scorso anno ha preso il premio come miglior giocatore della serie B non a caso e quindi penso che il ruolo di trascinatore, colui che da quella spinta in più, vada attribuito a lui".

D: Chi è il più matto?

R: "Qui non ho alcun dubbio: è Max".

D: Chi è invece il più timido?

R: "Dico Guglielmo Sodero. Ricordo un episodio ad inizio anno quando si avvicinò, molto timidamente, per chiedermi l'età e quando gli risposi di averne 20, mi disse soltanto: beato te, io ne ho 25. Queste sono le uniche parole che mi ha detto".

D: Tu come ti definiresti: leader, matto, timido o altro?

R: "Leader sicuramente no, o almeno non ancora perchè sto imparando tanto. Fuori dal campo forse un po' matto, mi piace molto scherzare con i miei compagni di squadra. Esco con tutti e con la squadra mi piace essere quel piccolo fratellino che tutti vorrebbero avere".

D: Ti piace leggere? Quale genere di letture preferisci?

R: "Leggo soltanto libri di sport, in questo momento sto leggendo un libro di fitness che parla di body building, fitness in generale, corsa, running ed altro. In definitiva mi piace molto leggere libri sia in italiano che in inglese".

D: Ascolti musica? Tuoi cantanti preferiti?

R: "Acolto musica tutto il giorno. Tra i cantanti italiani al primo posto c'è Ligabue, un mio idolo, poi Tiziano Ferro, a volte anche Fedez. Tra gli stranieri Ed Sheeran per il cui concerto di Roma del 16 giugno ho già comprato il biglietto".

D: C'è una canzone che per te rappresenta qualcosa di importante?

R: "Sì, si intitola "Me, myself and I" (G-Eazy x Bebe Rexha, ndr) che significa me, me stesso ed io, che pone al centro la propria persona ed io cerco di mettere sempre me stesso in qualunque situazione, non nel senso di "avanti a tutti", ma perchè devo pensare di stare bene nella situazione in cui mi trovo. Questa canzone mi da gli stimoli per fare sempre di più".

D: Vuoi lanciare un messaggio ai tifosi?

R: "Innanzi tutto ci vediamo tutti al Palasport il 14 Ottobre in casa con Bisceglie. Inoltre voglio dire loro di aspettarsi tanto perchè anche noi ci aspettiamo tanto da noi stessi e di sostenerci fino alla fine".

Ferdinando Maggio
Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo

 

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