2018-19-TB-Antonio-Ruggiero.jpgE’ stato un periodo intenso per i nostri “gladiatori”, che hanno affrontato Nardò, Giulianova e Pescara in una sola settimana, portando a casa altrettante vittorie per la gioia di tutto l’ambiente, consolidando ancor di più il primato in classifica. Per la nostra rubrica abbiamo scelto di intervistare Antonio Ruggiero, che a Pescara, statistiche alla mano, è stato il migliore dei nostri ex aequo con Nicolas Stanic.

Nato a Napoli il 3 marzo 1981, Antonio si è avviato al basket nelle giovanili di Caserta e Roseto, poi la chiamata in LegaDue con Jesi e successivamente quella di Ferrara dove raggiunge i playoff, con l’intermezzo di Patti in Sicilia. Nel 2006/2007 gioca i playoff in serie B con Porto Torres e nelle due stagioni successive si ripete con Fidenza prima in B poi in A Dilettanti. Le stagioni 2009/2010 e 2010/2011 lo vedono impegnato in quel di Ostuni, dove vivrà una bellissima esperienza a cui è mancata la classica ciliegina sulla torta. Seguono due stagioni a Bari, nella seconda da capitano dopo l’addio di Mimmo Morena. Nel 2014/2015 veste la canotta di Scafati in A2 Silver con 13,07 punti di media a partita in 30 giocate. Terminata l’esperienza in Campania, inizia quella di Orzinuovi che lo vedrà impegnato per ben tre annate sportive, disputando nel 2017 la Final Four, prima di abbracciare i colori gialloneri della Cestistica San Severo.

Con Antonio Ruggiero ci siamo intrattenuti in una breve conversazione che di seguito riportiamo integralmente:

D: Come è maturata la tua decisione di venire a San Severo?

R: “Dopo l’esperienza non positiva chiusa lo scorso anno con Orzinuovi cercavo un pronto riscatto e soprattutto una società solida e ambiziosa che puntasse a qualcosa di importante e San Severo rispondeva a queste caratteristiche, quindi ho accettato volentieri e sono contento di far parte di questo progetto”.

D: In un’intervista di qualche anno fa hai dichiarato che la categoria non ti è mai interessata, ma badi piuttosto al progetto: quindi ritieni importante il progetto della Cestistica?

R: “E’ un progetto assolutamente importante! Non è un caso che da tanti anni San Severo è ai vertici dei campionati disputati. E’ una società storica ed ogni volta che l’ho incontrata da avversario mi ha sempre ben impressionato. L’ho sempre seguita anche prima che maturasse l’interesse per me”.

D: Nello stesso periodo di quell’intervista hai frequentato il corso da allenatore: hai già pensato quindi al tuo futuro per quando deciderai di smettere?

R: “Sinceramente mi piacerebbe rimanere nell’ambito di questo sport. Mi è sempre piaciuto rivedere i video delle partite, anche di altri campionati, per analizzarle. Il basket è la mia vita, la mia passione, ho dato tanto per questo sport e voglio dare ancora molto. E’ un percorso abbastanza lungo per arrivare a fare l’allenatore e quindi vedremo in futuro se maturerà anche questo progetto”.

D: Cosa ti ha dato e ti sta dando il basket e cosa pensi di aver dato e di star dando al basket?

R: “Questo sport mi ha dato la possibilità di conoscere tante città, tante persone, ambienti, tantissimi giocatori importanti, veri campioni, ho ricevuto davvero molto. Personalmente cerco di restituire tutta l’esperienza che ho maturato e do il massimo in tutto quello che faccio perché è il mio lavoro”.

D: Hai vissuto tante stagioni da protagonista in squadre importanti: c’è qualcosa che ti manca?

R: “Sinceramente devo risponderti di no, non mi manca nulla, non ho alcun rimpianto. Forse avrei potuto vincere qualcosa in più, ad esempio quando ero ad Ostuni, stagione in cui ci è mancata la classica ciliegina sulla torta”.

D: La tua stagione più bella?

R: “Ne ho vissute diverse, di Ostuni ti ho già parlato, ma anche a Scafati, gli anni in A2 di Ferrara, sono state bellissime stagioni. Dentro di me ne porto davvero tante. Anche di Orzinuovi non posso lamentarmi, a parte l’ultima che è andata come è andata”.

D: E quella di cui non sei soddisfatto?

R: “Qui non ho dubbi, lo scorso anno ad Orzinuovi! Ci sono state tante cose che non mi sono piaciute, non ero d’accordo su molti aspetti, sia tecnici che di squadra, quindi una stagione da dimenticare”.

D: Da buon napoletano avrai sicuramente un rito scaramantico prima di entrare in campo… vuoi svelarcelo?

R: “No, mi dispiace deluderti, ma non ho alcun rito scaramantico”.

D: Veniamo alla tua vita privata: sei da poco diventato padre per la seconda volta, una grande gioia per te e la tua famiglia….come ti ha cambiato la vita?

R: “Ci sono sicuramente più responsabilità, il pensiero è rivolto sempre a loro dalla mattina alla sera, 24 ore su 24. Poi c’è il lavoro, la passione per questo sport che cerco di tramandare anche a loro”.

D: Saresti contento se crescendo facesse la tua stessa scelta e si avvicinasse al basket?

R: “Mio figlio già ha cominciato a fare mini basket e gli piace. Spero che continui questo cammino con buoni risultati. Tuttavia sarei contento se praticasse in generale lo sport, perché a me ha dato tantissimo. Io sono di Napoli, una città con tanti problemi e lo sport mi ha portato a vivere in tanti altri posti consentendomi di capire tante cose. Per questo ritengo che l’approccio allo sport per un bambino sia fondamentale”.

D: Se non gli piacesse come la prenderesti?

R: “Non la prenderei male, perché deve essere una scelta loro, poi, come ti dicevo, l’importante è che si avvicini ad un qualsiasi sport”.

D: Quali sono le tue passioni oltre il basket?

R: “La mia passione oltre il basket è la pesca; per me il mare è la passione più grande. Insieme ai miei fratelli d’estate ci andiamo spesso e ci divertiamo tanto. Che poi a pensarci bene conviene andarlo a comprare in pescheria considerando quanto ci costa tra nasse, canne e anche la barca (ride, ndr)”.

D: Come stai vivendo la tua esperienza a San Severo?

R: “La sto vivendo con tranquillità e serenità, perché dietro c’è una grande società che ci fa respirare questo. Voglio vivere questa esperienza fino in fondo insieme ai miei compagni sperando e cercando in ogni modo, dando tutti noi stessi, di raggiungere quello che tutti sappiamo (e meno male che non è scaramantico, non ha voluto pronunciare il traguardo a cui ambiscono, ndr)”.

D: Dall’esterno sembra che vi divertiate a stare e giocare insieme, è questa l’alchimia di questo gruppo?

R: “Sicuramente! Stiamo bene insieme, ci divertiamo, ci trasmettiamo tranquillità, ci parliamo tanto e questo aiuta a risolvere tutti i problemi, anche in campo, parlando tra di noi, riusciamo ad uscire fuori da situazioni difficili. Ritengo che quella intrapresa sia la strada giusta, fare gruppo, non solo tra noi giocatori, ma tutti insieme, con lo staff e con la società”.

Ferdinando Maggio
Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo

 

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