2018-19-TB-Riccardo-Antonelli.jpgCon negli occhi ancora la stoppata su Giacomini, che ha dato il là al contropiede concretizzato da Fabrizio Piccone e che di fatto ha decretato la vittoria contro una ostica Senigallia, abbiamo deciso di dedicare a Riccardo Antonelli la nostra chiacchierata settimanale.

Nato a Varese il 14/08/1988, Riccardo ha cominciato a masticare basket nel settore giovanile di Castelletto Ticino, prima, e di Varese, poi. Non ancora maggiorenne fa le sue prime apparizioni nella prima squadra di Varese, dove vi resta fino a fine stagione 2010. Successivamente si accasa a Cremona, sempre in serie A, prima di un lungo girovagare nella seconda e nella terza serie nazionale: Casale Monferrato, Scafati, Palermo, Bisceglie ed infine San Severo le sue tappe. Importante inoltre, nella sua lunga carriera, la convocazione nella nazionale under 18 durante la stagione sportiva 2005/2006.

Di seguito il colloquio intrattenuto telefonicamente alla vigilia della partita vinta a Fabriano:

D: Come è nata la tua passione per il basket?

R: "E' nata dal fatto che io abito in un paese molto vicino a Varese, Sesto Calende per la precisione. Come ben sai a Varese si respira soltanto aria di basket e mi sono appassionato andando a vedere le partite della pallacanestro varesina di cui sono entrato a far parte compiendo il percorso nelle giovanili".

D: Tanti anni vissuti al nord, fino al 2013, poi Scafati, Palermo, Bisceglie e San Severo... Pura casualità o ti sei trovato così bene da preferire squadre meridionali?

R: "Devo dire che al sud mi trovo benissimo. La casualità nello sport non c'è mai, o almeno non incide in maniera determinante. Le squadre del sud tendono a chiamarti perchè stando qui hai più visibilità. Per me è un piacere stare al sud e giocare qui".

D: Con la Cestistica partenza sprint... Te l'aspettavi o è una sorpresa per te?

R: "Ti dico 'ni'. Abbiamo una squadra che sulla carta può vincere tutte le partite e noi giochiamo solo per quello, poi è ovvio che vanno giocate. Posso risponderti che me l'aspettavo vedendo come lavoriamo durante la settimana e l'impegno che profondiamo. E' poi ovvio che vincerle tutte non è mai facile e quindi da un certo punto di vista è inaspettato; per questo ti ho detto ni".

D: Quali sono i tuoi ricordi delle stagioni vissute nelle categorie maggiori?

R: "Il ricordo che ho è quello di essermi allenato con giocatori del calibro di Galanda, Meneghin e De Pol e poi di aver esordito in serie A in quella che è la mia città di nascita e adottiva perchè mi ha accolto per molti anni all'inizio della mia carriera e sto parlando, ovviamente, di Varese".

D: Con quali prospettive sei venuto a San Severo?

R: "Son venuto con la prospettiva di vincere tutto ciò che è possibile, quindi campionato, Coppa Italia e tutte le partite di regoular season".

D: Classica domanda culinaria: quali sono i piatti tipici natalizi della tradizione varesina?

R: "Mia madre ha sempre fatto le crespelle con prosciutto cotto e funghi porcini, poi si prepara il cappone ripieno che è un'altra bomba e per antipasto tutti i salumi possibili e immaginabili".

D: Ti hanno parlato dei nostri invece?

R: "Mi hanno parlato della "zuppetta" che non ho ancora avuto il piacere di assaggiare, ma avendo fatto molte amicizie qui a San Severo non mancherà l'occasione per provarla".

D: Chi è il più matto del roster?

R: "E' facilissimo, puoi rispondere anche tu per me. Senza ombra di dubbio il nostro capitano".

D: E invece il più serio?

R: "Devo dire che siamo una bella squadra di mattacchioni; alla fine, però ti dico che se la giocano Stanic e Ruggiero. Ma ti ho fatto due nomi per risponderti, perchè in verità non c'è un vero e proprio serio nell'accezione esatta del termine".

D: Tu come ti definisci?

R: "Io sono un ragazzo solare e tranquillo, disponibile con tutti e cerco di dare una mano a chiunque me la chiede".

D: Quali sono le tue passioni?

R: "Mi piace molto andare in giro quando ne ho la possibilità, visto che non ho la mia famiglia qui con me sempre. Quando possiamo organizziamo dei viaggi in montagna insieme a mio figlio e alla mia ragazza, visto che non capita spesso di stare insieme".

D: La più grande gioia della tua vita?

R: "Mio figlio! (non ci pensa un solo attimo, ndr). Mio figlio e la mia ragazza".

D: Come consideri i tifosi della Cestistica?

R: "A San Severo ci sono dei tifosi straordinari, come tipologia di tifoso si è un po' persa nel panorama cestistico italiano, sono rimasti in pochi e tra questi ci sono i supporters della Cestistica. Qui si respira basket quotidianamente e questo è molto bello. Ti riconoscono per strada, ti offrono la colazione, sono fantastici per il supporto che ci danno quando giochiamo in casa e ci seguono in trasferta come pochi, era davvero tanto tempo che non vedevo un tifo del genere".

Ferdinando Maggio
Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo

 

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