2018-19-TB-Andrea-Petracca.jpgClasse 97, 21 anni compiuti soltanto qualche giorno prima di raggiungere i suoi nuovi compagni di squadra, Andrea Petracca è un under che ha sin da subito mostrato voglia di dare tutto il suo contributo per la causa giallonera. E' cresciuto nelle giovanili del New Basket Lecce e lo scorso anno è stato aggregato alla Enel Brindisi che ha disputato il massimo campionato nazionale. Con lui ci siamo incontrati qualche giorno prima della vittoriosa partita dell'Allianz Pazienza in quel di Teramo per sottoporlo, faro puntato in volto, al nostro "interrogatorio".

D: Sei qui a San Severo dal 20 agosto, come sono stati per te questi primi quattro mesi?

R: "Innanzi tutto devo dire che è la mia prima esperienza in una categoria del genere, oltre a quella vissuta lo scorso anno a Brindisi, però questo è il mio primo vero anno fuori casa, data la vicinanza tra Lecce e Brindisi. Mi trovo molto bene, ho dei compagni di squadra super, siamo una squadra fantastica, abbiamo un ottimo allenatore ed un ottimo staff; cosa dire di più se non che mi sto trovando molto bene?".

D: Hai avuto un'esperienza da aggregato nell'ENEL Brindisi: raccontaci come l'hai vissuta...

R: "Affacciarsi al massimo campionato italiano è comunque un'esperienza fantastica ed il mio sogno è poterci ritornare un giorno, magari da protagonista. Ho avuto degli allenatori che mi hanno sempre sostenuto, mi hanno sempre aiutato e corretto quando sbagliavo e, nonostante fossi un ragazzo, mi hanno considerato sempre come parte integrante del gruppo".

D: Ora un'altra esperienza importante a San Severo: cosa credi ti possa dare e quanto pensi ti faccia crescere?

R: "Essendo la mia prima esperienza fuori casa deve essere il mio trampolino di lancio sperando di poter avere negli anni che seguiranno molte più responsabilità. Considero questo come un anno di crescita e, con i compagni di squadra che ho, giocatori che hanno tutti una grande esperienza, ho sicuramente tante possibilità di migliorare apprendendo da loro".

D: In cosa devi migliorare?

R: "Innanzi tutto devo acquisire più sicurezza, perchè essendo alle prime armi diciamo che mi manca ancora quella sfrontatezza di un giocatore maturo".

D: Quanto è importante Giorgio Salvemini ai fini della tua crescita?

R: "Giorgio è uno dei migliori allenatori in circolazione, non penso ci siano dubbi su questo, non a caso lo scorso anno è stato premiato come miglior allenatore del campionato di serie B. Dimostra tutto il suo valore per la dedizione, la voglia ed il cuore che mette in qualsiasi momento, che sia allenamento o partita. Lui è sempre concentrato sull'obiettivo, che deve essere la perfezione. Essere allenato da lui è una gran fortuna oltre che un onore".

D: Con chi hai legato di più qui a San Severo?

R: "Sicuramente Fabrizio Piccone e Ivan Scarponi perchè condividiamo lo stesso tetto. A parte loro anche con Luigi Coppola e Guglielmo Sodero ho un bel rapporto, ma anche con Di Donato ed Antonelli ci frequentiamo molto. Alla fine però devo dire che con tutti c'è una buona intesa perchè siamo un gruppo molto unito, nonostante la differenza di età con alcuni di loro".

D: I tuoi rapporti al di fuori del palasport?

R: "Ho conosciuto diverse persone in questa città, ma non al punto di frequentarle costantemente, le mie frequentazioni "esterne" restano sempre all'interno del gruppo squadra".

D: Parliamo di cibo: vieni dal Salento dove ci sono tante prelibatezze dolci e salate......Qual è il tuo piatto preferito?

R: "Oggi è la vigilia dell'Immacolata (venerdì 7 dicembre giorno dell'intervista, ndr) e a Lecce si mangia la puccia (pane grezzo fatto lievitare per molto tempo in modo che diventi molto alto e grosso con all'interno una mollica consistente che viene tolta per farcirlo con tonno, formaggi, acciughe ed altri ingredienti) che è diversa da quella fatta con le olive che invece si mangia tutto l'anno. E' un piatto che aspetto ogni anno perchè si prepara soltanto il 7 dicembre, ma se devo darti una preferenza direi che come piatto salato mi piace molto la parmigiana, mentre come dolce una cheese cake che se la contende con il "pasticciotto" leccese (traduzione italiana di un impronunciabile e ancor più difficilmente scrivibile termine dialettale leccese, ndr)".

D: Hai avuto modo di assaggiare i piatti tipici locali?

R: "Purtroppo non ancora, ma mi hanno dato delle indicazioni su alcuni locali che andrò a sperimentare insieme ai miei compagni. Mi hanno parlato tanto della zuppetta e visto che siamo in clima natalizio sto aspettando di assaggiarla. Prima o poi ce la farò".

D: Ti piace leggere? Cosa stai leggendo?

R: "Mi piace tantissimo leggere e sono appassionato della saga di Harry Potter che ho letto e riletto, ma non mi stanco mai, tanto che ho ripreso a rileggere i libri avendo rivisto in televisione ultimamente i vari episodi".

D: Raccontaci delle tue passioni extra sportive...

R: "Mi piace tantissimo andare al cinema a vedere film fantastici e di azione, ma soprattutto questi ultimi. Sono abbonato a Netflix i cui contenuti rispondono molto alle mie preferenze e quindi appena posso li vedo".

D: A quale giocatore ti sei ispirato?

R: "Il mio numero di maglia è un indizio, sono cresciuto con il n. 7, ma quest'anno ho scelto il 70 perchè il 7 di Stanic è intoccabile. Il mio giocatore preferito è Soragna (Matteo, ndr), grande n. 7. Da piccolo vedevo lui giocare, mi piaceva molto, la mia prima maglia di basket è stata la n. 7 della Benetton Treviso e da allora non mi sono più separato".

D: La tua ambizione più grande....

R: "Quella di realizzarmi un giorno in questo sport e di riuscire a tornare nella massima categoria, magari da protagonista".

Ferdinando Maggio
Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo

 

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