2018-19-TB-Emidio-Di-Donato.jpgContinua il nostro viaggio alla scoperta dei Neri. Questa settimana è toccato ad Emidio Di Donato sottoporsi alle nostre domande:

D: La prima domanda è d'obbligo: cosa hai pensato dopo lo sfortunato weekend di Montecatini? Come hai reagito?

R: "Ci sono rimasto parecchio male perchè ero già andato oltre ed immaginato come potesse essere quest'anno. Il mio desiderio era già quello di rimanere a San Severo a prescindere che fosse A2 o serie B, però perdere così, per me, è stata davvero una mazzata, sentivo un senso di incompiuto. Sono riuscito a metabolizzare soltanto quando abbiamo ripreso la preparazione per il nuovo anno, fino ad allora è rimasta dentro di me la tristezza per ciò che non è stato nonostante lo meritassimo per quello che abbiamo fatto. Posso senza dubbio alcuno definirla la più grande delusione della mia carriera sportiva".

D: Quanto ci hai messo a dare la tua disponibilità a coach Salvemini anche per questa stagione?

R: "Non ci ho pensato un solo secondo! Con Salvemini ci siamo visti la settimana post Montecatini, lui mi chiese se avessi avuto la voglia di ripartire anche per la nuova stagione ed io gli diedi una risposta secca: io voglio vincere! Quando mi sono reso conto, ma non avevo dubbi, che la volontà della società era davvero quella di puntare in alto, non ho perso tempo a dare la mia piena disponibilità al progetto. A me interessa vincere e metto da parte l'aspetto personale, se gioco un minuto, 10 o quaranta non ha alcuna importanza, sono a disposizione della squadra e del coach e faccio ciò che serve per vincere".

D: A proposito di coach Salvemini: tu sei quello in squadra che meglio lo conosce: quanto è stato ed è importante per la tua crescita professionale? L'hai definito un secondo padre...

R: "Giorgio per me è più di un secondo padre, è un punto di riferimento. Di noi la gente dice che siamo marito e moglie, però è la verità in un certo senso. Il nostro rapporto è talmente limpido che anche quando abbiamo degli screzi, dei diverbi, sappiamo che nel momento del bisogno ci siamo l'uno per l'altro. So che Giorgio per me avrà sempre belle parole e mi difenderà di fronte a tutti in qualunque occasione. Da lui ho avuto una grandissima mano anche a livello personale, lui c'è sempre stato e non posso che ringraziarlo. Tutto questo non fa che rendere il nostro rapporto cestistico più forte che mai".

D: Giorgio lo scorso anno, in sede di presentazione, alla domanda di un tifoso che evidenziava l'assenza di Quarisa per la cestistica nella semifinale playoff, rispose: "Nella Cestistica mancava Quarisa, ma a me nel Pescara mancava Di Donato". Più di qualcuno sorrise, ma considerando le tue prestazioni, mi sa che aveva proprio ragione...

R: "Sono lusingato di questo, onestamente devo dirti che forse in quel momento la mia presenza nel Pescara non era così importante come quella di Quarisa nella Cestistica. Io sicuramente ero un giocatore importante per Pescara, pur non facendo giocate ad effetto, ma badando più al sodo; sono abituato a fare quello che più serve alla squadra, difendo se c'è da difendere, prendo il tiro se c'è da prenderlo ecc...".

D: Come ti trovi con i nuovi compagni di squadra?

R: "Molto molto bene! Il nostro è un roster diverso da quello dello scorso anno. Nella passata stagione io ero più un punto di riferimento per i vari Bottioni, Smorto, Ciribeni; quest'anno invece sono io ad avere dei punti di riferimento in Ruggiero, Antonelli, ecc. Lo spogliatoio è super, sono tutti fantastici, ci sentiamo continuamente, stiamo molto insieme".

D: Tutti ti conoscono per quanto ci hai fatto vedere sul campo, ma per completare la tua conoscenza vuoi raccontare qualcosa della tua vita privata?

R: "Mi sono laureato in sociologia e criminologia alla facoltà di Chieti. Prima di venire a San Severo ho svolto volontariato in un'associazione che presta assistenza ai bambini leucemici, esperienza che mi ha dato tanto, mi ha insegnato a comprendere quali siano le cose importanti nella vita. Per il resto sono una persona normalissima, un po' sedentario e soprattutto antisocial".

D: Genere musicale preferito?

R: "Rock! Non sopporto affatto la trap (sottogenere musicale dell'hip hop, ndr) e la musica latino americana".

D: Artista preferito?

R: "Il mio artista preferito è Fabrizio De Andrè. Lo reputo un'icona della musica italiana di cui quest'anno ricorre il ventennale della scomparsa".

D: L'ultimo libro che hai letto?

R: "In questo momento sto leggendo "i racconti di Lovecraft", un libro di racconti horror, passione che condivido con Rezzano. Sono racconti che derivano da un universo particolare di questo scrittore, H.P. Lovecraft, e che reputo molto interessanti".

D: Meglio la cucina abruzzese o quella pugliese?

R: "Questa è una bella domanda! Non riesco a dare una risposta obiettivamente. Secondo me gli arrosticini abruzzesi sono impareggiabili, ma essendo di buona forchetta, non posso non gradire la cucina pugliese e sanseverese in particolare, soprattutto la zuppetta, ma anche i torcinelli".

D: Il tuo piatto preferito?

R: "Senza ombra di dubbio gli arrosticini abruzzesi, in particolar modo quelli di Villa Celiera che è la patria dell'arrosticino".

D: Hai un sogno nel cassetto?

R: "Andare finalmente in A2, con San Severo però!"

D: Quest'anno, nonostante il pubblico sia encomiabile, manca però quella spinta che c'era lo scorso anno. Vuoi dire qualcosa ai tifosi?

R: "Agli ultrà non voglio dire nulla in questa sede perchè ho parlato con loro personalmente; c'è chi è venuto a casa mia, c'è chi incontro spesso e con cui mi fermo a parlare per cercare di capire quale sia il problema. Io mi auguro che loro possano andare oltre ogni qualsiasi divergenza e fare in modo che la passione per la Cestistica prevalga su tutto. In questa Città condividiamo tutti lo stesso sogno e a loro chiedo che si schierino dalla parte della squadra senza pensare a tutto il resto".

D: Quale ritieni sia stata la tua miglior stagione?

R: "Quella appena conclusasi, anche se è mancata la ciliegina! Devo però ammettere che da quando sono con Salvemini, per me ogni anno è la migliore sotto ogni punto di vista".

Ferdinando Maggio
Ufficio Stampa Cestistica San Severo

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