“Non dimenticare mai da dove vieni”. In questo fine settimana, come ben visibile sui nostri canali ufficiali, abbiamo ripercorso il cammino dell’Allianz Pazienza Cestistica San Severo nei playoff del Campionato di Serie B 2018/2019. La scelta è ricaduta sulla prima sfida contro Roma, gara 2 contro Matera ed infine l’equilibratissimo e fondamentale match di gara5 con Palestrina. Ci tenevamo a pubblicarli non soltanto per far ‘riassaporare’ l’odore del parquet - malgrado dalla televisione - ai nostri tifosi oppure per il semplice motivo cronologico (le partite si giocavano proprio di questi periodi). La motivazione è ben più profonda e affonda le ragioni nel proverbio d’apertura. Se la nostra squadra, ha giocato nel Campionato di Serie A2 e lo farà per il secondo anno consecutivo nella prossima stagione, non è frutto del caso, non è solo l'effetto di un (meritato) ripescaggio, ma è la naturale conseguenza di un lavoro che dura da cinque anni. Quello della società targata Amerigo Ciavarella che, insieme ad altri, ha avuto il coraggio di investire in una realtà quasi affondata nelle macerie quando davvero c’era il rischio di perdere la tradizione della pallacanestro locale a tinte giallo e nere. Una società lungimirante con una visione a lungo termine che ha avuto la fortuna di poter contare, grazie al prezioso contributo del DS Pino Sollazzo, su allenatori professionisti e giocatori esemplari. Ripercorrere, a livello numerico, tutte le precedenti stagioni sarebbe lungo e complesso, ma per darvi un’idea che avvalora la nostra tesi, possiamo soffermarci sui dati dei due ultimi campionati di Serie B. 78 partite giocate (playoff compresi). 69 vittorie e solo 9 sconfitte. 88% di gare vinte. 22 partite senza mai perdere, record italiano dell’anno scorso. 

“Le statistiche sono lampanti ma sono state facilmente dimenticate dopo le due partite più importanti della stagione, le final four di Montecatini - dichiara il Vice Presidente Michele Gravina - Il primo anno, forse, la sconfitta è da attribuire all’inesperienza ed il secondo all’eccessiva pressione che si è creata attorno al nostro ambiente. Sono state tradite in un certo senso le aspettative dei nostri tifosi, ma abbiamo perseverato con veemenza con il nostro slogan: la gente come noi non molla mai. Chiunque, in un momento di massimo sconforto avrebbe potuto abbandonare, noi no. Oggi, a distanza di due anni, siamo dove volevamo essere: in Serie A. Per tali ragioni, nonostante tutti i nonostante del caso, è doveroso ringraziare chi di quegli anni è stato il protagonista in particolare il coach Giorgio Salvemini. Grazie a lui, ai suoi due assistenti Nicolas Panizza e Giacomo Piersante,  allo staff tecnico e medico, e tutti i giocatori che ne hanno fatto parte siamo riusciti a coronare il nostro sogno. Rivedere gara 5 con Stanic, Di Donato, Rezzano, Ruggiero, Antonelli, Scarponi, De Zardo, Sodero, Piccone e Petracca che inseguivano ogni pallone pur di vincere è stato nuovamente entusiasmante. Con loro purtroppo, non c’è stato nemmeno il tempo e la possibilità di festeggiare la promozione, ma ciò che è stato fatto non lo dimenticheremo mai”.

La storia insegna che nella vita e dunque anche nel gioco si raggiungono traguardi con umiltà e abnegazione, si può sbagliare ma occorre rialzarsi ed imparare. La storia insegna che è importante ricordare il punto di partenza. Noi, questo, lo teniamo bene a mente.

Per sempre, Forza Neri!



 


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