Voci dal campionato... 20a puntata

Negli anni in cui ho insegnato all’Università di Cassino, era in particolare Stellina (ex giocatore, trai padri costituenti, poi accesissimo tifoso giallo-nero) a tenermi aggiornato sulle vicende cestistiche sanseveresi. In special modo lui ci teneva a mettermi al corrente di come veniva formata la squadra ad inizio di ogni campionato. Per anni il suo commento è stato sempre lo stesso: hanno preso Tizio, fa 20 punti a partita, hanno preso Caio, ha una media di 25 punti, poi Sempronio, quello è giocatore anche da 30 punti, e poi ancora è arrivato… ,  ed anche… , per finire con… , tutti giocatori con nelle mani almeno 15 punti ciascuno. Stellina faceva… l’addizione e il risultato dava 150 punti. Uno squadrone! Sarebbero stati imbattibili. Poi nel corso del campionato i risultati si rivelavano scadenti e Stellina soffriva. Quanto soffriva.  Io cercavo di consolarlo spiegandogli che la squadra non si struttura facendo la somma dei punti che ogni giocatore esibisce nelle sue statistiche, questo perché non si gioca con 5 palloni (1 a testa). Se tira uno non può contemporaneamente tirare un altro. Né è ipotizzabile che le medie di realizzazione possano schizzare vertiginosamente oltre il 40-50%, valore statistico medio attuale che si rileva nei vari campionati italiani. Invece la squadra trova un suo equilibrio allorché, in una corretta distribuzione di compiti, ogni giocatore assicura il contributo necessario ad un efficace sviluppo delle trame di gioco, non solo, ma che miri anche a limitare le peculiarità degli avversari. Non è per niente necessario che i giocatori siano tutti grandi realizzatori se essi sanno mettere a disposizione della squadra altre prerogative quali: catturare rimbalzi, saper scegliere le manovre offensive più opportune con cui far giocare la squadra, assicurare efficaci blocchi, saper recuperare palloni, essere energici francobollatori difensivi, avere rapidità nel condurre un contropiede.

Questa mia considerazione non vuol generare alcun riferimento. Vuole solo avere lo scopo di fare una riflessione ad alta voce. Ma è certo che un qualche disequilibrio si nota se nello scorrere i tabellini si legge che il miglior rimbalzista è una guardia, mentre risultano essere i due lunghi quelli che hanno incasellato più assist. Mi sembra un basket illogico, ancorché originale. Poi i bassi punteggi che stanno caratterizzando i risultati delle ultime partite possono anche essere di carattere contingente e potranno certamente ritornare a valori più confacenti ad una squadra di tiratori.

La lotta si fa sempre più serrata. Ci sono squadre che sembrano non voler assolutamente rinunziare alla possibilità di iscrivere il proprio logo nelle prime tre caselle della classifica.

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Continuando a navigare, cliccando qualsiasi link all'interno del sito o semplicemente scrollando la pagina accetti il servizio e l'utilizzo dei cookie.