Vista sul campionato

Logo Adecco LNP1VENTUNESIMA GIORNATA

GIRONE A

Forlì lontana dal PalaFiera è inarrestabile. Undicesima vittoria in altrettanti turni e conserva l’imbattibilità lontana da casa. Espugna stavolta il difficile campo novarese, con Oleggio sempre in partita ed a tratti apparsa in grado di impensierire la capolista. Ma, nonostante la pesante assenza di Vico, vero metronomo di questa “Macchina perfetta”, gli uomini di coach Garelli restano tutto il tempo attenti, mantenendo altissima la tensione ed evitano poi, nella quarta e decisiva frazione, che i locali potessero sgambettarli.

Quarta vittoria consecutiva per Piacenza che, dopo quella flessione a cavallo tra Dicembre e Gennaio, pare abbia risistemato tutti i tasselli e ritrova risultati e prestazioni degne di nota (oltre che positivi nel punteggio). Rispettati i favori del pronostico, ma San Miniato non è stata certo lì a guardare, anzi. La vittoria è arrivata dopo 40’ di battaglia vera; i toscani hanno lottato su ogni singolo pallone, mettendo a più riprese il bastone tra le ruote all’attacco piacentino, non riuscendoci però con Gasparin, autore di 30pt.

Cecina travolge il fanalino di coda Trecate. La partita era già segnata fin dal salto a due. Il risultato mai in discussione e, a tratti, è sembrato più un allenamento che una partita di campionato. Ma questi due punti sono importantissimi per Cecina, anche perché il periodo è davvero difficile per i toscani. Stanno cercando di ritrovare la serenità e, soprattutto, i risultati. Vincere fa sempre bene; così, questa agevole vittoria, torna utilissima per la classifica ed il morale.

Grande impresa per Valsesia che espugna Cento. I padroni di casa si ritrovano imbrigliati in una gara inaspettata: dopo aver condotto in lungo ed in largo (per 35’ di gioco infatti intensità e massima accortezza han fatto scappare Cento anche sul +18), Valsesia caccia fuori gli attributi e, complice la stanchezza dei locali e la leggerezza mentale dei piemontesi, la partita si riporta sulla parità negli ultimi scampoli di gioco, con affermazione (senza rubar nulla per quanto visto in campo) solo negli ultimi secondi di una sola lunghezza. Per Cento, perdere così fa davvero male (anche perché con la seconda sconfitta consecutiva perde anche la terza posizione in classifica).

CHI SALE: Con l’affermazione a Pistoia, sponda Bottegone, Rimini ha piazzato una positivissima serie di risultati, vincendo cinque delle ultime sei gare disputate. È una squadra altalenante (troppo), che ha avuto in questa stagione già troppi alti e bassi. E’ una squadra di scia, che piazza una serie di risultati positivi, per poi restare al palo per lungo tempo. Eppure il roster non è certo di seconda fascia, anzi. Ma probabilmente questa tensione legata ai risultati altalenanti ha giocato a loro svantaggio. E’ un vero peccato vederli lì, così in basso alla classifica (ora sono in decima posizione) anche se, con 18 punti ancora a disposizione tutto può cambiare.

CHI SCENDE: Livorno perde ancora. Certo, Monsummano ha giocatori di tutto rispetto, con un attacco che, specie in quest’ultimo periodo, gira a meraviglia; ma tali debacle, con soli 51 punti segnati ed a tratti una svogliatezza inaudita, non possono essere accettate. E nemmeno l’aria da derby fa scattare qualcosa nella mente dei giocatori. Arrendevoli ed apparsi davvero troppo modesti. E si ritrovano ormai sempre più immischiati nella lotta salvezza. Campionato da dimenticare!

 

GIRONE B

Le due capoliste, entrambe lontane dalle mura amiche, soffrono ma riescono alla fine a spuntarla nei rispettivi incontri.

Udine, in quel di Crema, soffre davvero tanto. Crema è infatti un avversario tanto ostico quanto scorbutico; e, se ci aggiungiamo le importanti assenze di Poltroneri e Truccolo, ed un Vanuzzo ancora in fase di ripresa dall’infortunio, possiamo anche comprendere i motivi di tanta sofferenza. Partita però piacevole, specie per il lavoro difensivo fatto da ambedue le squadre, che han dimostrato appieno il loro reale valore. Non sono nelle prime posizioni per caso…

Orzinuovi espugna, in volata, Firenze. Ancora una volta Firenze deve arrendersi nel finale, dopo essere stata in partita e, a tratti, apparsa anche meglio della capolista. Come ormai accade da settembre, i viola hanno l’infermeria pienissima (9 in panca con soli 7 uomini utilizzabili e, dopo poco, Bianchi esce per infortunio) e quindi rotazioni cortissime che costringono a fare gli straordinari a chi scende in campo. Perdono per eccessiva inesperienza ed ingenuità che da un lato fanno male, visto che Orzinuovi raccoglie, ne approfitta, ringrazia e vince la partita; dall’altro però è una lezione agrodolce per gli uomini di coach Salieri che possono fare tesoro di questi errori per il prosieguo del campionato, cercando di migliorarsi, evitando di ripeterli.

In un finale al cardiopalma, Lecco espugna Bergamo, interrompendo la serie di vittorie consecutive per i gialloneri (erano 11). Partita non brillantissima per entrambi gli attacchi, condotta per lunghi tratti dai padroni di casa, ma con margine risicato, costantemente ricucito dai lecchesi. Nell’ultimo giro di lancette, il risultato è sulla perfetta parità (54-54), Ghersetti fa 1/2 dalla lunetta e… non si segna più. O meglio: così pare. Capitan Mascherpa infatti, inventa da distanza impossibile un tiro da 3 punti che regala la vittoria alla propria squadra.

Ma il risultato più incredibile di questa giornata è la vittoria di Mortara contro la forte Milano. Gli ospiti disputano una partita ben al di sotto delle aspettative, e Mortara ne approfitta. Partita mai in discussione, con i milanesi mai in grado di impensierire nel punteggio (mai avanti) e nel gioco, con percentuali nettamente inferiori, in special modo oltre l’arco (Milano ha tirato con un pessimo 18%, Mortara ha sfiorato invece il 50%), e surclassata anche a rimbalzo (ben 10 carambole in più quelle catturate dai locali). Per Milano una pessima battuta d’arresto; per Mortara una strepitosa boccata d’ossigeno, anche perché la Sangiorgese, che la precede in classifica, ha vinto il proprio incontro strapazzando la Costa Volpino.

Brutta sconfitta interna per Desio che cede alla Robur Varese apparsa più attenta e soprattutto cinica nelle fasi finali della gara, rimettendosi così in corsa per un posto play-off (è a -4 proprio da Desio, ma con gli scontri diretti entrambi a favore). A Desio è mancata la giusta energia e motivazione e Varese, trascinata dall’esperto Bolzonella (20pt) ne approfitta.

CHI SALE: Vicenza rispetta il solito copione: soffre, lotta e… vince! In quel di Pavia, i vicentini strappano il successo dopo un over time, dopo una partita che l’ha vista protagonista in positivo ed anche in negativo. Infatti Vicenza fa e disfà, ma poi vince, come detto. Ed è l’unica cosa che conta. Due punti conquistati davvero fondamentali, visto che il calendario le “sorride”, dovendo affrontare nel prossimo mese e mezzo avversarie della stessa, o più bassa, posizione in classifica. Va fatta un’incetta di risultati!

CHI SCENDE: Costa Volpino. Perde pesantemente contro una magistrale Sangiorgese, che domina dal primo all’ultimo minuto, scrollandosi di dosso, almeno per il momento, il peso degli ultimi disastrosi trascorsi. La Sangiorgese non sta certo passando un gran momento, ma contro questa Costa Volpino è apparsa avanti anni luce per gioco, intensità e voglia di vincere. Il primo parziale (27-10) dice tutto circa l’approccio alla gara da parte degli ospiti. E non basta la tenacia di Zampolli (20pt), leader indiscusso dei suoi, a cambiare l’esito di questa partita: la Sangio sbaraglia gli ospiti con un netto +20!

 

GIRONE C

Empoli ha abituato a stupire: contro le compagini più accreditate tira fuori sempre prestazioni fantastiche, chuisesi spesso con la loro vittoria. Questa volta però l’impresa non è riuscita. La capolista soffre contro una generosa Empoli che resiste, incassa e contrattacca, colpo su colpo, garantendo un piacevole spettacolo ai presenti. I toscani hanno puntato su intensità difensiva e contropiede, facendo giocar male la capolista e costringendoli spesso a tiri forzati (con percentuali che si sono poi abbassate drasticamente). Un parziale di 12-0 negli ultimi 3’ garantisce loro questa vittoria tanto sudata, con un punteggio finale che però punisce eccessivamente Empoli.

Bellissima affermazione per Napoli in quel di Isernia. Una risposta ed una reazione significativa alla società da parte di questo gruppo davvero generoso. Squadra dalle enormi qualità caratteriali, che accantona per due ore i gravi problemi economici societari ormai al collasso, che non si preoccupa di aver preparato la partita con un solo allenamento, che mette sul parquet grinta e grande cuore, con una reazione di grande orgoglio. Lodi, lodi, lodi!

Palestrina e Cassino disintegrano i rispettivi avversari. I prenestini vincono in scioltezza contro Venafro, rifilandogli 40 punti di scarto, approcciando il match, fin dal salto a due, nel miglior modo possibile, visto che i molisani non avevano nulla da perdere (ma, evidentemente, nemmeno nulla da chiedere!).

Il ciclone rossoblu spazza via Fondi: Cassino stravince (+36) e consolida la sua quarta piazza, in attesa dell’importante incontro, nel turno infrasettimanale, in quel di Napoli, per una sfida che ha già sapore di play-off.

Scauri, dopo quell’inizio di campionato da dimenticare, ha ripreso a far punti, ha ritrovato se stessa ed ha cominciato a scalare la classifica. Dopo una serie di risultati positivi, adesso si ritrova saldamente nelle prime otto posizioni, pronta a lottare per il miglior piazzamento possibile. In questo turno regola, tra le mura amiche, anche Scafati, in maniera convincente, raggiungendola in classifica. Scauri adesso è davvero carica ed è pronta a dar battaglia, nel prossimo turno, all’Eurobasket capolista.

CHI SALE: Maddaloni e la sua vittoria inaspettata. Unico risultato non pronosticabile. Vittoria che vale tanto anche in termini di classifica, visto che ora è quartultima, in solitaria, anche se difficilmente riuscirà a risalire la china, ricucendo lo strappo dalle altre compagini. Ma bisogna godersi il momento: due vittorie nelle ultime tre partite disputate. E poi, sgambettare Palermo, che era in un momento di grazia, non è roba da tutti.

Nota curiosa su questo incontro: la partita è cominciata a Maddaloni ma si è conclusa poi a 10 km di distanza, a Caserta, dopo circa 1 ora di sospensione; interruzione, dopo 4’, per impraticabilità del campo (eccessiva condensa che disturbava palesemente il gioco).

CHI SCENDE: Scafati. Ha perso quattro delle ultime cinque uscite. Momento critico per la propria stagione, con sconfitte pesanti che l’han fatta allontanare dalle posizioni più alte della classifica, ritrovandosi adesso all’ottava posizione, con soli 2 punti di vantaggio da Catanzaro, che sarà anche la sua prossima avversaria. L’attacco non sta girando più come una volta, è diventata prevedibile nel gioco e, la cessione di uno dei principali terminali offensivi, qual era Petrucci, non ancora compensata, s’è rivelata deleteria.

 

GIRONE D

In testa al girone torna l’accoppiata giallonera. La capolista San Severo, infatti, perdendo in quel di Campli, si fa raggiungere in vetta da Montegranaro. Per la Allianz, prima o poi, per la legge dei grandi numeri, la sconfitta poteva e doveva arrivare. Arriva dopo aver scritto, con 16 vittorie consecutive, una pagina importante per la sua storia e non solo (non sappiamo se in passato qualcuno abbia fatto meglio in questa categoria, ma è comunque un signor record). Arriva dopo una partita mal giocata (non che gli avversari abbiano fatto meglio, anzi!), dopo essere stati, per tutta la gara, sul punteggio in parità con l’arrembante Campli. Arrivata per percentuali disastrose (tirando con il 30% dal campo). Insomma: probabilmente è stata una sconfitta giusta, ma salutare, perché aiuta a far capire quanto sia ostico l’intero campionato, anche con squadre ormai meno quotate, che nulla possono più chiedere al campionato stesso.

Montegranaro non aspettava altro: vittoria, abbastanza agevole, e primo posto riconquistato. Alla Bombonera arrivava Monteroni, priva della sua pedina più importante e capocannoniere, qual è Mocavero. Nulla poteva e nulla ha potuto, se non restare in partita per i primi 15’. Poi la luce s’è spenta. Dominio dei travolgenti marchigiani a rimbalzo ed in ogni altra parte del campo, che ha rifilato agli ospiti un pesantissimo +34 finale.

Falconara soffre, rischia ma vince il derby a Porto Sant’Elpidio. Partita intensa, partita vera. Così come nella gara d’andata, anche questa ha decretato il vincitore dopo un over time e, anche in questo caso, Falconara è uscita vincitrice dall’incontro. Con questa vittoria palpitante, i bianconeri proseguono nella ormai spensierata e folle corsa verso i vertici della classifica, nuovamente ad un passo (ora sono a -2 dal duo di testa).

Ortona vince a Mola in una partita in cui gli attacchi sono stati assoluti protagonisti. Si è infatti segnato davvero tanto, non badando molto alla difesa, visto che le percentuali dal campo davano ragione all’offensività di entrambe le compagini (Mola ha tirato con oltre il 50% dal campo, Ortona addirittura con il 65%). Bastone (28pt) prova a risolvere la partita, ma nelle fila abruzzesi c’è un tal Leo che fa l’Americano: 34pt, tirando con oltre l’80%, 7 rimbalzi e 3 stoppate date, con 45 di valutazione FIBA, trascinando i suoi ad una importante e fenomenale vittoria.

Bruciante sconfitta per Martina Franca che, dopo aver dominato per tre quarti, si fa raggiungere dall’ancora una volta indomabile Vasto che, evidentemente, ci ha creduto di più. E quando la partita si riapre, nell’ultima frazione, per i pugliesi qualcosa scricchiola: non giocano più come in precedenza, perdono il bandolo della matassa e, soprattutto, la lucidità ed energia che sarebbe servita per portare a casa il risultato tanto sperato. Vittoria beffarda ma che lascia ben sperare per il futuro, visti i comunque passi in avanti, dopo aver stravolto roster e guida tecnica.

CHI SALE: Pescara ha la meglio su una Senigallia che lotta con ogni mezzo, prova in ogni modo a portare a casa il risultato ma, all’over time deve cedere ai padroni di casa. Al termine di un match da brivido, con una “remuntada” fenomenale, l’Amatori vince la battaglia con Senigallia e consolidano la sesta piazza, con ampio margine proprio sui marchigiani (ora +6 in classifica).

CHI SCENDE: Campli ed il suo pubblico. Ambiente ostile per la squadra pugliese e i ben oltre ducento tifosi sanseveresi arrivati a Campli. Sputi, minacce e, a fine partita, aggressione ad alcuni tesserati, fatta con astuzia, quando gli arbitri erano già nel proprio spogliatoio e, quindi, non hanno potuto vedere/riportare nulla a referto. Piuttosto che condannare l'accaduto, la società farnese ha smentito il tutto, nonostante ci siano anche video, presenti sui social network, che testimoniano i fatti.

San Severo, 18 Febbraio 2016

Mario Caposiena

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