Vista sul campionato

Logo Adecco LNP1LA VENTESIMA GIORNATA

GIRONE A

Forlì riattiva la modalità “rullo compressore” e tritura la malcapitata Bottegone. La gara disputatasi al PalaFiera è stata una quasi formalità, chiusa abbastanza rapidamente, affrontando una buonissima partita difensiva (solo 51 punti concessi) e, come di consueto, tante segnature, strapazzando gli ospiti, per un +31 finale senza storia. Nota dolente: pesante infortunio a Vico, uscito in barella (strappo all’adduttore della coscia sinistra) e possibile periodo di recupero alquanto lungo.

Terza vittoria consecutiva per Piacenza che devasta la modesta Cus Torino, mantenendo il secondo posto in classifica. Partita mai in discussione, con gli ospiti sempre avanti dall’inizio alla fine, con cinque uomini in doppia cifra (anche per Dordei, rientrato dall’infortunio rimediato a Forlì).

Sorprese per le altre inseguitrici: Santarcangelo perde pesantemente nell’anticipo a Monsummano, dovuta soprattutto all’infermeria sempre stracolma ed alla fisicità nettamente superiore dei toscani.  

Cento perde a Rimini e si ferma così a nove la striscia di vittorie consecutive. Una partita assurda, dove Cento pensa di aver già vinto quando, nel primo tempo, vola addirittura sul +16 e la partita è apparentemente ben salda nelle proprie mani. Ma poi succede l’impensabile: Rimini, spinta dal proprio pubblico, comincia a giocare, le mani dei propri esterni diventano roventi e, oltre a ricucire lo strappo, ribaltano totalmente l’inerzia dell’incontro, con Cento in apnea ed i Crabs che dilagano, arrivando anche sul +18.

Cecina invece perde nuovamente contro una Faenza da sogno. Faenza è da applausi, una prestazione sontuosa, con una grandissima prova di forza e carattere. Il nuovo arrivo Iattone è subito determinante (già 17pt per l’ex Forlì) e la Reggisolaris piazza così una importante vittoria per la propria classifica. Per Cecina, invece, pare sia finita la polvere!

Altra prova di carattere di Piombino, che torna a vincere, sul campo della Don Bosco Livorno, ancora una volta generosa ma troppo poco incisiva (ed è alla quarta sconfitta consecutiva). Con questo cammino, specie in trasferta (settima affermazione, meglio di loro solo Forlì ha fatto), Piombino continua nel suo fantastico campionato, adesso è quinta, in solitaria, e punta forte sul duo che la precede, a soli 2 punti, Cento e Cecina (approfittando anche delle rispettive sconfitte).

CHI SALE:  Dopo il trittico di fuoco, composto dalle partite di punta di questo girone (contro Cecina, Piacenza e Piombino), chiusosi con 2 vittorie ed una sconfitta, per Forlì il campionato è apparentemente in discesa. Gli impegni infatti cominciano ad essere decisamente più abbordabili, per la gioia di tutti, così da poter preparare al meglio le Final Four di Coppa Italia (che giocheranno “in casa” in quel di Rimini) e l’avvicinamento ai play off.

CHI SCENDE: Momento difficilissimo per Santarcangelo. Per gli Angels si tratta della seconda sconfitta di fila. Riescono ormai a vincere solo le partite più scontate, quelle con compagini che nulla hanno da chiedere al campionato. E con questa nuova sconfitta, scivola ancora in classifica (adesso è addirittura al settimo posto, +2 proprio da Monsummano). Se non si danno una svegliata, rischiano di buttare alle ortiche quanto di buono fatto fino a dicembre rischiando di raccogliere, a fine campionato, solo le briciole!

 

GIRONE B

Nonostante le numerose assenze (Vanuzzo, Poltroneri e Truccolo), la capolista Udine stravince davanti al proprio caloroso pubblico con la Fiorentina. La profondità di questa squadra è a tratti disarmante: nonostante tutto infatti, può fare a meno dei tre su citati e vincere la partita rifilando un trentello a Firenze, con un Castelli super, che mette a referto 31pt, 7r. e 37 di valutazione. Partita senza storia, in cui i friulani fanno ciò che vogliono, riuscendo ad amministrare e gestire a proprio piacimento la contesa, segno ulteriore della solidità costruita da coach Lardo e dalla Società, che ha fatto ulteriori sforzi economici, a Gennaio, per arricchire una rosa già importante (con l’inserimento di Di Giuliomaria e Porta).

Orzinuovi, con qualche difficoltà di troppo (ancora una volta), si impone a Vicenza e ritorna a vincere dopo la pesantissima debacle casalinga con Udine. Riprendersi da quella batosta non era affatto semplice, anche perché Vicenza, l’avversaria in questo turno, è una squadra temibile, con ottime individualità, in grado di mettere in difficoltà chiunque. Partita infatti tutt’altro che semplice, con tante azioni veloci da una parte e dall’altra, vinta grazie probabilmente alla maggior grinta e fame dei lombardi. Ma la squadra cinica e spietata di inizio stagione, ormai latita da troppo tempo.

Bergamo è la terza incomoda nella corsa alla prima posizione: si mantiene a 2 sole lunghezze di ritardo dal duo di testa e, con una signora partita, vince a Milano (campo decisamente ostico, in cui era caduta qualche settimana fa Udine) e sale così ad 11 il record di vittorie consecutive dei gialloneri, continuando a far sentire il fiato sul collo a chi la precede.

Crema, approfittando della sconfitta dell’Urania, vince il suo incontro, in quel di Varese, e consolida la quarta posizione (in solitaria), travolgendo una Robur rimasta senza benzina. C’è stata partita infatti fintanto che le energie dei varesotti hanno permesso di rimanere nell’incontro.

Desio corsara anche contro la Costa Volpino. Vincendo questa importante gara, consolida il suo posto nella zona play off (adesso settimi a pari punti con Vicenza e +6 dalla prima inseguitrice). Gara non semplice, comandata per lunghi tratti ma che si ritrova poi ad inseguire a metà della quarta ed ultima frazione per il ritorno prepotente dei locali, guidati dal solito estroso Zampolli (30pt per lui) che, dopo aver fatto il bello e cattivo tempo (e tra l’altro unico a non essere mai uscito), nei minuti finali perde la lucidità per riaprire la gara.

CHI SALE: Moncalieri per l’importante vittoria, in fondo alla classifica, contro Mortara (adesso appaiate a 6 punti). Era probabilmente la gara più importante della stagione, e non l’hanno sbagliata. C’è voluto un over time per decretare la vincitrice di questo incontro, con i torinesi in grado di riacciuffare un risultato quasi inaspettato. Ebbene si: Mortara stava meglio comportandosi in campionato, sebbene i risultati non arrivavano; e a 5’ dalla fine erano sotto di 9 lunghezze. Ma, come d’incanto, Conti & C. si risvegliano dal letargo, riportando in parità l’incontro e, dominano l’OT, con la solita Mortara ad avere le ormai solite amnesie nei minuti finali.

CHI SCENDE: Varese. Troppe sono le difficoltà, in questo campionato, dei gialloblu che subiscono sempre la partita quando gli avversari la mettono sul piano fisico, mettendo le mani addosso ad ogni possesso. La sofferenza a livello fisico è troppo spesso notevole. E se non riesci a reggere tale confronto, nel basket di oggi prendi batoste come queste.

 

GIRONE C

La capolista Eurobasket affrontava una trasferta tutt’altro che semplice. Era in scena infatti in quel di Palermo, contro l’ “Aquila” che ha ripreso a volare alto. I biancorossi si presentavano all’incontro incerottati, una squadra martoriata dagli infortuni, che prova a fare il possibile pur di portare a casa il risultato… senza riuscirci. Gli uomini di coach Tucci, chiamati agli straordinari, durano solo un tempo contro la forte Eurobasket, riuscendo solo ad ottenere l’onore delle armi in questo confronto al vertice. Partita con percentuali basse, caratterizzata però da tanto agonismo. Alla fine, nonostante una partita alquanto bruttina da entrambe le parti, Roma la porta a casa, anche abbastanza nettamente (+18 finale).

Napoli vince nettamente lo scontro play off contro Scauri, dettando legge in una partita dalle altissime percentuali realizzative per i partenopei (tirando con il 60% da 2, abbondantemente oltre il 50% dai 6,75). Roster spaventoso che, quando si esprime in questo modo, in pochi possono tenergli testa.

Palestrina è corsara a Viterbo. I prenestini si impongono per 69-75 dopo un primo tempo non degno di nota, con punteggio basso e tanti errori da entrambe le parti. L’allungo vincente, dopo aver rincorso per i primi 20’, lo piazza nella terza frazione Palestrina (chiusasi con un buon 15-25) che ha poi permesso agli arancioverdi di gestire tale vantaggio con una certa intelligenza. Non è stata certo la miglior partita disputata per loro, ma questa vittoria (terza consecutiva) significa terzo posto, in solitaria, in classifica. Missione compiuta… per ora!

Cassino umilia Venafro che “torna sulla terra”. Difensivamente perfetti, concedendo ai molisani solo 53 punti; devastanti ed irresistibili in attacco, con oltre 100 punti segnati, sei uomini in doppia cifra (Ianes ed il neo acquisto Liburdi in doppia-doppia), a rimbalzo dominanti (56 catturati, 17 in attacco, quasi quanti quelli difensivi dei locali) e percentuali davvero importanti (60% da 2 ed oltre il 50% dal campo).

Vittoria fondamentale in chiave salvezza per Isernia, che vince nella difficile trasferta in quel di Fondi. Sono al momento, per classifica e gioco (non) espresso le due compagini messe peggio. Gara all’insegna dell’equilibrio, fino ai secondi finali. Nell’ultimo giro di lancette il gioco è continuamente interrotto, per il fallo sistematico applicato da entrambe le formazioni. Isernia è più fredda dalla linea della carità e vince, di sole 3 lunghezze, un incontro sudato ma meritato. Con questo colpo di reni, la lotta per la salvezza è riaperta, il cui esito è sicuramente incerto.

CHI SALE: Cassino ed il suo attacco stellare. Dopo qualche passaggio a vuoto di troppo, in particolar modo a Dicembre, la squadra si è ritrovata. Stanno conducendo un sontuoso campionato, son ritornati in alto alla classifica, quarti ma a 2 soli punti da chi li precede. Il già forte reparto lunghi è stato puntellato con l’inserimento dell’esperto Liburdi. La società punta forte su questo gruppo davvero importante. Un gruppo che fa del proprio attacco, della propensione al canestro il proprio credo (è l’attacco più prolifico del girone, con 84pt per gara). E’ una squadra ormai quasi rodata in chiave play off, apparsa molto più quadrata nelle sue giocate e meno estetica che in precedenti uscite. Devastanti!

CHI SCENDE: Nubi all’orizzonte per Napoli. Eh si, ancora una volta (ormai è una triste abitudine) si leggono brutte e (non più) sconcertanti notizie circa il futuro della squadra partenopea. Pare sia ad un passo dall’ennesima chiusura: il club (si legge sui quotidiani) è in difficoltà economiche serie, con scarse possibilità ad andare avanti a causa dei lodi pendenti sulla stessa società sportiva (ammontano a circa 200mila euro), un paio di mensilità non pagate e… la squadra è in sciopero. L’ennesima farsa?!?

 

GIRONE D

La capolista San Severo era impegnata nel più classico testa-coda, con Mola, arrivata nell’Alto Tavoliere con l’obiettivo unico di non vestire il ruolo da vittima sacrificale ma, al contrario, trovare gli stimoli giusti per affrontare la squadra “da battere”, magari approfittando di un calo di tensione proprio per il netto divario tra le due formazioni. La partita infatti è strana, un inizio tutto di marca barese, con gli ospiti che hanno toccato più volte anche il vantaggio oltre la doppia cifra (+11) nei primi 15’. Ma nel momento in cui coach Coen è riuscito a trovare la quadra in campo, dopo una serie asfissiante di rotazioni, la partita cambia notevolmente. Migliore in campo è un chirurgico Ricci che, partito dalla panchina, diventa il giocatore che la spacca: con il suo ingresso infatti, la Cestistica riesce a ricucire lo strappo, andando al riposo lungo sotto di una sola lunghezza (40-41). Nella ripresa la squadra, con Ricci ancora trascinatore (18pt, con il 70% al tiro, 5r. e ben 4 rubate, con 34 di valutazione), piazza l’allungo vincente, per la gioia del “popolo giallonero” che ha riempito ancora una volta il PalaCastellana.

Montegranaro si lecca le ferite, vince a Vasto ma con tanta fatica (+7 finale), segno che la recente sconfitta interna contro San Severo ha fatto molto male al morale degli uomini di coach Steffè. Gli abruzzesi se la giocano fino alla fine, ma il divario accumulatosi nella seconda frazione, è stato poi determinante perché evidentemente non sono stati in grado di ricucirlo. Montegranaro è apparsa molto scarica, con problemi di formazione (che fino a qualche settimana fa non esistevano), con il nuovo arrivato Diomede, a dar respiro a Di Trani, poco incisivo. Un calo fisiologico che ci sta, ma guai a rilassarsi troppo!

Giulianova ci prova, ma Campli ha un Antonio Serroni di “troppo”! Il divario è pesantissimo, un trentello umiliante, tanti quanto i punti proprio dell’esterno teramano che, con il suo high stagionale (31pt, con anche 8r.), zittisce tutti e porta a casa il risultato. E domenica… arriva San Severo, per una partita in cui le emozioni per lo stesso Serroni saranno troppe. Amarcord!

Lo scontro tra Monteroni e Porto Sant’Elpidio, valevole al momento per l’ultima posizione play off, sorride ai salentini che, da quando è rientrato l’estroso playmaker Rodriguez, hanno ripreso a vincere (anche se il cammino s’è complicato notevolmente). E’ infatti il solito duo Rodriguez-Mocavero a spaccare la partita (25pt e 28pt rispettivamente), con i marchigiani che si esprimono meglio ma sono costretti, solo nel finale, a deporre le armi. Un plauso particolare va fatto ai 4 sostenitori biancoblu che, con “Lu Portu” nel cuore, tanta passione ed indiscutibile amore per la propria squadra, sono arrivati a Monteroni (1.200 km tra andata e ritorno) pur di sostenere i propri beniamini. E poco importa se il successo è svanito: ciò che conta è esserci sempre!

CHI SALE: Falconara stravince ancora, anche sul difficilissimo campo di Valmontone. Il ridimensionamento dell’organico non ha di certo cambiato gli obiettivi stagionali e questi continui imperiosi acuti ne sono la conferma. Squadra fisicamente tosta, probabilmente la più in forma del campionato, con continui margini di miglioramento, con i “piccoli” a bombardare ed i lunghi a chiudere il discorso. Attenti a quei… 5!

CHI SCENDE: Taranto. Continua il pessimo momento per la formazione pugliese. Pesanti sconfitte con un organico ormai privo anche della mente, del metronomo qual era Maggio (passato a Forlì), rimpiazzato da Bastoni, non di certo giocatore di primissima fascia. E’ pur vero che la gara era tra le più toste da affrontare, visto che Senigallia voleva cancellare questo pessimo inizio 2016 e piazzare così il primo acuto del nuovo anno, ma i rossoblu sono sembrati davvero arrendevoli, prevedibili ed a tratti inguardabili, con un passivo davvero pesante (-26, con soli 54 punti segnati). Che disastro!

San Severo, 11 Febbraio 2016

Mario Caposiena

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