Logo Adecco LNP1TREDICESIMA GIORNATA

 

GIRONE A

In una settimana è cambiato tutto in vetta: Forlì ha continuato a dominare e disintegrare le proprie avversarie, Cecina becca un doppio stop consecutivo che le fa perdere anche la prima posizione.

Per Forlì tutto facile contro Valsesia, con una prova maiuscola, ancora una volta da parte di tutta la squadra, partita vinta fin dal salto a due.

Cecina invece, come dicevamo, incappa nella seconda sconfitta consecutiva, questa volta a domicilio, di misura, ad opera della “terribile” Piombino, che in precedenza aveva già sgambettato altre grandi (Cento docet). Anche stavolta è l’attacco a non girare, con percentuali al tiro davvero troppo basse (un 32% dal campo è davvero troppo misero). Questa sconfitta fa doppiamente male perché Forlì, che in campionato aveva perso solo con Cecina stessa, passa al primo posto in solitaria, a due gare dalla fine del girone d’andata.

Tutto facile per le dirette inseguitrici: Piacenza, contro una Oleggio presentatasi senza grosse pretese, vince agevolmente grazie ad una sontuosa prestazione di tutto lo starting five (tutti in doppia cifra) e, con questa vittoria, aggancia Cecina al secondo posto.

Santarcangelo invece vince in casa della sempre ultima Trecate che, come suo solito, nonostante una buonissima prestazione, non riesce a dare la zampata vincente al match, dovendosi così inchinare alla quarta forza del campionato (da annotare, ancora una volta, la super prestazione di Luca Bedetti per i romagnoli, da 29 pt e 43 di valutazione).

Per Cento una nuova importante affermazione: trentello rifilato al Cus Torino e quarta vittoria consecutiva. I padroni di casa offrono davvero troppo poco e di fronte avevano una Cento che ha voglia di riscatto, di scalare la classifica.

Un’altra dura sconfitta invece per Livorno, a Faenza (che la supera così in classifica): tre soli uomini in doppia cifra, la punta di diamante Ravazzani nullo (o quasi) e davvero troppo poco dalla panchina (solo 9 punti su 63 segnati). Questo nuovo stop (il record negativo sale a 4 sconfitte consecutive) la riporta in piena zona retrocessione (adesso è nuovamente terzultima).

CHI SALE: Piombino. Squadra di prima fascia per roster assemblato. Sta conducendo un buonissimo campionato, con qualche disattenzione di troppo che le son costate alcune sconfitte dolorosissime (l’ultima è arrivata la scorsa settimana contro Monsummano). Ma è in grado di vincere e, soprattutto, far giocar male l’avversario (citofonare all’ormai ex capolista Cecina per conferma). L’attacco funziona, talvolta anche divinamente e quindi con maggiore attenzione, con maggior intensità difensiva potrebbero davvero diventare irresistibili, pensando così anche di  impensierire le prime quattro posizioni (il ritardo in classifica è di sole 2 vittorie).

CHI SCENDE: Cecina, ma che ti succede? Il bel gioco, la concretezza in difesa e la cinicità in attacco che l’avevano contraddistinta, latitano. E’ la brutta copia di quella capolista che, dopo 11 giornate, era l’unica a non aver mai perso, vincendo tra l’altro anche gli scontri diretti con le compagini più accreditate per la vittoria finale. E c’è di più: con queste due sconfitte il sogno Final Four di Coppa Italia (che fino a due settimane fa sembrava certezza) sta svanendo. Un brutto sogno il cui risveglio (che ci auguriamo sia precoce) sarà traumatico.

 

GIRONE B

Nonostante una partita non brillantissima, Orzinuovi porta a casa i due punti vincendo sul parquet di Varese, anche nettamente. E’ palese che non sia il suo momento migliore, lo confermano le percentuali al tiro, ancora troppo basse per una squadra come la loro (un misero 35% dal campo è davvero troppo poco) ma, nonostante ciò, c’è stato un solo scivolone, a Bergamo (dove chiunque può perdere) segno che anche quando stenta il gioco in campo, la squadra resta lucida e porta a casa il risultato.

Udine, invece, non sorprende più. Non sono le vittorie a stupire, né tantomeno i risultati che poi portano a casa (parliamo di una delle due principali pretendenti, anche quest’anno, alla vittoria finale), ma ciò che caratterizza la squadra bianconera è il modo cui dominano e domano qualunque avversaria. Stavolta a pagarne le spese è la povera Moncalieri, che subisce a domicilio un pesante +29 senza storia. Andrebbe anche sottolineata la maiuscola prova sotto i cristalli, dove il lungo Castelli (11 rimb. per lui) e la squadra tutta, cattura qualcosa come 20 carambole in più.

La vittoria più bella? E’ senza dubbio quella di marca viola! La Fiorentina vince ancora (terza consecutiva) e soprattutto lo fa in quel di Crema (terza forza del campionato e squadra decisamente più quotata e più forte) con un pesantissimo +23. Di Giacomo torna alla doppia doppia (12 pt + 11 rimb.), il forte play Toure (22 pt) ispiratissimo e l’aggressività difensiva (che ha contraddistinto il gioco viola negli ultimi incontri) sono stati i punti di forza della squadra gigliata che poi le han permesso di stravincere in terra lombarda.

Bergamo approfitta del tonfo di Crema per agganciarla in terza posizione con una vittoria netta e convincente in quel di Padova (alla quarta sconfitta consecutiva).

In ottava posizione si conferma il duo Desio e Costa Volpino che si impongono sulle rispettive avversarie, quali Sangiorgese, che ormai ha dimenticato come si vince (la vittoria manca da sei giornate) e Vicenza, che conferma il proprio campionato altalenante.

CHI SALE: Non vogliamo essere ridondanti, ma la Fiorentina merita ancora una volta il pollice alto. Vive il suo miglior momento in assoluto, anche perché gli infortunati, anche le seconde linee, stanno tutte rientrando alla grande. Oltre alle due fondamentali ed importantissime vittorie contro dirette avversarie per la salvezza, piazzano una pesantissima vittoria su un campo ostico, contro una possibile protagonista ai play off che tanto bene stava giocando e che, fino alla partita con i viola, aveva perso due gare, proprio con le due battistrada. La società ha deciso di metter mano al portafoglio, di fare scelte rischiose ma importanti ed i ragazzi hanno risposto presente, meritandosi tutti il panettone.

CHI SCENDE: Mortara. Non è possibile che perdono ancora, sempre allo stesso modo. Partita molto sentita, visto il derby della provincia, tra due società molto vicine, non soltanto geograficamente. Una gara costantemente in equilibrio, con Pavia quasi sempre ad inseguire di poche lunghezze. Ma sul finale, come ormai succede da settembre in quasi tutte le partite, Mortara (a cui non basta il solito Brunetti da 20 pt e 9 rimb.) nel finale perde la testa, non si raccapezza e ne perde un’altra, la dodicesima su tredici gare. Caso clinico.

 

GIRONE C

L’Eurobasket, ritrovata la vetta solitaria. E’ tornata, dopo lo stop interno con Napoli, con la verve giusta, con la cattiveria e la fame di una squadra che ha obiettivi stagionali prefissati, in grado di raggiungere. E non deve più sbagliare. Il calendario le poneva una partita alquanto semplice sulla carta, contro Maddaloni: e così è stato. Un match filato via privo di velleità, senza grossi patemi, stravinto in ogni voce statistica, con un +26 finale che da l’idea della netta differenza tra le due compagini.

Napoli non poteva e non doveva sbagliare visto che, dopo aver dato e fatto tanto per arrivare in prima posizione, vincendo lo scontro al vertice, aveva perso una partita inaspettata sul parquet empolese. Fondi nulla ha potuto dinanzi a tale fortezza: i partenopei continuano ad avere un Berti ispiratissimo (doppia doppia da 18 pt e 12 ass.), i lunghi che fanno punti (tanti) e, soprattutto, catturano 29 rimbalzi sui 48 totali di squadra (agli avversari vengono “concesse” solo 32 carambole).

Scafati, squadra del momento, massacra Venafro (squadra negativa del momento). Ormai sono in palla, sembrano inarrestabili (sono alla sesta vittoria consecutiva) e macinano gioco, provano soluzioni anche un tantino azzardate, sapendo che comunque vada, sotto canestro c’è il totem “Canto Croato” Mlinar. Supereroi!

Scauri ha apparentemente risolto i propri problemi esistenziali. Tutti hanno compreso quanto di buono la società già dalla passata stagione aveva fatto, spendendo soldoni per stravincere il campionato di Serie C ed essere competitivi in questo attuale. Qualche lacuna la si evidenzia quando l’esperto Ricchotti non gira, o comunque esce a prendersi il meritato riposo. Ma ha un roster di tutto rispetto, che non può non compensare tali mancanze. La malcapitata settimanale si chiama Isernia, che è nettamente più debole dei laziali. Scauri segna tantissimo (114 punti, 38 in più dei molisani), con 7 uomini in doppia cifra, Bagnoli su tutti, che è come sempre devastante (29 pt segnati con 12/14 al tiro).

Palestrina e Palermo, vincendo i loro rispettivi incontri (contro Catanzaro e Viterbo), allungano in classifica, sono a braccetto al terzo posto, su Cassino, che incappa nella seconda sconfitta consecutiva, perdendo ad Empoli, anche nettamente.

CHI SALE: Empoli. Campionato strano per loro, con andamento decisamente altalenante. Vincono contro le grandi (sta diventando la squadra più “odiata” tra le prime del campionato), perdono partite apparentemente semplici, contro squadre anche meno attrezzate. Croce e delizia!

CHI SCENDE: Venafro è diventata la squadra materasso. Le imbarcate sono all’ordine del giorno. Il suo attacco non gira, la difesa fa acqua da tutte le parti. La salvezza? Sembra oggi davvero troppo lontana. Ci auguriamo quindi che almeno con l’orgoglio riescano ad onorare tutte le partite, con prestazioni decenti. Babbo Natale pensaci tu!

 

GIRONE D

Nei piani alti la classifica resta immacolata.

Montegranaro ha stravinto il suo incontro casalingo con Taranto puntando forte, ancora una volta, sul proprio attacco (il secondo migliore del girone), che va nuovamente ben oltre i 90 punti. Ha un apporto costante, in termini di punti segnati, da parte di tutti i giocatori (9/10 sono andati a referto). La povera Taranto nulla ha potuto con tale signora squadra, surclassata tra l’altro (e non meno importante) sotto le plance (catturati ben 18 rimbalzi in più).

La seconda forza del campionato, San Severo, doveva vincere per continuare a dimostrare che non è in quella posizione di classifica per caso. Vince una partita tosta, soprattutto da un punto di vista mentale, anche perché la buonissima Bisceglie veniva da un inaspettato stop in quel di Martina Franca. E la partita si complica ancor di più per la squadra dauna in quanto il tiro da 3, a cui spesso le squadre di Coen si affidano, non entra (un misero 17%). Ma San Severo, seguita e sostenuta senza sosta dai consueti duecento tifosi (suppergiù pari ai tifosi locali), ha una marcia in più, piazza fin dal primo quarto un parziale importante (+12) che le ha permesso di restare in vantaggio e di gestire tutta la partita. Più volte i neroazzurri hanno provato a rientrare, arrivando anche sul -2 (38-40), ma Coen e la sua armata giallonera sono sembrati inarrivabili, ristabilendo poi un vantaggio alquanto sereno, portato fino a fine partita.

Campli disintegra la malcapitata e sempre più ultima Vasto. I farnesi riescono parzialmente a dimenticare l’ancora freschissima ferita inflittagli da Senigallia nel precedente turno. Il risultato è pesantissimo: +43 a fine partita con Vasto sempre più in difficoltà.

Falconara invece vince una partita alquanto sofferta, con Pescara che incappa nella terza sconfitta consecutiva. Il calendario non sorrideva affatto ai pescaresi, che infatti hanno perso gli ultimi tre incontri, com’era, sulla carta, prevedibile e domenica prossima, con la capolista, ancora un’altra partita proibitiva. Ma stavolta hanno venduto cara la pelle: in partita fino alla fine (-4 ad un minuto dall’ultima sirena), vincendo l’ultimo quarto (22-31) ma ciò non è bastato. Falconara, sebbene nuovamente priva di Di Viccaro, riesce ad imporsi e affronterà nel migliore dei modi la settimana che l’avvicina al big match a San Severo.

La società di Valmontone ha deciso di investire, di provare a salvarsi evitando i play out, anche perché di tempo ce n’è ancora. Acquisto importante per loro: preso il lungo Bisconti (in uscita da Palestrina) e già sceso in campo, con un apporto importante. Il problema è che l'amalgama non ancora arriva. Per ora ci sono troppe individualità, troppe forzature, troppi strappi nella stessa partita che portano poi a subire un pesantissimo ventello da parte della già fortissima Ortona, che si conferma così quinta forza del campionato.

Pesantissimo risultato nelle zone basse della classifica: Mola vince in casa contro Monteroni ormai alla deriva. Senza il playmaker Rodriguez (per infortunio, ha rinunciato anche alla convocazione all'All Star Game) i pugliesi, che già qualche problema avevano mostrato, non vincono più.

CHI SALE: San Severo, tra le big, affrontava la trasferta più ostica, con una squadra, Bisceglie, che ben si stava comportando ed arrivava, come dicevamo, con grande voglia di riscatto dopo la brutta sconfitta nel derby a Martina Franca. Ancora una volta la Cestistica Città di San Severo risulta essere “grande”, più matura dell’avversaria. Certo, in una squadra in cui nelle prime sei rotazioni si hanno tre giocatori classe ’92 ed un ’94, sembra un po’ forzata la parola maturità, ma è ciò che Coen è già riuscito ad inculcare a questo gruppo. Che belli!

CHI SCENDE: Per Vasto sembra suonato il “De profundis”. Squadra allo sbando, senza più un gioco. Le imbarcate sono ormai all’ordine del giorno e non c’è modo per invertire la rotta. Non in questo modo. Non con questa squadra. Se vogliono salvarsi, dovranno assolutamente fare modifiche al roster, migliorie importanti perché altrimenti saranno spacciati.

San Severro, 25 Docembre 2015

Mario Caposiena

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