Logo Adecco LNP1DODICESIMA GIORNATA

GIRONE A

Forlì aggancia Cecina in vetta alla classifica. A San Miniato tutto semplice per i romagnoli, grazie al suo roster profondissimo (tutti e dieci andati ancora una volta a segno), devastante a rimbalzo (12 quelli catturati in più rispetto agli avversari) e percentuali al tiro, specie oltre l’arco (sfiorando il 60% da 3 punti).

Cecina, che disfatta: capitalizzano, anche nettamente, contro una super Cento che, a questo punto, potremmo dire essere tornata. I padroni di casa giocano bene, dettando il loro gioco fin da subito, con Contento ancora sugli scudi (migliore dei suoi con 22 pt), facendo giocare malissimo la capolista. Cecina, infatti, disputa la sua più brutta partita della stagione, con percentuali a dir poco imbarazzanti (il 33% da 2, addirittura 17% dai 6,25 ed ai liberi non va di certo meglio: 54% con 19 segnature su 34 tentativi).

Piacenza vince a mani basse contro una troppo modesta Trecate. I piemontesi, nelle ultime uscite, sono apparsi più dinamici, più intraprendenti, in grado di impensierire gli avversari. Ed anche questa partita in terra piacentina non è stata affrontata male, ma di fronte, stavolta, avevano una lucidissima e fortissima Piacenza che non ha lasciato nulla al caso. E purtroppo per loro, arriva la dodicesima sconfitta in altrettante partite disputate (ancora unica squadra in tutta la B a quota 0).

Santarcangelo vince ancora, anche nel sentitissimo derby con Rimini, con una formidabile prestazione da parte di tutti e adesso può davvero sognare.

È ancora il solito Ravazzani a trascinare Livorno ma, ancora una volta, è troppo poco: ad Oleggio infatti sono i padroni di casa ad imporsi, con il playmaker Resca, migliore dei suoi, sontuoso a sfiorare la doppia doppia (per lui 23 pt e 9 ass. con 33 di valutazione).

CHI SALE: Cento sicuramente, per aver disintegrato la capolista. La svolta che tutti chiedevano pare ci sia stata. Due convincenti vittorie, con bel gioco espresso, fanno sicuramente morale, fan tornare il sorriso a 36 denti sulla bocca di tutti. Ma ovviamente questo momento magico va confermato, anche perché lì davanti, nelle posizioni alte, si cammina spediti. Il treno è ancora lì, pronto per essere ripreso. Il biglietto l’hanno acquistato ma stavolta, la coincidenza, non deve essere persa.

CHI SCENDE: Una pessima Torino continua ad occupare questa posizione. La terzultima è a 6 punti di vantaggio in classifica e l’aver vinto (a tavolino) soltanto la partita con Trecate non le da certo la tranquillità per il prosieguo del campionato. Per Torino e Trecate questo non è già più un campionato, bensì un’agonia.

 

GIRONE B

Orzinuovi e Udine camminano a braccetto e devastano le loro rispettive avversarie. La Sangiorgese viene surclassata dall’attacco orceano (non succedeva da qualche settimana ormai che girasse così bene), con oltre 100 punti segnati, percentuali importanti (60% da 2 e 40% oltre l’arco) ed un Ruggiero, nostra vecchia conoscenza, superlativo (20 pt, 9 recuperi e 7 ass. per lui).

Anche per Udine (e la sua difesa) tutto facile contro Vicenza, sebbene non sia stata la miglior partita, specie in attacco (40% dal campo), per i bianconeri. Ma nonostante questo, coach Lardo vince la partita, ancora una volta, con la difesa, che non fa arrivare a 50 pt i vicentini.

Crema segue a ruota il duo di testa, vincendo una complicata e difficile trasferta in quel di Desio. Pippo Politi (20 pt) e Quartieri (22 pt) suonano la carica per i locali, ma Crema non poteva sbagliare e così è stato: domata la buonissima Desio e confermata la terza piazza.

Lecco vince pesantemente con Padova (+20), con cinque giocatori in doppia cifra (ben tre oltre i 20 pt), spaventosi dalla lunga distanza (di gran lunga oltre il 60%) e riprende immediatamente, alla grande, la corsa alle primissime posizioni.

Lo scontro nei piani bassi è andato come ci aspettavamo: Firenze, a nostro avviso meno quotata rispetto a Mortara, vince lo scontro diretto, agganciando così, in quartultima posizione, Pavia (che perde in casa contro un’ottima Bergamo) e Sangiorgese.

CHI SALE: Non può non essere Firenze. Nelle competizioni sportive, specie nel basket (dove ci sono soltanto due risultati possibili) l’unica cosa che conta è vincere. Poco importa come arriva il risultato: portare a casa i due punti è importante, talvolta fondamentale. Per Firenze era il periodo più delicato della stagione, perché negli ultimi quattro match avrebbe incontrato tre squadre alla portata, che si scontreranno fino all’ultimo con essa per la salvezza. Ed in questi tre incontri sono arrivate altrettante vittorie. State pur certi che non si monteranno la testa (coach Salieri è un sergente di ferro e non vuole femminucce tra i suoi), ma aver vinto contro suddette avversarie le da perlomeno la consapevolezza che non tutto è ancora perduto, anzi…

CHI SCENDE: Mortara dimostra, ancora una volta, che nei momenti che contano, cede di schianto, anche contro avversarie più abbordabili. E’ incapace di vincere, anche quando gioca bene, talvolta meglio, degli avversari. Le manca la lucidità e la freddezza nei momenti topici, quando servirebbe piazzare quel break per portare a casa i 2 punti. Domenica l’aspetta un nuovo scontro salvezza, in casa, contro una squadra molto agguerrita e dotata come Pavia. E’ tempo di dare un senso al proprio campionato.

 

GIRONE C

Nelle prime posizioni della classifica, il girone C resta sempre lo stesso.

L’Eurobasket, nonostante una trasferta che sulla carta poteva essere impegnativa, vince con netta supremazia su Viterbo e conferma la prima posizione (lo scivolone con Napoli è già un vecchio e sbiadito ricordo).

Napoli stravince sonoramente contro una Palestrina che perde pezzi (in settimana rescissione consensuale con il lungo Bisconti e pare sia in uscita anche Pozzi). Per i prenestini una debacle prevedibile, visto che sotto canestro hanno ora un serio problema. Ed infatti è proprio lì che la perdono: Napoli conquista ben 14 rimbalzi in più rispetto agli avversari (per gli arancioverdi solo 20 carambole catturate) e sotto le plance, il duo Serino e Giovanatto fanno ciò che vogliono senza resistenza alcuna.

Per Palermo, una trasferta in quel di Isernia in cui va salvato solo il risultato. Una pessima prestazione per entrambe le formazioni, che segnano pochissimo (nessuna è andata oltre i 60 punti), con troppi errori al tiro per Palermo (un misero 33% dal campo) e dalla linea della carità (entrambe le formazioni abbondantemente sotto il 50%).

Scauri vince ancora e non si ferma più. La trasferta era abbastanza agevole, a Roma contro la Luiss, ma si temeva potessero perdere punti fondamentali per la corsa play off. Ma così non è stato. Bagnoli (19 pt + 8 rimb. in soli 25 minuti) è il migliore dei suoi, anche se non fa doppia doppia (e questo fa notizia!) ed è, stavolta, il gioco corale, un gioco ritrovato, che doma i capitolini, a cui non basta Marcon (21 pt).

Ennesima imbarcata invece per Venafro (non fa quasi più testo). In casa ne prendono 29 (segnando solo 45 punti) da una Empoli che, con queste due vittorie consecutive, prova a rilanciarsi in campionato per la corsa alle prime otto posizioni.

CHI SALE: Scafati senza ombra di dubbio. Ancora un’altra vittoria, di carattere, di misura in un campo ostico e difficilissimo, qual è quello di Cassino. Il campionato scafatese ha avuto una metamorfosi spaventosa: è passata dalle prime quattro sconfitte in altrettante gare alle sette vittorie in otto match da quando è arrivato il play Cucco. Non è certo grazie ad un singolo giocatore che Scafati vince le partite, precisiamo; ma da quando c’è stato questo innesto in un ruolo così importante, tante cose son cambiate: sono più quadrati, più aggressivi in difesa, il gioco è più fluido e, soprattutto, arrivano le vittorie. Squadra da battere!

CHI SCENDE: Palestrina, soprattutto per le scelte di mercato fatte. Non sappiamo i motivi che hanno indotto le due parti a separarsi, ma se una squadra decide di liberarsi del proprio lungo di spicco e titolare, dovrebbe prendere un degno sostituto, o che perlomeno colmi la mancanza. Era tra l’altro in vista una partita delicata e tosta, come quella a Napoli, contro una diretta concorrente per i piani altissimi. A cosa porterà questa rivoluzione nessuno può saperlo, ma visto il campionato fin’ora condotto, sarebbe un vero peccato buttare tutto alle ortiche.

 

GIRONE D

Scontro al vertice tra Montegranaro e Falconara. Il risultato è nettamente a favore dei padroni di casa, che mantengono la vetta della classifica, affrontando al meglio questa importante partita, con Rossi (23 pt) ancora una volta assoluto protagonista e trascinatore.

Senigallia è tosta, anche senza Barsanti, e piazza un’altra vittoria pazzesca contro l’altra super corazzata del campionato, qual è Campli. Vincono a rimbalzo e, non da poco, fanno un lavoro encomiabile sugli esterni farnesi, bloccando totalmente Serroni (0 pt) e facendoli tirare davvero molto male (solo il 25% oltre l’arco).

San Severo approfitta del doppio stop delle compagini su citate per continuare, in questo momento magico (sono ben otto le vittorie consecutive), la corsa alla prima posizione (sognare non costa nulla), mantenendo in solitaria la seconda piazza. L’avversario era la modesta Valmontone dell’ex capitano Antonio De Fabritiis (quanti baci & abbracci, foto ricordo, cori e… commozione nel rivederlo a pochi mesi di distanza seduto nella panchina “sbagliata”). Partita chiusa fin da subito, con un vantaggio che tocca anche il +33 (74-41), per poi ridursi, sul finale a “sole” 23 lunghezze. Per i gialloneri han segnato tutti e dieci i giocatori, con l’ormai solita doppia doppia del pivottone Quarisa (13 pt + 10 rimb.).

Per Monteroni è una storia senza fine: ennesima sconfitta (la settima consecutiva), stavolta in casa con Giulianova. E non c’è alibi che tenga, sebbene l’assenza di Rodriguez (out per infortunio) è pesantissima in termini di gioco e, soprattutto, di segnature. Ma una squadra non può e non deve dipendere da un singolo giocatore. Ed il solito monumentale Mocavero (26 pt e 15 rimb.) non basta ai pugliesi per avere la meglio su Giulianova, che grazie anche al solito Gallerini (22 pt) vince meritatamente (s’è dimostrata più squadra), seppur di misura.

Vittoria pesantissima in fondo alla classifica per Taranto su Mola nel posticipo del dodicesimo turno. I tarantini fanno gli americani in attacco: segnano tanto (102 punti) e a tratti sono inarrestabili, con il funambolico playmaker campano Maggio (che tanto bene conosciamo a San Severo) sugli scudi, da 28 pt, 8 ass. e 39 di valutazione. Con questa vittoria Taranto aggancia proprio i baresi e Valmontone in classifica, staccandosi dall’ultima posizione, dove resta ormai sempre più tristemente sola Vasto, che perdendo in casa con Porto Sant’Elpidio incrementa il suo record negativo a 8 sconfitte consecutive.

CHI SALE: Senigallia. Sgambetta praticamente chiunque, specie in casa (solo Montegranaro è passata, dopo un supplementare, con l’ultimo tiro sbagliato). Si è ripresa prepotentemente il sesto posto in classifica, grazie anche a queste ultime due bellissime vittorie e soprattutto senza il suo giocatore di punta, Barsanti. Che squadra!

CHI SCENDE: La Virtus Valmontone. La loro posizione in classifica (penultima) parla da se: non è certo una squadra di primissima fascia, ma guardando il quintetto quasi ci impressiona vederli lì, a 6 miseri punti. Non c’è gioco corale, troppe estemporanee, manca l’amalgama e, talvolta, c’è nervosismo tra loro stessi. Eppure, a nostro avviso, basterebbe gestirli meglio, dare una vera identità ai biancorossi e magari aggiungere un lungo di spessore per uscire da questa bruttissima situazione.

San Severo, 17 Dicembre 2015

Mario Caposiena

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