Voci dai playoff... 1a puntata

Bisogna proprio che si urli che non ci si poteva auspicare un impatto migliore con la fase promozione e che poi questo grido giunga chiaro e forte alle altre due concorrenti del girone: Formia e Reggio C. Comincino a vacillare! Battano i denti al solo pensiero che ben presto toccherà a loro doversi confrontare con San Severo! Che non sarà come suol dirsi una corazzata, ma sicuramente un’agile MAS. Come era nella logica previsionale la giovinezza, la freschezza fisica ha avuto ragione dell’esperienza, della senilità. I matusa…lemme hanno imposto la loro legge per i primi 2 quarti, dopo di che hanno dovuto cedere e di schianto alla gagliardia della gioventù.

Contro la sfinge Millina, posatosi a filosofo pensieroso per tutto il corso della partita, coach Coen ha guidato la sua squadra con mano sicura e con le nuance appropriate alle varie fasi della gara. E dire che nell’immediata vigilia di questa partita avevo captato nell’ambiente qualche tentennamento e troppa deferenza nei confronti dei… trascorsi dei giocatori del Campli. La cosa mi infastidiva, a volte sono stato anche duro nell’argomentare in maniera diversa. D’altronde la mia posizione fuori dai ruoli istituzionali societari, pur se con il compito non marginale di sentinella del progetto di rinascita a giugno redatto, non consentendomi interventi diretti mi limita all’invio di messaggi. In verità sempre raccolti.

E, poi, il pubblico che tutti ci invidiano non conta nulla? Il feeling con i tifosi è stato a dir poco commovente. Una partecipazione, un trasporto, una simbiosi con la squadra che ricorda molto da vicino tempi in cui altri successi hanno fatto brillare la stella del basket sanseverese. Anche ora, come allora, gli spalti protagonisti assieme al coach e alla squadra.

Voglio commentarvi qualche momento nevralgico della partita. Non parlo dei singoli, mi riservo di farlo a fine campionato, anche se alcuni avrebbero merito ad una menzione speciale. Evidenzio invece il cambio di ritmi impresso alla partita ed al quale Campli ha dovuto letteralmente inginocchiarsi, si leggeva negli occhi lo smarrimento dei giocatori abruzzesi. Difesa aggressiva, contropiedi, penetrazioni e tiri da 3. Ma vanno sottolineate almeno due fasi di gioco rivelatesi determinanti per lo sviluppo tattico della partita. L’ eccellente gioco preparato da Coen nel liberare l’uomo in angolo per il tiro, allorché  Campli  passando alla difesa zona sperava oltre che di imbrigliare le azioni d’attacco dei neri, di affidarsi ad un lavoro meno dispendioso e di cautelarsi maggiormente dai falli. Invece, veniva costretta dalle ottime finalizzazioni offensive dei sanseveresi a ritornare alla uomo. Ma va messa in rilievo anche la proposizione della zona in un momento in cui Campli, già in confusione, cercava faticosamente il bandolo della matassa e che tale variazione difensiva contribuiva a rendere ancora più tormentato.

Ora si và a Formia. Posso consigliare ai tifosi di progettare un weekend da quelle parti per visitare Gaeta, il suo golfo e i suoi dintorni. Bellissimi. Io vi ho soggiornato 8 giorni. Infatti, in occasione della World Star Class Championship ho organizzato presso il Villaggio Regate in piazza XIX Maggio “The World Broadest Basketball Game” la partita di basket 3>3 più lunga che sia stata mai giocata,  terminata con il punteggio di 4611 – 4604. E’ durata 73 ore e mezza e sono riuscito a far giocare ben 1269 uomini e donne (dai 5 agli 80 anni, campioni mondiali e olimpionici di vari sport, rettori e docenti universitari, ufficiali e militari internazionali del locale presidio Nato, equipaggi partecipanti alle regate, il comandante della nave scuola A. Vespucci, atleti nazionali di varie discipline sportive, autorità locali, alunni di scuole diverse,  e di tutti sono conservate agli atti le foto personali). Allora…buon weekend.

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