Voci dal campionato... 25a puntata

Mancano solo due giornate alla conclusione della 1^ fase del girone H del campionato di serie C e che ha visto San Severo protagonista. Ma l’ordine di classifica finale per le prime tre posizioni utili a qualificarsi alla 2^ fase per la promozione in B è ancora tutto da scrivere. Se proprio volessimo ipotizzare una classifica finale dovremmo procedere seguendo quantomeno una metodologia previsionale. Ed allora ci affidiamo a quella più deduttiva. Vittoria in casa e sconfitta fuori per tutte le contendenti, restringendo il lotto a quattro: San Severo, Trani, Scafati e Sarno. Pertanto, San Severo (pur riconoscendogli la potenzialità di poter conquistare entrambe le vittorie) vince in casa con Benevento e perde ad Agropoli. Quindi, 2 punti. Scafati vince in casa con Trani e perde a Nardò. Punti 2. Il Trani perde a Scafati e vince in casa col Sarno. Punti 2. Infine, anche Sarno, vincendo la partita casalinga conla Partenopee perdendo a Trani, conquisterebbe 2 punti. Classifica finale: 1° San Severo 44 punti, 2° e 3° posto (in attesa di conoscere la differenza canestri) per Scafati e Trani con 42 punti. Sarno resterebbe a 40 e quindi fuori. Tuttavia Cerignola e Nardò, in un pronostico che non tenga conto della metodologia di previsione da noi scelta, vincendo entrambi i restanti incontri, ed in concomitanza di altri favorevoli risultati, potrebbero tentare ancora di raggiungere i 40 punti affidando tutto alla differenza canestri.

Ed ora una piccola divagazione legata un po’ alla cultura sportiva. Voglio accennarvi qualcosa sull’HOME ADVANTAGE. Cioè su quel fenomeno che è il vantaggio di giocare in casa e che qui, credo con il consenso di buona parte di voi, ci ha dettato il metodo da usare per ipotizzare la classifica finale. Ebbene in tutti gli sport di squadra è ben riconosciuto il valore del ‘fattore campo‘. Non raramente squadre di grande blasone perdono inspiegabilmente sul campo di squadre che occupano le ultime posizioni in classifica (vedi in serie A di basket la sconfitta di domenica scorsa di Venezia, una delle candidate al titolo, sul campo di Caserta, già condannata ultima in classifica). Perché si verifica questo? Personalmente ho cercato di dare un piccolo contributo, tra i tanti studi condotti sull’argomento, alla sua comprensione elaborando uno sudio-indagine che poi, dalla Lega Basket, ha avuto l’onore di essere divulgato a tutte le Società del campionato italiano di serie A. L’indagine è stata condotta sulle partite di ben 8 campionati nazionali di serie A. Sul campione di 2074 partite da me analizzato le vittorie in casa sono risultate 1392 (67,12%) e solo 682 (32,88%) quelle fuori casa. Tale fenomeno tende viepiù a dilatarsi nelle gare di play-off. Infatti, in questa particolare fase di campionato, il dato addirittura si esalta giungendo a rimarcare il 76,22% di vittorie in casa contro il 23,77% di sconfitte.  Questo sprona gli addetti ai lavori (coach, dirigenti sportivi, etc.) a ricercare i motivi per cui giocare fuori casa presenta rischi così elevati, in termini percentuali, al conseguimento di una vittoria. Ebbene, non potendo qui riportare integralmente lo studio da me condotto, posso sintetizzare gli ambiti nei quali un’oculata gestione può tentare di ridurre le conseguenze di tale fenomeno. Indubbiamente il primo passo è l’ottimizzare l’organizzazione del trasferimento della squadra verso la località sede dell’incontro, circostanza che può nascondere condizioni di stress legate al viaggio. Poi assicurare un adeguato controllo della dieta, evitando di far smarrire agli atleti le normali abitudini alimentari. Garantire il riposo abituale.Provareil campo sul quale verrà disputata la gara. Infine, governare adeguatamente gli imprevisti: disagi, distrazioni, etc . Più difficile può risultare riuscire ad influire su altri e più importanti fattori tendenti ad incidere in maniera negativa sul rendimento della squadra fuori casa. Essi possono essere il  presentarsi dì una sorta di sudditanza psicologica che si instaura nei giocatori e provocata dalla condizione di ospiti. Oppure l’inconscio pregiudiziale sospetto di ritenere i direttori di gara propensi ad interpretazioni arbitrali più casalinghe. O anche l’impatto con il pubblico certo non amico.Infine, perché no, il dover fronteggiare la maggiore intensità agonistica che esprime la squadra di casa, originata dall’ancestrale desiderio di difendere con il maggior ardore il proprio… territorio.

Intanto, pur se i calcoli sono ancora piuttosto complessi perché mancano alcuni scontri diretti, mi pare che si possa festeggiare per la certezza che l’Allianz occuperà, comunque, una delle tre posizioni utili a disputare la fase promozione. E vai!

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