Matteo BiniCome già preannunciato, il personaggio di questa settimana è un giocatore in forza all’Amatori Pescara, che tante “battaglie” ha disputato contro la nostra Allianz Pazienza San Severo e che abbiamo imparato ad apprezzare nel corso degli ultimi due campionati di serie B: parliamo di Matteo Bini.

Matteo, nato a Bibbiena (AR) il 04 novembre1994, è un ala grande/pivot di 201 cm per un peso di 93 kg. Cresciuto cestisticamente nel Basket Poppi (Arezzo), si trasferisce giovanissimo in Abruzzo al Village Basket di Sambuceto. La sua prima esperienza importante è sempre in Abruzzo nelle fila della We’re Basket Ortona dove disputa due campionati di serie C regionale, poi risponde alla chiamata della Proger Chieti  in qualità di under per  giocare in A2 Silver. Terminata l’esperienza chietina Matteo fa i bagagli direzione Pescara nella stagione 2014/2015 agli ordini di coach Giorgio Salvemini. Con l’Amatori scocca la scintilla, il classico colpo di fulmine, che ancora lo lega ai colori biancorossi dove è giunto alla quarta stagione consecutiva.

Bini è un lungo atipico, dotato di una gran mano da fuori ed in grado di tenere botta ai duelli sotto canestro; le sue medie realizzative non sono altissime, ma quando sente la “sfida” appare inarrestabile, ricordiamo  amaramente la serie play off di due stagioni or sono quando contro la nostra Cestistica  mise a referto 12, 23 e 19 punti rispettivamente in gara 2, gara 3 e gara 4. I 23 punti  di gara 3 rappresentano anche il suo best score assoluto.

Abbiamo raggiunto telefonicamente il nostro personaggio dopo la partita disputata al Pala Elettra e di seguito riportiamo il nostro colloquio:

D: Matteo, quarto anno consecutivo con la canotta dell’Amatori, dopo le due disputate con Ortona e quella con Chieti... Oramai sei abruzzese d’adozione...

R: “Si, ormai è come se fossi di Pescara dopo quattro anni qui e altri in giro per l’Abruzzo. Dal primo anno che sono stato  in questa regione mi sono trovato sempre bene, con persone super, poi è anche una scelta personale di non andare da altre parti, ho deciso di continuare la mia  avventura qui”.

D: Nonostante la tua giovane età vanti già un’ottima esperienza in questa categoria, ti senti cresciuto e magari pronto anche  per il salto di qualità?

R: “Io, purtroppo, sono un giocatore che vive di alti e bassi, posso stare tre mesi benissimo e altri tre non al top. Questa è una categoria in cui io mi trovo molto bene, poi se con il tempo dimostrerò di valere e meritare una categoria superiore ci farò sicuramente un pensiero, anche perché l’obiettivo è sempre quello di crescere”.

D: Hai parlato di alti e bassi che ti caratterizzano, a cosa pensi siano dovuti?

R: “Molte volte dalla condizione fisica o anche dalla testa. Se in un periodo sto bene, si vede sul campo da come gioco e come mi comporto. Però riesco ad arrivare in piena forma quando conta, soprattutto per i play off”.

D: Una tua considerazione sul campionato che è appena cominciato, come vedi la tua squadra e dove la collochi?

R: “ La mia squadra è nuova, composta da giocatori nuovi ed in cui subito dopo la preparazione ci si deve ancora conoscere  e capire come gioca  l’altro. Però posso dire che è una squadra intensa, che vuole correre. Non ti so dire  dove ci collochiamo, ma siamo senza dubbio una squadra da play off. Se affrontiamo le partite  bene con la testa, possiamo giocarcela con chiunque”.

D: Quest’anno è cambiata la regola sull’infrazione di passi, cosa ne pensi?

R: “Penso che chi riuscirà pienamente a fare propria questa nuova regola riuscirà  ad avere più di un vantaggio perché anche all’uscita dei blocchi hai un passo in più  che se fatto bene ti porta ad avere anche un metro e mezzo di vantaggio sull’avversario. Ci sono tante situazioni in cui il passo in più ti crea vantaggio e in ogni caso agevola il gioco e lo spettacolo. Personalmente su certi aspetti sono favorevole su altri meno, comunque alla fine dobbiamo adeguarci perché le regole non le stabiliamo noi giocatori”.

D: La partita tra San Severo e Pescara in queste ultime stagioni è diventata sentitissima per entrambe le tifoserie, a cosa pensi sia dovuto? Forse perché hanno dato vita a match avvincenti?

R: “Io ricordo che la prima partita alla prima di campionato due anni fa mi ritrovai di fronte una squadra forte, noi eravamo una buona squadra che alla fine è diventata la mina vagante del campionato. I match sono sempre stati belli, sentiti, spettacolari ed anche noi quando giochiamo contro San Severo lo sentiamo quasi più di un  derby perché vanta un pubblico fenomenale ed essere  noi in casa e vedere la curva dei tifosi ospiti stracolma di gente è bello e ti da una carica particolare. Questo fortunatamente rende le partite più belle secondo me”.

D: Il tuo hobby preferito?

R: “Adoro giocare alla play station insieme agli amici, organizziamo spesso tornei con giochi di basket ed ultimamente ci siamo fissati con “Call of duty”, ci piace “sparare” e passare le serate così, divertendoci”.

D: Quest’anno hai come coach Stefano Rajola con cui hai condiviso sul parquet momenti molto belli per voi... Cosa cambia per un  giocatore vedere un ex compagno di squadra in una nuova veste?

R: “Non cambia sicuramente il modo di parlarci, perché questo lo fa come lo faceva in passato da giocatore, ti da consigli come lo faceva da giocatore, ma se deve “arrabbiarsi” è giusto che lo faccia perché ora ha un nuovo ruolo. C’è il massimo rispetto verso di lui, che già era alto quando ci giocavo insieme, per la sua carriera e per il suo modo di giocare. Ritengo che sia un buonissimo allenatore, abbiamo fatto la preparazione e soltanto due partite, ma lo ritengo tale perché cura ogni dettaglio, è molto pignolo nell’accezione positiva del termine. In una sola parola è super!”

D: Infine due parole su coach Salvemini, cosa ti ha dato e cosa ti senti di dirgli?

R: “A Giorgio, o a coach Salvemini, come preferite,  gli devo soltanto dire grazie, perché quando sono arrivato a Pescara ero un ragazzino che aveva avuto un’esperienza da under in A2 (nel Chieti, ndr) e voleva giocare in serie B. Giorgio è stato molto paziente con me, mi ha fatto crescere, mi ha fatto capire il mio ruolo all’interno della squadra, ogni anno sempre di più. Mi ha dato veramente tantissimo, anche come persona, poi se qualcosa non andava per il verso giusto faceva sempre qualcosa per difendere  il giocatore, per evitare che andasse in difficoltà. Se ho avuto modo di acquisire esperienza in questo campionato lo devo a lui, senza di lui sarebbe stato più difficile. Lui ti mette nelle condizioni di giocare e  di capire quello che fai, ti mette a tuo agio”.

Nel ringraziare Matteo per la sua disponibilità, vi preannunciamo che la prossima settimana il personaggio sarà Gianni Cantagalli, pertanto vi invitiamo a interagire con noi facendoci pervenire la vostra domanda scrivendo nella sezione dedicata ai commenti  in calce all’articolo.

Ferdinando Maggio
Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo

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