Edoardo CasuscelliIl capitano della Valdiceppo Basketball Perugia Edoardo Casuscelli (foto: Paolo Marolla) è il personaggio di questa settimana.

Nato a Perugia il 21 dicembre 1989 è alto 180 cm per un peso di 78 kg, gioca nel ruolo di play. Un trascorso tutto in terra umbra quello di Edoardo (Edo per gli amici) tra Perugia e Umbertide, spaziando dalla serie C alla DNA ed attualmente in serie B. Una carriera giocata con il cuore per le squadre della sua terra a cui ha dedicato tutta la sua passione per il basket culminata con la nomina a responsabile del progetto Basket Academy.

Dotato di una buona tecnica, fa del palleggio arresto e tiro la sua arma migliore; la sua stagione più prolifica l’ha chiusa con una media punti a partita di 12,23 in 30 incontri nel 2013/2014 nel campionato di DNB con la Sicoma Valdiceppo, anno in cui realizza anche il suo high score di 29 punti nella partita esterna contro la Stella Azzurra Roma. Quest’anno il suo best score l’ha messo a segno contro Taranto realizzando 19 punti.

Dopo la partita del Pala Falcone e Borsellino abbiamo incontrato Casuscelli che ci ha gentilmente concesso l’intervista che di seguito riportiamo:

D: Come nasce il progetto Basket Academy e quale scopo si prefigge?

R: “Il Basket Academy è un contenitore che al suo interno accoglie due società, una è Pontevecchio, l’altra è Valdiceppo. Pontevecchio si occupa del settore giovanile mentre la Valdiceppo si occupa della squadra senior che quest’anno partecipa al campionato di serie B. Per settore giovanile intendo dal minibasket fino alla categoria under 20. All’interno del settore giovanile abbiamo anche molti gruppi, per ogni fascia di età per la Pontevecchio ci sono due squadre, una fa il campionato d’elite o eccellenza, l’altra fa il campionato regionale”.

D: Essere nominato responsabile di questo progetto che importanza ha avuto per te?

R: “Una bella responsabilità perché, oltre ad essere impegnato come giocatore, alla fine sono impegnato dalla mattina alla sera con i gruppi giovanili. Personalmente seguo principalmente la under 16 eccellenza con la quale abbiamo disputato il campionato interregionale nelle Marche e con cui ci siamo classificati quarti e stiamo attendendo il primo maggio per disputare il pre-spareggio che porterà allo spareggio definitivo per accedere poi ai concentramenti nazionali. In più sono comunque coinvolto con tutti gli altri gruppi , tenendo d’occhio quelli dal minibasket all’under 20. E’ bello vedere i ragazzi che ti riconoscono come allenatore, ma anche come giocatore e capitano della squadra; penso ci sia un filo logico che collega la realtà giovanile con la prima squadra”.

D: Cosa pensi di aver dato a questo progetto e cosa pensi di aver acquisito da esso?

R: “A questo progetto ci ho dato tanta credibilità, perché ho buoni propositi per quanto riguarda il settore giovanile e mi piacerebbe che la nostra permanenza in serie B possa essere un trampolino di lancio per i nostri ragazzi. Quello che mi ha dato il progetto al tempo stesso è tanta responsabilità, perché è in qualche modo un arma a doppio taglio: quando giochi ti senti coinvolto non solo come giocatore della prima squadra, ma come rappresentante della società, con i ragazzi che ti vedono e ti prendono ad esempio , però molte volte sei costretto a saltare qualche allenamento perché hai magari una partita fuori regione o in orari scomodi e sei costretto a lasciare i compagni di squadra per seguire i ragazzi”.

D: State dimostrando che nonostante siate una squadra giovane ve la potete giocare con tutti, segno inequivocabile che giocate e vi divertite insieme mettendo in campo tanta passione….

R: “Sì, un punto a nostro favore è che siamo cresciuti insieme, almeno lo zoccolo duro, con cui abbiamo fatto le giovanili insieme e quindi giochiamo con il cuore. Questo nostro atteggiamento ci ha consentito di giocarci tutte le partite. Anche quando si mettevano male abbiamo sempre avuto una reazione e spero che questa reazione ci sia sempre, perché dimostra che teniamo molto al campionato, alla squadra, alla società e alla gente che viene a vederci”.

D: Che ruolo gioca coach Pierotti in questo progetto?

R: “Coach Pierotti gioca in qualche modo il ruolo di figura di riferimento soprattutto a livello tecnico. Nella Basket Academy siamo allenatori molto giovani e abbiamo bisogno di avere un confronto tecnico importante e Paolo in questo ci aiuta molto, ci mette a nostro agio sia come giocatori che come allenatori. E’ una figura di raccordo”.

D: Cosa ti senti di dire ai giovani che si affacciano al basket?

R: “A loro dico che il basket è lo specchio della vita, come sei in campo sei anche fuori. Credo che ogni ragazzo abbia molte distrazioni, ma quando sei in palestra devi dare tutto senza risparmiarti, perché quello che ti viene insegnato in campo poi te lo ritrovi nella vita. Il fatto di non mollare mai e di dare il tutto per tutto penso che sia un messaggio molto importante”.

D: Abbiamo detto che sei impegnatissimo con il basket, tra allenamenti, partite e progetto Basket Academy, ma ti resta del tempo libero per te?

R: “Per il tempo libero si trova qualche ritaglio, avendo gli impegni con le giovanili e la prima squadra nel week end risulta difficile, però durante la settimana qualche birra con gli amici riesco a berla”.

D: Se arrivasse una chiamata da una squadra con prospettive ambiziose come ti comporteresti? Accetteresti rinunciando a Basket Academy o rifiuteresti la proposta?

R: “Basket Academy è una famiglia, la mia famiglia, quindi non ci rinuncerei. Cercherò di arricchirla sempre più portando la mia esperienza”.

D: Quest’anno è partito il progetto Cestistica che ha lo scopo di far crescere i cestisti di domani, confermando l’importanza del settore giovanile. Ne hai sentito parlare? Cosa ne pensi?

R: “Sinceramente non ne ho sentito parlare, però se c’è un progetto che cerca di lanciare i giovani è sicuramente qualcosa di positivo e che io sposerei appieno. Io vengo da un’esperienza del genere, sono stato lanciato in campo da giovane e credo che sia una cosa importantissima perché ti insegna tanto, non solo come sportivo, ma anche come uomo”.

Come ogni volta, chiudiamo la rubrica dando il nuovo indizio per indovinare chi sarà il prossimo “personaggio”: “Lo è in una canzone di Mina”.

Per interagire è possibile postare un commento in calce alla rubrica o sulla pagina Facebook della Cestistica nell’apposita sezione dedicata alla rubrica.

Ferdinando Maggio

Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo

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