Marco RossiDopo il momento “amarcord” con Enzo Cena, la nostra rubrica accoglie un altro grande protagonista del campionato nazionale di serie B girone D: Marco Rossi.

Nato a Tradate il 3 dicembre 1981, Marco Rossi è un giocatore di 185 cm di altezza per un peso di 82 kg e che gioca nel ruolo di playmaker, ma all’occorrenza anche di guardia. Giocatore abile sia in attacco che in difesa, dotato di grande intelligenza tattica e di un mortifero tiro dall’arco dei 6,75. Ha disputato le giovanili nella Pallacanestro Venegono e nella stagione 2000/2001 gioca il suo primo campionato da senior nel Borgomanero in serie B1 centrando subito la promozione in A2. Guadagnatosi la conferma nel Borgomanero ha così l’occasione di disputare la sua prima stagione in A2 . Borgomanero sposta la sua attività a Novara e Marco resta fedele alla sua prima società confermando la sua permanenza per altre tre stagioni (fino al 2005). Nel 2005 va per la prima volta a Veroli in B1, città di cui resterà innamorato, tanto da farne la propria residenza . Buoni i numeri, infatti chiude con 8,7 punti, 1,9 rimbalzi e 1,6 assist di media a partita. Nel 2006/2007 torna a Novara in A2, mentre l’anno successivo andrà ancora a Veroli dove vivrà uno dei momenti migliori della sua carriera vincendo per due anni consecutivi la Coppa Italia di Lega Due e sarà proprio lui ad alzare al cielo la seconda nelle vesti di capitano. Nel 2011/2012 si accasa nelle Marche, ad Jesi precisamente, sempre in Lega Due, per poi passare a Sant’Antimo nel 2012, prima del ritorno nella “sua” Veroli nella stagione 2013/2014. L’anno successivo firma per la Viola Reggio Calabria (A2 Silver) dove chiuderà con 8,3 punti di media a partita ed una percentuale di realizzazione da tre punti del 39%. L’ultima stagione è stato protagonista con Montegranaro della final four, perdendo però entrambe le sfide valide per la promozione in A2, mentre a novembre 2016 si è accasato a Venafro con l’obiettivo di portare alla salvezza una squadra ancora a secco di vittorie fino a quel momento.

In occasione della partita che ha visto opposta l’Allianz alla Dynamic Venafro al Pala Falcone e Borsellino di San Severo, Marco Rossi ha gentilmente accettato di scambiare quattro chiacchiere:

D: Venafro ha chiuso il girone di andata a zero punti, poi sei arrivato tu, insieme a Migliori e Liburdi, ed avete cambiato le sorti della squadra...

R: “La società ha voluto mettere mano al portafoglio e dimostrare di tenerci a rimanere in questa categoria e sicuramente i nostri sono stati tre innesti importanti. Io sono arrivato a metà novembre, mentre sia Franco (Migliori, ndr) che Mauro (Liburdi, ndr) hanno potuto giocare soltanto da dopo gennaio, pur allenandosi con la squadra. Quando abbiamo potuto allenarci con un po’ più di continuità e di qualità abbiamo ingranato, sono arrivati i risultati, è aumentata la fiducia così come l’entusiasmo e adesso siamo riusciti a risalire la classifica. Avendo perso le prime tredici partire era difficilissimo tornare il martedì in palestra , magari pensavamo anche positivamente per la prossima domenica, ma la vittoria non arrivava; quando invece è arrivata la prima ci siamo sentiti sbloccati, abbiamo cominciato ad acquisire fiducia, poi pian piano abbiamo costruito quanto stiamo facendo”.

D: L’anno del tuo esordio a Borgomanero hai subito vinto un campionato. Cosa hai provato?

R: “Incredibile! Avevo 18 anni e a quell’età è stranissimo, il mio primo anno da senior ed ho vinto il campionato, con la possibilità di giocare in serie A; passi da un puro dilettantismo, fatto di andare a scuola la mattina e allenarti la sera, a giocare in Lega Due con gli americani e con il mondo che conosciamo”.

D: E vincere la Coppa Italia a Veroli per due anni consecutivi?

R: “E’ stata una grande soddisfazione anche considerando che Veroli è diventata casa mia, io vivo lì. Mia moglie è di lì, ho comprato casa lì, già c’era il progetto, poi la vittoria della Coppa, e considera che il secondo anno ero anche capitano della squadra e quindi ho potuto alzarla al cielo, mi ha dato una grande emozione e soddisfazione”.

D: Lo scorso anno sei stato a Montegranaro... quanto sei rimasto deluso dal mancato raggiungimento dell’obiettivo promozione?

R: “C’è stata delusione perché per una squadra che vince 40 partite in un anno, vince i play off del proprio girone e che arriva a giocarsi la final four per la promozione in Lega Due in due partite secche, contro due squadre che non ha mai incontrato, ti lascia qualcosa di amaro dentro. Critico la formula un po’ strana, perché in una partita secca può succedere di tutto, un infortunio, un arbitraggio storto, una giornata no. Quindi ti trovi a giocarti tutto ciò per cui hai lavorato una intera stagione in una singola partita, questo vale per noi, ma per qualsiasi altra squadra. Noi lo scorso anno abbiamo perso due partite nettamente, il rammarico resta, però a mente fredda poi pensi che non ci sei stato neanche vicino a giocartela, forse sarebbe stato peggio perdere giocandosela punto a punto”.

D: C’è un episodio nella tua carriera che ti porterai sempre dietro?

R: “Un episodio in particolare ora come ora non mi viene in mente, ma ci sono state diverse gratificazioni che ho ricevuto in particolare da un allenatore, Andrea Trinchieri, quando ero a Veroli. E’ stato un allenatore con cui ho discusso tanto, ma lui sapeva dove andare a “pizzicarmi” per non farmi sedere e non farmi rilassare, ma nello stesso tempo quando giocavo bene sapeva gratificarmi, mi ha anche detto in alcune occasioni: “oggi ci hai fatto vincere tu”, queste sono belle gratificazioni perché ti fanno rendere conto che stai lavorando bene”.

D: Il momento più brutto che hai vissuto?

R: “Un paio di retrocessioni a Novara, circa 10 anni fa. La retrocessione è proprio brutta, perché lavori un anno e poi lo butti via, a prescindere dal fatto che poi si possa essere cresciuti e migliorati, però ti resta il peso”.

D: Il basket ti ha dato e continua a darti tanto, ma quando non giochi e non ti alleni cosa ti piace fare?

R: “Mi piace stare tranquillo, mi piace stare con mia moglie a casa, fare qualche passeggiata, andare in vacanza in montagna d’estate per respirare aria pura, non sentire rumori, staccare dal mondo. Per fortuna anche a mia moglie non piace stare nella confusione, abbiamo tanti amici, organizziamo tante cene, ma nella tranquillità”.

D: C’è una squadra in cui ti sarebbe piaciuto giocare?

R: “Mi sarebbe piaciuto giocare in una in una squadra con cui poter vincere la A2, ci sono arrivato vicino un paio di volte con Veroli, con Varese, per avere la possibilità di giocare un anno anche in A1. Certo non l’esserci arrivato mi fa dormire comunque tranquillo, non mi posso assolutamente lamentare di nulla”.

D: C’è un giocatore a cui ti sei ispirato?

R: “Certamente, come per tutti quelli della mia generazione, potrei dirti Michael Jordan, però ci sono stati tanti giocatori, anche perché ho avuto la fortuna di giocare con play e play/guardia americani dai quali ho cercato di carpire ogni minima cosa. Ho giocato con Horace Jenkins (a Borgomanero, ndr), il primo giocatore americano con cui ho giocato e play della nostra squadra che ho affrontato tutti i giorni in allenamento, correva come un matto e saltava come un grillo, faceva 30 punti a partita ed a me toccava marcarlo quando mi allenavo, per me è stato un insegnamento incredibile. Ho giocato anche con Jerome Allen (a Veroli nel 2008, ndr), un giocatore formidabile, ma anche con tanti giocatori italiani di talento, di livello e che hanno una capacità di lavorare incredibile. Quindi uno in particolare no, ma tanti davvero, perchè sono stato fortunato a poter giocare con tanti grandi giocatori potendo cogliere il meglio da ciascuno”.

Ringraziamo Marco Rossi per la disponibilità e gli auguriamo di concludere positivamente questa stagione.

Ci congratuliamo con Luigi Greco per aver indovinato il personaggio di questa settimana e chiudiamo la rubrica dando il nuovo indizio: “il suo impegno è doppio”.

Per interagire è possibile inserire un commento in calce all’articolo o sulla pagina Facebook della Cestistica nell’apposita sezione dedicata alla rubrica.

Ferdinando Maggio

Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo

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