Il personaggio della settimana: Nelson Rizzitiello

Nelson RizzitielloDifficile scegliere il giocatore a cui dedicare la nostra rubrica questa settimana, essendo tutti papabili nel roster della Poderosa Montegranaro, ma alla fine ha prevalso il cuore e la scelta è caduta su Nelson Rizzitiello indimenticabile protagonista della cavalcata della nostra Cestistica verso la Lega Due nella stagione 2009/2010.

Nelson Rizzitiello è nato a Roma il 4 maggio 1984, alto 198 cm, spazia senza problemi tra i ruoli di 3 e di 4 sul parquet. Ha cominciato la propria avventura cestistica nelle giovanili della Stella Azzurra Roma e proprio nella società capitolina gioca tra il 2003 e il 2005 le sue prime due stagioni in serie B, chiudendo la seconda delle due con 10,3 punti di media. Lasciata Roma nella stagione 2005-2006 si accasa a Jesi, cominciando così il suo lungo viaggio in lungo ed in largo per lo stivale; prima Ancona in serie B1 nella stagione 2006-2007, poi due stagioni consecutive in Sicilia, prima a Patti (B1) e successivamente a Barcellona Pozzo di Gotto (A Dil). Nel 2009 approda alla corte di coach Piero Coen nella Cestistica San Severo, all’epoca targata Mazzeo Giocattoli, dove giocherà l’indimenticabile sfida play off contro la Amori Bologna al Pala Dozza in gara 1 e 2 ed in un gremitissimo Pala Falcone e Borsellino in gara tre e quattro. Negli anni 2010-2011 e 2011-2012 gioca prima a Piacenza e poi a Napoli sempre in A Dilettanti, mentre le due stagioni successive ritorna in Sicilia per vestire la canotta del Trapani prima in serie B (dove consegue la sua migliore media con 16,4 punti ed il 40% da tre) e poi addirittura in A2 Gold, dopo lo scambio di titoli con Scafati. Nel 2014-2015 resta in Sicilia, a Palermo precisamente, dove contribuisce a portare la squadra ai play off. Nel gennaio 2016 ritorna a Roma, questa volta con l’Eurobasket dove riesce a conquistare la A2, mentre il resto è storia recente, comincia l’attuale stagione a Montecatini per passare lo scorso febbraio nelle fila della Poderosa Montegranaro, lanciatissima verso la prima posizione nella regoular season e con cui ha preso parte alla fase finale della Coppa Italia di categoria.

Dopo la partita è stato un vero piacere poter scambiare quattro chiacchiere con il cordialissimo e simpaticissimo Nelson:

D: Hai trascorso un anno a San Severo (stagione 2009/2010) raggiungendo un traguardo storico….Cosa ricordi di quell’esperienza e cosa ti ha lasciato?

R: “Mi resta sicuramente un bel ricordo, ma con l’amaro in bocca, perché quando abbiamo vinto al Pala Dozza eravamo sull’ 1 a 1, in gara 3 e gara 4 c’era una grande cornice di pubblico, eravamo partiti benissimo in gara 3, siamo andati avanti di 20, se non ricordo male, poi loro, uno squadrone, ci hanno ripresi e siamo usciti. Alla fine c’è stato il ripescaggio, ma non è la stessa cosa, pur non essendo quello l’obiettivo di inizio stagione. Comunque giocare qui è stato fantastico, perché è molto sentita la pallacanestro”.

D: Hai giocato in tante squadre, ma da quale esperienza ne sei uscito accresciuto?

R: “Credo che ogni anno mi abbia dato qualcosa, sotto il profilo tecnico, ma anche sotto quello comportamentale. Ho avuto tanto amaro in bocca per le finali perse, ma l’anno scorso finalmente ci siamo riusciti a vincerne una e credo che girando ho potuto davvero imparare in ogni posto qualcosa”.

D: Al contrario, dove ti aspettavi qualcosa in più ed invece sei andato via insoddisfatto?

R: “Le parole le lascio a chi ne ha dette già tante da poco, ma io credo che a parte un paio di squadre non sono andato via insoddisfatto da nessuna parte, perché mi son trovato sempre bene e credo di essere un professionista serio; se gli altri dicono certe cose, forse il mio professionismo non è ben capito, però nomi non ne faccio”.

D: In Coppa Italia non siete riusciti ad arrivare fino in fondo….Cosa e chi temi di più per i prossimi play off?

R: “Innanzi tutto ti ringrazio per ricordarmi le sconfitte (lo dice sorridendo, ndr) …. Parlando seriamente, credo che noi dobbiamo guardare più a noi stessi che agli altri, perché guardare gli altri non ci porta a nulla. Noi siamo una squadra lunga, devo inserirmi ancora del tutto, devo capire le dinamiche, le caratteristiche dei miei compagni, ma ripeto, dobbiamo guardare solo a noi stessi, la squadra è stata costruita per salire e quindi andiamo avanti per arrivare alla final four e giocarcela. In Coppa Italia non siamo stati concreti negli ultimi due quarti contro Orzinuovi, ce lo ricorderemo”.

D: Della tua vita sportiva conosciamo quasi tutto, ci racconti qualcosa della tua vita privata? Cosa ti piace fare durante il tempo libero?

R: “Mi piace molto stare con la famiglia, con mia moglie e con il bambino che è nato. Sono una persona molto tranquilla, mi piace mangiare, quindi qua tra brighelle, caciocavallo podolico, zuppetta, mi son trovato bene anche per questo. Io non amo fare vita mondana, mi piace stare a casa”.

D: Il momento più bello che hai vissuto?

R: “Sicuramente la nascita di mio figlio e il matrimonio. Sono state due cose che ricorderò sempre. Il figlio lo volevamo da tanti anni e dopo quattro è arrivato e ora non si ferma più (sorride emozionato, ndr). Ovviamente ci sono anche tanti ricordi belli vissuti sul campo, però la nascita di un bambino la metti al primo posto, è un pezzo di cuore che si stacca”.

D: E quello più brutto?

R: “Ce ne sono tanti, sicuramente gli infortuni avuti negli ultimi due anni non sono stati dei bei momenti, però ne sono uscito più forte di prima. In ambito privato non ho vissuto tanti momenti brutti, a parte i miei genitori: mio padre non l’ho mai conosciuto perché è morto quando avevo soli due anni e mia madre invece quando ne avevo 18, sono situazioni che ti costringono a vivere un’infanzia diversa da quella che vivono la maggior parte delle famiglie, però non mi piango addosso perché mi ha aiutato a crescere così come il basket”.

D: Hai qualche rimpianto o pensi di aver sempre fatto le scelte giuste?

R: “Rimpiango di aver fatto due scelte andando a giocare in due squadre, se tornassi indietro non lo rifarei, poi per il resto no. Se penso ai risultati conseguiti, sicuramente il non essere riuscito a vincere sul campo, anche se poi il ripescaggio ha fatto raggiungere lo stesso il risultato, vincere sul campo ti da altre emozioni; veder vincere gli altri non è bello".

Chiudiamo la rubrica facendo i complimenti a Michele Gravina che ha indovinato il “personaggio” e dando il nuovo indizio: “tutti in piedi per lui …. alla Bombonera”.

Come ogni volta ricordiamo che potete interagire inserendo un commento in calce all’articolo o sulla pagina Facebook della Cestistica nell’apposita sezione dedicata alla rubrica.

Ferdinando Maggio

Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo

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