Marko MlinarIl personaggio di questa settimana è Marko Mlinar, esperto centro della We’re basket Ortona.

Marko Mlinar è nato a Zara il 24 marzo 1983 ed è alto 201 cm. Cestista di grande esperienza, ha cominciato nelle giovanili della Glaxo Verona che a quei tempi calcava i parquet di serie A. I suoi primi campionati da “senior” li ha giocati a Riva del Garda ed a Latina in B1, nella stagione 2004/2005 si trasferisce a Fidenza, mentre nel 2006 si accasa a Gragnano, la città della pasta, dove riesce a vincere il campionato di B2. Lasciata Gragnano viene in Puglia per vestire la canotta del Ruvo di Puglia dove vi resterà per due stagioni per disputare il campionato di B2. Seguono due stagioni a Catanzaro senza né salire, né scendere di categoria, stagioni in cui conferma le sue ottime doti di rimbalzista ed affina il suo rendimento realizzativo. Nel 2011 va in Abruzzo nelle fila dei biancorossi di Pescara ed anche qui vi resterà due anni e concluderà con una media di 13 punti a partita. Nell’anno agonistico 2013/2014 disputa il campionato croato di A2, per poi ritornare in Italia l’anno successivo, dove trova l’accordo con Udine agli ordini di coach Luca Corpaci. Nel 2015/2016 firma per Scafati alle dipendenze di coach Iovino dove concluderà la stagione con 10,6 punti di media e soprattutto con 12,8 rimbalzi che l’hanno incoronato il miglior rimbalzista della serie B, bissando quanto aveva fatto a Ruvo di Puglia. Quest’anno Mlinar ha trovato l’accordo con la We’re basket Ortona di coach Di Salvatore (e successivamente di Daniele Quilici) in cui, a dir la verità, ha finora trovato poco spazio a causa delle sue cattive condizioni fisiche che ne hanno pesantemente condizionato il rendimento; soltanto 5 presenze in 17 partite disputate e tuttora fermo ai box per il terzo infortunio stagionale.

Marko Mlinar, al termine della partita che ha visto impegnata Ortona al Pala Falcone e Borsellino di San Severo, pur non avendo giocato a causa dell’infortunio, ci ha concesso un’intervista che di seguito riportiamo:

D: Marko, cosa è per te il basket?

R: ”Per me il basket è una passione nata quando ero ragazzo, ho avuto la fortuna di poterne fare la mia professione. Basket vuol dire avere un costante impegno con i compagni di squadra, stare in un gruppo che ti aiuta a crescere anche come persona”.

D: Lo scorso anno sei stato il miglior rimbalzista del campionato. Una gran bella soddisfazione a cui, tra l’altro, sei abituato...

R: ”E’ stato un bell’anno, ho giocato sempre ai vertici come negli anni passati, cosa che purtroppo non sono riuscito a fare quest’anno a causa degli infortuni. Avrei voluto continuare a fare lo stesso anche quest’anno”.

D: Quest’anno invece stai giocando poco, soltanto 5 partite. Quali problemi stai avendo?

R: “Purtroppo per la prima volta da quando gioco sto avendo tanti problemi fisici, ho avuto tre infortuni, penso di aver avuto una grandissima sfortuna quest’anno. Mi dispiace di non aver potuto dare il mio contributo alla squadra”.

D: Ortona ha forse meno punti in classifica rispetto a quelli che ci si aspettava. Solo sfortuna?

R: “Direi che la sfortuna fa tanto, perché io sono stato abituato a dare una mano nelle squadre in cui ho giocato e ad Ortona la mano non l’ho data per niente. La società ha puntato su di me ed io non ho potuto giocare a causa degli infortuni e questa è una delle cause”.

D: Cosa pensi di San Severo e del suo pubblico?

R: “San Severo ha sempre avuto un buon pubblico, sempre caloroso, ma sempre corretto. Son venuto a giocare qui con squadre con cui c’era della rivalità sportiva come Gragnano e Ruvo, però è sempre rimasto tutto nella correttezza e questo è importante. Mi porterò sempre dietro quello che ho vissuto in quelle partite su questi campi caldi e unici per la categoria, perché San Severo è forse l’unica squadra nella categoria che riempie un palazzetto così grande”.

D: All’andata Svoboda ci ha detto che come hobby fa lampade. Tu hai un hobby particolare?

R: “Il mio hobby è tutto ciò che riguarda il mare e quando vado in Croazia mi diletto a pescare. In particolare mi piace uscire in barca, però mi piacciono tutti i tipi di pesca, tranne subacquea per la quale non sono attrezzato”.

D: Dopo un anno nella serie A2 croata sei tornato in Italia: Udine, Scafati e Ortona nell’ordine; pensi di concludere la carriera in Italia?

R: “Adesso mi devo principalmente riprendere da quest’infortunio, poi devo anche considerare che ho due figli che dovranno andare a scuola ed avevo preventivato di tornare in Croazia, però penso che sia giusto che io continui a giocare ancora a basket, per la passione che ho; il basket è stato la mia vita e quindi voglio continuare a farlo non foss’altro che per passione”.

Ringraziamo Mlinar per averci concesso l’intervista e gli auguriamo un pronto rientro sui campi di basket per poter esprimere ancora il suo valore.

Seconda settimana consecutiva in cui i nostri lettori non hanno indovinato il personaggio; per la prossima, invece, proponiamo il seguente indizio: ha giocato in ben due piazze dove scorre e sfocia l’omonimo fiume.

Come di consueto potete interagire scrivendo il vostro commento (giocatore e nesso con l’indizio) in calce all’articolo oppure sulla pagina facebook della Cestistica all’interno dell’apposita sezione dedicata alla rubrica.

Ferdinando Maggio

Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo

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