Il personaggio della settimana: Alessandro Procacci

Alessandro ProcacciIl “personaggio” della nostra rubrica per questa settimana è Alessandro Procacci (foto: Aurelio Castellaneta), talentuoso playmaker che veste la canotta del CUS Jonico Taranto fresco player della sfida del PalaMazzola contro l’Allianz.

Alessandro Procacci è nato a Roma il 2 febbraio 1994, è alto 184 cm e pesa 80 kg.

Inizia a masticare pallacanestro nella SAM Roma con la cui canotta disputa il suo primo campionato in DNC nella stagione 2010/2011. Successivamente si trasferisce a Montecatini dove disputa sia il campionato di DNB, sia il campionato under 19 arrivando anche alle fasi finali. Nel 2012/2013, in doppio tesseramento, gioca in DNB con Castelfiorentino e il campionato giovanile con la Monte Paschi Siena prendendo parte ancora una volta alla fase finale e conquistando il terzo posto. Nel 2013 compie il salto di categoria firmando per la Leonessa Brescia di coach Martelossi in A2, classificandosi all’ottavo posto al termine della regoular season. Nelle due stagioni seguenti, vale a dire 2014/2015 e 2015/2016 si trasferisce nelle Marche, sempre impegnato nel campionato di A2, giocando prima con Jesi e poi con Recanati. Quest’anno coach Giovanni Putignano non si è fatto sfuggire l’occasione di accaparrarsi le sue prestazioni e così è approdato alla sua corte con il CUS Taranto.

Buon tiratore dall’arco dei 6,75, possiede un ottimo cambio di velocità e di progressione in palleggio , ma soprattutto è un gran difensore.

Durante il campionato in corso ha avuto modo di stabilire il suo high mettendo a referto ben 27 punti nella vittoriosa partita casalinga contro il Basket Rimini CRABS, migliorando il suo precedente di 25 punti risalente alla stagione 2012/2013 ottenuto con la maglia di Montecatini, ma nelle giovanili. Sempre nella corrente stagione è, finora, il terzo miglior realizzatore della sua squadra con una media di 12,6 punti a partita al giro di boa.

Alessandro vanta anche una buona esperienza a livello di nazionale essendo stato convocato nell’under 16 di Gaetano Gebbia nell’anno 2010, nell’under 18 (2011 e 2012) di Andrea Capobianco e, infine, nell’under 20 di Stefano Sacripanti nel 2014. Particolare l’esperienza vissuta da Procacci il 12 luglio 2012 con la Nazionale giovanile: ha giocato a bordo della portaerei Cavour un match di beneficenza contro la Svezia.

Raggiunto telefonicamente il nostro “personaggio”, che ringraziamo per la sua disponibilità, così come ringraziamo Luca Fusco dell’ufficio stampa del CUS Jonico Taranto per averci consentito di realizzare l’intervista, gli abbiamo rivolto qualche domanda:

D: Nonostante la tua giovane età hai già vissuto importanti esperienze, qual è il tuo obiettivo primario?

R: "Il mio obiettivo è di arrivare più in alto possibile, io credo che la serie A degli italiani sia la A2, quindi mi propongo di arrivare a giocare in A2, poi non so se arriverò più in alto, ma l’obiettivo primario è quello".

D: Vivendo tante esperienze hai avuto diversi allenatori, ce n'è uno a cui sei particolarmente legato? Se si perchè?

R: "No, non c’è nessun allenatore a cui sono particolarmente legato, però ognuno di loro mi ha lasciato un bagaglio che porto dietro e di cui faccio tesoro ogni anno. In effetti mi accorgo, anno dopo anno di avere un qualcosa in più rispetto all’anno precedente. A Roma sono cresciuto con Roberto Castellano, il mio primo allenatore, ma ripeto, non ce n’è uno in particolare di cui posso dire esserci un legame particolare".

D: Oltre a giocare in importanti squadre di A2 hai giocato con le nazionali U16, U18 e U20; quali emozioni riserva vestire la canotta azzurra e quanto pesante è indossarla?

R: "Sono grandi emozioni, sono grandi soddisfazioni e sono belle esperienze. Spero che tutti i giocatori possano provarle almeno per una volta perché è bellissimo. Sicuramente è una responsabilità quella di rappresentare la tua nazione, seppur a livello giovanile, senti il “peso” di dover fare bene".

D: Con la maglia azzurra della Nazionale giovanile hai vissuto un particolare evento contro la Svezia sulla portaerei Cavour, ci racconti com'è stata quell'esperienza? Una location sicuramente singolare....

R: "Una grande manifestazione di cui mi rimarrà un ricordo indelebile perché in Italia è stata la prima volta che si è giocato su una nave, la portaerei Cavour appunto, c’era Dan Peterson, c’era Dino Meneghin, tante persone importanti che partecipavano a questo evento. E’ stata una partita emozionante e piena di soddisfazioni".

D: Dopo la portaerei Taranto è rimasta così tanto nel tuo cuore che hai deciso di andarci a Giocare...anche questa una strana coincidenza ed un segno del destino...

R: "Questo è vero anch’io l’ho ricollegata a quell’esperienza, però la vita è fatta così, ti capitano cose che non ti aspetti; magari un anno giochi contro una squadra e quello dopo ti ritrovi a farne parte. E’ stata una coincidenza a cui associo questo ricordo molto bello che mi porterò per sempre".

D: Siamo al giro di boa del campionato. Taranto è un po' indietro in classifica, cosa ti aspetti dal girone di ritorno?

R: "Dobbiamo cominciare a essere molto più solidi e convinti, anche nel modo in cui approcciamo le partite, perché il girone di ritorno è molto importante perché determinerà se rientri nei play out o nei play off. Mi aspetto come minimo di vincere lo stesso numero di partite del girone di andata e comunque non perdere partite come quella di Ortona per soli due punti. In definitiva mi aspetto di vincere contro le squadre al nostro livello, con cui ci giochiamo lo scontro diretto e poi magari vincere con qualche big".

D: Avere un giocatore come Roberto Chiacig in squadra, seppur non ricopra il tuo stesso ruolo, cosa insegna?

R: "Lui è un veterano, ha il suo modo di allenarsi, la sua personalità, le sue abitudini e quindi è sicuramente un esempio vederlo giocare ed averlo affianco durante gli allenamenti e poi l’impegno che mette e quello che riesce a fare ancora, alla sua età, da degli stimoli in più".

D: Raccontaci un po' di te al di fuori dai campi di basket: come trascorri il tuo tempo libero?

R: "Studio psicologia, sono al secondo anno, e sto con una ragazza a cui, quando mi è possibile, dedico il mio tempo; quindi studio e amore principalmente e possibilmente un po’ di svago vedendo qualche film".

Nessun nostro lettore ha indovinato il “personaggio” di questa settimana, ma siamo certi si rifaranno la prossima; l’indizio è: Tutti sanno di che “pasta” è fatto….

Potete interagire inserendo un commento in calce all’articolo o sulla pagina Facebook della Cestistica nell’apposita sezione dedicata alla rubrica dando una motivazione sulla scelta.

Ferdinando Maggio

Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo

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