Federico-IngrossoQuesta settimana abbiamo scelto Federico Ingrosso, cestista in forza alla Nuova Pallacanestro Monteroni, per la nostra rubrica “il personaggio della settimana”.

Federico Ingrosso è nato a Galatina il 5 aprile 1994, è alto 190 cm e gioca nel ruolo di guardia.

Ha maturato la propria esperienza cestistica quasi interamente nel Monteroni, squadra in cui milita sin dalla stagione 2013/2014 disputando sempre campionati di serie B. Nella stagione 2011/2012 ha giocato nel Taranto in serie D, per poi passare l’anno successivo al New Basket Lecce in serie C regionale. Il vero salto lo compie nella stagione 2013/2014 quando accetta, appunto, la chiamata della Nuova Pallacanestro, squadra nella quale è diventato un punto di riferimento e su cui la società punta.

Ingrosso ha una buona fisicità, riesce ad attaccare il canestro non disdegnando il tiro dall’arco dei 6,75. Il suo best lo ottiene nella stagione 2014/2015, nella vittoriosa partita casalinga contro l’Ambrosia Bisceglie (91-85), mettendo a referto 23 punti. Lo scorso anno ha incrociato il cammino dell’Allianz per due volte, alla nona giornata a San Severo (93-80 per la Cestistica) realizzando 8 punti ed alla ventiquattresima a Monteroni (76-67 per i salentini) con 15 punti e 8 rimbalzi all’attivo.

Federico, che ringraziamo, dopo la partita del Pala Falcone e Borsellino, ha accettato di scambiare quattro chiacchiere.

D: Quali obiettivi ti poni, quest’anno e per il futuro?

R: "Quest’anno, visto che siamo una squadra molto giovane, voglio prendere più leadership dalla squadra e crescere come giocatore per aspirare più in alto nei prossimi anni."

D: A quale giocatore ti ispiri, se ce n’è uno, e perché?

R: "Questa è la classica domanda; io mi ispiro sempre a Michael Jordan perché è il top nel mondo, se invece devo parlarti di un giocatore europeo, allora ti dico Diamantidis (Dimitris, ndr), giocatore che ha militato nel Panathinaikos ed è sempre stata una bandiera per la sua squadra. Diamantidis è un giocatore soprattutto mentale, fa girare la squadra, segna e ha molte responsabilità e anche a me piace far giocare la squadra e prendere le mie responsabilità."

D: Lo scorso anno siete partiti molto bene, anche grazie all’importante contributo che diedero Mocavero e Yancarlos; quest’anno, invece, un po’ di sofferenza, fatta eccezione contro Porto Sant’Elpidio. Pensi che il roster allestito sia allo stesso livello di quello della passata stagione?

R: "Noi quest’anno siamo una squadra totalmente diversa da quella dell’anno scorso, perché avevamo molti giocatori di riferimento, invece quest’anno la società ha investito su un progetto giovane quindi puntiamo a crescere soprattutto, ma nello stesso tempo vogliamo giocare bene per affrontare squadre come San Severo che lottano per la serie A."

D: Quanto ti senti importante per questa squadra e quanto pensi sia importante la squadra per te?

R: "Secondo me questi due aspetti sono allo stesso livello, nel senso che io devo essere importante per loro e loro devono essere importanti per me, però credo di avere una certa leadership in questa squadra in cui credo di essere importante."

D: Hai un tuo rituale scaramantico che attui prima di entrare sul parquet?

R: "Ce ne sono tanti, però il primo in assoluto, prima di entrare in campo, è di toccarmi tre volte i piedi. E’ un rito che mi è venuto così, l’ho fatto la prima volta e da allora lo ripeto sempre."

D: Ho letto di te che sei stato strappato al calcio, è vero? Ci racconti come è andata?

R: "Ho una famiglia di calciatori, mio zio ha giocato in serie A, mio padre in eccellenza ai vecchi tempi. Io ho iniziato con la palla da basket in mano, ma mi hanno sempre detto che avevo dei buoni piedi."

D: Cosa fai nel tuo tempo libero?

R: "Da due anni a questa parte sono molto concentrato sulla mia ragazza, comunque mi piace uscire con gli amici, mi piace giocare con la play station, mi piace uscire col mio cane e ho molto piacere nel prendermi del tempo libero per fare altro."

D: Ci racconti un aneddoto, un episodio particolare, vissuto in partita che ti ha lasciato il segno? Un episodio di fair play o al contrario di scorrettezza, anche verso o da parte del pubblico?

R: "Giocavo in serie D a Lecce e ricordo che siamo andati in trasferta a Castellaneta, un palazzetto molto caldo, forse anche più di San Severo, anche se con molta meno gente. In quell’occasione vincemmo all’ultimo secondo con un tiro da tre di un mio compagno di squadra e ci fu un’invasione di campo, con botte, spintoni, addirittura utilizzo di mazze. Siamo stati costretti a rinchiuderci nello spogliatoio fino a mezzanotte per poi essere scortati dalla polizia fino a Lecce. E’ un episodio che ricordo ancora bene per quanto è stato brutto, io avevo solo 15 anni e c’erano ragazzi ancor più piccoli di me. La cosa più brutta è stata vedere gente adulta prendersela con dei bambini."

Ancora una volta, la seconda consecutiva, tocca fare i complimenti a Roberto Di Mauro che ha nuovamente indovinato il personaggio. Per la prossima settimana, invece, proponiamo il seguente indizio: l’han chiamato a visitare un trullo.

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Ferdinando Maggio

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