Diego TorresiProsegue il nostro appuntamento settimanale con la rubrica “il personaggio della settimana”, dedicata questa volta a Diego Torresi, giocatore della Malloni Porto Sant’Elpidio.

Diego Torresi è nato a Sant’Elpidio a Mare (FM) il 29 maggio 1992; alto 200 cm per 100 kg di peso, gioca nel ruolo di centro.

Una carriera legata alla società elpidiense, nella quale gioca sin dalla stagione 2011/2012, di cui è diventato una colonna, il punto di riferimento e capitano. Nel suo anno di esordio in terra marchigiana Diego ha giocato 26 partite realizzando quasi 5 punti di media, con il suo best score di 14 punti contro Orvieto. L’anno seguente migliora il suo rendimento con una media a partita di 7 punti e porta il suo high a quota 18 nella partita contro Imola. Nel mese di marzo 2015 il lungo elpidiense riporta un grave infortunio nella partita che vede opposta in trasferta la sua Porto Sant’Elpidio al CRABS Rimini; nel corso dell’incontro si rompe il perone della gamba destra e sarà costretto a finire anzitempo la stagione. L’anno successivo lo vede protagonista di una doppia sfida contro la nostra Allianz; i gialloneri si impongono in entrambe le occasioni  (70-88 a Porto Sant’Elpidio e 85-57 al Pala Falcone e Borsellino) e Torresi realizza 6 punti, accompagnati da 11 rimbalzi, all’andata e 10 punti al ritorno. Ma la stagione 2015/2016 è anche quella in cui migliora il suo record di punti realizzati in una partita e lo fa alla grande contro Montegranaro refertando 22 punti che, però, non serviranno alla causa dei bianco blu usciti sconfitti per 59-79.

Dopo la partita di domenica vinta (ahinoi) contro la Cestistica, Diego Torresi si è sottoposto alle nostre domande. Ne è emerso un quadro di un ragazzo con dei grandi valori umani che ne fanno un personaggio con la P maiuscola al di la del suo impegno sul campo di basket:

D: Sei molto vicino al basket elpidiense, dai bimbi del minibasket fino a tutti i tifosi. Sei anche capitano della squadra, ce ne vuoi parlare un attimo?

R: “Porto Sant’Elpidio è stata sempre una piazza che ha viaggiato a questi livelli. Ricordo quando ero piccolo che anche contro San Severo sono state bellissime partite; io sono cresciuto sempre con quell’atmosfera del palazzetto caloroso, incandescente quando io facevo parte dei ragazzetti che venivano a sostenere la squadra. A me piace molto San Severo perché a livello di calore è una di quelle piazze che veramente ce ne sono una su un milione. In molti campi dove vai a giocare ci sono 30/40 persone, non c’è quel calore, quell’attaccamento alla maglia che magari sta a Porto Sant’Elpidio, a San Severo, a Matera e poche altre parti. Aver ricevuto i galloni di capitano per me è la realizzazione di un sogno, esserlo nella squadra della mia città a 24 anni per me è una grande soddisfazione.”

D: lo scorso anno donasti la tua maglia ad un ragazzo dei black devils, quest’anno i black devils ti hanno onorato con un coro a fine partita. C’è amore con una tifoseria oltre che storica anche calda e non proprio della tua zona.

R: “C’è innanzi tutto grandissimo rispetto. Per quanto riguarda l’amicizia, io mi sono sentito in dovere a fine partita lo scorso anno quando vidi che tutto il palazzetto a un minuto dalla fine ci applaudì, applaudì il nostro coach all’ultima sulla nostra panchina prima di ritirarsi. Quello è stato un gesto bellissimo, perché ha fatto capire che da parte della piazza di San Severo, oltre che al calore che spinge l’adrenalina a mille, c’è una grande sportività e un gran senso della cultura cestistica. Poi tutto si è consacrato quando venni a fare da padrino alla cresima di Leo (Ciribeni, ndr).”

D: Il padrino era l’indizio che abbiamo dato ai lettori per indovinare il personaggio della nostra rubrica.

R: “Per me Leonardo Ciribeni è stato un grande amico di infanzia, siamo cresciuti insieme, quando eravamo ragazzini giocavamo insieme a pallacanestro, per strada, abitavamo nello stesso quartiere. Con Leo abbiamo fatto i primi passi nella pallacanestro, siamo andati insieme a Pesaro alla Scavolini. Insomma Leo per me è come un fratello, quando torna su stiamo sempre insieme.”

D: I sogni di un atleta giovane dalle grandi potenzialità e i sogni per la tua Porto Sant’Elpidio

R: “I miei sogni vanno molto controcorrente, rispetto ai sogni di qualsiasi giocatore che sta qui. Qui tutti ambiscono a fare il salto di qualità, ambiscono a giocare sempre meglio per chiedere, magari il prossimo anno, sempre più soldi, a me basta onorare il ruolo di capitano ogni partita, ogni stagione. Io do l’anima per la maglia che indosso e devo essere sincero, a meno che non ci sia la chiamata da parte di una/due piazze, ma non per una questione economica, ma per una questione di calore, io da Porto Sant’Elpidio non mi muoverei mai.”

D: Fortemente attivo nel sociale, cosa spinge un ragazzo di 24 anni ad essere così legato ad attività sociali, dando aiuto ai più bisognosi e quindi ai meno fortunati?

R: “Mi spinge la piattezza della generazione d’oggi. Io vedo nel 99% dei miei coetanei un disinteresse su tutto ciò che ci circonda che mi lascia senza motivo, non dico che i ragazzi come molti anni or sono devono partire per andare a combattere al fronte, ma non ci può stare il disinteresse totale per tutto quello che ci circonda. Ti faccio un esempio: se c’è il terremoto ad Amatrice è dovere di ogni ragazzo andare a portare aiuto, di fronte a qualsiasi calamità naturale bisogna prendere e partire. Se c’è una famiglia in difficoltà, chi può deve dare il suo aiuto, perché secondo me c’è da riscoprire quel senso di comunità nazionale che vedo un po’ smarrito in questi ultimi decenni. Bisogna riscoprire quel senso di fratellanza che accomuna i cittadini d’Italia, siano di Porto Sant’Elpidio, di San Severo, di Roma ecc…”

A Diego Torresi ed alla società di Porto Sant’Elpidio un grazie per la disponibilità mostrata nei nostri confronti e per l’accoglienza riservataci.

Questa settimana un bravo va a Roberto Di Mauro, primo ad indovinare il personaggio a cui abbiamo dedicato la rubrica, ma è doveroso ringraziare tutti coloro che hanno inviato la loro risposta. Per la prossima settimana l’indizio è: va oltre il dettaglio. Attendiamo le vostre risposte sia inserendo un commento a margine dell’articolo oppure interagendo su facebook all’interno della sezione dedicata alla rubrica.

Ferdinando Maggio

Intervista di Mario Caposiena

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Continuando a navigare, cliccando qualsiasi link all'interno del sito o semplicemente scrollando la pagina accetti il servizio e l'utilizzo dei cookie.