Simone PepeTerzo appuntamento con il personaggio della settimana dedicato questa volta a Simone Pepe, talentuoso giocatore dell’Amatori Pescara.

Nato a Pescara il 29 marzo 1993 è alto 184 cm e gioca nel ruolo di guardia. Letale il suo tiro dalla distanza, che gli ha consentito di ottenere un buon bottino di punti nello scorso campionato posizionandosi al secondo posto nella classifica marcatori del girone D e nelle primissime posizioni dell’intera serie B.

Una carriera vissuta con la canotta del Pescara che non ha voluto abbandonare neanche quest’anno, nonostante le sirene provenienti anche dalla A2. La sua è stata una scelta di cuore, di legame con il suo territorio. Di Pepe ricordiamo le avvincenti partite dello scorso anno tra l’Allianz e l’Amatori, sia nella regular season (con vittoria sia all’andata che al ritorno di San Severo) che nella semini finale play off che ha visto prevalere la squadra abruzzese per 3-1 (vittoria Allianz in gara 1 a San Severo e poi tris filato dell’Amatori), che si è poi dovuta arrendere in finale alla Poderosa Montegranaro. Simone ha giocato un ruolo fondamentale nella vittoria della serie della sua squadra, dopo i soli 4 punti di gara 1, ha realizzato ben 69 punti in tre partite (23 in gara 2, 29 in gara 3 e 17 in gara 4). Lo scorso anno si è meritato anche la convocazione all’all star game di categoria, tenutosi a Livorno il 9 gennaio 2016, insieme ai nostri Ikangi e Quarisa e dove mise a referto 17 punti, risultando il top scorer nella sua formazione.

Dopo il match contro San Severo, Simone Pepe ha accettato di scambiare quattro chiacchiere, parlando non solo di basket, e per questo lo ringraziamo, così come ringraziamo i dirigenti che hanno autorizzato l’intervista.

D: Nonostante le richieste, provenienti anche dalla A2, hai deciso di rimanere a Pescara, perché? Solo una scelta di cuore?

R: “Sì, prettamente una questione di cuore. Ho scelto così dopo la finale play off dell’anno scorso, per provare a fare meglio quest’anno. Non me la sono sentita di “abbandonare” la squadra dopo una sconfitta.”

D: L’anno prossimo cosa farai?

R: “Sto bene qui, ho un contratto qui e resterò qui.”

D: Quale partita dello scorso campionato ti ha lasciato il miglior ricordo?

R: “Penso proprio gara 4 contro San Severo (ride, ndr), con la bomba alla fine che mi ha dato una grande emozione, ero quasi in lacrime.”

D: Quest’anno avete perso Marco Timperi, andato a Mantova, ma come ti sembra il roster allestito dalla società? Avete comunque mantenuto una buona ossatura rispetto allo scorso anno (tu, Rajola, Bini, Di Donato, Capitanelli)...

R: “La società ha fatto il massimo che poteva fare, ha allestito una squadra molto forte, però dobbiamo capire tutti quanti che non siamo la squadra dell’anno scorso. Non è che andiamo in trasferta a Giulianova o San Severo e ci stendono il tappeto rosso per quello che abbiamo fatto, siamo una squadra diversa e dobbiamo crescere e lavorare tanto, soprattutto sull’atteggiamento, mi ci metto io in primis, altrimenti non possiamo fare niente. Quindi bisogna lavorare ancor di più di quanto lo stiamo facendo.”

D: Cosa pensi di questo campionato? Chi vedi tra le favorite per la promozione? Un tuo pronostico.

R: “Pronostici non ne faccio, però penso ci siano 5/6 squadre, rispetto all’anno scorso, molto molto buone e poi abbiamo visto anche la passata stagione che le prime partite dell’andata sono sempre un tabù, poi le squadre crescono e penso che la più solida arriva fino in fondo. Noi lo scorso anno abbiamo fatto un girone di andata bruttissimo e quest’anno volevamo una partenza migliore anche se non siamo partiti benissimo. Penso quindi che all’inizio pronostici non se ne possono fare, bisogna crescere, ogni squadra lo fa, poi c’è il mercato di gennaio che consente di fare altri acquisti e molte cose cambiano nel giro di 6/7 mesi.”

D: Lo scorso anno hai giocato 6 volte contro San Severo, cosa pensi di questo movimento cestistico (pubblico, società, squadra)?

R: “Io a fine gara 4 a Pescara mi sono sentito di cuore di andare ad applaudire i tifosi di San Severo e non era una presa in giro, come invece è stata interpretata e come molti hanno scritto. L’ho fatto perché la ritengo una grandissima tifoseria, poi durante le partite ci stanno gli sfottò e le parole, però fanno parte del gioco. E’ un movimento bellissimo in cui io mi rivedo, perché ci mettono il cuore, cosa che faccio io in campo. San Severo è una grande società e spero che cresca... magari non quest’anno, ma negli anni a venire (lo dice ridendo alludendo alla concorrenza in campionato, ndr).”

D: Parlaci di te… hai un hobby particolare?

R: “Amo il calcio, sono interista sfegatato... (oggi è andata male, gli ricordo)... ultimamente va sempre male (ride, ndr). Comunque seguo molto il calcio, il Pescara è in serie A; insomma, sono un ragazzo tranquillo, famiglia, ragazza, amici, cinema, niente di esagerato, mi accontento di poco.”

D: Ti saresti mai aspettato di essere il protagonista di una rubrica curata da una società avversaria?

R: “No, non me l’aspettavo, vi ringrazio per questo, mi ha fatto molto piacere. Vuol dire che qualcosa l’anno scorso ho fatto, nel bene e nel male.”

Complimenti a Marco Gabriele che ha indovinato il “personaggio della settimana” e, come di consueto, chiudiamo con l’indizio per indovinare il giocatore che sarà protagonista della rubrica la prossima settimana: per qualcuno a noi vicino è stato “il padrino”.

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Ferdinando Maggio

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