Ariel SvobodaSecondo appuntamento con la rubrica “il personaggio della settimana”; dopo Roberto Chiacig è la volta di Ariel Svoboda, attualmente in forza alla We’re Basket Ortona.

Ariel Svoboda è nato a Buenos Aires, in Argentina, il 12 giugno 1985, è alto 192 cm e pesa 90 kg, gioca nel ruolo di guardia. Temibilissimo dall’arco dei 6,75, distanza dalla quale, con la sua mano mancina, continua a freddare le difese avversarie, non disdegna le giocate all’interno del pitturato. Nasce cestisticamente nel Ferro Carril Oeste, squadra di Buenos Aires; in Argentina vive un’esperienza anche nel Ramos Basquet di Mejia per poi trasferirsi in Italia nel 2004, messo sotto contratto da Novara in LegaDue, dove resta fino al 2006, quando fa ritorno in Argentina nella sua prima squadra. In patria ci resta poco, perché sempre nel 2006 è Latina, squadra nella quale conquista la promozione in LegaDue, ad assicurarsi le sue prestazioni fino al 2009. La stagione successiva va a Barcellona Pozzo di Gotto e gioca due volte contro l’allora Mazzeo San Severo, la prima ad Ortona (campo neutro a causa della squalifica del campo di nove giornate per i fatti di Agrigento) dove si impongono i gialloneri 93-87 ed in cui realizza 16 punti, il ritorno a Barcellona PdG in cui vincono i giallorossi 84-77 e realizza 13 punti. In quell’anno conquisterà ancora una promozione in LegaDue. L’anno successivo resta in Sicilia vestendo la maglia del Trapani dove fa il tris di promozioni in LegaDue; ci resterà fino a tutto il 2013. Nel 2014 approda prima a Treviso e poi ad Osimo, mentre nel 2015 sbarca in Puglia e precisamente alla UDAS Cerignola dove sulla sua strada incontra ancora la Cestistica, questa volta affermandosi in entrambe le occasioni: a Cerignola, all’andata, per 86-81 mettendo a referto 14 punti ed al Pala Falcone e Borsellino, al ritorno, per 90-92 all’over time, realizzando 20 punti. Nella seconda metà del 2015 e nel 2016 gioca, rispettivamente, a Scauri e Biella, prima di accasarsi, a luglio del corrente anno, alla We’re Basket Ortona per affrontare la stagione 2016/2017 nello stesso girone della Allianz San Severo.

L’inizio di campionato non è stato certo fortunato per lui, alla prima, in trasferta contro Porto Sant’Elpidio, ha giocato soli 7 minuti, prima di fermarsi per un infortunio che gli ha impedito anche di prendere parte alla sfida contro i neri di domenica scorsa.

Prima del match di Ortona Ariel si è concesso ad una intervista in esclusiva per noi (per la quale ringraziamo la società We’re Basket Ortona ed in particolare il DS che ha messo a nostra disposizione una stanza riservata per consentirci di svolgere nel migliore dei modi il nostro lavoro) in cui ci ha raccontato tanti aspetti della sua vita sportiva e non:

D: Sappiamo che hai indossato tante casacche, vincendo dei campionati, guadagnando sul campo delle promozioni, vincendo una Coppa Italia DNC a Trapani, ma a quale maglia sei effettivamente più legato?

R: "In effetti devo dire che sia per quanto vissuto sul campo, che fuori e sia per la Città che per la società, sono tre le maglie a cui sono legato. La prima è Latina perché sono cresciuto anche come persona e non solo come giocatore e dove ho avuto molti amici. Poi c’è Trapani, dove ho piantato radici comprando anche casa. Ma anche l’esperienza di Barcellona (Pozzo di Gotto, ndr) è stata intensa, seppur durata soltanto un anno. Ogni posto in cui sono stato mi ha dato qualcosa, anche dove non ho vinto, perché quando ti trovi bene con le persone porti a casa qualcosa di positivo".

D: Pensi, in un prossimo futuro, di poter tornare a giocare in Argentina, o credi di poter concludere la tua carriera in qualche campionato italiano?

R: "Questo non lo so, sinceramente non ci ho ancora pensato, però tornare a giocare in Argentina la vedo ogni anno sempre più difficile. Un paio di anni fa ho avuto la possibilità di tornare a giocare nella mia patria, mi ha chiamato un grande allenatore che ho avuto in passato, ma, per problemi legati alla situazione di Trapani, rischiavo di non poter continuare e quindi ho scelto di rimanere e mi si è aperto un nuovo percorso in Italia. Ripeto, vedo molto difficile tornare a giocare in Argentina, significherebbe ricominciare tutto di nuovo".

D: Quali sono state la tua maggiore soddisfazione e la tua peggiore delusione finora?

R: "La maggiore delusione lo scorso anno a Biella, mi aspettavo di riuscire a fare qualcosa di più, anche perché me l’ero proposto personalmente dopo un campionato di serie C disputato a Cerignola con tutti i problemi avuti. Mi aspettavo anche di avere qualche chance in più a livello di minutaggio, ma forse non l’ho neanche meritata. La soddisfazione più grande, invece, l’ho avuta a Latina. E’ stata un’esperienza importante, avevo una grande responsabilità che sono riuscito a gestire molto bene, anche perché è stato il primo campionato italiano".

D: Le tue considerazioni reali di quello che ti apetti da questo nuovo gruppo, su come si è mossa la società sul mercato e su cosa ci si deve aspettare

R: "Penso che abbiamo una squadra, almeno quando sarà completa (ride facendo riferimento alla sua defezione ed a quella di Mlinar), molto buona, molto equilibrata, che se la può giocare con tutti, ma che ha anche bisogno di prendere ogni partita sul serio perché è un campionato molto difficile, come hanno dimostrato i primi risultati. Quindi dobbiamo crescere piano piano per arrivare più in alto possibile".

D: Cosa pensi seriamente di San Severo?

R: "E' la Bombonera cavolo, una volta mi hanno anche sputato (se la ride). Ma ciò mi piace perchè vuol dire che sentono proprio la partita, la vivono. Ho giocato spesso contro San Severo ed è sempre stata una partita intensa. Ammiro molto quella tifoseria. La squadra, quest'anno, è fortissima, è lunga e penso sarà difficile per tutti vincere contro di voi. Ovviamente, come ho detto prima (campionato molto equilibrato, ndr), bisogna vedere alla fine come si arriva. Conosco bene gli argentini, molto forti, ma anche Morgillo, che sta crescendo molto, e conosco l'allenatore, che è un Signor allenatore. Farete sicuramente un gran campionato".

D: qual è il tuo hobby, se ce l’hai?

R: "Faccio le lampade con le bottiglie di liquore. Le faccio da tre anni, partecipo ad eventi, tra cui anche uno che si è tenuto a Foggia. Ho anche una pagina Facebook (Caparrita Lamps) e sono su Instagram (caparrita_lamps). Magari iscrivetevi e scrivetemi".

A questo punto non resta che congedarci, ma non prima di aver fornito l’indizio per indovinare il personaggio della prossima settimana: “in campo mette tanto del suo nome”.

La settimana scorsa il primo ad indovinare il “personaggio” è stato Fabio Moody Damiani a cui vanno i nostri complimenti.

Ferdinando Maggio

Intervista di Mario Caposiena

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