Luigi-Lamonica.jpgIn occasione dei festeggiamenti per il 50° anniversario della nascita della Cestistica San Severo ed in concomitanza con il big match tra l’Allianz Cestistica Città di San Severo e la XL Extralight Poderosa Montegranaro che si è disputato al Pala Falcone & Borsellino domenica 19 Marzo, è stata consegnata una targa all’arbitro internazionale Luigi Lamonica.

Arbitro di grande carisma, come compete ad un grande arbitro internazionale, Luigi Lamonica, pescarese di nascita, vanta un curriculum di tutto rispetto:

- Finale del Campionato del Mondo Turchia 2010;
- 4 finali ai Campionati Europei (Svezia 2003, Serbia 2005, Lituania 2011 e Slovenia 2013);
- Olimpiadi di Pechino 2008;
- Olimpiadi di Londra 2012;
- 4 finali di Eurolega (2007, 2011, 2012 e 2013);
- Finale di Eurocup;
- 16 finali scudetto;
- 6 finali di Coppa Italia.

Ha, inoltre, scritto anche un libro dal titolo: “Decidere”.

Nel pre-partita ci siamo fermati a parlare con Luigi Lamonica che ci ha gentilmente consentito di pubblicare integralmente il contenuto del nostro colloquio che di seguito riportiamo:

D: Come mai hai scelto di fare l'arbitro?

R: "La mia scelta è nata davvero per caso, come accade tante volte nella vita. Mio padre è stato dirigente di una squadra di basket a Pescara, la quale una volta organizzò un torneo di minibasket, dimenticandosi però di designare gli arbitri. Essendo io il figlio del vicepresidente, mi fu chiesto di arbitrare... e da lì è partita la mia avventura".

D: Dura vita, quella dell'arbitro... Quando sbaglia un giocatore spesso lo si perdona, quando invece sbaglia l'arbitro mai... Perchè?

R: "Perchè noi siamo coloro che dovrebbero essere i 'deputati delle regole'. E' verissimo il fatto che non dovremmo mai sbagliare, ma come per qualsiasi attività umana, può succedere... gli unici che non sbagliano mai sono quelli che non fanno niente. Noi arbitri dobbiamo prendere tante decisioni in una partita, il nostro è uno sport molto veloce, uno sport di contatto: se si dovesse fischiare ogni volta interpretando esattamente ciò che dice il regolamento, diventerebbe complicatissimo... Se i giocatori non sbagliassero come invece succede a noi... sarebbero tutti dei campioni!".

D: Sei diventato un arbitro internazionale. Che differenza c'è tra arbitrare un incontro nazionale ed uno internazionale, sia a livello emotivo che a livello tecnico?

R: "La prima grande differenza è che quando sei all'estero, sei lontano dal "vortice" dei media. Ad esempio, se sei chiamato ad arbitrare ad Atene, non conosci l'ambiente, ciò che ne scrivono i giornali, nè i risultati sportivi della squadra. In Italia invece, bene o male si viene a conoscenza di varie situazioni: se nella partita precedente ci sono state polemiche o critiche, oppure statistiche del tipo: quante volte la squadra di casa o in trasferta ha vinto con te come arbitro, come ti sei comportato nelle occasioni precedenti, se hai commesso qualche errore più o meno eclatante... Tutto ciò all'estero non avviene, soprattutto in Eurolega che credo sia, dopo l'NBA, uno dei tornei di livello più alto nel mondo; la grande differenza è che in Eurolega tutte le squadre hanno in rotazione almeno 12 giocatori, la maggior parte dei quali in Italia sarebbero tranquillamente titolari, forse non in tutte le squadre di serie A, ma comunque in tante di esse. Ciò comporta, a livello fisico, una preparazione ancor maggiore, poichè sono partite molto intense, velocissime e mai scontate: può benissimo capitare che la prima in classifica possa perdere contro l'ultima, o può succedere molto più frequentemente che una squadra riesca a rimontare 20 punti di svantaggio, proprio perchè le squadre che vi partecipano hanno giocatori di altissimo livello in tutte le rotazioni".

D: Quindi paradossalmente c'è meno pressione a livello internazionale che a livello nazionale...

R: "Esatto. Soprattutto perchè non c'è lo stesso impatto mediatico tra TV, giornalisti e media in generale. Inoltre anche la diversità della lingua aiuta, poichè molto spesso non si riesce neanche a comprendere cosa viene detto in campo o ciò che è scritto su un giornale a riguardo, di conseguenza si va ad arbitrare con molta meno pressione addosso".

D: Qual è stata la tua maggior soddisfazione?

R: "Senza dubbio la designazione per le Olimpiadi, che credo rappresentino il massimo traguardo per ogni sportivo, senza contare che già solo partecipare alla Cerimonia di Apertura di un'Olimpiade è un'esperienza molto emozionante".

D: Quale invece la tua maggiore delusione?

R: "Per fortuna posso dire di non averne avute finora, se lo dicessi sarei cattivo... l'arbitraggio mi ha dato tanto nella vita, non posso certo parlare di delusioni".

D: Cosa consiglieresti ai giovani arbitri: a coloro che si sono appena affacciati al mondo arbitrale e a coloro che vorrebbero avvicinarsi...

R: "A coloro che vorrebbero avvicinarsi al mondo arbitrale dico che ci sono tanti attori protagonisti in campo: c'è il giocatore, c'è l'allenatore... e c'è anche l'arbitro. Io credo di aver fatto una carriera bellissima, arbitrando praticamente ovunque in Europa, visitando posti, paesi e conoscendo persone che altrimenti non avrei mai conosciuto. Arbitrando ho avuto ad esempio la possibilità di visitare la Grande Muraglia cinese (che altrimenti forse non avrei mai visto nella mia vita), o ancora la Nuova Zelanda... almeno da questo punto di vista, credo di essere stato un privilegiato. Sono riuscito a fare nella vita ciò che davvero mi piaceva, avendo un ruolo attivo nel mondo della pallacanestro, quindi non posso che essere soddisfatto. Ai giovani arbitri dico invece che niente è facile nella vita: si può avere anche un grande talento, ma se non ci si impegna, non ci si prepara, se non si è capaci di imparare dai propri errori diventa davvero molto difficile affermarsi. Nello sport, come nella vita di tutti i giorni, vale lo stesso principio: innanzitutto, ci vuole impegno".

Ricordiamo che a fine premiazione Gigi Lamonica ha regalato una sua maglia al giovane arbitro sanseverese Nicola Crudele, quale auspicio per una brillante carriera arbitrale. L’Allianz Cestistica Città di San Severo ringrazia la disponibilità e la grande umanità mostrata da Gigi Lamonica, da oggi entrato a pieno titolo tra gli amici della nostra società.

Ferdinando Maggio

Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo

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