Abbiamo voluto cominciare il 2018 con una intervista che facesse conoscere più da vicino il Presidente dell'Allianz Cestistica Città di San Severo Amerigo Ciavarella. Gli abbiamo chiesto di raccontare la sua passione per il basket, le sue ambizioni, ma anche le difficoltà con cui ci si deve scontrare in una piazza come quella di San Severo.
 
D: Quanto è grande la tua passione per il basket?
 
R: "Sempre troppa! Mi sono lasciato prendere e oramai sono da più di dieci anni nell'ambiente cestistico sanseverese, e quando non ci sono partite vado in crisi di astinenza... Per questo devo dire grazie a mio figlio!"
 
D: In che senso? Spiegaci meglio...
 
R: "Diversi anni fa Milutin (Petrovic, ndr) notò mio figlio Fabrizio, allora poco più che adolescente, e lo portò con sé a giocare a basket. Ho potuto apprezzare direttamente come lo sport possa essere utile nella vita dei ragazzi, ed in particolare i valori positivi che nel tempo ha trasmesso a mio figlio. Da quel momento mi sono ripromesso di dare una mano a tanti altri ragazzi e ragazze di San Severo attraverso il basket, di formarli e di farli socializzare, di farli uscire di casa per portarli in un ambiente sano come può essere una palestra. Poi a poco a poco mi sono avvicinato alla prima squadra pur continuando a seguire e a mantenere vivo l'amore per il settore  giovanile."
 
D: Cosa ti ha spinto ad intraprendere questa avventura con la Cestistica, soprattutto in tempi così difficili, per l'economia in generale e per il basket in particolare?
 
R: "Come molti sanno, nella stagione 2013/2014 ero presidente dell'Alius, che aveva appena vinto il campionato con la promozione in serie C. Nello stesso periodo, la Cestistica viveva una stagione societaria complicata, che l'ha portata a non concludere il campionato. In quel momento mi fu proposto di prendermi in carico la rinascita della squadra giallonera a San Severo, provando però a non farlo da solo, ma insieme a vecchi e nuovi soci. Dapprima fui titubante, ma poi conosciute le persone e condiviso il progetto siamo andati avanti, ed ora eccoci qua... Il progetto sta andando bene perché si è creato un clima di profonda fiducia tra i soci, e "purtroppo" hanno visto in me la persona che potesse essere all'apice di tutta l'organizzazione. Il purtroppo è riferito al fatto che al di là delle responsabilità e dei soldi che ognuno di noi investe, l'essere presidente richiede più tempo ed energie da dedicare, e a volte ne sento il peso. Però il progetto è valido e ci sono basi solide, economiche  e morali, e finché il gruppo dei soci rimarrà tale si andrà avanti senza nessun problema".
 
D: Sei un imprenditore affermato e molto impegnato, come riesci a conciliare attività imprenditoriale, basket e famiglia?
 
R: "In questo momento sono ampiamente supportato dalla presenza in azienda dei miei tre figli, che sono subentrati a pieno regime e quindi con la loro presenza e con una buona organizzazione societaria si riesce a gestire con maggiore tranquillità le cose. Messa in sicurezza l'azienda, posso dedicarmi con più serenità alla Cestistica, ma evidentemente non sono solo. Non dimentichiamoci che abbiamo un ottimo e sempre presente direttore sportivo, così come un vice Presidente ed un segretario ognuno dei quali fa il proprio e quindi riusciamo a portare avanti il tutto con la giusta divisione dei compiti. A questi vanno aggiunto gli altri soci, che non fanno mai mancare il proprio supporto non solo economico, le varie persone che gratuitamente ci danno una mano, e sto parlando degli staff logistica, sicurezza e comunicazione. Tutte persone che per passione rendono possibile e grande il basket a San severo. Quando c'è organizzazione tutto diventa più semplice e più fluido".
 
D: Sono quattro anni di importanti successi, quando hai cominciato pensavi davvero potesse andare così?
 
R: "Devo essere sincero, quando siamo partiti, considerando il gruppo di soci, ero sicuro di poter far bene. Dirò di più, se non fossi stato sicuro di far bene nel tempo non mi sarei cimentato. Avendo avuto già esperienze in una categoria minore e, ricordo, anche come socio di Raffaele Mazzeo negli anni d'oro della Cestistica, conoscendo bene l'ambiente del basket e, ribadisco, avendo la conoscenza personale degli altri soci, tutti entusiasti, ero e sono tranquillo".
 
D: Quanto ritieni sia importante avere un buon vivaio per una società sportiva?
 
R: "E' indubbio che avere un vivaio per una società sia molto importante e noi ci stiamo provando da diversi anni, anche se al momento i risultati non sono uguali agli sforzi profusi. In realtà, a mio avviso, ci sono un paio di handicap. Il primo è la mancanza di voglia di sacrificio da parte dei ragazzi e questo è un fenomeno condiviso con tutti gli sport; infatti non ci sono più talenti italiani nel tennis, nel basket e anche nel calcio. In secondo piano un altro problema è dato dal fatto che, pur volendo fare reclutamento di giovani talenti, come fanno società importanti quali Bologna, Roma e altre, noi viviamo in un posto in cui non c'è l'università, in un centro piccolo che non ha appeal a livello sociale e di vissuto, e questo amplifica le difficoltà nel reclutare ragazzi non residenti in zona. Per quanto riguarda i ragazzi dell'interland, ci dobbiamo scontrare con rivalità ataviche tra le società, anche se da quest'anno qualche segnale positivo si è visto. Intanto ringrazio tutti i dirigenti e gli allenatori di Progetto Cestistica per il grande lavoro che stanno facendo, i risultati sicuramente arriveranno. A proposito, quest'anno vedere ragazzi di San Severo esordire in prima squadra mi ha dato una gioia e una soddisfazione enorme".
 
D: Vuoi lanciare un messaggio agli imprenditori locali di avvicinarsi di più allo sport e magari al basket? Perché dovrebbero farlo?
 
R: "Il messaggio lo lanciamo tutti i giorni, perché cerchiamo di far avvicinare tanti altri al mondo del basket, ma con tutte le difficoltà del momento non è semplice. Tuttavia stiamo lavorando per far capire che investire nel basket e nello sport in generale, anche se non porta un ritorno diretto per se stessi, fa bene al territorio, il nostro territorio, cercando di portare in alto il nome della nostra San Severo che invece spesso occupa le pagine dei giornali per altri episodi poco piacevoli. In questi giorni siamo andati su tante testate giornalistiche e telegiornali, locali e nazionali, per il nostro record di vittorie consecutive. Penso abbai fatto piacere a tutti e bene alla città. E' ovvio che nello sport non ci siano dei ritorni economici per chi investe, ma il territorio può guadagnarci tanto e quindi di conseguenza ognuno di noi. Purtroppo non tutti capiscono questo".
 
D: Visti i risultati di quest'anno un pensierino alla "A" lo stai facendo, lo state facendo come società?
 
R: "Lo scorso anno siamo partiti in maniera ambiziosa ed abbiamo visto tutti che le cose non sono andate come speravamo. Quest'anno siamo partiti in sordina, con un nuovo allenatore, che ci sta dando tanto entusiasmo, con una squadra che ci sta dando ottimi risultati. Chiaramente non sappiamo come andrà a finire la stagione, e non vogliamo neanche pensarci, non fosse altro per scaramanzia, ma se dovesse succedere... Noi come società ci siamo mossi da tempo, perché da buoni imprenditori quali siamo ci piace programmare, ma senza proclami. Stiamo cercando uno sponsor principale che abbia interesse ad un palcoscenico nazionale e che abbia la passione per il basket e per il nostro territorio. Qualora non ci fosse però, la famiglia Pazienza, nostro main sponsor, a cui siamo e saremo eternamente grati per il sostegno dato alla Cestistica in questi anni, gli attuali soci e sponsor, ci hanno già garantito un apporto superiore, che ci consentirà di poter affrontare il più impegnativo campionato, con l'obiettivo, ovviamente, della salvezza. Consentitemi però di stimolare un poco anche i tifosi, che chiedono a gran voce il salto di categoria. Saranno disposti a seguirci e a riempire il palazzetto? O avremo la fila di richieste di ingressi omaggio? Ognuno deve fare la propria parte: ovviamente noi la faremo, ma anche il tifoso deve pagare il biglietto contribuendo con quello che può allo spettacolo a cui assiste. Qui vedremo quanto la gente crede veramente e quanto ci tiene, quanti abbonamenti faremo, quanti striscioni di sponsor continueremo a trovare per i prossimi anni. Se avremo riscontro proseguiremo, se invece non lo avremo, ci saremo divertiti uno o due anni e ricominceremo da un campionato minore, non lasciando mai San Severo senza basket, questo ci tengo a puntualizzarlo".
 
D: In ultimo ti lascio dire qualcosa sul pubblico, quanto è importante e quanto è necessario averlo sempre più numeroso.
 
R: "Stiamo facendo di tutto per portarlo, ma devo dire con franchezza ci aspettavamo qualcosa in più, anche alla luce dei risultati che questa squadra sta dando. C'è una piccola crescita rispetto allo scorso anno, ma non basta. Magari qualcuno dice che non si diverte perché la squadra è troppo forte, ma non è una valida scusa, anzi. I più cattivi dicono che non diamo più ingressi omaggio o che forse abbiamo un ottimo servizio di sicurezza e quindi bisogna pagare il biglietto, ma queste sono le male lingue (risata ndr). Avere il Palasport gremito aumenta l'entusiasmo, la passione, le pubblicità, gli incassi, consentendo di continuare a lavorare bene. Tornando al discorso di prima, vedremo come il territorio risponderà e come cercherà di aiutare gli sforzi dei soci, dopo di che tireremo le somme. Noi ci aspettiamo risposte concrete dal territorio, non possono esserci aziende agricole importanti della zona che si tirano indietro di fronte alla possibilità di avere pubblicizzati i loro prodotti in tutta Italia, con la possibilità seria di estendere il loro mercato ed avere invece aziende che magari non hanno interesse che ci stanno aiutando e che ringraziamo. Continuiamo la ricerca, non molliamo, magari dopo questa intervista qualcuno si fa avanti da solo...".
 
A questo punto attendiamo la risposta dei nostri tifosi già a partire dalla gara casalinga contro il Pescara di Stefano Rajola, perché insieme si cresce, insieme si può andare lontano e far sentire a tutti ancor più forte il grido "FORZA NERI".
 
Ferdinando Maggio
Ufficio Stampa Cestistica Città di San Severo

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