2016 Andrea QuarisaBig Q lo conosciamo tutti, è proprio un bravo ragazzone, dice sempre quel che pensa ed è beniamino dei tifosi anche per questa sua spontaneità. Ha dimostrato attaccamento alla piazza e grande forza d'animo nell'affrontare il suo infortunio. 

D: Ciao Andrea, cominciamo proprio dal fattaccio brutto di gara 2: dicci la tua versione e così la chiudiamo una volta per tutte.

R: "Sì, facciamo chiarezza visto che ho sentito "della qualunque". Durante la partita il ginocchio ha ceduto, pareva fosse uscito e rientrato dal suo asse ma senza dolore e il mio secondo ingresso in partita non ha peggiorato le cose. Ho detto al mio caro amico Giuseppe De Bellis "o mi son rotto tutto o niente". Purtoppo non era la seconda ipotesi: lesione totale del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, operato il 10 Giugno a Reggio Emilia per ricostruire il legamento e regolarizzare il menisco mediale (per il cervello niente da fare)."

D: E a seguire ?

R: "Il vero dolore e la sofferenza son subentrati dopo, specie nel primo mese e mezzo di fisioterapia a Mestre, ma sono stati mitigati dalle innumerevoli dimostrazioni di affetto e sincera preoccupazione. Piero Coen, su tutti, quasi un secondo padre. Le sue telefonate sono andate ben oltre l'interessamento professionale (Piero inedita Mamma Chioccia?). Il percorso è stato molto impegnativo ma ora posso dire con assoluta convinzione che sono totalmente guarito."

D: Benissimo, era quello che tutti volevamo sentire. Ed ora quali altri passi? 

R: "Finalmente da questa settimana riprenderò gli allenamenti con la squadra e spero di sedere in panchina al più presto. Portiam ancora un pò di pazienza ma ormai è tutta discesa."

D: Parlaci della nuova squadra. Abbiamo notato - anche gli arbitri - che li hai sempre sostenuti in modo vigoroso.

R: "Certo. Sono miei compagni di stagione, tutti bravi giocatori ed alcuni anche buoni amici. Siamo già un bel gruppo e rispetto ai pettegolezzi che ci vogliono divisi dico chiaramente che sono del tutto infondati (Lord Quarisa!). Gli alti e bassi di queste prime uscite stagionali non dipendono dal clima di spogliatoio. Dominiamo con Pescara e perdiamo con Porto Sant'Elpidio. Ci sta, specie ad inizio campionato e non credo che la mia sola presenza aggiuntiva avrebbe cambiato le cose. Anche l'anno scorso abbiamo avuto degli scivoloni,  per esempio proprio con Monteroni. Comunque abbiamo guadagnato tutti i 6 punti casalinghi (Ricorda qualcosa?)."

D: Quale sarà l' antidoto giusto?

R: "Sempre lo stesso, tanto caro al nostro coach: lavoro, lavoro e ancora tanto lavoro. Da condire con il sostegno di ogni componente dell'ambiente (come da slogan: nessuno escluso). L'amalgama tanto invocato deve nascere e crescere dalla partecipazione di tutti  e non solo di squadra e staff tecnico. Da parte nostra sappiamo che qui a San Severo, per essere apprezzati il minimo da dare è il 110 %."

D: Da dove dobbiamo ripartire?

R: "Innanzitutto archiviamo la scorsa stagione e teniamola nei nostri cuori e nel nostro blasone. Certo 17 vittorie consecutive sono un parametro di riferimento sfidante ma con il passato ci facciamo poco (forse il sugo!). Da quello che sento in giro, oltre Tavoliere, siamo visti sempre come la squadra da battere. Apparteniamo alla parte nobile della classifica e - specie in prospettiva - veniamo collocati top 4."

D: La società infatti è serena e paziente.

R: "Ringrazio la società, davvero tutti, perché non mi ha mai fatto mancare alcun sostegno e non parlo solo degli aspetti... pratici. Sapere che i risultati vengono considerati come effetto di un buon lavoro ragionato e programmato mi sembra molto motivante. Non pecepisco ansia, anzi io in prima persona posso testimoniare che si procede sempre con prudenza. La serietà del gruppo dirigente è stato uno dei dei motivi per cui ho voluto fortemente la riconferma."

D: Insomma: voglia di riscatto e calore della piazza a parte, perché ti piace San Severo? 

R: "Te lo dico con questo aneddoto. Mia madre, per cui sempre sarò "ilpiccinocuoredimamma", vorrebbe giocassi il più possibile vicino casa ma quando le ho comunicato la mia scelta (dai, son solo 600 km) ha detto: "son contenta che rimani a San Severo perche lì ti vogliono bene."

D: Ultima domanda ad alzo zero. E con la testa? Superato il colpo?

R: "La testa c'è (ma quando mai!). La testa sulla gamba anche. E come finisce la storia ho proprio voglia di chiederlo al parquet. Da questa esperienza ho imparato a fissare piccoli obbiettivi quotidiani da superare con determinazione e costanza. Ora resta solo l'ultimo gradino di maturità: quello di trasformare tutto in energia positiva."

PER ASPERA AD ASTRA.

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