Taglio basso 2.0: Giuseppe Catalano

Giuseppe CatalanoIn occasione del conferimento della prestigiosa Stella di Bronzo al merito sportivo CONI abbiamo raggiunto Giuseppe Roberto Pasquale Catalano (aka Pinuccio) per saperne di più su questa importante onorificenza e scambiare due chiacchiere sullo stato dell'arte del basket nostrano.

D: Professor Catalano -  la posso chiamare Pinuccio?  - ci può spiegare cosa rappresenta la benemerenza ricevuta?

R: “Certo. (Vale per entrambe le domande!) La Stella al merito sportivo viene conferita dal CONI per premiare enti e personalità sportive che si siano particolarmente distinti nel loro ruolo. La stella di bronzo è il primo dei tre gradi di onorificenza (seguono argento e oro). Nel mio caso mi vien dato "merito" per tanti anni di attività e amore per lo Sport, trenta come arbitro per la Pallacanestro ma non solo, visto che per dieci anni ho anche ricoperto il ruolo di sostituto procuratore per la Federazione Italiana Gioco Calcio. Due grandi passioni, il basket e il calcio, che mi sono state trasmesse da mio padre e da mio zio Simone Mascia, che mi hanno accompagnato sui campi di tutta Italia”.

D: Cominciamo dall'inizio ...

R: “Sportivamente nasco nel boom della Cestistica: erano gli anni d'oro di Walter Magnifico, dei ragazzi di Cosimo Morfeo e degli appassionati del Basket Club. Per la neonata Radio Tele Zuma curavo, con Michele Romano, le rubriche sportive e le trasferte. Ricordo radio-cronache fatte con mezzi "pionieristici: telefonia analogica con Antonio Cirino alla "consolle" e megafoni sul Viale della Villa. Sono poi passato all'arbitraggio giovanissimo su suggerimento di Cesare Canei, visto che come giocatore avrei avuto poche speranze di raggiungere livelli dignitosi (non la buttavo mai dentro!). Uno degli aspetti accattivanti dello sport è che ciascuno può trovare il suo modo di stare nell'ambiente. (Arbitri. Vogliamo bene pure a loro, in fondo in fondo...!)”

D: Quando la svolta ?

R: “Durante gli studi universitari a Firenze: conobbi Alfio Nelli nella sua doppia veste di segretario della Facoltà di Scienze Politiche e arbitro nazionale. Grazie al suo sostegno e agli insegnamenti di Ninì Ardito e Aldo Albanesi, ho intrapreso la carriera che mi ha portato a raggiungere il più alto livello, come sanseverese...ma sarebbe ora che qualcuno mi superi! Anche dopo la laurea e nonostante i tanti impegni professionali, ho sempre cercato di ritagliarmi un po' di sano tempo per coltivare le mie passioni sportive”.

D: Pinuccio, mi tracci un quadro del Basket giallonero...

R: “Il 2014 è stato un anno buio per il nostro basket, ma anche quello che ha visto la rinascita, fortemente voluta dall'Amministrazione Cittadina. Fu Vanni Peluso Cassese, a nome dei Neri per Sempre, per primo a segnalare la gravità della situazione e a chiamare a raccolta gli amanti del basket. Ma il grande merito è di Amerigo Ciavarella che ha accettato con coraggio la sfida della ricostruzione, partendo dalle basi sociali, dall'esperienza e dal titolo sportivo della Alius. La sua capacità più grande è stata quella di costruire con pazienza e serenità un gioco di squadra con l'obiettivo del coinvolgimento di tanti amici appassionati. E questo bel progetto mi ha coinvolto con entusiasmo: pur vivendo fuori, ho sentito l'obbligo morale di attivarmi e dare il mio contributo per sensibilizzare vecchi e nuovi appassionati”.

D: Professor Pinuccio, ultima domanda. Cosa serve per " essere promossi " (come realtà sportiva che avevate capito!)

R: “Continuare il cammino intrapreso. Un progetto solido poggiato su tre pilastri. Il primo: l'organizzazione della società. Bisogna avere tanti dirigenti, soci, sponsor sostenitori e abbonati. Un successo duraturo si può fondare solo su una società molto ben strutturata, cresciuta nelle sue diverse funzioni e dimensioni, con tante partnership non solo commerciali e che attragga imprenditori e appassionati da tutta la provincia. Il secondo, quello a cui tengo di più: il settore giovanile. Bisogna permettere al maggior numero di ragazzi e ragazze di avvicinarsi al basket e di trovare in campo la propria dimensione. Riuscire a farli appassionare per ovviare alla chiassosa "solitudine" del sistema di comunicazione digitale e per educarli a giocare di squadra, al confronto con le difficoltà, ma anche con le soddisfazioni reali. Il terzo e ultimo pilastro è il palazzetto Falcone e Borsellino... Una bellissima struttura, tra le migliori del Mezzogiorno (anche esso eredità dei successi della Cestistica), che può diventare il punto di riferimento per portare in città tornei e manifestazioni sportive di livello nazionale”.  

Pinuccio: summa cum laude.

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