Panizza Nicolas AllenatoreTAGLIO BASSO ANZI MINI... MINIBASKET CON NICOLAS PANIZZA
D) Nicolas conosci la prassi. Dicci!
R) Ciao a tutti, mi chiamo Nicolas Panizza e sono nato a Montevideo (o meglio San Felipe y Santiago de Montevideo, capitale dell'Uruguay) il 26.01.84. Ho frequentato la  scuola superiore linguistica (avrà studiato aramaico) e ora lavoro come allenatore di Basket.

D) Quando hai mosso i tuoi primi passi cestistici?
R) Ho iniziato da piccolo e al mio Paese ero inserito nel settore giovanile della squadra nazionale ma subito dopo le superiori sono venuto in Italia.

D) Fammi indovinare: doppio passaporto?
R) Esatto! Il mio trisavolo italiano era un sarto di Borgo Alessandrino (un piemontese, neee). Ero ad un raduno nazionale ed un procuratore, avendo letto il mio cognome, mi ha proposto di venire in Italia. Da giovane spensierato ho accettato senza indugio  e sono approdato a San Severo. (pensa te!).  

D) Da Montevideo a "Sansevero" senza passare per il via.
R) Sono venuto a San Severo per giocare ma ci ho messo poco a capire che come giocatore non sarei stato "determinante" (W l'onesta intellettuale!) e quindi, sin dall'inizio, chiesi alla società se potevo allenare per impiegare il tempo libero in modo utile. Mi è sempre piaciuto ascoltare e vedere gli allenatori: come si muovono, come prendono decisioni, come gestiscono la squadra. (Son tante le persone in campo, tutte importanti!). 

D) Sì, ma il momento della svolta qual é stato?
R ) La società (ndr Alius) aveva deciso di avviare un progetto dedicato al basket giovanile e Milutin Petrovic (mitico, aggiungo io) mi ha fatto capire...con la sua proverbiale diplomazia, che era meglio "avviarmi" come allenatore e mi ha, di fatto, iscritto al primo corso allenatori. (Possiamo immaginare: "Nicolas tu no buono giocatore ... ma forse esci buono allenatore", ovviamente senza offesa). Si  proprio cosi! Tutto quello che sono lo devo a quest'input iniziale (prodotto tipico locale italo-uruguayo).

D) Quale trafila ti sei sobbarcato?
R) Ci sono molti passaggi teorici e pratici. In breve si inizia come allievo allenatore, poi allenatore base poi ci sono periodi di decantazione per fare esperienza e attività federale. Fino ad arrivare alla "mia" qualifica, quella di Allenatore Nazionale. (Capisco la gavetta ma non è cosi manco Medicina. Siamo alle solite: largo ai giovani. E dopo Repesa .... Nicolas!). 

D) Sei giovane ma già con diverse esperienze in borsa. Da minibasket a prime squadre. Quale ambito ti è più congeniale?
R) Amo la nostra prima squadra e poter partecipare alla gestione complessa di un team maggiore è stimolante ed appagante. Anche i giocatori maggiori, se sono intelligenti, sanno che hanno sempre da imparare ...come anche gli allenatori. In quel ambito la cura dei particolari è fondamentale. Altro è  plasmare un giocatore dalle basi. La maggior gioia è veder un tuo ragazzo crescere bene e raccogliere soddisfazioni in campo. Penso per esempio all'esordio Francesco Cota in prima squadra con Piero Coen. E' stato un momento emozionante anche per me.

D) Ecco parliamo dei giovani di oggi. Il Basket è ancora accattivante o subisce la concorrenza di altre forme di svago? 
R) La guerra tra relazioni umane concrete  e social network esiste ed è marcata ma, ripetendo le parole di coach Capobianco, tocca a noi  allenatori/educatori seguire l'andamento e trasformarci per fare emergere l'amore ed il sogno. Siamo noi che dobbiamo alimentare e sostenere la determinazione dei ragazzi, imparando la loro lingua, relazionandoci con le famiglie e lavorando in una società che fornisca strumenti adeguati.

D) E' una questione di autorevolezza?
R) Certo. Devi essere il primo entusiasta ed ottimista.  Se sei convinto e motivato riesci ad avere sempre buon seguito. Devi essere credibile, cosi i ragazzi non si distraggono, anzi sono felici di fare quei sacrifici che uno sport cosi tecnico come il nostro, richiede. Per esempio io quest'anno non ho perso nessuno per strada, forse uno solo. Questo è merito anche del contesto. Il nostro progetto prevede di far rinascere in primis la passione cittadina per il Basket a 360 gradi.  Fa parte dei nostri piani  avere una capacità inclusiva ma senza sconti e scorciatoie (quando il gioco si fa duro... ). 

D) Da zero a cento, dove siamo con il settore giovanile? Quali gli obiettivi di prospettiva?
R) La nostra società non scherza! Il primo grande passo è stato fatto decidendo di investire e credere nella creazione di uno staff serio e completo per le giovanili. Penso alla figura del preparatore fisico, che sta diventando  importantissima per completare la crescita sportiva. Stefano Bevere, Antonello Falcone e Fabio Sacco sono preparati ed indispensabili per far crescere "fisicamente" i ragazzi.  Abbiamo visto che lavorando sulla parte fisica si ottengono anche maggiori miglioramenti tecnici. Il  prossimo traguardo è fare reclutamento esterno, provinciale e magari andare  anche oltre (oltre il Celone?). 

D) Che ne pensi del roster di quest'anno?  
R) Sono 11 anni che sono qui e devo dire che tanti giocatori seri e professionisti tutti insieme non li avevo mai visti. E' un gruppo di persone davvero affiatato, dal gran livello tecnico. Quando posso vado a vederli in allenamento ed è piacevole scambiarci anche due chiacchiere. Ora impiego il tempo libero, per esempio la mattina, per  dare una mano e lo faccio con piacere (E quest'anno non devi nemmeno  fare la staffetta delle urla con Piero ). Si grida perché il palazzetto è sempre pieno altrimenti non ci ascoltano! (se, se). 

D) Ed ora momento gossip. Come vi siete incontrati?
R) Io mi sento veramente fortunato; ho sempre avuto la sensazione di essere benvoluto e nel mio percorso di vita qui a Severo ho trovato anche l'amore, nella splendida persona di Mariella. Tutto è iniziato per caso. L'ho incrociata la prima volta  per strada (per caso!) e poi diciamo l'ho incontrata tante altre volte (sempre per caso?). Sempre per caso...ma sempre meno per caso. Ormai conoscevo tutti i suoi movimenti e orari, un vero stolker (Ha imparato bene a fare "la posta"!). Ci siamo sposati e abbiamo un figlio Gabriel e se Dio vuole potremmo fare il bis ....

D) Pappa e ciccia. Che ti piace di più del nostro umile desco?
R) Venendo in Italia ho capito che avevate ragione. Oltre qui non ce n'è per nessuno. Pensa che ho messo 30 kg. Sono diventato un buongustaio  e in perfetto stile italiano ormai non credo che sia cucina migliore. Un piatto su tutti: fave e cocorie con l'olio crudo. Cosi semplice ma cosi gustoso. Amo il pane, non manca mai in nessuna casa sanseverese. Per quanto riguarda le bevande gusto sia la birra che il nostro vino. (capito i 30 kg ....del resto non deve correre ma far correre!). 

D) 30 secondi per saluti e pronostici.
R) Saluto tutti  gli appassionati e quelli che, grazie al Basket, son poi diventati anche cari amici. Mi auguro che la nostra stagione continui in modo positivo, che continui ad andare oltre le aspettative. A questo punto mi auguro che si arrivi alla  finale play off.

A OTRA COSA MARIPOSA

San Severo, 16 Marzo 2016

A cura di Pippo Mimmo

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