VARRONETAGLIO BASSO... non direi proprio. Sono 213 cm!
Ciao, oggi siamo con Davide Varrone.
D) Davide declina generalità e  studi effettuati.
R) Ciao a tutti, mi chiamo Davide Varrone, sono nato a Genova il 16 agosto '91. Mi sono diplomato allo Scientifico "Da Vinci" e ora studio Scienze Diplomatiche Internazionali, (Chee? Ai miei tempi le facoltà erano 8!).  

D) Diciamo che sei lungimirante. Già prepari la carriera alternativa.
R) L'idea è quella. Mi mancano 3 esami. Poi dovrò fare una specialistica (capito: SECCHIONE!).

D) A che età muovi i tuoi primi passi cestistici? E sotto quale spinta?
R) E' stato un incontro casuale. A 5 anni ho provato questo "strano sport" nella squadra del mio quartiere Granarolo (non quello del latte!). Ho testato anche altre discipline (nuoto e ginnastica) ma nessuna mi ha dato le stesse emozioni.  Poi sono approdato alla Benetton Treviso, dove ho terminato le giovanili e la passione si è consolidata. (bravo il ragazzone!). 

D) Ma la tua crescita fisica come è avvenuta? Da nano a gigante?
R) Ho avuto una crescita abbastanza graduale e le mie prime esperienze atletiche son servite per imparare la coordinazione. Sono cresciuto piano anche nella consapevolezza del Basket... che certo non è il calcio quanto a complessità tecnica.

D) Prime esperienze professionistiche e prime soddisfazioni?
R) Sono entrato nel mondo dei grandi in serie B a Vado Ligure (post Treviso). Alla seconda/terza di campionato ho fatto il mio esordio contro Lucca: abbiamo vinto, di poco, anche grazie ai miei primi punti in carriera.

D) Prima di approdare a San Severo che giri hai fatto?
R) Due anni a Vado Ligure, il secondo anno abbiamo anche vinto il campionato. Poi Piacenza sempre serie B.  Intermezzo in C/1 a Fabriano e anno seguente fermo. Da ultimo Caorle (quella della pizza!).  

D) Raccontaci del tuo arrivo.
R) Come sapete ero a Martina Franca, il mio procuratore un giorno mi chiama e mi dice: "sai ci sarebbe la possibilità di andare a San Severo". Ed io: "Quel San Severo? In quella squadra?". Non ci ho pensato due volte. Non vedevo l'ora di lavorare con Coen, sapendo come sa personalizzare la preparazione. Si lavora tanto in palestra ma si avverte subito la soddisfazione del fare bene. I risultati si vedono a livello di singoli e di gruppo (una fama meritata!). 

D) I primi giorni ti ho visto un pò spaesato, spero ti sia passata. Che impatto hai avuto?
R) Appena arrivato è stato difficile. Dura passare da zero a mille in un giorno! Giungere a metà campionato, nella squadra in corsa per il primo posto (era nella settimana pre Montegranaro). Per giunta ero fermo da qualche giorno per un piccolo infortunio. Pian piano mi sono inserito nel sistema di allenamento, di certo più intenso ma d'altro canto più stimolante ed ora credo di poter dare il contributo che mi verrà chiesto.

D) E che ne pensi della società?
R) Una società di categoria superiore. Siamo in B ma veniamo trattati come in serie A. E' molto confortante essere seguiti con tanta cura. Ho una sistemazione ottima, in una gran bella casa con conviventi simpatici!

D) Ti piace il nostro "pacchetto ultras"?
R) Da avversario devo dire che davvero si fanno sentire e riescono a mettere pressione, corretta ma non trascurabile. Da giocatore di casa ne apprezzo ancor più la forza di sostegno e il calore. Sentire i cori di incitamento anche fuori casa poi è impagabile. Abbiamo l'arma in più!

D) A cosa ti dedichi nel tempo libero? Hai sostituito degnamente Vitanostra nella casa dei Nerd?
R) Tempo libero "vero" ne ho poco. Quando posso, infatti, cerco di studiare. Leggo libri inerenti le mie materie di formazione e seguo la Sampdoria (E dove gioca? Tu e Fazio la mantenete). Non sono al livello di Giovanni ed Iris ma mi diverto a giocare con loro (...alla X box si intende!). Stiamo bene insieme e questo è molto importante.

D) Ed ora la chiosa di prassi: trenta secondi per un saluto, un invito e un pronostico.
R) Inizio con il salutare la mia famiglia e la mia ragazza. Invito i tifosi ad esser sempre presenti, anche a Monteroni (portatevi i cuscini che sono 4 ore di viaggio!) e, se possibile, a non calare mai intensità del sostegno. Pronostici non se ne fanno per scaramanzia ma se ci sosterrete sempre, ci toglieremo ancora tante soddisfazioni insieme. (Sì! ha una carriera assicurata!).

Maestro riusciremo ad uscire?
Non senza difficoltà, Adso! (omaggio a Umberto Eco).
San Severo, 25 Febbraio 2016

A cura di Pippo Mimmo

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